La possibile dinamica del VP da qui a metà terza decade…


Nel valutare la tendenza o le possibili tendenze meteo dei prossimi giorni, soprattutto in relazione ad eventuali programmi freddi, un pò troppo precocemente e con l’inappropriato clamore, sbandierati qua e là, ho voluto disegnare questa piccola animazione che, pur nella ovvia approssimazione, serve ad esporre un possibile trend del vortice polare sullo scacchiere euro-oceanico, tra i più indicati dagli ultimi run dei modelli. L’animazione, che in tre passaggi inquadra l’andamento del VP da qui a metà terza decade, mostra quella che, in fondo, è una delle evoluzioni più classiche e più frequenti in questi casi. Si parte da un disegno che indica un profilo da blocco ad omega intorno al quale incalza una spinta retrograda fredda da est ed una spinta atlantica che forza in senso meridiano ed in sede iberica. I sogni freddisti che può innescare l’estensione retrograda del lobo asiatico del VP sono, però, almeno temporaneamente, disturbati da una evoluzione nelle successive 72 ore che vede prevalere l’incalzare dell’atlantico, un pò ostacolato dall’alta pressione ma, alla fine, in grado almeno di progredire da ovest alle basse latitudini; da cui il molto probabile peggioramento da depressione mediterranea su isole e sud-italia in particolare. Nei successivi 3 giorni che portano alle 144 ore la tendenza prevalente, suggerita dal secondo step dell’animazione, mostra qualcosa che, ulteriormente, non rientra proprio nel gradimento dei freddisti ma che rientra molto nel quadro, come sopra detto, di una delle più classiche evoluzioni in queste situazioni, e vale a dire nel quadro della evoluzione che vede ridursi il blocco e che vede un ridisporsi dei forcing o dei grandi flussi in quota lungo i paralleli, con apertura ad ovest, ricompattazione, almeno parziale, del VP, e tendenza del flusso freddo antizonale a disporsi oltre una certa latitudine, nell’ambito della tendenza al ricostituirsi di un contesto zonale. Con l’ultimo step che ci porta a metà terza decade, ed ovvero un pò troppo lontano nel tempo per prenderlo proprio per buono, la dinamica del VP sembra, poi, almeno temporaneamente, voler consolidare la tendenza indicata che tiene il freddo a latitudini elevate rispetto al mediterraneo e che, a più basse latitudini, fa prevalere il flusso da ovest. Ma, ripeto, qua si comincia ad essere, anche se statisticamente con la tendenza più probabile, nel fantameteo, tant’è che le speranze freddiste associate alla fine del mese, non solo possono non cancellarsi, ma possono addirittura rianimarsi in relazione alla ipotesi che, in dirittura di fine mese, appunto, lo spavaldo flusso da ovest torni in sofferenza…

AUTORE PIERANGELO PERELLI

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Scienza e decenza

Scienza e decenza…
Conoscenza vera e logica fanno il paio degli strumenti per poter affrontare, in maniera sensata, ogni argomento. Diversamente si rischia di dire inesattezze o peggio. E troppe, effettivamente, sono le inesattezze e le fantasie che scorrono nella rete a proposito, ad es., della meteo. Ha poco senso guardare carte a 8-12 gg, presentarle e, nel contempo, esaltarsi e fare dissertazioni speranzose, che il più delle volte sono anche fantasiose. Chi si dichiara esperto dovrebbe sapere che dette carte hanno un valore molto limitato e che vanno tutt’altro che prese per buone. C’è poi chi fa l’osservatore, e sempre del lungo periodo, del vortice polare stratosferico, con l’obbiettivo di scorgere qualche segnale di riscaldamento da associare a speranze e a mezze certezze in relazione ad afflussi freddi. Ma si dovrebbe sapere che il cosiddetto coupling per prima cosa è infrequente, che se anche si verifica non è affatto detto che ci tocchi il freddo, anzi, e si dovrebbe anche e soprattutto considerare che si tratta di carte, per come detto sopra, di lungo termine, e con la probabilità bassa che hanno le carte di lungo termine. Un caso curioso nel senso negativo del termine è, quindi, quello di chi fa il visionario e regala prospettive dilatate ai prossimi anni o ai prossimi decenni, basandosi su sue teorie fantasiose prive di fondamento scientifico e prove, o basate, peggio, sull’andamento dell’anno in corso. Si dovrebbe sapere che l’andamento del clima lo si esamina su periodi di decine o, ancora meglio, centinaia e migliaia di anni almeno, e che l’andamento di un anno, o anche di qualche anno non ha nessun significato in tal senso. Non parlo di tutti coloro che, prospettando qualcosa per un futuro senza indicare le relative serie basi scientifiche a supporto, hanno il conforto di vedere concretizzarsi quanto hanno prospettato e ti dicono che hanno avuto ragione e che sono stati bravi, perché in questo caso siamo davvero nel grottesco. Scienza e logica sanno perfettamente che gli indovini non esistono e che il realizzarsi di una, chiamiamola “profezia”, è completamente casuale. Della serie: punto su testa, ottengo il testa e sono stato indovino. Robe da morire dalle risate. In ultimo c’è il discorso della ciclicità del clima, a cui, certi santoni del clima e della meteo, si appellano, ed utilizzano per elaborare, sempre fantasiosamente, visioni su visioni. E’ pur vero che il clima presenta, analizzato scientificamente nella sua lunga storia, ciclicità, più o meno di lungo e di meno lungo con, peraltro, anche variabilità e dinamiche apparentemente non cicliche, ma è anche vero che l’azione dell’inquinamento dall’inizio, soprattutto, della prima rivoluzione industriale, ha scompaginato la situazione, rendendo assolutamente ulteriormente complicata ogni possibilità di rendere dette ciclicità un criterio per trattare di futuro. Tant’è che l’unico elemento serio in tal senso per fare valutazioni sul futuro rimane l’andamento dell’aumento della temperatura degli ultimi secoli, che ha reso relativamente non precisamente misurabile l’esito dell’influenza di altri elementi naturali. Sul discorso, poi, delle ere glaciali e delle ere interglaciali, quello che affermano certuni è davvero privo di senso, giacché anche nel caso in cui il clima procedesse davvero in tale direzione dovremmo considerare che si tratta di periodi il cui andamento termico corrisponde ad una curva sinusoidale fatta di onde di scale temporali enormi, e molto variabili, con scarti di migliaia e migliaia di anni. Ecco perché non bisogna né leggere e né considerare tutto ciò che, in meteorologia e climatologia, esce da certi limiti, e dai limiti di scienza e decenza…

Autore Pierangelo Perelli

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Niente freddo per ora, ed almeno, forse, sino a circa metà terza decade…


Le carte di medio ed anche di lungo confermano, al momento, quanto già visto in precedenza, ed ovvero un quadro in cui l’incalzare da ovest dell’atlantico risulta, almeno in parte, ostacolato da una configurazione anticiclonica simil-omega che costringe lo stesso atlantico a strutturarsi in una saccatura a sviluppo meridiano in sedi iberiche. Lo stesso sviluppo procederà ulteriormente in senso meridiano estendendosi al nord-africa. Ma c’è, tuttavia, da considerare l’ipotesi che, alla fine, l’anticiclone possa cedere, almeno al livello di mediterraneo, fino a delineare una fase ciclonica e più perturbata, e, più o meno, ad inizio terza decade. Nell’ambito di tale possibile evoluzione, caratterizzata da una spinta oceanica umida ed instabile alle basse latitudini, si può, poi e senz’altro, valutare l’influenza e l’interazione di tutto un contesto orientale, all’inizio più di sbarramento e più foriero di correnti sciroccali piuttosto che di correnti fredde, ma poi, in una progressione evolutiva che raggiunge metà decade, non da escludere come possibilità che, per un ridisegno delle figure bariche, possa, l’aria fredda continentale, abbassarla di latitudine ed avvicinarla, quanto meno al mediterraneo settentrionale. Siamo, naturalmente, nel campo delle ipotesi ed il sogno, dei freddisti, di vedere realizzata la classica situazione in cui, in una depressione mediterranea, interagiscono aria umida da sud-est e aria molto fredda promossa da un anticiclone termico, e magari anche dinamico, sul nord-europa, sogno, al momento, rimane. La distanza temporale non può consentire ancora di scrivere certezze. E poi l’esperienza insegna che, il più delle volte, l’aria fredda che corre in senso antizonale coinvolge latitudini più settentrionali mentre in mediterraneo prevalgono le correnti meridionali. Tuttavia il disegno prospettico, per quei giorni ed al momento, di una situazione depressionaria alle basse latitudini e di una figura anticiclonica sull’europa nord-orientale che muove aria fredda continentale verso ovest, è una delle semplici ipotesi sul piatto che, come tale, consideriamo. Il disegno, con il supporto della simbologia (frecce medie della situazione in quota, frecce piccole dei flussi nei bassi strati e frecce grandi della evoluzione) mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 17/18 ed indica il blocco ad omega che ostacola la depressione atlantica e che disegna la tipica situazione con alta pressione a levante che tende poi a cedere alle basse latitudini…

Autore Pierangelo Perelli

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Cosa dicono i fatti meteo e non le opinioni…


Il tifo, fatto di opinioni e di opinioni opposte, fa parte di ogni settore, che si tratti di sport, di politica e di altro. Certo che in scienza sa davvero di sgradevole e, in nessun caso, quando di scienza si tratta, dovrebbe esserci. La scienza non vive di opinioni, tanto meno di emotività, ma di fatti oggettivi e di prove. E la meteorologia è una scienza; ma, ahimé, intorno alla medesima fioccano opinioni da tifo che è una bellezza. C’è chi, ad es, poiché sostenitore di teorie, prive di prove, sull’arrivo di decenni di freddo e dell’era glaciale, parla di un inverno diverso dai precedenti e ben più freddo. Personalmente, da freddista, spero davvero in un inverno freddo, che, peraltro, nel caso si verificasse non dimostrerebbe, in termini di teorie e di quale futuro, alcunché (lo storico inverno del 1985 spinse non pochi a definirlo l’inizio dell’era glaciale, che, però, non mi sembra sia arrivata). Finora, però, questo inverno ha fornito i fatti oggettivi di un inverno un pò a metà del guado, né troppo mite e né troppo freddo, con qualche sbuffatina artica, moderata, di breve durata, e niente di più. La memoria di chi, per profonda passione, segue bene il tempo sin da bambino e dagli anni ’60, non può non sapere e ricordare a cosa corrispondono i veri duraturi afflussi freddi, ed ovvero quelli che producono, nelle pozzanghere di campagna delle, come nel mio caso, colline pisane di 100-150 mt di altitudine, quel ghiaccio che non fonde mai o che fonde solo in tarda mattinata o nel pomeriggio. In una delle mattine più fredde del recente afflusso freddo passeggiando in campagna non ho notato pozzanghere di acqua che fossero ghiacciate. Ed eccolo il grande afflusso artico che non si vedeva da decenni; ed eccoli i fatti, inconfutabili, naturalmente associati a temperature, si basse ma, di sicuro, non da vero grande afflusso freddo. Ed a proposito di grande inverno ci attende una fase più mite e umida, di quelle in cui giocano un ruolo in contemporanea il promontorio sub-tropicale e l’aria umida atlantica. Niente di più bello per i freddisti. Torneremo ad osservare qualcosa di interessante dopo metà mese o in dirittura di fine decade, quando prenderà quota una configurazione anticiclonica sull’europa nord-orientale, ibrida per la contemporanea sua affermazione in quota ed anche al suolo nelle vesti dell’anticiclone russo-siberiano. Detta affermazione, vista la partecipazione del sub-tropicale ramo afro-mediterraneo, troverà il modo di strutturarsi come il classico blocco ad omega, disposto tra una sacca oceanica che preme in senso meridiano ed una saccatura fredda sulla parte orientale del continente. Tutto questo ce lo racconta il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 16/17 (frecce medie indicative della situazione a 500 hPa, frecce piccole indicative dei flussi nei bassi strati), che bene detta le condizioni di un gioco di forza tra i protagonisti suddetti, che può anche creare sogni freddisti, ma la cui evoluzione successiva è bene da valutare nel corso dei prossimi giorni, visto che, al momento, la stessa evoluzione appare assai incerta e, semmai, più favorevole alle componenti occidentali (frecce più grandi). Ma vedremo…

Autore Pierangelo Perelli

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Inverno si, ma, per ora, senza veri acuti…


Qualcuno risponde, con “vai a zappare ignorante” al mio modo di criticare santoni, maghi e gente che parla di un futuro meteo scritto nella luna, di arrivo dell’era glaciale, e che, alcuni giorni fa, facendo previsioni su internet, ha indicato questo breve e normale afflusso freddo come un afflusso freddo storico inizio di un grande periodo di decenni più freddo. Sempre questo qualcuno non può, pertanto, aver gradito certi miei consigli su chi leggere se si vuole imparare la climatologia, avendo io segnalato alcuni grandi scienziati di fama mondiale, fisici e fisici dell’atmosfera, anche premi nobel, come James Hansen, Syukuro Manabe, Keywan Riahi, Klaus Hasselmann ecc. Evidentemente questo qualcuno non considera scienza certi premi nobel mentre considera scienza chi ha visto in questo afflussino freddo di 2-3 giorni un afflusso freddo storico e duraturo, inizio di un pluridecennale periodo più freddo. Che dire? Beh, le solite cose. E, per quanto mi riguarda, ad es. il fatto, e mi tocca ribadirlo, che uno dei grandi mali di questo mondo è rappresentato da chi, credendo metaforicamente nella terra piatta, chiama ignorante chi ritiene che la terra non sia piatta. Pazienza. Mi si scuserà per queste mie divagazioni, ma da persona che ha studiato scienza, nutro una sorta di avversione viscerale nei confronti di tutto ciò che, senza naturalmente e per senso di educazione e rispetto, fare riferimento a qualcosa o qualcuno in particolare, verità non è, è della fuffa pura, e trova comunque il modo di salire sul palco e di essere considerata, seguita ed incorniciata, a causa di chi crede nella terra piatta. Sperando che il tempo finisca sempre per dar ragione a chi la ragione la merita. Il grande evento di freddo storico, preambolo del prossimo arrivo dell’era glaciale, è in corso e corrisponde ad un normalissimo, per il periodo, evento freddo dovuto ad una moderata discesa fredda dai mari del nord in un contesto depressionario. Non solo; il medesimo grande e duraturo afflusso freddo tenderà a sfumare entro 48 ore, assumendo la sostanza di una fase, certamente sempre invernale, ma meno assimilabile a discese artico-marittime ed assimilabile, piuttosto, a flussi di matrice polare, più da nord-atlantico. Il prossimo impulso, segnalato nel disegno della situazione prevista intorno al giorno 10, si presenta, infatti, come il perfetto impulso nord-oceanico, associato ad una relativa ricompattazione del VP che, in sede euro-atlantica, orienta i forcing o i grandi flussi da nord-ovest a sud-est. Ed il grande freddo? Beh, vedremo. C’è sempre la speranza, da parte di noi freddisti che questo inverno qualche bella sorpresa la riservi. Se si osserva il medio-lungo, tuttavia, non si scopre più di un quadro climatico che presenta fasi un pò più fredde e fasi un pò più miti; e di certo, almeno sino a metà mese, nulla che possa essere descritto come un vero afflusso freddo, di quelli significativi, duraturi e specialmente dettati dall’artico-continentale…

Autore Pierangelo Perelli

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Le favole le porta via il vento, o il jet stream…

Tra le varie piaghe di questo mondo, a mio parere, ce ne sono due di tutto rispetto. La prima è quella rappresentata da maghi, santoni, sensitivi, narratori di oroscopi, visionari favolistici che si oppongono a scienza e prove scientifiche raccontando propri ridicoli romanzi, e la seconda è quella rappresentata dall’informazione asservita al mercato. Purtroppo, e come dico da tempo ripetendomi, anche la meteo, di queste due piaghe, fa le spese. Tutto questo è nei fatti, tant’è che lo dimostrano, ancora una volta, l’attuale fase meteo e la corrispondente evoluzione. L’attuale fase meteo è quella, per come ho scritto in precedenza, invernale ma senza estremi, rappresentata da una fase più fredda associata a spinta settentrionale in un contesto depressionario mediterraneo, che non merita nessuna strombazzata, nessun titolone sul freddo, e, tantomeno, da parte di gente che espone teorie fiabesche sul clima, la veste di una ondata di freddo storico quale inizio di una fase di decenni ben più freddi. Sempre a mio parere credere a certa gente che senza uno stralcio di prova deride la climatologia seria e propaganda l’arrivo dell’era glaciale è come credere a certi santoni che vendono prodotti miracolosi capaci di vincere malattie su malattie. Purtroppo i creduloni, che fanno parte della prima piaga sopra indicata, sono una stirpe che esiste ed esisterà sempre, inconsapevole, secondo me, del fatto che rappresenta l’alimento o il portafoglio di detti santoni, più o meno convinti delle loro capacità, naturalmente fasulle, oppure furboni manipolatori alla ricerca di facile denaro. Altrettanto sgradevole, naturalmente, l’invasiva informazione che, pur trattando temi seri, li cavalca più con lo scopo di attirare e colpire che di informare. Passando alla situazione e disegnando quella prevista a 72 ore ho voluto, con le due frecce rappresentative di una isoipsa, indicare l’evoluzione che la maggior parte degli istituti prevede nel corso delle prossime 72 ore appunto. La freccia meno marcata si riferisce al quadro meteo prossimo a 24 ore e simboleggia perfettamente, con il profilo di una saccatura estesa dai mari del nord all’europa meridionale, la moderata discesa fredda associata ad aria più fredda in quota e ad aria fredda dell’europa orientale richiamata dalla depressione al suolo. Il tutto corrispondente ad un evento si freddo ma tutt’altro che eclatante ed anzi, abbastanza normale visto che siamo all’inizio di gennaio. La freccia più marcata si riferisce al quadro a 72 ore, e simboleggia come la medesima fase più fredda entri già nel solco di una configurazione meno settentrionale e più nord-occidentale, nonché, ovviamente, meno fredda. Si nota, infatti, come il disturbo del VP, segnato dalla protrusione di un suo lobo verso l’europa meridionale, venga meno a causa di una ricompattazione che, almeno per qualche tempo, pur mantenendo le condizioni di un tempo relativamente invernale, andrà annullando eventuali possibilità di vere significative irruzioni, rimandando, con buona pace di qualcuno, le possibilità di una italia tutta o quasi imbiancata e l’arrivo dell’era glaciale…

Autore Pierangelo Perelli

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Fase invernale in linea con il periodo, senza estremi…


Esemplare l’evoluzione in corso e che ci attende per i prossimi giorni, ancorata ad uno schema certamente invernale, che, si consideri bene, non è di gelo e né di particolari o marcati afflussi freddi artico-continentali, ma è, di sicuro, abbastanza in linea con il momento stagionale. Peraltro, a fronte di una situazione invernale ma non di gelo, e perfettamente normale per il periodo, mi domando cosa scriverebbero pagine e siti vari al posto degli attuali roboanti titoli su cicloni di neve e di freddo se tornassero gli inverni di una volta, e quelli in cui certe fasi ben più fredde dell’attuale erano la norma. Va beh. Dunque l’evoluzione in corso e che ci attende è, come detto, esemplare rispetto ad uno schema classico e di un certo tipo, ed è anche perfettamente in linea con quanto indicato ed argomentato in precedenza. La fuga dell’aria fredda verso occidente ad agganciare una falla in oceano riporta verso l’alto le temperature perché la stessa aria fredda viene ad essere sostituita da correnti occidentali. Da cui il rialzo termico e il contesto più perturbato. Tuttavia la persistenza, a seguire, del blocco in atlantico, può finire per rendere la medesima depressione, che si muove lenta da ovest alle latitudini del mediterraneo, una depressione che richiama aria da nord-est più fredda, in un quadro in cui tutta la dinamica, sia dei bassi strati che in quota, finisce per disegnarsi o ridisegnarsi come una sistema di segno settentrionale. Da cui la classica situazione con saccatura in quota disposta dai mari del nord al mediterraneo e con depressione sul mediterraneo centro-occidentale. Detto contesto ce lo racconta il disegno della situazione prevista da ECMWF intorno ai giorni 5/6 (colori della situazione in quota e linee bianche isobariche della situazione nei bassi strati). Si tratta di una situazione figlia dell’aggancio della depressione atlantica, trascinata verso la nostra penisola. E si tratta della classica evoluzione in cui sussiste un peggioramento, inizialmente con rialzi termici e correnti occidentali, seguito da una fase generalmente più fredda o in cui si rifà strada il freddo assaggiato in precedenza. Tant’è che se osserviamo la simbologia indicativa della situazione di 48 ore dopo possiamo apprezzare la struttura di una estensione della saccatura in quota verso sud a costituire un vero e proprio nucleo freddo in quota (frecce blu) e la struttura della menzionata depressione al suolo (linee viola) ancora presente per quanto disposta più a nord o più verso nord-est. E’ il momento in cui la suddetta fase invernale, anche variabile e perturbata a tratti durante i giorni intorno all’epifania, in termini di basse temperature potrebbe raggiungere il suo apice, anche se una previsione dettagliata delle temperature e della distribuzione della instabilità sulla penisola è sempre, in casi come questo, assai difficile…

Autore Pierangelo Perelli

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L’evoluzione possibile nei primi giorni di gennaio…


Sulle situazioni di freddo promesse e mancate o promesse ed offerte con modi meno entusiasmanti per i freddisti ci sarebbe molto da dire. E l’evoluzione in vista, che conferma quanto indicato dal sottoscritto in precedenza, a dire molte cose si presterebbe. A dirla in stretta sintesi ci pensa il disegno della situazione prevista intorno al 2 gennaio ed il disegno di due ipotetiche situazioni analoghe che ho elaborato a modello e come riferimento esplicativo. Dette due situazioni ipotetiche sono, di fatto, simili, ma sono anche, nel contempo e per la nostra penisola, apportatrici di condizioni meteo molto diverse. In entrambi i casi, per come accadrà nel reale e nei prossimi giorni, la grande sacca fredda dell’est, anziché affondare verso sud, risucchiata, in un contesto simil split flow, da una figura depressionaria atlantica o da una falla nella configurazione anticiclonica oceanica, devia verso occidente a largo ad agganciare la stessa circolazione ciclonica e ad innescare, di conseguenza ed alle basse latitudini, un flusso occidentale. Tra le due situazioni, però, sussistono differenze, e non ultima differenza la distribuzione in latitudine dei centri barici e dei flussi medesimi, che definisce, alla nostra latitudine, il grado di influenza della componente occidentale mite e della componente fredda artico-continentale. Per come ci raccontano i due disegni di fatto non è sempre vero che una falla nel blocco anticiclonico annulla le possibilità del freddo perché lo devia verso l’atlantico; in molti casi le annulla completamente e definitivamente, in altri, al contrario, fa maturare situazioni di interazione tra l’aria artica e l’aria umida atlantica che sono decisamente di matrice invernale e che sono, talora, assai interessanti riguardo a possibilità di contesti di tipo nevoso a bassa quota, generalmente più probabili sul centro-nord. La situazione più in alto è quella in cui prevalgono in modo significativo le correnti occidentali miti; l’altra situazione è quella in cui la forte influenza del blocco anticiclonico non impedisce l’infiltrazione atlantica che, però, finisce per favorire, nei modi con cui si propone in mediterraneo e a relative basse latitudini, un richiamo dell’aria fredda da levante ed una interazione tra masse d’aria di opposta origine. Ma riguardo alla evoluzione della situazione meteo del reale che cosa accadrà o potrà accadere? Beh, per come già detto, la grande fase duratura e ad impulsi di aria fredda artica e di gelo postulata dai modelli giorni fa, verosimilmente non ci sarà. La stessa aria fredda, prima di deviare verso l’atlantico ad agganciare la depressione lì presente, determinerà una molto rapida e temporanea sbuffata nel breve termine capace di produrre anche significative diminuzioni termiche; ma poi ci saluterà, facendo prevalere i flussi rappresentati dalle frecce grandi che puntano più verso ovest; e, pertanto, a definire, quanto meno temporaneamente, un contesto occidentale più umido e più instabile, anche se nell’ambito di un trend relativamente sempre di matrice invernale e non esente dalla possibilità che la persistenza del blocco anticiclonico ad ovest delinei, al seguito del transito della menzionata depressione ed intorno all’epifania, ulteriori nuovi tentativi di sfondamento da parte dell’aria fredda continentale…

Autore Pierangelo Perelli

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Il gelo artico? Forse si, anzi no…


Mentre i roboanti annunci relativi al gelo dei primi di gennaio non si sono ancora spenti il tempo sta pensando bene di, almeno in buona parte, sconfessarli. La storia si ripete e si ripeterà. Il vizio di, osservando carte a 7-10 giorni che annunciano grandi eventi, scrivere grandi titoli ed articoli acchiappa click, è una delle mode, o dei luoghi comuni, o dei mali di questo mondo del mercato e della fraseologia retorica al servizio del medesimo mercato, che non fanno certamente bene all’informazione basata su dati oggettivi e su sostanza. Pazienza. Ma il freddo arriverà? Beh, mai dire mai, ma… Fino a ieri la maggioranza dei modelli mostrava una sorta di blocco ad omega o a cresta in grado di stabilire una duratura fase di impulsi artici maggiormente diretti lungo la penisola balcanica e, magari, anche in grado di produrre qualche estensione, tutta, però, da valutare, verso la nostra penisola. Questa mattina si delinea però, e non piacerà ai freddisti come il sottoscritto, un ridisegno che con il freddo o, quanto meno, con afflussi artici, non è troppo in sintonia. Anche se eventuali ulteriori variazioni o modifiche future che ci facciano sperare non sono senz’altro ed ancora da escludere, di quanto vediamo nel momento e, soprattutto, rispetto a forecast di breve/medio termine, dobbiamo prendere atto. E se ne prendiamo atto non possiamo che osservare un primo step in cui una onda di irruzione ci coinvolge effettivamente, seguita però dalla classica evoluzione che vede la grande onda negativa dell’europa orientale ridistribuirsi lungo i paralleli e sfogare verso occidente a riaprire la porta del grande ovest. Una vicenda, questa, che, in inverno, accade di frequente, sempre pronta a rendere bugiardi i propositi artici che, talora, i modelli suggeriscono per giorni. E’ evidente che, come sempre dico, quando si osservano carte di forecast a 7-10 giorni, non si dovrebbe mai prenderle per buone, trasformarle in verità e in titoloni ed articoli. Si dovrebbe considerarle, a bassa voce, come una delle possibilità future e niente di più. Il mio disegno serve ad illustrare la situazione generale prevista tra fine anno ed inizio anno nuovo, certamente assai stimolante per i freddisti perché caratterizzata da alte pressioni di apparente chiusura ad ovest sino sul nord-atlantico e caratterizzata da una grande estensione depressionaria dinamica che si estende dalle regioni artiche all’europa sud-orientale potenzialmente in grado, apparentemente, di spingere verso sud ad impulsi. Purtroppo, però, occorre considerare anche e soprattutto, la tendenza delle stesse alte pressioni a cedere ed a prestare il fianco a movimenti erosivi degli stessi assi di saccatura verso ovest piuttosto che verso sud. Una evoluzione questa illustrata dalla simbologia isoipsica delle frecce, da quelle piccole a quelle medie, che serve a raccontare quello che potrebbe accadere nel corso dei primi di gennaio e che farebbe sfumare, in modo abbastanza deciso, la possibilità di affondi, più o meno diretti, di matrice artica…

Autore Pierangelo Perelli

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Un pò di inverno, e, almeno per ora, niente di più…

Il tempo fa il suo corso e non da certamente retta a quanto i modelli indicano a 5-7-10 giorni. Le analisi di medio e, soprattutto, lungo termine sono calcoli rispettabilissimi ma sempre da considerare ancorati a determinati valori di probabilità. E come detto in precedenza è certamente legittimo esaminare dette analisi ma senza presentare le medesime come quasi certezze o urlare, entusiasti, alla grande situazione che esse presentano. Tutto questo ce lo dimostra, per l’ennesima volta, quanto accaduto negli ultimi giorni e nelle ultime ore. Giorni fa più modelli mostravano la possibilità, dopo natale, e/o oltre, di afflussi freddi di una certa consistenza. Le ultime analisi detta possibilità la sfumano molto, pur confermando quel pò di inverno da me tracciato in precedenza. Il rex blocking sul continente, come apportatore di correnti fredde in mediterraneo, ha il suo teorico valore, ma poi occorre sempre inquadrarne la disposizione nonché l’evoluzione. Evoluzione che, in questo caso, propone qualcosa di poco gradito ai freddisti, ed ovvero una preliminare allettante situazione di depressione mediterranea che tende a richiamare correnti orientali o nord-orientali, seguita, però, da una invadenza anticiclonica che detta circolazione la delocalizza ad ovest, isolandola e chiudendo, almeno in buona parte, alle stesse correnti dell’est. Il mio disegno, relativo alla situazione generale prevista a 48 ore, inquadra perfettamente il contesto sopra descritto in cui risulta, infatti, ben evidente, in quota, la separazione tra la depressione mediterranea in spostamento verso ovest e la saccatura fredda sull’europa nord-orientale. Tra le due configurazioni si interpone una sella o una disposizione relativamente anticiclonica che fa da area di separazione, ponendo le due circolazioni negative in opposizione di fase. Inutile segnalare la possibilità, comunque, di un certo richiamo balcanico al suolo, soprattutto sul mediterraneo settentrionale, ma moderato e, certamente, tutt’altro che in consolidamento. Visto il contesto ciclonico mediterraneo non è di sicuro da escludere un momento di segno invernale con venti dai quadranti orientali e tempo molto incerto, ma è sicuramente da escludere, almeno nel breve/medio, la possibilità di un afflusso freddo significativo. Che i freddisti, comunque, non disperino, perché l’aria artica ci riproverà, e magari tra fine anno e capodanno o, più probabilmente, ad inizio gennaio. Ma stiamo parlando di lungo termine, e, dunque, di analisi tutte molto da verificare nei prossimi giorni e, come sempre, da prendere con le dovute molle…

Autore Pierangelo Perelli

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Inizia l’inverno astronomico: d’ora in poi le giornate si allungano di nuovo.

Il solstizio d’inverno segna l’inizio calendariale e astronomico dell’inverno.

Il sole è direttamente sopra il tropico meridionale. Esattamente il 21 dicembre alle 15:03 GMT (ossia le 16:03 orario italiano.

Da questo momento, il sole si sposta di nuovo verso nord e si troverà quindi verticalmente sopra l’equatore all’inizio della primavera a fine del mese di marzo.

Le giornate si allungano di nuovo dopo il solstizio d’inverno, ma in un modo non omogeneo.

Rimane buio un po’ più a lungo la mattina, ma diventa più luminosa la sera, solo da Gennaio il sole sorgerà prima.

A cura del dott. Centra Massimo

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IRRUZIONE FREDDA SI o No??


Anche nelle ultime emissioni i modelli evidenziano una discesa di aria fredda importante dalle latitudini artiche verso
il nostro continente.
Ovviamente a noi italiani interessa sapere se tale irruzione colpirà lo stivale oppure no.
Non è sbagliato a 10 giorni fare l’analisi di un possibile scenario atmosferico se i dati presi
in considerazione vengono estrapolati dalle carte probabilistiche, (SI RAGIONA SULLA PROBABILITÀ) al contrario lo è farlo
guardando solo i dati deterministici, i quali
non rappresentano la media di un insieme
di scenari ma solo di uno.

*Il blocco anticiclonico tra l’Atlantico e l’Europa settentrionale è oramai confermato.
Valori di geopotenziale (volgarmente la pressione in quota) più bassi della media interesseranno il mediterraneo a iniziare già
dal periodo antecedente il giorno di Natale, infatti il tempo sull’Italia in questo frangente risulterà a tratti perturbato e più freddo su tutti i settori, soprattutto al nord.
(FREDDO MODERATO e NO INTENSO…)

(ANALISI PROBABILISTICA)
Sotto sono riportati i clusters del modello Ecmwf riferiti al periodo di capodanno.
Come detto sono carte probabilistiche che riportano i dati di un insieme di corse.
Nel cluster della PRIMA riga orizzontale si
può vedere la saccatura scivolare fin nel cuore
del mediterraneo. Così per l’Italia aumenta la possibilità di vivere una fase fredda; l’esatta disposizione dei perni depressionari sul mediterraneo come sempre decide le aree
più o meno colpite.
(Scenario supportato da 22 membri)

Nel cluster della SECONDA riga orizzontale
la saccatura passa oltralpe, da nord est verso sud ovest, in direzione della penisola Iberica. Lo scenario in questo caso vede l’aria fredda transitare a nord dell’Italia a favore di quella mite meridionale veicolata su di noi dalle
spire cicloniche come effetto di risposta.
In questo caso il tempo sulla nostra penisola risulta pertubato, poco freddo e nevoso solo sui monti.(Scenario supportato da 16 nembri)

Nel cluster della TERZA riga orizzontale la stessa saccatura sceglie un percorso orientale, scorrendo da nord verso sud sul settore balcanico, un classico degli ultimi anni….
Tale configurazione solitamente vede più esposte ai flussi freddi le regioni del medio basso versante adriatico e quelle meridionali, mentre rimangono asciutte le rimanenti aree centro settentrionali.
(Scenario supportato da 13 membri)

Quindi: Aria fredda in arrivo sul nostro continente si ,.. tempo pertubato sul mediterraneo si,…da vedere ancora se e come l’Italia verrà coinvolta dalle masse gelide di matrice artica.

L.Colangelo
Notizie meteo Italia

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Ecco un pò d’inverno…

L’inverno sta decidendo, finalmente, di fare l’inverno, con modi che si confanno perfettamente ad una delle più classiche delle situazioni della stagione. Tale situazione, che maturerà gradualmente nel corso proprio dei giorni intorno al natale, forse non sarà tale da enfatizzare chissà quali estreme fantasie freddiste, ma, di sicuro, servirà a proporre qualcosa che con l’inverno ha parecchio a che fare. Lo sviluppo, su scala continentale, di un rex-blocking, non è qualcosa, comunque, che, per il mediterraneo, definisce un solo contesto meteo. Ne definisce vari ed a seconda di tanti parametri, di carattere dinamico, termico ed in relazione alla disposizione degli stessi centri barici. In questo caso definisce, oltre che, certamente, il tipico contesto con alta pressione di blocco tra vicino oceano e scandinavia e fascia depressionaria balcanico-mediterranea, la misura di un afflusso freddo quanto meno moderato e di matrice orientale. La faccenda è bene fissata dal disegno della situazione prevista proprio nel giorno di natale, frutto del prolungarsi di una ampia saccatura groenlandese sino sull’iberia, simboleggiata dalla freccia grande, con associato moderato polo freddo in quota, e frutto della contemporanea rimonta di alta pressione dinamica a costituire il menzionato blocco. Tipici, allora e come avviene in questi casi, l’apparente rotazione antioraria dell’asse della saccatura e lo split, a determinare la chiusura ad ovest e lo sviluppo di depressione mediterranea capace di richiamare aria fredda dai balcani e dai quadranti orientali del continente. Vista la situazione depressionaria è certamente da mettere in conto anche un corrispondente quadro di instabilità o di tempo variabile o perturbato, variamente distribuito ma, probabilmente, più presente sul centro-sud e sui settori adriatici. C’è poi anche da dire che situazioni bloccate come questa, in consolidamento nei giorni successivi al natale, non sono facili ad evolvere o a cambiare. Sono, infatti, abbastanza bloccate e tendono a persistere per almeno un pò di giorni, con poche variazioni, al netto, naturalmente, dei piccoli eventuali spostamenti o delle piccole modifiche della circolazione depressionaria. E comunque come detto contesto evolverà nel corso dei giorni di fine anno ed a seguire non è ancora ben definito, anche se si può senz’altro ammettere la non bassa probabilità che il quadro rimanga ad impronta di segno orientale o settentrionale, per un bel pò di tempo…

Autore Pierangelo Perelli

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Conferme sulla svolta meteo natalizia…

L’ipotesi di una svolta meteo natalizia, intravista già in precedenza, prende quota e promette, quanto meno, l’evoluzione verso una fase decisamente più consona al periodo. Il grado dell’eventuale raffreddamento è ancora in fase di verifica ed occorreranno ulteriori run modellistici per averne conoscenza più precisa. In ogni caso sembra che, a partire dai primi giorni di terza decade, la configurazione generale tenda a maturare nella direzione di qualcosa di assai diverso dalla situazione attuale, quale situazione a metà tra l’ingresso di sofferte infiltrazioni atlantiche e l’influenza del sub-tropicale. La causa del cambio suddetto è da assegnare ad un affondo iberico-mediterraneo, stavolta ben più deciso dei precedenti e, soprattutto, legato ad una rimonta di alta pressione in sede islandese e scandinava che, quando si verifica, promette spesso e volentieri evoluzioni nella direzione di situazioni retrograde e da rex-blocking. Da qui a dire che avremo un rex-blocking di quelli che governano afflussi freddi artico-continentali in mediterraneo ce ne corre. Ma è chiaro che la possibilità di una fase continentale o balcanica, successiva all’affondo suddetto, e da inquadrare nei giorni successivi al natale e di fine anno, non è più, certamente ed alla luce di quanto mostrano le ultime emissioni modellistiche, ipotesi così remota. Naturalmente vedremo. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 22/23 ed inquadra perfettamente, con il supporto della freccia blu, l’affondo del nord-atlantico che, con asse nord/sud o nord-ovest/sud-est, ingloba l’europa occidentale sino all’entroterra africano. La freccia più piccola viola intende, a sua volta, indicare l’evoluzione della medesima isoipsa nei giorni immediatamente successivi e, soprattutto, sottolineare come lo stesso profilo depressionario tenda a muovere verso est e tenda ad acquisire un assetto ad asse più ovest/est, eventuale preludio di un disegno, per come segnalato dalle due frecce grandi, con alta pressione sul nord-europa, con fascia depressionaria a più basse latitudini e, di conseguenza, con afflusso dai quadranti orientali o nord-orientali. In detti casi, naturalmente, la cautela, nel considerare la possibilità di afflussi freddi del genere, è sempre d’obbligo, un pò per la distanza temporale non trascurabile e un pò perché se evoluzioni del genere possono effettivamente sfociare in afflussi freddi dalle nostre parti lo possono fare ammesso che l’eventuale blocco si distribuisca in maniera tale da inglobare nella corrente che fluisce da est latitudini sufficientemente meridionali…

Autore Pierangelo Perelli

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Inverno opaco, fino a quando?…


Il momento in cui questo inizio d’inverno indecente proverà a cambiare marcia assumendo connotati più consoni non è ancora possibile stabilirlo con certezza. Certe proiezioni natalizie o post-natalizie che incoraggiano qualcuno a stabilire che avremo una certa svolta sono ancora troppo lontane e, di conseguenza, poco affidabili. E non solo, giacché in tal senso sussiste ancora anche una certa difformità tra i modelli. Di sicuro abbiamo che nel corso della prossima settimana l’atlantico, in questo momento assai poco incisivo ed associato ad infiltrazioni che sbattono contro il promontorio anticiclonico scivolando lungo gibilterra e sino al marocco occidentale, proverà ad essere più influente; e ci proverà con una saccatura, per come indicato dal disegno della situazione prevista intorno ai giorni 16/17, non lontana dalla possibilità di creare un peggioramento, soprattutto lungo il profilo occidentale della penisola. La faccenda maturerà senza, comunque, e sempre per merito di un contesto con promontorio anticiclonico duro a morire, un vero e proprio sfondamento da occidente, tant’è che, anche in questo caso, la relativa depressione andrà poi scivolando nell’entroterra africano piuttosto che traslare verso levante. Andando poi oltre o molto oltre, provando ad esaminare certe proiezioni di lungo termine alquanto stimolanti ma ancora piuttosto vaghe nella possibilità di chiarire l’ipotesi di una vera svolta in senso invernale, si può prendere ad es. l’ultima proiezione di ECMWF e relativa ad inizio terza decade, la quale mostra, con il supporto nel disegno della simbologia relativa alla evoluzione della disposizione di una isoipsa di riferimento (frecce più grandi identificative della isoipsa nei giorni 16/17 e frecce più piccole identificative della stessa isoipsa nei giorni 21/22), un tendenziale aumento dei valori barici sui mari del nord a tutte le quote. Ed un aumento che, effettivamente, può anche stimolare certe fantasie freddiste corrispondenti all’intravedere, in detto aumento, la possibilità di richiami di saccature fredde dall’europa orientale che interagiscono con infiltrazioni oceaniche alle basse latitudini e che, pertanto, possono creare allettanti e mediterranee condizioni da rex o da dipole blocking. Magari!! E’ altresì, però, assai chiaro che stiamo parlando di qualcosa che sarà, e molto, da riesaminare, oltretutto nei suoi possibili e vari risvolti, nel prossimo futuro…

Autore Pierangelo Perelli

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Prospettive meteo miti, poco invernali…


Il prossimo futuro e, forse, non solo, si prospetta assai poco invernale. Tutti i segni, anche a livello di alta troposfera e di stratosfera, sono favorevoli ad un contesto con nessuna prospettiva, almeno sino a metà mese ed oltre, di aspetti invernali. Tutto questo, peraltro, non rappresenta certo una novità. Se il quadro è dominato da rimonte dinamiche dell’anticiclone sub-tropicale in area mediterranea e se lo stesso sub-tropicale risulta disposto a latitudini elevate, sia per quanto riguarda il suo ramo afro-mediterraneo e sia per quanto riguarda, spesso e volentieri, anche il suo ramo asiatico, che si inneschino afflussi freddi non può che essere assai problematico. In primis per ragioni di tipo dinamico, con gli affondi artici ben ostacolati, e poi per ragioni di tipo termico, con l’anticiclone russo-siberiano che non può consolidarsi ed espandersi verso ovest. E’ emblematica, in tal senso, la situazione generale prevista intorno ai giorni 10/11, illustrata dal disegno. Vi risulta evidente l’invadenza del sub-tropicale che costringe le mosse oceaniche e del nord-atlantico a scorrere a latitudini elevate o, tuttalpiù, ad affondare con modeste saccature molto meridiane e destinate ad affogare nelle alte pressioni sul vicino atlantico iberico e sino nell’entroterra africano. E vi si può ben notare anche come lo stesso flusso oceanico muova ben verso nord-est sull’europa nord-orientale, riducendo le possibilità dell’anticiclone termico russo-siberiano. Per osservare, e non si tratta comunque di cose attinenti al freddo ma sempre ad aria mite, una infiltrazione atlantica in grado di minare il sub-tropicale, occorre scrutare in direzione di metà mese. E per quanto riguarda il freddo, o qualcosa che sappia di inverno? Beh, va detto, in proposito, che le attuali proiezioni non parlano di veri afflussi freddi almeno sino ai giorni che precedono il natale, anche se, e lo sappiamo bene, guardare le carte oltre i 5-7 giorni serve davvero a poco…

Autore Pierangelo Perelli

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La dinamica prevista del sistema depressionario in arrivo…


L’evoluzione che, nella sostanza, conferma quanto visto in precedenza privilegiando un quadro di moderate infiltrazioni oceaniche in mediterraneo, presenta, nel contempo, aspetti e dettagli che meritano un approfondimento anche per il loro valore didattico. La prossima azione atlantica, infatti, si configura con modi relativamente meridiani, tali da disegnare una moderata ma ampia saccatura capace di affondare sino sul nord-africa. Tanto più le disposizioni cicloniche risultano meridiane e tanto più le medesime acquisiscono carattere di stazionarietà fino alla possibilità della maturazione di cut-off o circolazioni chiuse. E tutto questo è, almeno in parte, quanto è molto probabile che avvenga nel corso dei prossimi giorni. Tant’è che il sistema tenderà, almeno inizialmente, a sfogare più verso sud che verso levante, riducendo la possibilità di una sua marcata influenza verso est e sulla parte occidentale del centro-nord della penisola. Accanto a questo lato della medaglia positivo, però, occorre considerare l’altro lato, che, invece, risulta alquanto negativo, in quanto corrisponde all’azione ciclonica che scava sino alle basse latitudini e che attiva un flusso di correnti sciroccali calde ed umide in convergenza rispetto alla ritornante da sud in quota. Il disegno, che illustra la situazione generale prevista a 36/48 ore circa, ci fornisce l’idea dell’affondo meridiano sopra descritto e che indica sia la saccatura semi-bloccata che raggiunge il nord-africa e sia la sua ritornante da sud, evidentemente ben attiva nel promuovere lo sviluppo di corpi nuvolosi là dove risulta associata a correnti caldo-umide e sciroccali nei bassi strati. Una tale convergenza, indicata dalla simbologia delle frecce rosse (correnti sciroccali nei bassi strati) e delle frecce blu (descrittive della saccatura in quota), può essere all’origine di sviluppi nuvolosi e molto piovosi sulle aree da tale situazione interessate, e che, nel caso specifico, corrispondono alle aree meridionali ionica ed adriatica della penisola. L’affondo relativo, per come detto e per sua natura, tenderà inizialmente ad una traslazione verso levante non così rapida; ma c’è da considerare una incipiente dinamica atlantica e zonale fatta di una spinta più ovest/est che riuscirà poi, in qualche modo, a muovere il sistema verso est e verso la grecia, magari isolandolo, e preludendo, anche, ad un certo, più o meno temporaneo, aumento della pressione…

Autore Pierangelo Perelli

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Oggi, Primo Dicembre, inizia l’inverno meteorologico.

Un inizio dell’inverno a metà mese sarebbe poco pratico, soprattutto per le statistiche.

La decisione di impostare l’inizio dell’inverno è stata presa dall’OMM(organizzazione meteorologica MONDIALE) per semplificare la creazione di medie mensili e statistiche sulle temperature , così rendendo più agevole l’acquisizione dei dati. 

Pertanto, l’inverno meteorologico va dal 1° al 28 dicembre o negli anni bisestili fino al 29 febbraio.

L’inverno astronomico invece inizia nell’emisfero settentrionale nel giorno più corto dell’anno, il 21 o il 22 dicembre. Questo è il solstizio d’inverno.

Autore Dott. Centra Massimo

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Dicembre inizia nel segno di un tempo incerto da tardo autunno…


L’aspetto principale della situazione e della evoluzione dei prossimi giorni risiede nel fatto che la possibile espansione anticiclonica dicembrina sull’europa occidentale, intravista dalle analisi di lungo termine di giorni fa, non sembra concretizzarsi. Sembra, invece, che possa continuare una fase sostanzialmente atlantica, o, comunque, aperta alla possibilità di infiltrazioni successive dall’atlantico o dal nord-atlantico. Mentre tende ad andare in archivio l’azione del cut-off o della depressione mediterranea, ancora presente sul mediterraneo centrale e frutto di una di tali infiltrazioni oceaniche, c’è da considerare che la prossima infiltrazione, imminente, potrebbe non risultare particolarmente incisiva e perdersi in un’affondo iberico piuttosto meridiano e destinato ad indebolimento. Un fatto, questo, però, che non annulla il proposito oceanico di insistere nel muovere azioni depressionarie in direzione di iberia e di mediterraneo occidentale. Tant’è che c’è da mettere in conto una previsione di azioni atlantiche successive destinate a fare dell’area mediterranea medesima un’area di tempo tutt’altro che stabile o, quanto meno, variabile e, senz’altro, associato a fasi con passaggi di sistemi nuvolosi e di piogge, proprio nel corso dei primi giorni del mese. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista ad inizio mese, mostra, con il supporto della simbologia, il quadro sopra descritto, che è quello di una porta atlantica relativamente aperta ed in grado di consentire moderate infiltrazioni di aria umida ed instabile. In qualche modo potrebbe non trattarsi di affondi così marcati, e questo in virtù di un campo barico delle basse latitudini poco propenso a cedimenti particolarmente significativi. Ma c’è sempre da tener conto della imprevedibilità che la stessa orografia mediterranea offre ogni volta che la relativa area diventa obiettivo totale o parziale dell’atlantico…

Autore Pierangelo Perelli

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Tipico tempo da nord-atlantico, in attesa di una graduale stabilizzazione…


Novembre fa novembre e ci regala un finale di mese nel segno di una classica stagione da autunno avanzato. Il risultato della relativa fisionomia meteo può essere anche quello di temperature più basse della media in certe aree e di aspetti da inverno precoce, ma la realtà generale, per come già indicato in precedenza, non è quella di vere azioni fredde. E’, invece, quella della classica corrente ondulata groenlandese o del nord-atlantico, talora capace di azioni più settentrionali, ma, nella sostanza, ancorata all’effetto di successive spinte depressionarie oceaniche associate ad aria umida ed instabile. Temperature relativamente basse e fenomeni da neve in montagna ed a quote non così alte possono poi far parte della scena, in certe aree ed in certi momenti, per effetto della stessa aria fredda in quota che arriva dai mari del nord, ma in maniera relativamente temporanea e certamente non sulla base di ben definiti e duraturi afflussi freddi di matrice artica o artico-continentale. Il disegno della situazione generale prevista nel medio termine dei giorni 27/28 è eloquente nel descrivere il quadro indicato, con le frecce più grandi che segnano la dominante corrente in quota groenlandese che traina successive saccature che affondano in mediterraneo e che poi possono maturare in circolazioni depressionarie mediterranee, appunto. Quella che ci sta interessando è proprio quella che nel corso dei prossimi giorni determinerà la falla centrata sul mediterraneo centrale evidente nel disegno, la quale poi andrà gradualmente spostandosi verso levante. Dal nord-atlantico, ed al seguito di un intervallo, andrà, quindi, evolvendo la possibilità di un successivo assalto, nel disegno rappresentato dalla saccatura a ridosso delle isole britanniche, il cui destino, però, non appare ancora ben definito. E non appare ancora ben definito perché tra la fine del mese e l’inizio di dicembre si intravedono manovre anticicloniche che potrebbero creare un ostacolo fino a rendere effimera detta nuova azione depressionaria e ad affogarla in una sorta di cut-off iberico poco incisivo per la nostra penisola. Naturalmente vedremo, anche se si sta rafforzando, in ogni caso, la prospettiva di un inizio dicembre nel segno di una bella alta pressione dinamica sull’europa occidentale e, pertanto, di una fase relativamente stabile anche per il mediterraneo occidentale. La simbologia delle frecce serve indicare: con le frecce grandi la corrente dominante groenlandese, con le frecce blu medie le successive azioni cicloniche in movimento entro detta corrente dominante, con le frecce rosse la prospettiva anticiclonica del lungo termine che vede una decisa affermazione di alta pressione in grado di arrestare la medesima corrente instabile del nord-atlantico…

Autore Pierangelo Perelli

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Ecco una stagione da vero e classico fine novembre…


La fase di transizione tra quella del promontorio del sub-tropicale e quella del nord-atlantico o settentrionale, sta lasciando il posto al contesto settentrionale, appunto, già ben intravisto giorni fa. E’ bene chiarire, in relazione alle strombazzate sul freddo, sul grande freddo e sull’artico, che si leggono o si ascoltano qua e là, che la realtà con cui avremo a che fare si disegna come qualcosa che rientra, o quasi, nella norma del periodo. Non trovo nulla di particolare o di eccezionale nelle temperature che si profilano per i prossimi giorni e che appartengono alla fine del mese di novembre, non alla fine del mese di aprile. Detto questo va anche, altresì, detto, che un certo prematuro assaggio di inverno sarà anche possibile, in varie zone ed in certi momenti, avvertirlo. Così come è possibile che detta fase con temperature relativamente basse o contenute si prolunghi per vari giorni. Ed è ovvio anche che oltre alle temperature contenute non potranno mancare gli elementi del tempo variabile, instabile o perturbato che alle irruzioni in mediterraneo, eventualmente anche ciclogenetiche, appartengono. Ma, tornando al fatto che non sarà o non dovrebbe essere nulla di eccezionale o particolare per il periodo, al netto di temperature in alcuni casi o per alcuni giorni anche sotto media, va detto che detta dinamica di segno settentrionale è da assegnare ad un corso mobile ed al corso mobile di una corrente groenlandese, certamente assai vivace ed ancorato ad onde di una certa ampiezza, ma non a blocchi o a quelli sbarramenti in grado di apportare veri afflussi freddi di segno artico o, meglio, artico-continentale. Nulla di tutto questo. Tutto, invece e come detto, da assegnare alla classica configurazione ad onde o pulsante, mobile, fatta di impulsi capaci di affondare in mediterraneo e di trascinare aria dei mari del nord. Tra l’altro l’impulso successivo a quello dei prossimi giorni e che si profila per metà terza decade sembra avere una evoluzione non proprio in sintonia con la natura degli affondi che maturano in afflusso freddo, ma che maturano in un cut-off mediterraneo, incastonato tra promontori, ad ovest ed ad est, sulla base di un disegno che non depone certo a favore di spinte fredde orientali o nord-orientali. Ma vedremo. Il disegno mostra la situazione generale prevista a 48-72 ore ed è eloquente nel marcare l’affondo deciso di un vero e proprio polo freddo in quota relativamente ciclogenetico e, inevitabilmente, foriero di decisa instabilità e richiamo di correnti più fredde. Lo stesso disegno mostra anche, con il supporto della simbologia, lo schema della classica situazione da flusso groenlandese, associato a successive saccature o onde negative in movimento da nord-ovest a sud-est…

Autore Pierangelo Perelli

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Il maltempo ligure e l’evoluzione prevista…


Sui fenomeni piovosi insistenti e tuttora in atto sulla liguria e su parte dell’emilia romagna occorre, ancora una volta e come sempre, scomodare la sfera delle situazioni stazionarie. Tutto, e come detto in precedenza, concorre nella direzione di una temporanea spinta settentrionale. Ma la transizione dal disegno di un promontorio dinamico mediterraneo a quella di un flusso settentrionale ciclogenetico è difficile che sia rapida e priva di una fase intermedia piovosa e con gli elementi dei sistemi stazionari o semi-stazionari. Nel disegno della situazione generale riferita a questa mattina si può notare la tipica configurazione a sella che che vede la disposizione di una circolazione quasi isolata ad ovest sull’atlantico, e che quasi ha perso rapporto con la saccatura madre sui mari del nord, risultando in un cut-off o in un quasi cut-off. La stessa circolazione, però, non maturerà ulteriormente in una circolazione chiusa e stazionaria, poiché sollecitata da una dinamica che tende ad ostacolare detta evoluzione. Ma nel frattempo staziona in quella posizione, ostacolata ad est dal residuo del promontorio dei giorni corsi, ed alimenta la classica situazione stazionaria con correnti instabili in quota da ovest o sud-ovest sul mediterraneo occidentale (frecce blu) associate a flusso umido al suolo in convergenza (frecce rosse). Una tale disposizione, che si colloca lungo una direttrice sud-ovest/nord-est, ci interessa proprio all’altezza delle nostre regioni nord-occidentali, inglobando liguria ed emilia occidentale. Da cui lo sviluppo di sistemi piovosi e temporaleschi, anche di una certa intensità ed insistenti, lungo detta direttrice stazionaria o che trasla lentamente e con difficoltà. Come detto, tuttavia, il tutto tenderà ad evolvere per le ragioni di forcing euro-atlantici che spingono la geografia meteo e barica verso un contesto settentrionale con aumento della pressione sull’oceano, spinta da nord e conseguente traslazione di tutto il sistema verso est o sud-est. Una dinamica, questa, che non mancherà, con una doppia spinta settentrionale in direzione di iberia e mediterraneo occidentale ed in quadrabile tra fine seconda ed inizio terza decade del mese, di determinare una temporanea fase più fredda con probabile depressione mediterranea…

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Cambio meteo in vista…

Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 16/17 è perfetto nel confermare quanto visto in precedenza. Esso infatti vede l’affermazione delle componenti settentrionali con una ampia saccatura dei mari del nord in progressione verso sud, con il consolidamento di alta pressione sul nord atlantico, e con l’aggancio del residuo della estesa circolazione ciclonica attualmente presente ad ovest dell’iberia. Una siffatta configurazione rappresenta una sorta di reverse rispetto alla situazione attuale. La situazione attuale, infatti, e per come indicato dalla simbologia delle frecce blu, vede la saccatura delle alte latitudini disporre il suo asse verso sud-ovest a prolungarsi nella circolazione depressionaria ad ovest dell’iberia sopra menzionata, ben ostacolata dal promontorio in mediterraneo. Come si conviene a questo tipo di dinamica la medesima circolazione ciclonica mostra anche una certa tendenza ad isolarsi o ad entrare in opposizione di fase rispetto alla stessa saccatura madre sui mari del nord. I forcing dominanti, però, tendono ad essere quelli che fanno capo a spinte del nord-atlantico, con la conseguenza di un progressivo cedimento del promontorio mediterraneo e con la graduale progressione della saccatura scandinava, associata a rotazione del relativo asse in senso antiorario, per come indicato dalla simbologia delle frecce che, dal colore blu a quello viola, segna la transizione dalla situazione attuale a quella del medio termine. Inevitabile allora, a partire dall’inizio della seconda metà del mese, un cambio meteo, inizialmente caratterizzato da una fase di correnti occidentali umide ed instabili e, tra fine seconda ed inizio terza decade, anche dagli elementi di una vera e propria irruzione con apprezzabili flessioni termiche, per quanto ancora da inquadrare in termini di intensità e di durata…

Autore Pierangelo Perelli

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Quali possibili evoluzioni dopo il prossimo promontorio anticiclonico subtropicale


Quali possibili evoluzioni dopo il prossimo promontorio anticiclonico…
L’evoluzione che ci porta verso metà mese vede una prima fase caratterizzata da un deciso affondo meridiano sul vicino atlantico ed a ridosso dell’iberia ed un promontorio mediterraneo frenante. Il relativo contesto stabile, certamente foriero di alcuni giorni nel segno di stabilità e di clima mite, è comunque da interpretare come relativamente precario. E relativamente precario non tanto in virtù di una possibile progressione della ampia saccatura verso levante quanto in virtù di una tendenza generale che vede lo stesso affondo maturare in vortice un pò isolato ad ovest ma che vede, nel contempo, vivacizzarsi un flusso del nord-atlantico associato ad affermazioni anticicloniche islandesi. Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 13/14 identifica una mappa euroatlantica a sella in cui si riconoscono quattro componenti in azione. Vi si identificano: il promontorio anticiclonico mediterraneo che frena l’azione della depressione ad ovest; l’ampia depressione ad occidente, frutto dell’affondo meridiano sopra menzionato, e che è andata maturando in vortice parzialmente in opposizione di fase con la saccatura del nord-atlantico o dei mari del nord; la medesima vivace azione della saccatura sui mari del nord; la figura anticiclonica sul nord-atlantico. In tale relativo disegno a sella, come detto foriero, per il mediterraneo, di un momento stabile e con temperature oltre la media, andranno a prevalere, intorno alla metà del mese o nei giorni immediatamente successivi, le due componenti presenti a nord con la possibilità del maturare di un profilo ad ampia saccatura, frutto dell’azione della circolazione depressionaria sui mari del nord e della concomitante azione dell’anticiclone dinamico islandese. Ecco che la circolazione ciclonica ad ovest dell’iberia, destinata a progressivo indebolimento, può finire per essere agganciata e rientrare nella saccatura madre; ed ecco che si possono venire a creare i presupposti per una spinta settentrionale instabile. Da qui a dire, però, che avremo il freddo o una irruzione in grado di determinare un afflusso di aria fredda, ce ne corre parecchio. E ce ne corre parecchio perché, al netto di una possibile moderata e rapida azione settentrionale, attualmente le varie carte di previsione di lungo termine privilegiano un tendenziale orientamento nella direzione di correnti occidentali, ed ovvero di aperture della porta del grande ovest. Nel disegno le frecce blu marcano il profilo della situazione a sella dei giorni 13/14 sopra descritta, mentre le frecce viola identificano la possibile evoluzione successiva, che vede protagonista la discesa della saccatura dei mari del nord, quanto meno destinata a scardinare blocchi anticiclonici e ad introdurre condizioni più instabili, e più o meno settentrionali o occidentali…

Autore Pierangelo Perelli

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Tra sub-tropicale e modeste infiltrazioni atlantiche…


Il contesto meteo dominante di fine ottobre sfocia in questi primi di novembre continuano ad identificare un generale corso mobile occidentale ondulato, nel contempo relativamente ostacolato alle basse latitudini. Il mediterraneo viene a trovarsi in una sorta di fascia di transizione, tra la franca azione umida instabile atlantica e la presenza del sub-tropicale. Il medesimo sub-tropicale tenta anche azioni di spinta meridiana proponendo onde di resistenza o di freno in grado di tenere più a nord il medesimo flusso atlantico principale. Ci riesce, però, solo in parte, nel senso che tende comunque a non impedire infiltrazioni secondarie destinate ad evoluzioni in modeste configurazioni chiuse quali insidie per la nostra penisola. In linea generale, però, al netto dei sempre possibili sviluppi di locali aree piovose di una certa consistenza, nulla di che. Di fronte ad una situazione del genere, al suo clima mite, ed al relativo associato protagonismo del sub-tropicale, non possiamo, ancora una volta, non marcare come le stesse sortite mediterranee del medesimo sub-tropicale siano diventate da anni o decenni una regola ed una regola che ha sempre di più, sia in inverno che in estate, reso il clima mediterraneo più caldo e meno influenzato dai flussi del nord-atlantico o dell’est europeo. Senza contare la intrinseca insidia della possibilità dello sviluppo di situazioni piovose stazionarie qualora gli stessi muri anticiclonici riescano a frenare le perturbazioni solo in parte ed a renderne persistente il corrispondente flusso umido meridionale. La disegnata situazione generale prevista intorno ai giorni 5/6 segna il quadro descritto, indicando l’ennesima azione oceanica che, ostacolata da un promontorio dinamico, assume profilo meridiano affondando solo in parte verso sud o sud-est e finendo per divaricarsi e sganciare una infiltrazione secondaria destinata a cut-off ed a modesta falla in quota sul mediterraneo centro-occidentale. Una evoluzione questa che non può che riproporre il persistente tema degli ultimi tempi, ed ovvero quello di un contesto mite, fatto di alternanza di momenti stabili e di momenti con maggiori effetti ciclonici variamente distribuiti, in questo caso, ad es., a partire da ovest e segnatamente sul centro-sud…

Autore Pierangelo Perelli

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Esame della evoluzione meteo in mediterraneo delle prossime ore…


Certe evoluzioni meteo meritano di essere commentate anche per come presentano elementi dal valore didattico. In questo caso, anche a conferma di quanto già esaminato in precedenza, siamo di fronte ad una situazione tipicamente occidentale atlantica, certamente foriera di condizioni umide ed instabili ma anche un pò ostacolata da una certa presenza del sub-tropicale. Di fatto, senza riuscirci, almeno per ora, in pieno, le onde negative collegate alla fascia depressionaria oceanica muovono da ovest ad est trovando, al livello delle latitudini mediterranee, condizioni non troppo favorevoli ad un affondo franco e marcato dal punto di vista barico e della ciclogenesi. Ed è anche per questo che dette ondulazioni possono finire per impantanarsi ed isolarsi dalla corrente zonale principale. Con valori barici non così bassi l’affondo si verifica; ma si verifica ostacolato e costretto a scivolare verso sud, e per ragioni di dinamica, a diventare una circolazione chiusa. I cut-off, sia ciclonici che anticiclonici, fanno parte della normale fisiologia degli scambi termici atmosferici e rappresentano uno degli scambi più significativi e marcati. I cut-off ciclonici, poi, rappresentano, non infrequentemente, una insidia meteo non indifferente giacché capaci di produrre maltempo persistente sulle stesse aree. In certi casi, tuttavia, detto isolamento evolve nell’ambito di situazioni tali da indebolirne l’azione ed anche da favorirne un certo spostamento. Il tempo variabile o anche perturbato delle prossime 24/48 ore è da ascrivere proprio ad una evoluzione del genere. La debole saccatura andrà sempre più assumendo la connotazione di semplice e modesta diramazione, affondando in mediterraneo centro-occidentale e, quindi, isolandosi dalla corrente principale, assumendo le caratteristiche di cut-off o goccia fredda in lento spostamento verso sud o sud-est. E tutto questo anche in un contesto sfavorevole capace di indebolirne gradualmente gli effetti. La metafora del torrente che incontra condizioni favorevoli al dilatarsi in un’ansa che poi, successivamente, si isola formando una pozzanghera staccata dal corso dello stesso torrente rende abbastanza, seppur grossolanamente, l’idea del fenomeno. E d’altra parte sempre di fluidi che obbediscono alle stesse regole di dinamica, pur con lo dovute ed anche notevoli differenze, si tratta. Il disegno mostra la situazione generale di questa mattina e mostra, con le frecce, la transizione sopra esaminata, ed ovvero quella della modesta saccatura (frecce blu) che evolve in cut-off (frecce viola)…

Autore Pierangelo Perelli

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Nuovo cambiamento del tempo nei prossimi giorni sull’Italia.


Correnti umide, ma miti, dall’atlantico causeranno dal pomeriggio-sera di oggi delle piogge deboli tra Piemonte Orientale e Lombardia Occidentale.
Piogge più intense riguarderanno la Liguria, l’Emilia occidentale e le zone settentrionali di Piemonte e Lombardia. Tempo in peggioramento anche sulla Toscana settentrionale e gradualmente anche sul resto della regione e su tutte le regioni settentrionali.
Nella giornata di domani sono previste piogge abbondanti in Liguria, sulla Toscana settentrionale e sul Friuli Venezia Giulia.
Tempo nuvoloso domani sul resto del centro con piogge che gradualmente interesseranno il Lazio e l’Umbria, più asciutto altrove e sulle regioni meridionali.
Temperature in aumento al centro sud per aria mite meridionale e in calo al nord nelle zone sotto le piogge.

Autore Dott. Centra Massimo
Notizie meteo Italia

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Tra correnti umide atlantiche e moderata influenza del sub-tropicale…


Tra fine mese ed inizio novembre la configurazione euro-atlantica inquadrerà un disegno prettamente occidentale, fatto sia di ovvie correnti umide e relativamente instabili che di una componente sub-tropicale in loro ostacolo. La transizione dalla situazione attuale, sempre oceanica ma tipicamente di nord-ovest, e quella di fine mese, è dettata dal respiro anticiclonico di un modesto promontorio mobile. Ma, come detto, il subentro successivo delle correnti occidentali mosse dalla grande fascia depressionaria atlantica non sarà così franco o incisivo. Lo sarà, almeno in parte, proprio nei giorni di fine mese, ma, forse, tenderà ad esserlo di meno a seguire. E questo per effetto di una fascia sub-tropicale tendenzialmente più intrusiva e persino in grado di disegnare un promontorio, seppur forse temporaneo, frenante. Non siamo ancora nell’ambito di certezze in quanto un siffatto gioco delle parti non è mai di facile interpretazione, nel senso che l’equilibrio può risultare più o meno deviato a favore delle correnti atlantiche o del sub-tropicale. In ogni caso si conferma quanto già intravisto in precedenza, con la possibilità che, però, alla fine ed in base a quanto dicono le carte attuali, il lungo termine possa vedere, piuttosto che rimonte da vero blocco, sfondamenti, più o meno destabilizzanti, da ovest. Il disegno mostra la situazione generale prevista per il finale del mese e che inquadra perfettamente il contesto sopra descritto, mentre la simbologia delle frecce, da blu a viola, intende rappresentare la transizione delle correnti in quota, da quelle attuali nord-occidentali associate a veloci transiti instabili nord-ovest/sud-est, a quelle strettamente da ovest del possibile peggioramento di fine mese e, tendenzialmente, più o meno ostacolate dal sub-tropicale…

Autore Pierangelo Perelli

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Tipica fase nord-occidentale…


La fase prettamente nord-occidentale in corso è quella di un tempo variabile associato a periodici impulsi, tendenzialmente sempre più destinati ai settori orientali del mediterraneo. La traslazione graduale della traiettoria di dette correnti in quota dominanti non esenterà la penisola, ancora per qualche giorno, da fasi instabili, stavolta, però, a carattere più sparso e con minori estensioni nuvolose organizzate, soprattutto sulle regioni nord-occidentali. E questo a merito di correnti in quota, appunto meno occidentali, più settentrionali ed associate a disposizione ciclonica in transito da nord-ovest lungo la fascia centrale del mediterraneo e lungo la penisola balcanica. Il progresso nella direzione di una maggiore stabilità culminerà nel disegno di un promontorio anticiclonico, per un verso promettente come barriera rispetto alle correnti umide atlantiche, ma per un altro dalla evoluzione ancora piuttosto incerta. Scontata la suddetta rimonta del sub-tropicale intorno ai giorni 28/29 rimane, infatti, da chiarire quanto la medesima rimonta saprà ergersi a muro stabilizzante e durevole o quanto, invece, corrisponderà ad una sorta di onda pre-frontale. Va detto, anche, che tra le due possibilità non sono da escludere disegni ibridi in cui, in qualche modo, la stessa onda tiene o devia verso nord-est le correnti atlantiche, almeno in parte. E tutto questo non potremo che vederlo più avanti, anche se una influenza oceanica e di correnti sud-occidentali, quanto meno riservata al nord-ovest, appare al momento alquanto probabile. Stiamo parlando, però, dell’estremo fine mese o dei primi di novembre, di un tempo, ovvero, ancora lontano e tutto ancora da scrivere. Il disegno, che mostra la situazione prevista intorno ai giorni 28/29, sottolinea il moderato promontorio stabilizzante del sub-tropicale sopra indicato ma anche la minaccia di affondi in sede iberica che, per come rappresentato dalle frecce indicative dei flussi in quota previsti da alcuni modelli nel corso dei primi giorni di novembre, risultano successivamente spostati, anche se più o meno ostacolati dall’alta pressione, verso levante. In proposito si può notare anche come alcuni di questi modelli detti affondi li considerino più incisivi e come altri, invece, li considerino maggiormente bloccati, frenati e deviati verso nord-est…

Autore Pierangelo Perelli

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Ritorna l’ora solare.

Cambio dell’ora in questa prossima notte.

Le lancette degli orologi devono essere spostate indietro di un’ora, dalle ore 3 alle ore 2 di domenica 26 ottobre 2025, per il passaggio all’ora solare.

Le giornate diventano più corte e stanotte si dormirà un’ora in più.

Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, nei 7 mesi di ora legale il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi per 450 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 170 mila famiglie, con un conseguente risparmio economico di circa 105 milioni di euro. Ricadute positive anche in termini di sostenibilità ambientale: il minor consumo elettrico, infatti, ha consentito al Paese di evitare emissioni di COin atmosfera per circa 215 mila tonnellate.

A cura del dott. Centra Massimo

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La tipica variabilità autunnale…

L’inizio di terza decade di ottobre segna l’annunciato ritorno a correnti atlantiche e ad una fisionomia prettamente occidentale. Ne consegue il classico tempo variabile, a tratti perturbato, segnatamente sul centro-nord, dalla connotazione certamente autunnale. Vale la pena considerare il fatto che detta situazione tenderà a persistere, più o meno, fino alla fine del mese, ma con una configurazione progressivamente più nord-occidentale o settentrionale. E’ questo il fatto in cui intravedere una certa evoluzione o un certo cambiamento; un certo cambiamento che non modificherà l’essenza di un tempo variabile ed a tratti perturbato ma con tendenziali diminuzioni termiche e con una instabilità dettata da affondi nord-ovest/sud-est piuttosto che da ovest. Tutto questo potrà, magari ed anche, contraddistinguere una minore incisività delle fasi perturbate sui settori nord-occidentali e maggiore sui settori centrali e nord-orientali, anche se non lo si può dire con certezza. Di fatto situazioni del genere tendono un pò a risultare, per la previsione locale o a mesoscala, piuttosto complicate o difficili. Il disegno indica la situazione generale prevista intorno ai giorni 25/26 e serve ad inquadrare la fase più settentrionale sopra descritta nel pieno della sua maturità e nella quale il supporto della simbologia, o delle frecce da più piccole a più grandi, serve ad indicare l’evoluzione, da oggi a metà decade, che vede il ramo sub-tropicale oceanico tendere ad affermarsi o a progredire verso levante sul nord-atlantico ed a favorire spinte successive islandesi dirette verso il mediterraneo centrale. Una siffatta periodicità di spinte, come detto, può essere quella destinata a mantenere un tempo fresco e variabile, probabilmente sino a circa fine mese, e fino alla possibilità, per come sembra al momento, che proprio l’estremo finale del mese segni la chiusura e l’affermarsi di un bel promontorio…

Autore Pierangelo Perelli

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Le prospettive di una tipica fase atlantica od occidentale…


Il graduale sblocco postulato in precedenza è in atto e trasporta verso una nuova fase, di matrice zonale ed atlantica. La corrente groenlandese diventa così la protagonista dei prossimi giorni, associata, tuttavia, ad una certa presenza, in mediterraneo centro-meridionale, di una componente anticiclonica capace di rendere la medesima corrente instabile atlantica non così incisiva. Incisiva lo sarà, comunque, quanto meno per il mediterraneo settentrionale e, pertanto, per le nostre regioni centro-settentrionali, dove l’annessa variabilità non mancherà di determinare momenti più perturbati come quello che si prospetta per inizio terza decade. Il disegno della situazione prevista intorno ai giorni 21/22 segna l’idea del quadro descritto, con la corrente atlantica che affonda una moderata curvatura ciclonica sulla penisola in trasferimento verso levante. La tipica alternanza delle situazioni zonali potrà poi, a seguire, fornire il respiro anticiclonico che tipicamente segue quello ciclonico, a sua volta seguito, però e forse, da un successivo affondo. Troppo presto però per andare a scrutare oltre i primi giorni della decade, e, ancora di più, per ammettere la possibilità di una nuova chiusura della porta oceanica intorno a fine mese, tutta ancora da scrivere…

Autore Pierangelo Perelli

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Le ragioni del maltempo sul mediterraneo centro-meridionale…


La resistenza, peraltro tendenzialmente in diminuzione, del blocco all’atlantico, continua a deviare il corso principale del getto verso nord, non impedendo, però e nell’ambito di una fisionomia split, l’infiltrazione di una sua diramazione secondaria alle basse latitudini. Il tempo attuale, variabile/perturbato, del mediterraneo centro-meridionale, è influenzato anche da questa diramazione, e non solo, pertanto, dalla discesa di una moderata saccatura da nord. Risulta evidente come dette componenti finiscano per interagire e caratterizzare il quadro, a dette latitudini, di un flusso occidentale a componente ciclonica in quota e quello, conseguente, di una depressione al suolo, ben foriera di sviluppi nuvolosi consistenti su quelle aree. Il disegno della situazione prevista a 48 ore rende bene l’idea, con il supporto della simbologia, del, seppur modesto, scavo in quota, alimentato dalla componente atlantica e, soprattutto, dalla componente dei mari del nord. Un contesto, questo, che, sia per ragioni termiche che per ragioni dinamiche, finisce per dare vita alla classica circolazione ciclonica mediterranea sul centro-sud, certamente capace di produrre fenomeni piovosi, localmente di una certa intensità. Termini come medicane, dana, e frasi che coinvolgono aria proveniente dalla russia, è bene lasciarli da parte perché con detta situazione non c’entrano niente, e non posso non continuare a domandami il motivo per cui si continuano a scrivere, qua e là, robe del genere. Situazioni come quella descritta sono talora dure a morire, ma, nelle linee generali, si nota, in questo, caso, la tendenza verso una certa evoluzione, anche se magari assai graduale, che vede il procedere della situazione, in direzione di fine decade, verso una flessione del blocco e verso una configurazione più atlantica o più mobile e prettamente occidentale…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una fase instabile sul mediterraneo centro-meridionale…


La configurazione anticiclonica che domina l’area mediterranea e, soprattutto, l’europa nord-occidentale, si caratterizza con un profilo simil omega che tiene, per ora, a distanza, sia il flusso atlantico che la minaccia della depressione dell’europa orientale. Di fatto quest’ultima ha finito per risultare meno influente di quanto precedentemente ipotizzato, con il risultato di un tempo relativamente stabile anche sui nostri settori adriatici. La fuga di una infiltrazione retrograda è quella che, nel corso dei giorni scorsi, ha disegnato una falla in sede iberica foriera di instabilità su quelle aree e, attualmente, di sviluppi di aree temporalesche significative tra baleari e spagna occidentale che, però, dovrebbero rimanere sul posto o, comunque, non propagarsi verso oriente. La componente in quota, infatti e su quell’area lungo il fianco occidentale dell’alta pressione dinamica, è modesta e meridionale. Va altresì detto che detta componente, sulla base di un certo cambio di circolazione prossimo futuro, dovrebbe diventare occidentale, a costituire il classico flusso secondario nell’ambito di una configurazione simil split-blocking, certamente possibile foriera di una fase più o meno instabile per il mediterraneo centro-meridionale. Tutto, infatti, concorre nella direzione di una certa persistenza del profilo anticiclonico attuale, ma concorre anche, nel contempo, nella direzione di una estensione retrograda o verso sud-ovest dell’area ciclonica dell’est e nella direzione, in buona parte conseguente, di una certa diminuzione della pressione in quota sulla fascia mediterranea centro-meridionale, appunto. Da cui la classica ritornante delle basse latitudini, estesa dall’iberia all’egeo, ed in qualche modo, collegata anche alla porta dell’atlantico. Con la diminuzione della pressione sull’europa nord-occidentale, vedremo poi se, in direzione di fine seconda decade, si potrà avere un ulteriore cambio circolatorio con infiltrazioni dal nord-atlantico capaci di destabilizzazioni sulla penisola più estese. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno a metà mese e mostra, con il supporto della simbologia, lo split, ovvero il ramo principale del flusso atlantico sbarrato e deviato verso nord ed il ramo secondario sopra descritto che corre lungo la spagna ed il mediterraneo meridionale. E mostra, nel contempo, l’estensione verso sud-ovest della configurazione depressionaria dell’europa centro-settentrionale in grado di coadiuvare o marcare la medesima corrente instabile occidentale del basso mediterraneo…

Autore Pierangelo Perelli

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Sottocorona e la meteo che ci piace…


La scomparsa di Paolo Sottocorona ci tocca particolarmente per due motivi. Il primo è quello che si riferisce alla persona, a quella persona dai toni rassicuranti, intelligente, brillante, empatica. Il secondo è quello che si riferisce alla parte strettamente professionale e tecnica, ed a quella parte capace di trattare la meteo per come si deve, lontana anni luce da certo pacchiano, da certa vetrina pura, da certa approssimazione e da certi modi chiaramente votati ad attirare pubblico. Sottocorona trattava la meteo con la sobrietà e la scientificità che la stessa meteo merita, con le parole semplici che servono per farla capire al grande pubblico, con la capacità di sintesi di cui sono dotate le persone intelligenti e che hanno dominio della materia, e, a momenti, con quella sottile ironia, sempre comunque garbata e mai offensiva o presupponente, utile a mettere in chiaro certi concetti o a stabilire i confini della meteo seria. Ci ricordava un pò i modi dei grandi della vecchia meteo, come ad es. Andrea Baroni o Guido Caroselli, ed i modi di quei bollettini TV in cui era il meteorologo a spiegare la meteo ed in cui la meteo erano semplici perturbazioni, isobare e carte in quota piuttosto che clamore mediatico. Caro Paolo ci mancherai. Venendo alla situazione ed alla evoluzione ho disegnato la situazione generale prevista nel medio termine ed intorno ai giorni 12/13 per segnalare che la configurazione di confine già indicata in precedenza, tuttora in azione e che vede una certa prevalenza della figura anticiclonica ad ovest, andrà marcando ulteriormente il blocco all’atlantico. E lo farà anche spostando i massimi barici verso nord-est, sulle isole britanniche o tra isole britanniche e scandinavia, con la conseguenza della maturazione di un contesto che, in linea generale, non è mai così stabile per il mediterraneo. Tant’è che, in un disegno che tende a far prevalere l’oriente piuttosto che l’occidente, ed ovvero i richiami da levante ed i flussi antizonali, avremo un certo affondare, in direzione di metà mese, della figura depressionaria dell’europa centro-orientale, con nuove riduzioni termiche e la possibilità di destabilizzazioni, segnatamente sulle aree orientali. E’ possibile, peraltro, che possa trattarsi di qualcosa di non particolarmente eclatante, nonché di qualcosa di assai temporaneo e destinato, con la graduale scomparsa di aree anticicloniche in quelle posizioni, ad una evoluzione verso profili più zonali…

Autore Dott. Centra Massimo

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Situazione di confine, tra azzorre e flusso instabile e fresco da nord-ovest…


Si conferma la linea generale precedentemente intravista, tendente ad un contesto meno instabile. Occorre, tuttavia, affermare che detta minore instabilità, sostenuta da un azzorriano più portato ad estendersi anche verso est, può non subentrare in modo così rapido, e può anche, alla fine, non risultare così marcata. La fisionomia generale che si prospetta è quella ben rappresentata dalla situazione generale prevista intorno ai giorni 7/8, indicata dal disegno e caratterizzata dal classico quadro ondulato lungo una direttrice nord-ovest/sud-est. Una siffatta configurazione, mobile, ed associata a pulsazioni azzorriane di un ramo oceanico anticiclonico che tende a mantenere posizioni alle alte latitudini e che, nel contempo, mostra una certa, seppur timida, invadenza verso est e sino al limite del mediterraneo occidentale o centro-occidentale, corrisponde al movimento di successive saccature sull’europa centro-orientale, in linea tendenziale maggiormente destinate alla penisola balcanica e, di margine, al nostro adriatico. Il tempo sulla penisola diventa allora condizionato dalla direttrice, più o meno spostata lungo la longitudine, di dette saccature. E potremo avere un tempo più stabile, soprattutto ad ovest, nel caso di una maggiore presenza anticiclonica, e più instabile, con sconfinamenti anche sulle aree occidentali, nel caso di un anticiclone meno propenso ad arginare tali azioni depressionarie. La saccatura del breve termine, di questo fine settimana o dell’inizio della prossima, sembra essere, ad es. ed in tal senso, abbastanza insidiosa. Può risultare meno influente, invece, la successiva, ma con la riserva costituita dalla possibilità di una associata, seppur modesta, infiltrazione secondaria in moto retrogrado verso l’iberia ed il mediterraneo occidentale. Ecco che lo schema, per come già indicato, può essere sintetizzato da una tendenza generale nella direzione di una maggiore stabilità, ma sempre nell’ambito di una linea di confine e di una potenziale variabilità con valori di temperatura contenuti, segnatamente sui settori orientali e meridionali…

Autore Pierangelo Perelli

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Fase da configurazione simil rex-blocking…


Nel tempo dei prossimi giorni viene a prevalere la tendenza già intravista giorni fa, vale a dire quella della persistenza del blocco o della chiusura della porta dell’atlantico, con conseguente affermazione di un profilo simil rex blocking. In ogni caso un cambiamento c’è, ma non prelude ad aperture ad occidente. Prelude, invece, ad uno spostamento dell’attuale minimo barico dell’europa centro-occidentale verso levante o sud-est, a costituire la classica situazione che vede alte pressioni alle medio-alte latitudini e ad ovest e basse pressioni a levante sull’europa orientale o centro-orientale. Le configurazioni di questo tipo sono assimilabili alle situazioni poco mobili e presuppongono anche una certa relativa persistenza, soprattutto se risultano enfatizzati i moti antizonali. Ed il caso in questione presenta, appunto ed almeno in parte, queste caratteristiche, marcate da un azzorriano che mostra orientamenti espansivi verso est/nord-est, da un’area anticiclonica sulla scandinavia, e da una circolazione ciclonica su europa centro-orientale e, tendenzialmente, su penisola balcanica. Il disegno, riferito alla situazione generale prevista tra fine mese ed inizio ottobre, è eloquente proprio nell’identifcare questo quadro. Presenta i due elementi fondamentali caratterizzanti, quali una espansione anticiclonica est/ovest alle alte latitudini ed un asse di saccatura o struttura ciclonica con asse est/ovest alle latitudini medie, e che tende a temporanea estensione retrograda verso sud-ovest. Una tale estensione, corrispondente ad un certo moderato guadagno verso occidente associato a rotazione antioraria del corrispondente asse di saccatura, rientra nella fisiologica dinamica di queste situazioni, in grado di produrre e di mantenere, per qualche tempo, un quadro instabile e fresco, primariamente per il settore adriatico e, in progressione, per il centro-sud. Difficile dire che cosa accadrà poi nel lungo termine successivo ai primissimi giorni di ottobre, ma è probabile che tutta la faccenda maturi con uno sfumare del profilo rex blocking e con il sopravanzare di una nuova fase da promontorio anticiclonico…

Autore Pierangelo Perelli

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La, non facile da definire, evoluzione dei prossimi giorni…


Siamo in presenza di una situazione e di una evoluzione complesse ma anche assai interessanti, anche dal punto di vista didattico. La saccatura, tendente a vortice, in azione sull’europa occidentale e sulla penisola, è programmata per maturare in un contesto bloccato o semi-bloccato, in veste di rex o dipole blocking. In questo modo la relativa circolazione depressionaria in quota, sempre più chiusa e disposta tra europa centro-occidentale e nostre regioni settentrionali, è destinata a pochi spostamenti e ad insistere per qualche tempo, mantenendo un tempo variabile o instabile, segnatamente sul centro-nord, ma non solo. La dinamica troposferica oscilla tra situazioni zonali ed anti-zonali, e quelle anti-zonali maturano in relazione a sviluppi meridiani e a blocchi che ostacolano il fisiologico fluire del grande flusso ovest-est, con il risultato, più o meno, di stagnazioni, flussi meridiani, flussi anti-zonali, retrogressioni. Le due circolazioni chiuse o semi-chiuse, enfatizzate nel disegno della situazione prevista intorno ai giorni 26/27, rientrano in tali scenari e corrispondono alla configurazione bloccata rex o dipole sopra menzionata, costituita da un cut-off o semi cut-off anticiclonico e da un cut-off o semi-cut-off ciclonico. E’ possibile, in virtù del fatto che prima o poi anche le situazioni più stagnanti si sbloccano, che qualcosa tenda successivamente a muoversi, e, sulla base di dinamiche ben note in questi casi, magari con la risalita del vortice (vedi freccia piccola tratteggiata) ed il suo riassorbimento da parte del flusso ovest-est sulla media europa. Ma è altrettanto vero che una tale evoluzione non sembra così semplice da realizzarsi. Ed anzi, potrebbe, invece, accadere che la mobilizzazione del contesto avvenga senza apprezzabili riprese zonali e con un modesto spostamento della depressione verso est o sud-est anziché verso nord o nord-est (vedi freccia piccola relativa), a disegnare un profilo ancora di segno rex blocking (rappresentato dalle due lunghe frecce grandi), più o meno duraturo e, stavolta, rappresentato dalla classica configurazione con promontorio sull’europa centro-settentrionale e con saccatura, ad asse orizzontale est-ovest, balcanico-mediterranea…

Autore Pierangelo Perelli

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22 settembre 2025 inizia l’autunno astronomico.

Alle 20:19 ore italiane di lunedì 22 settembre cadrà l’equinozio d’autunno, momento in cui terminerà ufficialmente l’estate astronomica lasciando il posto all’autunno.

L’autunno meteorologico invece è iniziato il primo settembre, dura tre mesi interi e termina il 30 novembre.

Questo viene fatto perché i dati sui singoli mesi possono essere confrontati meglio per le valutazioni climatologiche.

Mentre l’equinozio d’autunno  è il momento di passaggio tra l’estate e l’autunno, in senso astronomico nel nostro emisfero boreale.

Il termine Equinozio deriva dal latino e significa “notte uguale al giorno”

Oggi le ore di luce e quelle di buio sono uguali.

Questo accade perché i raggi solari giungono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.

Autore Dott. Centra Massimo

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STA PER TERMINARE QUESTA LUNGA FASE CALDA .

STA PER TERMINARE QUESTA LUNGA FASE CALDA .
Durante questa nuova settimana avremo un tempo autunnale con temperature in calo con rovesci di piogge e temporali.
Inizialmente le precipitazioni interesseranno le regioni settentrionali e quelle tirreniche del centro, poi gradualmente anche il resto dell’Italia.

Autore Dott. Centra Massimo

NOTIZIEMETEOITALIA

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