Focus perturbazione 9/11 dicembre

Iniziamo subito col dire che c’è una possibilità di vedere qualche fiocco molto basso (se non a livello di pianura) nelle prime ore di domani su alcune aree di Lombardia e Piemonte. Le notti serene in pianura padana hanno permesso di immagazzinare area fredda nei bassi strati (il cosiddetto “cuscino”); serbatoio che verrebbe utilizzato all’arrivo delle prime precipitazioni (per altro molto scarse al nord ovest).

Procedendo verso est le piogge aumenteranno così come anche la quota neve, e quindi più difficile che possa fioccare su Emilia e Veneto pianeggianti.

Spostandoci invece sul Trentino Alto Adige sono altamente probabili nevicate su Rovereto, Trento e Bolzano; fino a 10/15cm nei primi due casi, dovesse tenere fino alla fine il profilo termico, che andrà a vedere un aumento progressivo in quota: pochi cm invece sulle vallate altoatesine in quanto il flusso umido impatterà più a sud est.

Nevicate inizialmente basse anche nelle vallate bellunesi e quantitativi fino a 25/30cm a quote medie sulle Prealpi /leggermente meno su Dolomiti.

Nel resto del Paese pioggia a tratti consistente sull’alta Toscana, poi ancora sabato su Toscana centro orientale e nuovamente su grossa parte del versante tirrenico dal Lazio fino alla Campania, per arrivare più attenuata sulla Calabria tirrenica.

Meno coinvolte in genere le coste del medio/basso Adriatico

Nella giornata di domenica il ramo freddo della perturbazione, porterà altri fenomeni sparsi sul nord est e centro sud, con un netto calo termico in quota unito al rinforzo dei venti dai quadranti settentrionali, con episodi di forti raffiche al nord est e locali effetti di foehn nelle vallate alpine (previste isoterme fino a -8° a 140mm sulle Alpi orientali).

Dopo piogge e mitezza che hanno distrutto grossa parte della neve accumulata, sull’Appennino tosco-emiliano tornerà a nevicare sabato sera intorno ai 1300m di quota e il calo permetterà di vedere qualche fiocco bianco fin sotto i 600/800m nella serata di domenica qualora dovessero attardarsi ulteriori deboli precipitazioni.

A cura di Simone Scarpelli

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Il possibile quadro euro-atlantico, da qui a metà mese


Tutto il contesto meteo che ci conduce a metà mese e forse anche oltre è ben sintetizzato dal disegno della situazione generale a livello emisferico e a livello artico/euro/atlantico, riferita ad inizio seconda decade. Gli elementi che la contraddistinguono sono sostanzialmente due, e sono quelli già ampiamente menzionati in precedenza. Il primo elemento da considerare è il travaso del lobo asiatico del vortice polare verso sud-ovest e verso ovest, in senso retrogrado; il secondo è quello di uno zonale perturbato o semi-perturbato alle nostre latitudini, quale effetto dinamico complementare del flusso freddo alle alte latitudini. Le speranze dei freddisti di vedere il grande freddo scivolare sino al mediterraneo non sono proprio ingiustificate, ma contrastano con un trend che, al momento, non appare in sintonia con una tale possibilità. E questo in relazione, soprattutto, all’andamento dei flussi in quota, a livello di media ed alta troposfera. Il freddo, peraltro, può arrivare anche senza un’azione dinamica particolare, ma occorre allora l’intervento energico di un russo-siberiano termico, e meglio se ibrido, capace di estendersi verso sud-ovest adeguatamente. Al di fuori di un tale intervento diventano necessarie le azioni dinamiche che bloccano l’occidente ed aprono la porta dell’artico, soprattutto quella continentale. Nessuna delle due tipologie di azioni risulta, nelle prospettive di medio-lungo termine, al momento in campo, anche se il mai dire mai va sempre considerato. In tal senso il disegno della situazione generale di inizio seconda decade, con le frecce grandi indicative dei relativi flussi in quota ed osservabile aprendo una finestra sulla parte emisferica che guarda al settore atlantico, ci racconta benissimo del flusso freddo artico est-ovest alle alte latitudini che muove molto verso ovest sull’alto oceano, e ci racconta, nel contempo, del flusso occidentale opposto che, ondulato e dallo stesso oceano, muove alle latitudini basse e del mediterraneo. Osservando tutta la distribuzione delle basse pressioni che, da oriente ad occidente, abbraccia tutta l’area euro-atlantica, possiamo anche immaginare un corrispondente grande asse di saccatura orientato perfettamente da est ad ovest che, evidentemente, non favorisce discese del freddo da nord a sud. Le favorirebbe se lo stesso asse ruotasse in senso antiorario disponendosi lungo i meridiani sulla base di rialzi barici atlantici volti a bloccare lo zonale. Nello stesso tempo, tuttavia, al netto di una situazione mediterranea che, in quota, privilegia l’occidente e le perturbazioni che arrivano dall’atlantico, non possiamo non considerare, in virtù della dinamica delle saccature in transito da ovest e di quella delle depressioni al suolo associate, la possibilità di temporanei travasi freddi (vedi frecce blu piccole) al passaggio delle stesse perturbazioni, e non tanto per marcate azioni fredde dinamiche o vere chiusure, quanto per effetto di richiami freddi al suolo legati agli intervalli (vedi linee tratteggiate) ed alle corrispondenti temporanee chiusure mobili, sempre al suolo, da legame fra intervallo ed eventuali aree anticicloniche termiche presenti sull’europa orientale o nord-orientale. Potrebbe essere questo il caso, ad es., della depressione in transito tra giovedì ed il fine settimana, e che poi è quella che, nel disegno dei giorni 11/12, è individuabile sull’europa balcanica e centro-orientale…

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ALTALENA TERMICA SULL’ITALIA NEI PROSSIMI 10 GIORNI.

Si parte con una scaldata che interesserà soprattutto il centro sud durante il ponte dell’Immacolata 🌡️🌡️

Tra domenica 11 e lunedì 12 dicembre rapida diminuzione della temperatura su tutta l’Italia.
Seconda immagine 🥶


Da mercoledì 14 dicembre possibile nuovo incremento della temperatura da confermare.
Terza immagine🌡️

Da evidenziare che in questo arco di tempo preso in considerazione non mancheranno le piogge specie lungo il versante tirrenico e sulle regioni settentrionali. Neve sulle Alpi.

A cura del dott. Centra Massimo

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L’europa, tra il grande freddo del nord e l’autunno dell’atlantico…


Il grande polo freddo in quota che, sulla base di un rinforzo anticiclonico in sede groenlandese e della conseguente discesa del ramo asiatico del vortice polare, andrà avanzando da oriente e da nord-est sul continente, continua a non sembrare destinato a scendere oltre in latitudine.

E se alcuni modelli configurano situazioni più entusiasmanti per i freddisti la media generale dei forecast continua ad indicare un quadro tendenziale più favorevole all’atlantico e ai forcing occidentali.

Nulla di più normale. L’ipotesi, come già in precedenza detto, che la relativa estensione in veste quasi di un vero e proprio distacco di un lobo, possa coinvolgere la fascia centro-settentrionale dell’europa in un contesto da easterlies alle alte latitudini e da westerlies alle basse, risulta la più accreditata quanto la più fisiologica.

Di fatto l’andamento evolutivo del jet stream e delle sue azioni influenti è proprio quello che tende a ridurre le condizioni dello split e a incentivare i forcing che spingono dai quadri occidentali a quelli orientali. Nel disegno della situazione generale prevista tra fine prima ed inizio seconda decade, in cui appare evidente la marcata diramazione del vortice polare da nord-est a sud-ovest, le frecce più grandi blu e viola sono rappresentative del profilo del jet stream e della sua evoluzione dallo stato attuale a quello di quei giorni (da blu a viola), associata, per come si può vedere, ad uno sfumare dei forcing attuali favorevoli a rinforzi anticiclonici groenlandesi e ad un rinforzo delle spinte decise dall’atlantico.

In detto contesto simboleggiato dalle frecce viola, tra l’altro, se non è da sottovalutare la rinnovata spinta ciclonica groenlandese non lo è, certamente, neanche la indicata diramazione del getto che spinge verso le basse latitudini ad attivare un flusso sud-occidentale o meridionale.

Nella medesima figura si può, dunque, in linea generale, cogliere il senso di un profilo che, relativamente alle nostre latitudini, tende a marcare il mantenimento di aperture ad occidente e corrispondenti flussi da ovest se non da sudovest.

Al netto di una evoluzione che, in ogni caso, può pur sempre rilevare sorprese fredde da non escludere completamente, è, semmai ed anche, da considerare che, in prospettiva di lungo termine e proprio sulla base di un eventuale rinforzo della diramazione del JS che va verso sud o sud-est a largo, i conseguenti rialzi anticiclonici potrebbero non risultare così invasivi, maturare, ovvero, piuttosto a largo sull’oceano e, intorno a fine mese, definire qualcosa che può avere a che vedere con disegni meridiani da alte pressioni sull’europa occidentale e con eventuali discese fredde. Troppo presto, però, per guardare a quei giorni, per cui vedremo…

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Piogge abbondanti e neve copiosa sulle Alpi ma con poco freddo.

Molto freddo è previsto sulle nazioni centro settentrionali Europee nei prossimi 10/12 giorni.
Freddo anche sulle zone Alpine e sul nord ovest dell’Italia.


Sulle regioni centrali e meridionali temperature superiori alla media a causa di persistenti correnti meridionali.
Anomalia positiva significativa della temperatura sui Balcani, Grecia e Turchia.


Configurazione ideale per neve copiosa sulle Alpi e sull’estremo nord ovest.
Piogge abbondanti sulle regioni tirreniche, più asciutto il versante del medio e basso adriatico dove le precipitazioni saranno meno frequenti e più deboli.

Indice teleconnettivo Nao negativo fino a metà mese.

A cura del dott. Centra Massimo

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In arrivo piogge e temporali al Centro-Sud. 🔔🟡 Allerta GIALLA, sabato 3 dicembre, in 9 Regioni.

Una perturbazione presente sull’Europa occidentale richiama, verso l’Italia, correnti meridionali umide ed instabili, che causeranno dal pomeriggio di oggi un moderato peggioramento sulle regioni tirreniche, in estensione domani a Sicilia e Calabria.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dal tardo pomeriggio di oggi, venerdì 2 dicembre precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lazio e Campania, specie a ridosso delle aree costiere, in estensione, dalle prime ore di domani alla Toscana e, dalla mattinata, a Sicilia, specie settori nord-orientali, e alla Calabria, specie settori meridionali e ionici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, sabato 3 dicembre, allerta gialla su parte di Campania, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia e su Lazio, Calabria e Sicilia.

Fonte :dipartimento protezione civile nazionale

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Uno sguardo al medio-lungo termine



Mi piace molto esaminare ed analizzare la modellistica sino al medio ed al lungo termine ma considerando che più si va oltre nel tempo e più le relative proiezioni scemano di sostanza probabilistica.

Tuttavia in alcuni casi, seppur, come detto, guardare a distanza di 7-8 giorni fornisce ipotesi dalle possibilità limitate, i modelli ci offrono il disegno di evoluzioni particolarmente interessanti e, quanto meno, sia meritevoli di un approfondimento che dal valore didattico.

E’ questo il caso delle mappe che alcuni importanti istituti ci indicano per il medio-lungo di fine prima decade di dicembre e di cui prendiamo atto per il modo con cui offrono la possibilità di valutare certe linee evolutive, alcune delle quali particolarmente stimolanti per i freddisti.

Da qui a circa una settimana il trend sarà, più o meno, quello già visto ed ovvero di un quadro di valori barici, prima favorevole ad un certo moderato richiamo freddo continentale, e poi destinato ad uno spostamento verso occidente con riapertura a flussi di opposto segno.

Quindi ecco subentrare, tra le ipotesi in campo, quella di un ulteriore consolidamento del disturbo del vortice polare già in atto da qualche tempo, con la maturazione di un marcato split in pattern wave2 e di una perturbazione del VP sino a sua deformazione nella classica forma a ferro di cavallo associata alla distribuzione lungo i meridiani di due suoi lobi.

Sappiamo che le evoluzioni di questo tipo, non infrequenti in inverno e, il più spesso delle volte, non destinate ad evolvere sino a propagazioni verso le basse latitudini, sono, però, anche quelle che possono produrre gli eventi freddi di maggiore consistenza. Se osserviamo, nel disegno, quanto ci propone il modello europeo per i giorni 7/8 a livello di media troposfera risultano chiari lo split legato all’azione anticiclonica in atlantico e sino alla groenlandia e la minacciosa ampia diramazione del vortice polare in estensione sul nord-est del continente. Da qui a dire che tutto questo si tradurrà in un deciso afflusso freddo, tuttavia, ce ne corre, e per vari motivi.

Per il fatto che stiamo trattando proiezioni di medio-lungo termine meritevoli di ampie verifiche future, per il fatto che non tutti i modelli concordano con questa proiezione e per il fatto che, al netto dell’eventuale concretizzarsi di una figura del genere, l’ipotesi dinamicamente e statisticamente più probabile non è quella di movimenti nel senso dei meridiani ma piuttosto quella di movimenti nel senso dei paralleli. Nella maggioranza dei casi, ovvero, si impone la legge dei forcing legati alle westerlies, che riguardano la basse latitudini, e delle eventuali associate easterlies, che riguardano le alte latitudini.

La figura, in ogni caso, risulta, freddisticamente, particolarmente attraente, perché, comunque sia, non esclude affatto la diversa e meno probabile possibilità che lo sbarramento anticiclonico permanga ed agisca sino, quanto meno, a latitudini relativamente basse, e che, di conseguenza, i movimenti sul continente si orientino, più o meno, lungo i meridiani.

Nel disegno la simbologia serve a differenziare le due ipotesi considerate, con la prima, enfatizzata da frecce e linea tratteggiate, in cui la grande sacca fredda muove più verso ovest disinteressandosi di scendere ed agganciare la depressione sul golfo di biscaglia, e con la seconda, enfatizzata da frecce e linee continue, in base alla quale un deciso muro in atlantico ben esteso in latitudine costringe il ramo suddetto del vortice polare a scendere verso sud o sud-ovest. Sia beninteso il fatto che tra le proiezioni relative a quel periodo quella dello split del vortice polare descritta non è la sola in campo e la sola da considerare…

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Mercoledì 30 novembre 🔔🟠 Allerta ARANCIONE in Calabria e in Sicilia 🔔🟡 Allerta GIALLA in 4 regioni ⛈💨 Temporali e venti di burrasca al Sud.

Un minino al suolo, in spostamento dallo Stretto di Sicilia al Mar Jonio, mantiene attive condizioni di maltempo sulle nostre regioni meridionali con precipitazioni più significative sulle aree ioniche, specie della Calabria, e sulla Sicilia settentrionale, accompagnate da un rinforzo della ventilazione proveniente dai quadranti orientali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che fa seguito ed estende quello diffuso ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale,in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla serata di oggi, martedì 29 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Calabria, con maggiore riguardo alle aree ioniche, in estensione, dalle prime ore di domani, mercoledì 30 novembre, a Basilicata e Puglia, specie settori meridionali.

Dalle prime ore di domani si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia, specie settori settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Attesi, inoltre, dalle prime ore di domani, venti di burrasca, con raffiche di burrasca forte, dai quadranti orientali sulla Calabria, in estensione ai settori meridionali di Basilicata e Puglia. Previste mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 30 novembre, allerta arancione su alcuni settori della Calabria e della Sicilia. Valutata, inoltre, allerta gialla in Basilicata, su gran parte della Puglia e sui restanti territori della Calabria e della Sicilia.

Fonte:dipartimento protezione civile nazionale

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Tra l’autunno e l’inverno.


L’evoluzione dei prossimi giorni è quella già intravista in precedenza, ancorata ad una certa configurazione invernale che, tuttavia, non sembra poter consolidare una sorta di ponte di weikoff o qualcosa che gli somiglia. Le possibilità che il russo siberiano, in concomitanza di una estensione meridiana non indifferente dell’anticiclone atlantico, possa delineare il corso di un deciso afflusso da oriente o nord-est sui nostri mari risultano pertanto modeste. La depressione prossima, che assume l’identità di una sorta di depressione di parziale chiusura, non mancherà di richiamare aria fredda da levante e di produrre una fase con temperature più basse se non sotto media ma non costituirà neanche la marcata chiusura che prelude ai decisi afflussi continentali. In questo contesto e dal punto di vista degli afflussi continentali è da considerare un promettente jet stream che devia molto verso nord e che riserva una diramazione alle basse latitudini dell’area iberica, ma, nel contempo, è anche da considerare il fatto che, relativamente al medio-lungo termine, tutta la linea tendenziale sembra essere quella di uno spostamento generale del profilo barico verso occidente ad enfatizzare gli affondi oceanici a largo della stessa iberia e, di conseguenza, ad annullare ogni velleità del russo-siberiano e di configurazioni antizonali per le basse latitudini. In questo modo sono da mettere in conto una prima fase, tra fine mese e l’immediato inizio di dicembre, con temperature in linea o sotto media associate ad un certo richiamo freddo da levante ed in un quadro di relative basse pressioni, ed una fase successiva caratterizzata da un ritorno a correnti legate ai quadranti meridionali. Il disegno si riferisce alla situazione generale dei giorni 3/4 dicembre nella quale si possono apprezzare la risalita azzorriana, l’ampio e complesso disegno depressionario in quota ad asse nord-est/sud-ovest che abbraccia buona parte dell’europa e che affonda sino all’atlantico marocchino-iberico, e la figura del russo-siberiano in linea con un flusso deciso di correnti fredde al suolo lungo la fascia centrale del continente. E la simbologia serve a spiegare: con le frecce blu e rosse di media grandezza l’associato profilo dei flussi in quota della media troposfera; con le frecce blu piccole l’azione fredda nei bassi strati del russo-siberiano; con le frecce in sovraimpressione grandi viola tratteggiate l’andamento relativo del jet-stream, ancorato alle due diramazioni sopra indicate; e con le due frecce molto grandi la linea tendenziale del medio o medio-lungo termine che vede il menzionato spostamento generale del quadro barico verso occidente…

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Linea di tendenza fino al 10 di dicembre.

**Linea di tendenza prima decade di dicembre **

Questa mappa è solo indicativa ma ci mostra una tipica situazione da indice teleconnettivo Nao negativo con sede ad ovest.


Il freddo quello vero che al massimo sfiora le regioni più settentrionali Italiane.
Al centro sud valori quasi primaverili.

Anomalia della temperatura in Europa nei primi 10 giorni di dicembre


Con i dati odierni difficilmente entro il 10 dicembre avremo una fase fredda sull’Italia.

A cura del dott. Centra Massimo

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