Domenica 19 settembre🔔🟠 Allerta ARANCIONE per rischio temporali e rischio idrogeologico su parte di Lombardia e Toscana.🔔🟡 Allerta GIALLA in sei regioni.🌧⛈ Piogge e temporali in arrivo al Nord e sulla Toscana.

Un’area perturbata in arrivo dalla Francia, nelle prossime ore, tenderà ad interessare le nostre regioni nord-occidentali estendendosi, nel corso delle prime ore di domani, al resto del Nord e su parte del Centro. Questa fase di maltempo sarà accompagnata da una intensificazione della ventilazione occidentale.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla serata di oggi, sabato 18 settembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sul Piemonte. Dalle prime ore di domani, domenica 19 settembre, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana, specie sui settori settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi, sabato 18 settembre, allerta arancione per rischio temporali su parte della Lombardia. Per la giornata di domani, domenica 19 settembre, è stata valutata allerta arancione per rischio temporali e rischio idrogeologico, su alcuni settori di Lombardia e Toscana. Allerta gialla in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria, parte di Piemonte, Toscana e sul resto della Lombardia.  

Fonte:dipartimento protezione civile nazionale

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Domenica con forti piogge al nord 🌧️e con temperature estive al sud 🌡️

Il vortice di bassa pressione che è situato attualmente sulla Francia occidentale, domani transitera sulle nostre regioni settentrionali e dovrebbe causare delle forti precipitazioni anche a carattere temporalesco e di tipo grandinigeno.

Le precipitazioni causeranno altresi un calo termico sulle suddette zone.

Questa perturbazione sarà associata a correnti di libeccio che continueranno a far affluire ancora per domani dell’aria calda sulle regioni meridionali, ed in particolare sulla Sicilia e sulla Calabria si superreanno i +30 gradi.

Lunedì variabile con delle piogge sparse e il calo termico si estenderà gradualmente verso il sud.

A cura del dott. Centra Massimo

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Il buco dell’ozono cresce e il nostro strato protettivo scompare di nuovo.


Lo strato di ozono si trova a circa 20 chilometri sul livello del mare e ci protegge dai pericolosi raggi UV che possono causare il cancro della pelle.

Le notizie sul buco dell’ozono negli ultimi anni sono praticamente sparite dai titoli dei mass media.

Ma quest’anno è insolitamente grande sull’Antartide e le vecchie preoccupazioni stanno ritornando. 

Ed in effetti il buco nello strato di ozono sopra il polo sud è più grande dell’Antartide, ha affermato il servizio di monitoraggio dell’atmosfera Copernicus dell’Unione europea.

“Quest’anno, il buco dell’ozono si è formato come previsto all’inizio della stagione”, afferma Vincent-Henri Peuch , direttore del Copernicus Atmospheric Watch Service, “ma in seguito, con il progredire della stagione, è diventato uno dei più persistenti buchi di ozono nel nostro record di dati . Ora le nostre previsioni mostrano che il buco di quest’anno è cresciuto un po’ più del solito . Il vortice è abbastanza stabile e le temperature nella stratosfera sono addirittura inferiori rispetto allo scorso anno. Stiamo osservando un buco dell’ozono abbastanza grande e forse profondo “.

Il buco dell’ozono è un fenomeno annuale. Raggiunge la sua massima estensione sull’Antartico tra metà settembre e metà ottobre.

A cura del dott. Centra Massimo


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Verso l’autunno, ma con calma

16 settembre 2021
Verso l’autunno, ma con calma…
Si commentano spesso e volentieri le cosiddette carte in quota, ovvero, sostanzialmente, quelle che si riferiscono alla media troposfera e a circa 5000/5.500 mt (500 hPa). E per ovvi motivi, giacché la distribuzione di centri barici e flussi a quel livello ci racconta parecchio, essendo quei flussi i flussi trainanti degli stessi sistemi perturbati e della circolazione al suolo. Ma è evidente che per capire cosa fa o cosa farà il tempo non basta. Il tempo è funzione di tutto quello che accade in tutto lo spessore troposferico dei 10.000 mt circa.

Ed ecco perché è sempre bene considerare qualcosa di più e, in primis, quanto accade al suolo e quanto accade a livello del jet stream. Il jet stream, infatti e per ragioni non così semplici da spiegare, è il primum movens mentre la situazione al suolo ci racconta di come e quanto i primi strati troposferici, con la loro umidità e con i loro apporti di aria calda, sono in grado di rifornire la troposfera di energia. Naturalmente la faccenda, fatta di ragioni termiche e dinamiche, non è così semplice, ma al riguardo ci può raccontare qualcosa di esplicativo quanto è accaduto giorni fa in mediterraneo, dove abbiamo avuto una depressione al suolo che, in termini di bassa pressione non proprio supportata da qualcosa di analogo in quota, è risultata, sempre comunque in interazione con la dinamica delle quote superiori, assai foriera di nubifragi e fenomeni violenti. Tutta questa introduzione anche per dire che nelle prossime ore non avremo certamente chissà che cosa come transito di saccature in quota ma avremo comunque, in virtù di tutta una fisionomia troposferica, un certo moderato o anche marcato peggioramento, in primis sul settentrione o sul centro-nord. Detto transito, ancorato al moto di una certa moderata o debole ondulazione in quota proveniente dall’iberia ed in movimento verso nord-est, può aprire, quindi, ad ulteriori infiltrazioni di un atlantico che sembra volerci provare in un modo un pò più serio, ma che, come ampiamente già detto in precedenza, trova ancora non poche difficoltà e non riesce a rifornirci di quelle belle perturbazioni estese che interessano i nostri mari in modo franco e diretto.

Archiviate dai modelli e rese improbabili certe proiezioni che vedevano, nel corso di inizio terza decade, rialzi barici sulle isole britanniche e sin sulla scandinavia, ai fini di quanto può accadere proprio nel corso della prima parte di terza decade è da vedere quale potrà essere il destino di un affondo che, rispetto a quelli delle prossime 72 ore, appare più organizzato e corposo ma anche un pò ostacolato. A conferma di quanto detto a proposito di queste difficoltà dell’atlantico ci racconta molto la carta della situazione prevista in quota intorno ai giorni 21/22 nella quale si vede, con il supporto della simbologia delle frecce viola, rappresentative del jet stream e dei relativi forcing, come lo stesso grande flusso continui ad interessare latitudini elevate e si limiti ad inviare verso l’iberia sue diramazioni destinate a diventare circolazioni cicloniche un pò frenate. Per come si può vedere, in verità la depressione iberica si presenta bene, e non possiamo certo escludere, dopo una discesa meridiana, un suo movimento successivo verso levante a coinvolgere l’italia. Ma non possiamo escludere neanche che l’alta pressione finisca per frenarla, indebolirla e costringerla ad uno scivolamento verso nord-est. Naturalmente lo vedremo, e lo vedremo fermandoci qui dato che, a dispetto di prospettive di lungo termine che vedono l’atlantico e il flusso perturbato da ovest un pò più intraprendente, tutto appare, in proposito, davvero molto incerto…

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Ancora circolazioni simil-estive: forti temporali al Nord, caldo africano al Centro-Sud.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto
Milano Malpensa, da Meteo & Radar Italia .

Stiamo assistendo ad una classica configurazione estiva che, se non fosse metà Settembre, sarebbe quasi del tutto normale nelle ere estive post anni duemila. Dal Nord Africa si allunga un promontorio anticiclonico, supportato da aria calda ad 850 hPa, il quale ha nuovamente portato i termometri del Centro-Sud Italia sopra i 30° (Foggia oggi ha toccato i +36.3°, notevole per essere metà Settembre).Sui settori settentrionali, aria più fresca oceanica in seno ad una timida saccatura atlantica, affluisce in quota dalle Alpi occidentali, generando forti temporali da contrasto termico. Da tal fatto ne scaturirà, nel weekend, un indebolimento dell’alta pressione, con le temperature che saranno in calo anche procedendo verso Sud. Sono circolazioni che oramai, purtroppo, abbiamo imparato a conoscere da quando le estati si fanno sempre più bollenti sul Mediterraneo. Nei prossimi giorni è atteso un corposo raffreddamento sui comparti orientali europei, il quale potrebbe influenzare (seppur in parte) le nostre regioni. Sarà un’ardua impresa, data la persistenza dell’anticiclone africano poco più a sud. Ragion per cui, su diversi Stati, potrebbero crearsi forti contrasti termici in quota.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante mappa, cielo e il seguente testo "1025 Jeudi 6septembre 2021 20:00-locale Run GFS 12 du Jeudi 16 septembre 2021 1015010 1000 995 1005 1000 1025 995 1010 1020 1020 1025 1010 1030 1015 1015 FRESCHE 1015 1025 1015 1015 1015 101.1015 10-1015 015 1015 Géop. Z500 & pression au sol 6h) ht© 2021 1010. cociel.fr 1015 1010 445 GỘc 12"

Di Giacomo De Gregorio

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Progressione lenta verso i primi segni autunnali…


Progressione lenta verso i primi segni autunnali…
Il difficile cammino delle infiltrazioni oceaniche è ben rappresentato dal corso della sacca che affonda sull’iberia e che lambisce l’europa occidentale. In qualche modo, scongiurando la possibilità di un suo cut-off, la medesima proverà a progredire, ma senza riuscire a farlo in modo franco, ostacolata com’è dal promontorio afro-mediterraneo.

Nel corso dei prossimi giorni, piuttosto, risalirà, indebolendosi e per sfilarsi verso nord-est. Una tale sua evoluzione potrebbe, però, risultare non così effimera ed inutile, viste le non improbabili, seppur modeste, dirette conseguente sul nord-italia e, soprattutto, la possibilità di una conseguente apertura a nuove successive infiltrazioni, e stavolta nel segno di un contesto più occidentale e più incisivo, seppur ancora un pò disposto a latitudini relativamente settentrionali. Le linee che, nel disegno, marcano la doppia ondulazione all’altezza del nord-italia segnano proprio questa possibilità, e con la seconda sacca probabilmente destinata, intorno a fine decade, a coinvolgere qualcosa di più che il solo nord-italia.

Lo stesso disegno indica, infatti, la situazione prevista in quota proprio a fine decade, e mostra la suddetta disposizione ciclonica disposta tra francia ed isole britanniche, tendenzialmente portata a muovere verso levante e, pertanto, probabile ulteriore sinonimo di una fase non proprio così stabile. Da qui a dire, però, che a seguire avanzeranno perturbazioni atlantiche a catena ce ne corre giacché, per come già detto in precedenza, la fascia delle alte pressioni, in un modo o in un altro, non appare così arrendevole, al punto di prospettare nuove disposizioni tutt’altro che favorevoli ad aperture verso occidente.

E pur scongiurando promontori afro-mediterranei come quello di questi giorni, che, combinati con strutture cicloniche bloccate a levante, diventano assai insidiosi e motivo di fenomenologie alluvionali come quella delle ultime ore sulla francia, nulla vieta che, nel corso della prima parte di terza decade, si possano avere estensioni anticicloniche sull’europa nord-occidentale e sin sulla scandinavia. La partita, peraltro, risulta aperta, e non si possono certo escludere evoluzioni orientate nella direzione di affondi nord-occidentali, ma ancora meno si possono escludere rimonte di un certo significato, e, addirittura, così marcate e meridiane da mettere in moto spinte fredde da nord-est. In proposito la simbologia delle frecce nel disegno vuole proprio descrivere dette possibilità, tra quelle in cui la porta verso ovest trova il modo di aprirsi alle infiltrazioni del nord-atlantico (frecce viola) e quelle che vedono consolidamenti anticiclonici continentali, in casi estremi non estranei a moti retrogradi di saccature da nord-est quali sinonimo di afflussi freddi ed instabili di matrice continentale (frecce blu)…

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CAMBIAMENTO☀️🌧️

A cura di Lorenzo Colangelo.

🧐SITUAZIONE🧐

Il nostro paese in queste ore è ancora interessato dal promontorio anticiclonico di matrice sub-tropicale in grado di far affluire, nei prossimi 2 giorni, aria relativamente calda al centro e per quasi tutta la settimana al sud.

⛈CAMBIAMENTO⛈

Dopo tantissimi giorni con assenza di precipitazioni degne di nota su parte del centro-Nord, tra mercoledì e giovedi una saccatura o meglio ancora un CAVO D’ONDA (maltempo) proveniente da ovest e diretto inizialmente verso il nord Italia, causerà non solo un’indebolimento della cupola anticiclonica a partire proprio da nord, ma anche le prime precipitazioni sulle regioni settentrionali⛈.
Successivamente i fenomeni temporaleschi in forma sparsa persisteranno ancora al nord (meno sull’Emilia Romagna) estendendosi progressivamente anche sulle regioni centrali del versante tirrenico, più esposte a questo tipo di correnti, con accumuli che potrebbero risultare non modesti, almeno questa è la speranza🤞Asciutto sull’Adriatico e al sud.

CALO TERMICO AL SUD  

Nel fine settimana l’alta pressione tenderà a cedere parzialmente anche sul meridione peninsulare, causando un calo delle temperature grazie all’afflusso di aria più fresca da ovest ma in un contesto di tempo stabile.🌤
EMERGONO BUONE PROSPETTIVE PER UN’ ULTERIORE E PIÙ MARCATO PEGGIORAMENTO ALL’ INIZIO DELLA PROSSIMA SETTIMANA CHE DECRETEREBBE LA FINE DELL’ESTATE SETTEMBRINA.🌬⛈
CI TORNEREMO.😌

Le carte sinottiche sono riferite ad oggi e a domenica prossima .

Notare il calo di pressione in quota sul centro-nord definito nella seconda carta con un rosso molto meno intenso.⛈

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Debole ondulazione atlantica con possibilità di rovesci e temporali su parte del centro nord

Inutile girarci intorno: diverse zone del nostro Paese tra nord ovest, Toscana, Emilia Romagna/Marche sono in piena siccità, ma da giovedì sera qualcosa potrebbe cambiare sullo scacchiere del Mediterraneo, portando così un po’ di piogge sulle zone bisognose.

La goccia fredda atlantica responsabile di una risalita sub tropicale verso il centro sud Italia inizierà a muoversi lentamente verso est (in parte indebolita dal promontorio), mentre da giovedì sera a contatto con un mare molto caldo e in parte agganciata dal getto principale, inizierà a portare per contrasto (oltre a fenomeni da stau esaltati dall’aria umida in scontro con i rilievi) i primi rovesci e temporali, che potrebbero perdurare a fasi alterne fino a domenica.

Non esclusi locali fenomeni di forte intensità

Probabilmente saltato in larga parte il nord ovest, mentre piogge cospicue potrebbero interessare la Toscana, partendo dalla Liguria di levante e il resto del nord Italia. Scendendo lungo il versante tirrenico parziale interessamento del Lazio. Da valutare ancora l’interessamento più o meno diretto dell’Emilia Romagna e Marche, che almeno in una prima fase (carta degli accumuli previsti entro le prime ore di sabato 18 settembre) rischierebbero di rimanere all’asciutto visti i venti da sud ovest.

Insomma un primo tentativo per scardinare l’egemonia anticiclonica sul centro e nord del Paese, che di certo da sola non basterà a ripianare il forte deficit idrico.

Seguiranno aggiornamenti

A cura di Simone Scarpelli

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Il vero atlantico assente, o quasi…


Il cammino verso qualcosa che abbia un pò di sapore autunnale continua ad essere complicato, ed anzi, si complica ulteriormente. Si complica ulteriormente perché le buone promesse di un certo guasto generalizzato o, quanto meno, esteso sul centro-nord e di metà mese, si sono andate indebolendo. Nulla vieta che un certo peggioramento ci possa essere, ma la strada riferita dalle ultime proiezioni risulta davvero tortuosa. Il bisogno di piogge di segno autunnale, ovvero di quelle benefiche piogge che nulla hanno a che vedere con le bordate d’acqua brevi e concentrate di multicelle o supercelle come quelle delle ultime ore sul sud-italia, comincia ad essere significativo.

E questo settembre, ancorato ad un profilo che vede le perturbazioni atlantiche, ovvero quelle benefiche, piuttosto ostacolate a progredire verso il mediterraneo, nel volere mantenere configurazioni di segno estivo, appare davvero ostinato. Il disegno, che con la simbologia mostra l’andamento del flusso e dei forcing dominanti alle alte quote, si riferisce alla situazione prevista a 500 hPa intorno ai giorni 16/17 ed è eloquente nell’identificare la difficoltà con cui la saccatura iberica cerca di progredire verso occidente. Non solo; la medesima saccatura altro non è, del grande movimento perturbato oceanico e per come si vede, che una derivazione, oltremodo non associata a valori barici così bassi e, verosimilmente, tendenzialmente portata ad indebolirsi ulteriormente o a ristagnare in cut-off. Risulta complicato, ovvero, quel suo aggancio, da parte del grande flusso atlantico che corre ben più a nord, che la alimenterebbe e la spingerebbe verso levante. In quella posizione, peraltro, non è detto che, a dispetto del promontorio anticiclonico protettivo e ben strutturato, risulti completamente ininfluente. In qualche modo la dinamica del flusso sud-occidentale associato, lambente il nord-italia, potrebbe certamente non essere così estranea al generarsi, sul settentrione appunto, di motivi di instabilità. Ma sono da verificare varie possibilità evolutive, tra quelle che vedono la falla andare ad indebolirsi ulteriormente, a ristagnare, oppure a mantenere un certo vigore e a sfondare, quanto meno sul nord. Una delle ipotesi più accreditate è che la medesima saccatura, a partire da metà mese ed entro fine decade, tenda con fatica a muovere verso nord-est, così da determinare, come detto limitatamente ai settori italici più settentrionali, il transito di una certa ondulazione negativa destinata poi alla penisola balcanica.

A seguire e tra fine seconda ed inizio terza decade, poi, ma è tutto ancora da vedere, l’atlantico o le spinte di aria instabile potrebbero ancora riprovarci, anche se di nuovo non sulla base di franche azioni perturbate da ovest, bensì sulla base di azioni settentrionali associate a rialzi barici, evidentemente stavolta disposti sull’europa occidentale…

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La depressione mediterranea in azione tra sardegna e tirreno meridionale

10 settembre 2021
La depressione mediterranea in azione tra sardegna e tirreno meridionale…
Fenomeni come la depressione mediterranea in azione nei pressi della sardegna e in movimento verso est o sud-est, per quanto ampiamente previsti e con le caratteristiche di configurazioni a largo raggio, hanno comunque quel qualcosa che appartiene ai fenomeni non così prevedibili e a carattere locale. E hanno qualcosa che spinge a riflessioni e che suggerisce elementi didattici. Va detto, prima di tutto, che in molti altri momenti dell’anno l’intensità di detta depressione non sarebbe stata tale; e poi va detto che, a dispetto di fenomeni associati che possono risultare estesi ed intensi, non stiamo trattando di una situazione generale meteo che trova, ad una osservazione superficiale del disegno barico, convincenti e significativi segni a supporto di chissà quali disastri alluvionali. Se osserviamo il disegno della situazione attuale notiamo, infatti, che: 1) la configurazione barica in quota, rappresentata dalle aree colorate, risulta caratterizzata in mediterraneo da valori barici non così bassi e da un debole flusso occidentale associato ad una altrettanto debole curvatura negativa all’altezza delle baleari; 2) la configurazione barica al suolo, rappresentata dalle linee bianche identificate dal valore di pressione, presenta una fisionomia altrettanto blanda, seppur identificativa di una circolazione ciclonica proprio ad ovest della sardegna. Ma si sa, anche i fenomeni meteo più intensi ed alluvionali non necessariamente, talora, necessitano di minimi da uragano e da saccature ampie e profonde. E non ne necessitano in particolare quando l’apporto di energia, in termini di calore ed umidità, è tale da rendere significativi anche piccoli motivi di instabilità e di dinamica favorevole. In proposito ci mettono il loro proprio gli estremi stagionali della stagione calda, intesi come tarda primavera o inizio d’autunno. Dopo una estate calda e per gli effetti di un settembre altrettanto caldo, a questo punto della stagione un mare come il mediterraneo, già di per sé naturalmente portato a rifornire l’atmosfera di buona energia da dissipare, diventa una sorta di camera di esplosivi pronti a diventare esplosioni cicloniche quando qualcosa riesca ad accenderne la miccia. Al di fuori della strumentazione analitica e della quotidiana attività professionale meteo si può anche, guardando da appassionati una mappa meteo come quella attuale, non ritenere che si possa andare oltre una certa distribuzione di temporali diurni da instabilità potenziale. Si nota infatti che la saccatura atlantica è ben confinata a nord-ovest e che la moderata falla balcanica in quota tocca appena l’adriatico.

Ma si può anche arrivare a ritenere, per come sopra visto, che quella debole curvatura in quota all’altezza delle baleari possa rappresentare la cosiddetta miccia, specialmente se associata a certe dinamiche di accelerazione, divergenza e diffluenza, e che il seppur blando fluire al suolo possa essere tale, in quanto costituito da un disegno ciclonico, da rifornire il sistema dell’appropriato wind shear direzionale positivo nonché dell’appropriato apporto di aria caldo-umida.

Da questo punto di vista la simbologia può servire a raccontarci tutto questo, con le correnti più fresche da ovest in quota (frecce blu) contestualizzabili in una dinamica favorevole, con le correnti da sud al suolo (frecce rosse) che incrociano da destra quelle in quota, e con il conseguente sviluppo di vorticità che favorisce i moti ascensionali e lo sviluppo di aree temporalesche, evidentemente trascinate e mosse, insieme alla depressione, verso est o sud-est dalla stessa dominante di flusso della media troposfera…

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