L’uragano dei sogni


E’ pur vero che oramai, riguardo alla informazione e a quanto si vede su internet e sui social, siamo abituati a tutto. Il dominio dell’inutile, delle bischerate e, peggio, del falso e della speculazione a scopo pubblicitario e commerciale, fa sfoggio e sovrasta l’utile, la sostanza e la cultura.

Certamente pazienza, giacché non è che si possa impedire a chicchessia di postare o scrivere bischerate. Quello, però, che si dovrebbe impedire sono, quanto meno, le baggianate scritte da chi rientra nel quadro di una informazione pubblica e di pagine che si assumono il ruolo di diffondere notizie collegate a meteo ed a scienza in genere. Io posso anche scrivere che la terra è piatta, non farei altro che fare pena e risultare un perfetto idiota. Ma non può scrivere baggianate chi ha la responsabilità di un servizio informativo pubblico.

La parola uragano fa certamente effetto, e figurarsi se non lo fa il dire che un certo uragano raggiungerà l’europa e avrà influenze anche sull’italia. Scrivere robe simili, in un mondo di persone pensanti, non otterrebbe alcun risultato. Ma in un mondo di allodole finisce per fare effetto ed ottenere un guadagno. Ebbene, certi siti si permettono di farlo; ovvero, si permettono, praticamente, di scrivere che la terra è piatta o di scrivere cose, in termini di cose serie e veritiere, equivalenti. E se per civiltà si intende un mondo dove prevale il bello sul brutto, il buono sul cattivo ed il vero sul falso, in termini di civiltà non mi sembra che non ci siano margini di miglioramento. E ci sono sicuramente. E ci sarebbero se esistessero enti certificati e qualificati che, come una sorta di corte costituzionale, controllano l’informazione di siti che si definiscono di informazione scientifica e di servizio pubblico ed impediscono loro di scrivere cose fuori luogo. Il mio disegno descrive la situazione generale di questa mattina ed identifica la posizione dell’uragano “danielle” sull’atlantico, mentre la simbologia ne descrive lo spostamento e i destini da oggi al giorno 12 settembre. Chi sa di meteo sa perfettamente che uragani del genere, che si incanalano nei flussi dominanti ovest-est, possono raggiungere le coste occidentali dell’europa e, in taluni casi, sotto forma non più di veri uragani ma di profonde depressioni atlantiche, coinvolgere le coste del continente e, più spesso, quelle nord-occidentali.

Ma sa anche che il loro destino è quello di tempeste destinate a progressivo indebolimento e a diventare, alla fine, semplici saccature o normalissime depressioni oceaniche. E sa, a maggior ragione, che l’eventualità che una tempesta del genere possa raggiungere il mediterraneo e presentare il relativo conto è da ascrivere al libro dei sogni. Chi non lo sa o chi lo sa ma vuole attirare le allodole scrive o può tendere a scrivere il contrario…

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