Le speranze azzorriane della prima decade di luglio


La situazione continua ad essere dominata da un quadro anticiclonico di matrice africana ma con la possibilità, nell’arco delle prossime 24/48 ore, di un transito di instabilità o di un certo sfondamento da ovest sul nord-italia.

La componente sud-occidentale che risucchia aria umida a tutte le quote è in grado di materializzare estensioni nuvolose anche sulle regioni centrali ma, in questo caso, il flusso o il relativo nastro trasportatore non trova i riscontri dinamici e termici in grado di produrre di più. La solida presenza del ramo africano del sub-tropicale costringe le infiltrazioni degne di nota a fluire lungo la suddetta componente sud-occidentale ma non oltre una certa latitudine verso meridione.

Tant’è che, dopo detta fase, più infiltrativa, in dirittura del fine settimana il medesimo africano può riprendere quota e consistenza con la minaccia di una rimonta, destinata soprattutto alle nostre isole, davvero significativa.

A fronte di un quadro del genere, tutt’altro che accattivante, c’è però, e per come già individuato in precedenza, la possibilità che detta rimonta possa risultare assai temporanea in virtù di un quadro tendenziale, marcato dalle azzorre o dal ramo atlantico del sub-tropicale, che può scongiurare una durevole onda di calore di tale segno, annullare il cut-off iberico e disegnare il profilo di un anticiclone ben disposto in oceano e ben strutturato anche lungo i paralleli.

Ecco che, nel corso della prossima settimana, potrebbero venire a determinarsi i termini di un certo declino dell’africano a favore di un contesto anticiclonico esteso dall’atlantico all’europa occidentale e favorevole a correnti, meno estreme o più gradevoli, più occidentali se non nord-occidentali.

Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 3/4 luglio, ancora segnata dal promontorio africano in temporanea risalita e supportato dalla falla iberica, mentre la simbologia delle frecce piccole vuole rappresentare la successiva evoluzione sostenuta dall’espansione delle azzorre e dal regresso dell’africano…

Fortissima e prolungata fase calda sahariana sull’Italia 🔥🤒🔥

Fortissima e prolungata fase calda sahariana sull’Italia.

🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥Se continua così sarà l’estate più calda dal 1800 🤒🤒🤒
Sensibile aumento della temperatura nei prossimi giorni sulle regioni centrali e meridionali dove si toccheranno valori anche superiori ai +40 gradi.


Anche sulle regioni settentrionali proseguiranno le temperature ampiamente sopra la media ma a tratti ci saranno dei veloci temporali locali.

Situazione preoccupante soprattutto per anziani e bambini e per chi soffre di alcune patologie croniche.

Questa canicola intensa potrebbe durare molti giorni.

A cura del dott. Centra Massimo

INIZIA DA OGGI L’ONDATA DI CALDO PARTICOLARMENTE INTENSA SU TUTTA LA PENISOLA🌡️

NotizieMeteoItalia

Come previsto da tanti modelli, inizia da oggi l’ondata di caldo africano che investirà molte regioni della penisola.


Dalla prima mappa qua sotto di GFS possiamo vedere le temperature previste domani a 850 hPa, cioè a 1500 metri circa: praticamente tra centro e sud Italia avremo termiche tra +25 e +27, il che significa che raggiungeremo temperature in pianura fino a +40/+42° e questo lo possiamo vedere anche nella seconda mappa del modello americano GFS.


Le regioni più colpite da questa forte ondata di caldo saranno l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio e più in giù tutto il sud Italia (nessuno escluso ).

Io da collaboratore e da amministratore di questa pagina mi impegnerò giorno per giorno ad aggiornarvi su questa ondata di caldo. Ovviamente si raccomanda la massima attenzione per i colpi di calore improvvisi e ovviamente all’altissimo pericolo di incendi. La siccità sta aggravando il tutto.

A cura di Lorenzo Arrotini

Le possibili dinamiche meteo di fine giugno/inizio luglio…


La situazione prevista tra fine mese ed inizio luglio ed illustrata dal mio disegno è emblematica, e lo è nel delineare un contesto meteo nel quale ad una solida presenza sub-tropicale africana corrisponde una altrettanto significativa presenza sub-tropicale oceanica tendenzialmente influente. Detta possibile influenza tendenziale rappresenta, rispetto alla situazione attuale, un fatto relativamente nuovo che ridisegna l’azione anticiclonica nei termini di un anticiclone ibrido e non più ad impronta esclusivamente africana.

Il che non significa certamente chissà quali riduzioni delle temperature ma può costituire il segno di qualcosa che promette certi tipi di evoluzioni future. Attualmente, infatti, i due rami anticiclonici suddetti risultano alquanto estranei e lontani tra loro, separati da una persistente saccatura in azione praticamente stazionaria sull’europa nord-occidentale.

La stessa saccatura tenta di estendere la sua influenza più a sud, promuovendo infiltrazioni che riescono anche, a fasi alterne, a coinvolgere le nostre regioni settentrionali, ma ci riesce con una certa fatica (mentre scrivo sta, ad es., transitando della instabilità con rovesci anche sul nord della toscana ma si tratta di un fugace piccolo cluster molto isolato). Il dinamico baluardo africano, che riesce a spingersi sino sull’europa settentrionale producendovi, per come si vede nel disegno riferito al medio termine, un cut-off anticiclonico, frena ogni possibilità di franche spinte atlantiche e, sulla base di un campo barico mediterraneo persino debolmente ciclonico al suolo, riesce a richiamare aria africana anche nei bassi strati, aggravando il contesto climatico di questa fase.

Al netto della possibilità di ulteriori piccole temporanee sue erosioni capaci di far entrare qualche infiltrazione sempre sul nord-italia detto baluardo continuerà a risultare protagonista anche nel corso dei prossimi giorni. Tuttavia, per come detto, è possibile che, nel corso dei primi giorni del prossimo mese, si abbiano la mobilizzazione della saccatura menzionata ed una ridistribuzione dei massimi in senso ibrido associata ad una certa espansione anche verso est dell’azzorriano.

Un fatto questo che, nonostante un corrispondente minaccioso temporaneo rinforzo anticiclonico africano sul nord-africa possibile sinonimo di ulteriori salite termiche su isole ed estremo sud, può rappresentare l’inizio, nella prospettiva del lungo termine ed a partire soprattutto dalla metà della prima decade del mese, di una fase nuova, meno africana e più occidentale…

FORTISSIMA ONDATA DI CALDO AFRICANO DALLA PROSSIMA SETTIMANA. ALLARME SICCITÀ SEMPRE PIÚ GRAVE 🌡️

Purtroppo giungono sempre più conferme sull’ondata di caldo in arrivo dalla prossima settimana e queste conferme non sono buone per niente.


Nelle immagini sono esposte le mappe delle temperature secondo il modello americano GFS: da lunedì per tutta la settimana circa addirittura verranno superati i 40 gradi nelle regioni del centro e sud Italia; valori veramente esagerati per il periodo pensando che già da settimane stiamo avendo temperature alte e l’estate è appena iniziata.

Va aggiunto anche che la siccità si sta aggravando sempre di più soprattutto al nord Italia (con il fiume po completamente in secca) e al centro Italia; basti pensare che il lago Trasimeno in Umbria, con 6 metri di profondità, si é abbassato di oltre 1 metro e mezzo. E non si intravedono piogge degne di nota !

Seguono aggiornamenti !

A cura di Lorenzo Arrotini

Il duello tra atlantico e sub-tropicale


Il tema meteo di base continua ad essere la competizione tra un atlantico costretto a fare vortice sull’europa nord-occidentale e un promontorio africano capace di disporsi in meridiana sino sull’europa centrale.

Il forcing oceanico non appare tale da riuscire a sfondare in modo franco verso levante e verso sud-est, in un contesto nel quale eventuali modesti suoi successi alle latitudini delle alpi o del nord-italia risultano temporanei.

La moderata occidentalizzazione prevista nel corso delle prossime 48 ore può segnare il passaggio, su queste aree, del transito di una certa variabilità o di una certa instabilità, successivamente, però, ad inizio settimana, di nuovo respinte da un africano in ripresa. Con ultime emissioni di medio-lungo termine appena appena meno estreme di quelle precedenti si può, tuttavia, sperare in un fine mese ed in un inizio di luglio certamente sempre governati sostanzialmente dalle alte pressioni ma anche non così estranei a nuovi tentativi atlantici di indebolirle sempre sul nostro centro-nord.

In tal senso potrebbe fornire un certo supporto alla causa un quadro di alte pressioni destinato si a persistere se non a consolidarsi ulteriormente alle basse latitudini ma destinato anche a presentare significativi valori barici anche ad ovest sull’atlantico…

Quell’ostinato africano🔥


Il problema è sempre quello. Con un azzorriano che, ogni tanto, ci prova (come qualche giorno fa) ma che non trova il modo di affermarsi in modo duraturo, e con la componente africana dello stesso sub-tropicale sempre assai vivace, diventa difficile poter godere di un’estate gradevole e, ogni tanto, anche interrotta da fasi atlantiche più instabili.

La competizione tra spinta oceanica ed africano va molto di moda ed è, anche in questo periodo, l’elemento protagonista. Così come lo stesso elemento è e continua ad essere un dilemma anche per i calcoli fisico-matematici dei modelli, tra momenti in cui l’atlantico sembra poter sfondare e momenti in cui tutto rientra e riprendono quota le quotazioni del muro anticiclonico. Detto muro è così presente da rendere relativamente illusorie le prospettive di affondi legate a rimonte anticicloniche sino alla groenlandia ed all’islanda.

Tuttora, infatti, la configurazione euro-atlantica vede una discreta rimonta dell’azzorriano in oceano con il conseguente affondo lungo le coste occidentali del continente e fino a ridosso della spagna, ma vede anche il promontorio africano occupare il mediterraneo ed ostacolare detto affondo fino al punto di trasformarlo in una sorta di semi-cut/off bloccato e persino parzialmente in retrogressione.

Quanto lo stesso affondo, sulla base di una certa vivacizzazione dello zonale ad una certa latitudine, riuscirà a diventare una moderata ondulazione negativa in grado di procedere verso est o nord-est ed erodere, più o meno parzialmente, l’area anticiclonica mediterranea, è dato di saperlo ancora fino ad un certo punto, giacché regna, al riguardo, un discreto grado di incertezza.

Alla luce delle ultime emissioni si può tuttavia e per fortuna, ritenere che, alla fine e seppur con modi non così rapidi e significativi, la spinta atlantica possa, in qualche modo, proporre un disegno euro-oceanico in generale ciclonicamente più incisivo e tale da, intorno ai giorni di metà decade, segnare un certo indebolimento dell’anticiclone, quanto meno sul nord-italia ed associato ad un flusso occidentale relativamente instabile.

E ci fermiamo qui perché addentrarci in quello che potrebbe essere il finale di mese o l’immediato inizio di luglio equivarrebbe a fare della letteratura fantasy.

Il disegno con la simbologia a supporto si riferisce alla situazione prevista in quota intorno ai gironi 24/25, ed ovvero alla situazione della fase in cui si potrebbe registrare quel più o meno temporaneo indebolimento dell’africano sopra descritto…

L’incomodo dell’africano…


Il disegno della situazione prevista in quota intorno ai giorni 21/22 di inzio terza decade ci racconta molto bene del problema ramo africano del sub-tropicale. Il medesimo ramo, diventato oramai una sorta di ossessione estiva dei freddisti e non solo, riesce talora anche a sconfessare certi forecast di medio-lungo che lo vedono ritirarsi o cedere il passo.

Rappresenta una sorta di muro poco arrendevole, resistente, e sempre pronto a rialzare la testa una volta indebolito. E’, certamente, unito alla latitanza delle azzorre, un segno climatico di questi ultimi anni o decenni, da contestualizzare nell’ambito di un processo più o meno fisiologico periodico o legato al riscaldamento antropico.

Le promesse, indicate in precedenza e dettate dai vari modelli, di una terza decade più clemente e più zonale, assumono contorni più sfumati ed incerti, proprio per gli effetti della ostinazione sub-tropicale menzionata e di una ostinazione certamente maggiore del previsto. Finisce che la bella espansione azzorriana sull’atlantico e la conseguente spinta ciclonica lungo l’europa occidentale, di per sé promettenti, declinano in qualcosa di un pò illusorio e da verificare nella loro effettiva possibilità futura di cambiare la fisionomia meteo mediterranea.

Di fatto la configurazione ben ondulata ad ovest ci dice di un affondo incisivo e potenzialmente in grado di muovere verso est; ma il muro a levante è tale da non consentirlo e da far si che il sistema atlantico tenda a distendersi in meridiana ed a stazionare. Va detto, però, che non tutto è perduto, e che la partita non è del tutto chiusa. E non lo è perché, seppur con minore energia e con un certo ritardo, il sistema ciclonico suddetto, dopo una prima fase di blocco e di discesa verso sud, potrebbe effettivamente, più o meno agganciato dal flusso oceanico, forzare verso levante lungo una direttrice sud-ovest/nord-est, indebolire il promontorio e coinvolgere il nord o il centro-nord.

Il che vorrebbe dire ammettere, intorno ai giorni di metà decade, un certo allentamento, più o meno temporaneo e su quelle aree, del clima dell’africano. Vedremo. La simbologia del disegno serve a rappresentare le ondulazioni ed il possibile spostamento del sistema ciclonico sopra descritti…

La possibilità di un contesto più occidentale dopo l’africano?


I modelli confermano le dinamiche già inquadrate in precedenza e che vedono protagonisti del prossimo futuro il promontorio africano, quello atlantico e la falla, a largo dell’iberia, che li separa.

La risalita di entrambi i rami menzionati sottintende una estrema vivacità del sub-tropicale, e tale da ostacolare le possibilità delle sacche atlantiche.

Ai fini previsionali, tuttavia, il relativo quadro evolutivo non appare così ben decifrabile, ed appare, invece, ancora associato ad incertezze. Se esistono pochi dubbi, infatti, riguardo ad un processo di risalita del ramo anticiclonico oceanico, non appaiono ancora così chiari i possibili movimenti del ramo africano e del vortice iberico che lo supporta.

In linea generale è ipotizzabile che la risalita azzorriana in direzione della groenlandia possa spingere un affondo lungo l’europa occidentale e ad agganciare la stessa falla iberica.

Ma occorre definire meglio i destini del muro africano e, in generale, di un sub-tropicale poco arrendevole, che potrebbe rendere detto affondo assai poco incisivo fino a trasformarlo in una saccatura poco mobile se non semi-retrograda.

Di conforto c’è il fatto che la medesima spinta africana mostra di risalire non proprio in pieno mediterraneo ma piuttosto all’altezza della spagna, con la possibilità che l’onda di calore relativa possa non risultare così inclemente.

Inoltre, bene o male, quello che appare come una decisa rimonta in oceano non può non risultare negativamente influente per l’africano e può, mal che vada alla sacca atlantica, produrre una ridistribuzione barica euro-atlantica non più orientata in senso sud-ovest/nord-est ma, semmai, in senso nord-ovest/sud-est o, comunque, in un senso più zonale e con un flusso occidentale più basso di latitudine. Vedremo.

Il disegno mostra la situazione prevista in quota nei primi giorni della seconda metà del mese nella quale, con il supporto delle frecce più grandi, si evidenziano le rimonte in oceano e tra spagna e mediterraneo occidentale, mentre le frecce più piccole intendono rappresentare l’evoluzione generale successiva descritta ed orientata nella direzione della possibilità che la saccatura muova verso est e che si venga a determinare un ridisegno del profilo generale in senso zonale…

Caldo e temporali locali sull’Italia nel pomeriggio sera odierno.

Tra pomeriggio e sera saranno possibili dei locali temporali sulle regioni settentrionali e sulle zone interne del centro e del sud ed in particolare sulle zone Alpine ed appenniniche tirreniche.


Tutto ciò sarà causato da deboli infiltrazioni in quota di aria fresca da nord est.


Continuerà a fare piuttosto caldo con valori termici superiori ai +30 gradi su diverse località Italiane.

A cura del dott. Centra Massimo