Impulsi freddi artici verso l’Italia. Il lato freddo ed instabile della primavera.

Abbiamo una situazione di blocco sull’Europa tutto ciò consentirà il reiterarsi di fasi instabili e fredde sull’Italia almeno fino al 27 o 28 aprile.

I valori termici nei prossimi giorni saranno tra i 3 e i 6 gradi sotto la media tipica per questo periodo.

Non sono da escludere altre nevicate sia sull’arco Alpino e lungo l’Appennino anche a quote di media bassa montagna.

Lunedi mattina attese nevicate anche in collina sul nord ovest.

Le temperature dovrebbero aumentare a fine mese anche se c’è da dire che con i dati attuali il tempo dovrebbe restare instabile su gran parte dell’Italia.

Autore Dott. Centra Massimo

Sabato 20 aprile🟡🔔 Allerta GIALLA prevista in Lombardia, Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia.

Precipitazioni:  

– sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Romagna, Marche settentrionali, basso Lazio, Abruzzo, Molise, Campania orientale e Puglia settentrionale, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati;  

– da isolate a sparse, localmente anche a carattere di rovescio o temporale, sui restanti settori del Centro peninsulare e di Emilia-Romagna e Campania e su settori pianeggianti e prealpini di Veneto e Friuli Venezia Giulia, settori settentrionali e occidentali della Basilicata e sulla Puglia centrale, con quantitativi cumulati deboli.

Nevicate: sulle zone alpine di confine di Valle d’Aosta, Piemonte settentrionale e Alto Adige, con apporti al suolo moderati; al di sopra dei 1200-1400 m sull’Appennino tosco-emiliano e romagnolo, in calo fino ai 1000 m su quest’ultimo a fine giornata, con apporti al suolo deboli; al di sopra dei 1300-1500 m, in calo fino ai 1100-1200 m, sull’Appennino centrale, con apporti al suolo da deboli a moderati, specie sull’Abruzzo, e possibili sconfinamenti fino a 1000 m in serata sul settore marchigiano e abruzzese; al di sopra dei 1300-1500 m dal pomeriggio, con sconfinamenti serali fino ai 1100-1200 m, sull’Appennino campano, con apporti al suolo deboli.

Visibilità: nessun fenomeno significativo.

Temperature: massime in sensibile rialzo al Sud.

Venti: forti dai quadranti occidentali sulle due isole maggiori e su Calabria e Puglia meridionale, con rinforzi di burrasca sulle coste settentrionali e sui rilievi della Sardegna; forti settentrionali sulla Liguria, in estensione dal tardo pomeriggio-sera a Toscana e Lazio centro-settentrionale e ai crinali dell’Appennino emiliano-romagnolo e umbro-marchigiano; forti di Foehn sui settori alpini, con raffiche nelle valli e localmente sulle pianure di Piemonte orientale e Lombardia occidentale.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

Aprile ci regala un pò di segni da stagione invernale…


Aprile sta facendo quello che non ha fatto tutto l’inverno. E sta facendo quello che, ogni tanto, dovrebbe fare proprio l’inverno. L’irruzione in atto corrisponde ad una di quelle irruzioni durature, associate ad una rossby negativa, ampia, e che affonda dai mari del nord o dalle aree artiche sino nel cuore dell’europa ed al limite del mediterraneo settentrionale. In casi di questo tipo, relativamente di blocco, il corrispondente flusso settentrionale risulta attivo o plastico, costituito da onde secondarie successive in discesa da nord a sud. Detti assi di saccatura secondari corrispondono ad impulsi, a linee di instabilità o fronti freddi, se non a veri e propri poli freddi, che trasportano instabilità, aria fredda in quota, e che attivano richiami freddi al suolo da nord o da nord-est. Il disegno, espressione della situazione dei 500 hPa a livello emisferico relativa ai giorni 22/24, è eloquente nell’indicare l’evidente disturbo del vortice polare con la spinta in rimonta sino a groenlandia ed islanda e con il travaso di poli freddi in discesa da nord a sud lungo l’ampia saccatura che coinvolge il continente. La medesima situazione di blocco e di irruzione in corso tenderà a persistere all’incirca sino a metà terza decade, quando la configurazione inizierà, al netto di tutte le incertezze del caso, a cambiare per effetto di una graduale riduzione della pressione e dell’onda positiva in oceano, con la conseguenza di una sorta di “reverse” (vedi frecce viola) a livello euro-oceanico e con il ritorno conseguente ed altrettanto graduale, a correnti occidentali se non sud-occidentali…

Autore Pierangelo Perelli

In arrivo temporali e venti forti al Sud. 🟡🔔 Venerdì 19 aprile prevista allerta GIALLA in 6 regioni.

Maltempo: in arrivo temporali e venti forti al Sud

Un’area di bassa pressione in formazione sul Mar Tirreno tenderà a raggiungere, nella giornata di venerdì 19 aprile, i settori ionici determinando una fase di maltempo sulle nostre regioni meridionali. Associato a questo passaggio perturbato ci sarà un’intensificazione della ventilazione di maestrale su Sicilia e Calabria.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono

riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalle prime ore di domani, venerdì 19 aprile, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, specialmente sui settori settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Dal primo mattino, inoltre, si prevedono venti nord-occidentali, da forti a burrasca, con locali raffiche fino a burrasca forte, su Sicilia e Calabria e mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 19 aprile, allerta gialla per rischio temporali e idrogeologico in Molise, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e settori della Sicilia.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

L’aria fredda artica ha raggiunto buona parte dell’Italia.

Correnti fredde settentrionali hanno spazzato via dall’Italia il caldo estivo che persisteva oramai dall’inizio del mese.

Il primo impulso freddo che ha attraversato l’Italia in queste ultime 18 ore ha causato un marcato calo della temperatura nella giornata odierna su tutto il centro sud.

Il tempo è instabile su quasi tutta l’Italia dove ci sono e si stanno verificando dei rovesci di pioggia, dei brevi temporali e delle grandinate a macchia di leopardo.

Nei prossimi giorni altri impulsi freddi interessaranno l’Italia mantenendo le temperature sotto la media e apportando rovesci di pioggia, temporali e vento.

Autore Dott. Centra Massimo

Aria fredda artica verso l’Italia🥶

Stiamo per assistere ad un netto cambiamento del tempo sull’Europa,compresa la nostra Italia.
Dell’aria fredda artica sta scendendo verso il mediterraneo centrale ed orientale e causerà una marcata diminuzione della temperatura su tutta l’Italia nella giornata di domani, mercoledì 17 aprile.


Da temperature simil estive a quelle simil invernali in poche ore.

Autore Dott. Centra Massimo

Fresco e variabilità dietro l’angolo…


Il cambiamento meteo imminente è ancora ben rappresentato dal disegno della situazione generale riferita all’immediato inizio di terza decade. Il ritorno del freddo sull’europa settentrionale viaggia sull’onda di un affondo dinamico e ben attivo, destinato ad inglobare buona parte del continente. Lo stesso mediterraneo e la nostra penisola ne risentiranno a loro volta, inevitabilmente, anche se in misura più contenuta. E, probabilmente, ne risentiranno maggiormente i settori orientali. Di fatto gli impulsi di instabilità associati alle ondulazioni successive, tipiche di saccature ad ampio raggio come quella che sta per coinvolgerci, sembrano maggiormente destinati ai bacini centro-orientali ed ai balcani. In ogni caso le diminuzioni termiche e la variabilità di un contesto assai vivace saranno elemento comune e caratterizzeranno una fase più consona con il periodo se non associata a momenti da tardo inverno. La primavera è anche questo. Nell’ambito di una situazione siffatta merita certamente interesse la verifica di quanto le suddette correnti settentrionali potranno insistere oltre l’inizio di terza decade, ma nel merito non ci sono ancora prospettive chiare. E non ci sono prospettive chiare perché ad una certa chiusura della porta atlantica potrebbero corrispondere rimonte scandinave ed una maggiore apertura della porta del fresco o freddo orientale con una insistenza di temperature relativamente basse, ma potrebbero maturare, anche, situazioni diverse, con ridistribuzioni anticicloniche, per tali correnti più fredde assai di impiccio o non così favorevoli. Nel disegno della situazione prevista intorno ai giorni 20/21, in cui risulta ben evidente il quadro del classico profilo a doppia ampia ondulazione in cui l’onda negativa abbraccia l’europa sino al mediterraneo, la simbologia delle tre frecce rosse più piccole serve, appunto, ad indicare i modi alternativi del medio/lungo termine con cui il campo barico positivo potrebbe ridistribuirsi, così da risultare più favorevole al costituirsi di un simil rex-blocking aperto al fresco dell’europa orientale oppure da risultare invadente verso est piuttosto che destinato al nord atlantico groenlandese…

Autore Pierangelo Perelli

Correnti fredde settentrionali in arrivo sull’Italia da mercoledì 🌬️Fine del caldo estivo.

Dopo questa fase estiva il mese di aprile ci appresta a farci assistere ad una sensibile diminuzione della temperatura su tutta l’Italia a causa di correnti fredde settentrionali, a tratti instabili.

Le temperature si porteranno di qualche grado sotto la media e questa tendenza potrebbe perdurare almeno fino al 23 aprile, perché probabilmente l’Europa centro-orientale resterà terra di conquista delle correnti artiche e quindi il nostro paese risentirà di venti settentrionali.

Le precipitazioni dovrebbero riguardare in modo più significativo il versante orientale.

Autore Dott. Centra Massimo

FASE FREDDA IN ARRIVO SULL’ITALIA DA MERCOLEDÌ 17 APRILE 🥶

Stiamo ancora assistendo in Italia e su gran parte dell’Europa ad una situazione meteo tipicamente estiva, nonostante stiamo ancora nella prima parte del mese di aprile.

Da metà della prossima settimana comunque la situazione cambierà su tutta l’Europa a causa della discesa di nuclei freddi sia nord atlantici e poi artico marittimi.

Una saccatura dal nord Europa verso il mediterraneo centrale da mercoledì determinerà oltre ad una sensibile diminuzione della temperatura anche dei fenomeni di instabilità con rovesci di pioggia, grandinate e neve sui rilievi da quote medie specie sul versante orientale.

Venti in rinforzo da mercoledì dai quadranti settentrionali.

Autore Dott. Centra Massimo

CALDO A TRATTI INTENSO NEI PROSSIMI MESI SULL’ITALIA ?🔥

Gli ultimi aggiornamenti dei modelli per i prossimi mesi ci indicano una situazione da caldo estremo sull’Europa meridionale e quindi anche sulla nostra Italia.

Il multimodello raggruppa i dati dei più importanti centri di calcolo
(ECMWF, Metoffice, Meteo France, CMCC, DWD,
NCEP, JMA, ECCC).

Maggio 2024

Giugno 2024

Luglio 2024

Le precipitazioni nei prossimi tre mesi dovrebbero risultare sotto la media nel bacino del Mediterraneo e quindi anche sulla nostra Italia, ed in particolare a luglio.

Autore Dott. Centra Massimo

I PRIMI TRE MESI DI QUESTO 2024 SONO STATI I PIÙ CALDI DAL 1800.

I PRIMI TRE MESI DI QUESTO 2024 SONO STATI I PIÙ CALDI DAL 1800.

Secondo i dati ISAC-CNR i primi tre mesi di questo 2024 (gennaio-marzo) sono stati i più caldi dall’inizio delle registrazioni delle temperature, anno 1800.
L’anomalia positiva della temperatura è stata di +2.04 gradi sopra la media trentennale di riferimento (1991/2020).

Fonte Isac-Cnr

NotizieMeteoItalia

Una primavera meno stabile, più fresca e più dinamica da metà mese ?…


Un certo dominio del sub-tropicale, sensibile solo a modeste infiltrazioni destinate ad affogare nella medesima fascia sub-tropicale ed alle basse latitudini come cut-off, è lo schema meteo, già precedentemente descritto, di questi giorni e di questa fase. Il medesimo, foriero di un tempo poco variabile ed associato a momenti con temperature sopra la media, non mostra ancora particolari tentennamenti, ma c’è da dire che potrebbe, ad inizio seconda metà del mese, cedere il timone ad una situazione decisamente nuova, assai meno anticiclonica e ben più dinamica. Si intravede, infatti, un cambiamento dettato da rialzi barici atlantici e dal configurarsi di un omega sullo stesso vicino atlantico, promettente di possibili affondi ad ampio raggio sul continente e sino al mediterraneo. In verità nulla di eclatante, ma, certamente, qualcosa di attinente ad un quadro ben più instabile e più fresco, di natura settentrionale, e con obiettivo balcani e mediterraneo centro-orientale. Parlare di un cambiamento nella direzione di un regresso stagionale e di afflussi freddi mi sembra francamente un pò troppo. Si può, tuttavia, parlare della possibilità, tra metà mese e l’inizio di terza decade, di una fase completamente diversa da quella attuale, di matrice settentrionale o nord-occidentale, e, in relazione ad una minore o maggiore invadenza dell’alta pressione da ovest, di un tempo più o meno disturbato quale quello che vede il progredire di folate di instabilità in moto da nord a sud, se non troppo ad occidente, quanto meno lungo l’adriatico. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 17/18, mostra, enfatizzati dalla freccia blu rappresentativa di una isoipsa di riferimento, il profilo dell’omega in oceano sopra indicato e quello di un’ansa depressionaria ad ampio raggio che coinvolge buona parte del continente sino ai nostri bacini. Intorno a metà mese il profilo della stessa isoipsa, per come indicato dalla freccia di colore rosso, è ancora quello di una fascia anticiclonica dinamica in cui risultano stagnanti alle basse latitudini un cut-off in oceano ed un cut-off sul nord-africa, in un quadro tuttavia evolutivo che, per come descritto dal resto delle frecce rappresentative dei movimenti, è in procinto di cambiare e maturare nella direzione di ampie ondulazioni con aggancio degli stessi cut-off…

Autore Pierangelo Perelli

Fine settimana con temperature da inizio estate su gran parte dell’Europa e in Italia 🌡️

Una struttura di alta pressione da oggi e per alcuni giorni determinerà condizioni di stabilità sull’Europa centrale e meridionale.

Nel fine settimana sono previsti in Italia valori di temperatura massimi fino a 27-29 °C, in particolare nelle zone di pianura del nord e nelle zone interne del centro sud.

Si tratta di valori di temperatura di circa 8-10 °C sopra la media del periodo.

Autore Dott.Centra Massimo

“Montagne russe”

E fin qui sarebbe tutto nella norma per un mese primaverile come quello di aprile (la Primavera a differenza della credenza/concezione di fondo errata dai più) è stagione di forti contrasti, anche di sole e caldo, ma non solo quello anzi…

La cosa che invece risalta nettamente fuori norma sarà la seconda ondata calda (con valori termici degni della metà di giugno nelle ore centrali della giornata) nel giro di una settimana.

Saranno freschi ancora di primo mattino sulle pianure e vallate chiuse, anche per ore di luce non ancora ai massimi e alba ritardata sotto ora legale.

Zero termico alpino nuovamente intorno ai 4000m, valori massimi che su quasi tutta Italia potrebbero toccare punte fino a 25°/27° e in questa occasione ancora più eclatanti al nord e Toscana per locali effetti di compressione unita a debole componente di brezza settentrionale; il Lamma (centro previsionale toscano) proporrebbe dei picchi fino a 29° su Firenze sabato e domenica.

Come sempre ripeto è accaduto in aprile, ma a risaltare sono adesso i valori sempre più alti che si raggiungono in quota e il fatto che tutto questo segue un “non inverno”.

Dalla metà della prossima settimana però correnti settentrionali e conseguentemente aria più fresca/fredda giungerebbero sul Paese, apportando un deciso calo termico: in molti casi si tratterà di un semplice ritorno in media dopo la sparata fuori scala del weekend, mentre per Triveneto, versante Adriatico e interno appenninico si potrebbero anche toccare valori leggermente sotto le medie di riferimento.

Il tutto andrà valutato nell’evoluzione, reale penetrazione e entità del raffreddamento, così come i fenomeni annessi. Quest’ultimi, come accade con configurazioni del genere (praticamente mai viste negli scorsi 5 mesi), sarebbero più probabili sul lato orientale della penisola e centro sud piuttosto che centro nord.

A cura di Simone Scarpelli

Il confronto con i cambiamenti climatici del passato.

Nelle ere e nei periodi passati il clima sul nostro pianeta è cambiato frequentemente, alternando fasi molto fredde ad altre decisamente più calde dell’attuale.
(DOV’È L’ANOMALIA ALLORA??)
La vera anomalia che riguarda l’incremento
di temperatura in atto negli ultimi decenni è semplicemente la VELOCITÀ con cui la T. sta aumentando, infatti in passato mai è avvenuto un incremento di T. superiore al grado centigrado “in così breve tempo”.
Dalla figura si può vedere come nelle altre ere
e periodi passati si siano verificati degli aumenti molto più rilevanti, ma tutto però è avvenuto in diverse migliaia di anni e mai in
un solo secolo.

Autore Lorenzo Colangelo
Notizie meteo Italia

Tra dominio anticiclonico e moderati disturbi…


Con la simbologia nel disegno della situazione generale prevista intorno al 12 aprile ho voluto schematizzare la relativa dinamica anticiclonica, quale quella di un sub-tropicale che spinge verso latitudini relativamente alte con promontori e cunei (nel caso specifico la dinamica di un promontorio che muove verso nord lungo l’iberia e la francia e verso est lungo l’europa centrale, con la conseguente disposizione anticiclonica dei bassi strati disposta ad est o nord-est rispetto ai massimi in quota). Spinte del genere disegnano estensioni anticicloniche sia sud/nord che ovest/est che mantengono a nord il grande flusso atlantico, con l’eccezione di affondi destinati, causa tale dinamica, a scivolare lungo una direttrice nord/sud ed anche retrograda, e ad affogare nella estensione anticiclonica come gocce fredde o cut-off. E’ questo il caso della circolazione ciclonica di metà settimana, che non mancherà di produrre un moderato disturbo sulla penisola, in relativo rapido transito lungo il mediterraneo centro-occidentale e verso il nord-africa. Anticiclone per anticiclone lo stesso destino, ed in dirittura di metà mese, sembra essere anche quello della saccatura che nel disegno interessa l’atlantico, a suggerire, però ed in tal caso, un possibile trasferimento dei massimi verso ovest sull’oceano con un ridisegno generale meno favorevole a promontori mediterranei ed invece, sempre in sede mediterranea, più favorevole a discese instabili dal nord-europa…

Autore Pierangelo Perelli

Gli step meteo previsti da qui a metà mese…


“Tra atlantico e rimonte del sub-tropicale” è l’espressione che bene sintetizza il corso del tempo di questo inizio di aprile, ancorato ad un grande flusso di alta quota che muove da sud-ovest e che, nella media troposfera, si traduce in una successione di onde comprensive di apprezzabili rimonte anticicloniche. La rimonta che si profila per i prossimi giorni, e del solito promontorio dinamico afro-mediterraneo, è davvero marcata ma, sulla base della dinamica sopra indicata, non dovrebbe essere duratura. La relativa mobilità e la spinta occidentale o sud-occidentale tendono, infatti, a far muovere dette onde ed a determinare, pur nel contesto di ondulazioni di una certa ampiezza, l’alternanza che contraddistingue le situazioni mobili o semi-mobili. Ecco, allora, profilarsi, per la prossima settimana, l’affondo ed il transito di una saccatura, ancora da definire nei termini di estensione, direzione precisa ed intensità, ma certamente capace di allontanare il respiro caldo da tarda primavera che è atteso per il week-end. Dopo detto transito di instabilità potrà quindi essere la volta della stabilizzazione temporanea legata alla nuova onda anticiclonica che il disegno, riferito alla situazione generale prevista per fine prima/inizio seconda decade, mostra disposta tra vicino oceano ed iberia. Saremo, a quel punto, intorno a metà mese, curiosi di verificare se certe prospettive attuali di lungo termine ed indicative di un cambiamento nella direzione di una spinta settentrionale instabile, si stanno concretizzando…

Autore Pierangelo Perelli

Intensa ondata di calore in arrivo su quasi tutta l’Europa 🔥

Nei prossimi giorni e fino alla giornata di martedì dell’aria calda di origine subtropicale arriverà sul nostro paese portando le temperature fino a 10°C sopra la media del periodo.

In Francia, Germania, Svizzera ed Austria tra sabato e domenica è molto probabile che cadranno diversi record di caldo per un mese di Aprile.

Questa avvezione di aria calda subtropicale sarà accompagnata da una imponente nube di pulviscolo sahariano che offuscherà i cieli di mezza Europa.

Andando sul medio lungo termine i principali modelli di previsione ci evidenziano il possibile arrivo sul mediterraneo centrale di una saccatura Nord-Atlantica, tra la fine di martedì 9 e mercoledì 10, che riporterà delle piogge e dei temporali qua e là sull’Italia e temperature più tipiche per un mese di aprile.

Autore Dott. Centra Massimo

Primo vero test per la tenuta della neve alpina🌡️🔥

Primo vero test per la tenuta della neve alpina

Visto che intorno al weekend e probabilmente anche un po’ oltre si potrebbero toccare valori in quota degni di inizio estate

Il modello con tutti i limiti di risoluzione darebbe punte fino a +15°/+16° a 1500m (valori appunto sopra media anche per la prima decade di giugno).

Mi lego al discorso fatto giorni fa: la tenuta della neve e dei ghiacciai passa sempre inesorabilmente da quello che ormai possiamo chiamare semestre caldo (le ondate africane presenti tutto l’anno (non fanno però danni over 2000/2500m tra novembre e febbraio), possono portare ad isoterme notevoli e ultimamente spesso da record da aprile/maggio fino a parte di ottobre.

Gli ultimi 2 anni avevano visto scarse precipitazioni autunnali/invernali seguite da una primavera fresca, ma che non poteva fare miracoli; quest’anno ad accumuli importanti autunnali ne sono seguiti abbondantissimi tra fine febbraio e tutto marzo (neve comunque primaverile e che quasi mai ha potuto gelare facendo strato in profondità).

Vedremo appunto di che pasta sarà fatta – specie quella più vecchia- e se questi primi caldi daranno già una forte ridimensionata al manto.

Nulla toglie che più avanti magari si torni indietro di un mese come condizioni: sarebbe appunto nulla più che la normalità di una stagione di transizione e aggiungo anche che avrebbe dell’incredibile o quasi partire con condizioni pre estive già adesso senza avere più nuovi break; credo sia accaduto solo nel 2003 e in parte 2022 con l’onda calda di metà maggio tirata dritto fino a fine estate

Vedremo

A cura di Simone Scarpelli

Tra atlantico e rimonte sub-tropicali…


L’azione combinata della grande circolazione ciclonica in atlantico e di una rimonta sub-tropicale che coinvolge il mediterraneo centro-orientale è all’origine della fase in corso e di una fase prettamente sud-occidentale o meridionale, aperta ad infiltrazioni sul nord-italia e più stabile sul resto della penisola. Nel corso della settimana, parallelamente ad una occidentalizzazione con fuga della depressione atlantica verso ovest e con sua ridisposizione nel senso dei paralleli, la stabilità andrà estendendosi, quindi, anche al settentrione. Poi, intorno ai giorni 5/6, l’azione del promontorio sub-tropicale afro-mediterraneo, ed in una veste di stabilizzazione generale ulteriore con maggiore sua estensione sia in senso meridiano che verso occidente, tornerà protagonista, dettando anche i termini, pur se temporaneamente, di apprezzabili rialzi termici e di una marcata esplosione primaverile. Nel contesto dei tre step descritti meritano, ancora una volta, considerazione l’assenza delle azzorre e l’intraprendenza del ramo sub-tropicale africano, capace di innescare tanto anomale stabilizzazioni quanto insidiosi contrasti termici tra rimonte africane ed infiltrazioni atlantiche. Il disegno si riferisce alla situazione prevista per il prossimo fine settimana, ed è eloquente nel descrivere l’affondo in oceano e la concomitante spinta meridiana del sub-tropicale all’altezza del mediterraneo, probabilmente in questo caso non di lunga durata ma, in ogni caso, assimilabile ad un evento sempre più frequente ed assai poco augurabile, soprattutto nel corso della stagione estiva…

Autore Pierangelo Perelli

ORA LEGALE: STANOTTE SI CAMBIA, lancette in avanti di un’ora🕒

Questa notte torna l’ora legale. Nella notte tra questo sabato 30 e domani domenica 31 marzo si passerà dall’ora solare all’ora legale.

Le lancette dell’orologio dovranno essere tirate avanti di 60 minuti, dalle 02 alle 03, e si perderà così un’ora di sonno in cambio però di un’ora in più di luce la sera.

Autore Dott. Centra Massimo

I movimenti meteo possibili di inizio aprile…


Il disegno mostra la situazione dei 500 hPa su scala emisferica riferita all’immediato inizio di aprile e fornisce l’immagine di una situazione mediterranea ancora pilotata dalla grande circolazione depressionaria atlantica. Detta estesa falla in oceano si configura come il vortice centro motore di una spinta occidentale o sud-occidentale umida e relativamente instabile, capace di pilotare modesti assi di saccatura che tendono ad entrare dalla porta iberica e, quindi, ad indebolirsi, scivolando verso nord-est. Tale corso è condizionato da un tendenziale aumento del freno del sub-tropicale, per quei giorni e nell’ambito di una maggiore meridianizzazione probabilmente più incisivo, anche se non ancora garanzia completa di una stabilizzazione. Una fase più stabile, tuttavia, può maturare successivamente, e sulla base di forecast che vedono un ridistribuirsi dei centri barici e dei flussi su scala euro-atlantica nel senso dei paralleli e con spostamento della falla oceanica verso occidente. E può maturare in funzione dell’affermarsi conseguente di una componente dominante occidentale/sud-occidentale, si ondulata e pertanto di per sé ancorata a variabilità, ma anche associata ad un certo spostamento verso nord in latitudine del flusso perturbato. Nel disegno la simbologia serve ad indicare detti movimenti possibili previsti nel corso dei primi giorni di aprile, con la dilatazione e lo spostamento verso ovest della falla ciclonica e con il conseguente defilarsi della componente instabile…

Autore Pierangelo Perelli

Spazio al grande atlantico…


Il cambio meteo che risulta nei forecast da qualche tempo è imminente e si configura sulla base di una progressiva riduzione del campo barico e sulla base di un sopravanzare deciso di azioni atlantiche. Le medesime azioni sono ascrivibili ad affondi successivi, pilotati dal disegno di un estenso campo ciclonico oceanico plastico, con intrinseco il moto di assi di saccatura successivi. Il disegno, riferito alla situazione generale prevista intorno ai giorni 27/28, fornisce l’idea di tali assi di saccatura (identificati dalle frecce piccole più scure) che muovono ruotando intorno al grande polo o centro motore presente in atlantico ed a ridosso delle isole britanniche, e che, con tale moto, finiscono per affondare sull’europa sud-occidentale e per coinvolgere, in misura più o meno decisa, il mediterraneo. Occorre affermare che il destino dei relativi affondi è condizionato dalla loro tendenza, più o meno spiccata, a maturare in senso meridiano e che, di conseguenza, non si possono escludere evoluzioni nella direzione della classica frenata associata a rimonta del sub-tropicale. Ma se il secondo affondo della serie, nel disegno ancora in oceano, tende ad avere una dinamica effettivamente più meridiana del precedente e con discesa su gibilterra ed oltre, sembra che, in ogni caso, ogni eventuale sua frenata relativa sia destinata ad essere temporanea. In questo modo, nell’ambito di uno schema globalmente di matrice atlantica, possono essere messe in conto rimonte del sub-tropicale, flussi meridionali e rialzi termici, ma sempre nel contesto di una fase non così stabile, e semmai assai variabile e perturbata a tratti. Anche se del poco amato sub -tropicale afro-mediterraneo degli ultimi anni non c’è mai da fidarsi troppo…

Autore Pierangelo Perelli

Settimana di Pasqua tra instabilità e molta mitezza. PASQUA CALDA AL CENTRO-SUD 🌡️

Durante la settimana di Pasqua l’Italia si troverà a metà strada tra una profonda saccatura in Atlantico, in movimento verso la Penisola Iberica, e un blocco anticiclonico sull’Europa orientale.

Fino a giovedì su gran parte dell’Italia prevaranno condizioni atmosferiche di forte instabilità con piogge, temporali e neve a quote medio alte sulle Alpi,non farà assolutamente freddo a causa di miti correnti meridionali.

Da venerdì e fino almeno a Pasqua le condizioni del tempo saranno per lo più stabili al centro e al sud, con temperature molto elevate a causa di un flusso caldo dal nord Africa.

Sulle regioni settentrionali ma in particolare sul nord ovest si potrebbero verificare ancora delle piogge, ma sempre in un contesto climatico molto mite.

Autore Dott. Centra Massimo

QUANDO IL GELO FA LA STORIA

Autore Lorenzo Colangelo


Nelle immagini sono riportate le carte sinottiche e delle temperature a 850hpa, 1400 – 1500m circa, riferite alle più importanti ondate di freddo avvenute sulla nostra penisola.
Specifico e sottolineo che ogni avvezione gelida si è protratta per molti giorni, a differenza di quelle blande e fugaci degli ultimi anni.
Gli eventi sono quelli del 1929 – 1956 – 1985 – 2012, tutte retrogressioni di aria artica continentale e polare continentale 🌬


Notizie meteo Italia

Tempo dinamico a tratti instabile sull’Italia nei prossimi 7 giorni su gran parte dell’Italia.

Nella giornata di domani un veloce corpo nuvoloso interesserà il medio versante adriatico e il sud con la possibilità di deboli piogge,migliora rapidamente in serata.

Sabato bel tempo e mite su tutta l’Italia.

Nella giornata di domenica si verificherà un nuovo cambiamento del tempo si passerà da un clima stabile ad un clima decisamente piu’ variabile con occasionali precipitazioni e un modesto calo termico.

Durante la prima parte della settimana di Pasqua una perturbazione nord atlantica dovrebbe entrare nel cuore del mediterraneo centrale e quindi sulla nostra Italia, apportando piogge diffuse, neve sulle Alpi a quote medio alte e un calo termico su tutta l’Italia seppur modesto e temporaneo.

Da giovedì gradualmente il tempo andrà migliorando.

La Pasqua dovrebbe essere abbastanza mite su buona parte dell’Italia , ma qui ci dobbiamo ritornare vista la distanza temporale.

Autore Dott. Centra Massimo

La possibile evoluzione meteo negli ultimi giorni del mese…


Dalle alte pressioni al ritorno dell’atlantico è ciò che possiamo confermare ulteriormente leggendo le ultime emissioni, tutte sulla linea di una evoluzione del tutto fisiologica per il periodo. Sarà graduale detto ritorno, ancorato ad una progressiva riduzione del campo barico e ad un certo abbassamento del fronte polare, destinato a maturare sino all’affondo più consistente di metà terza decade o della prima parte della prossima settimana. La saccatura relativa segna praticamente il culmine del cambiamento ipotizzato da giorni e segna la possibilità, assai credibile, di un transito perturbato di tutto rispetto, destinato a muovere da ovest ad est, sulla base del più classico dei flussi atlantici. Regnano ancora incertezze, invece, sull’evoluzione dell’estremo fine mese e sull’inizio di aprile, e regnano perché al momento i forecast di lungo oscillano tra configurazioni che caldeggiano la persistenza senza ostacoli o limitazioni del relativo flusso occidentale e configurazioni che, al contrario, delineano il determinarsi di rialzi barici mediterranei di freno più o meno temporaneo, eventualmente di vero e duraturo ostacolo, oppure di ostacolo, appunto temporaneo, e favorevoli al prodursi di un affondo meridiano iberico destinato poi a vortice mediterraneo. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 26/27 e mostra il chiaro affondo in pieno mediterraneo sopra menzionato, mentre la simbologia serve ad identificare una tra le più probabili evoluzioni dei giorni successivi, con l’affondo oramai sulla turchia in forma di vortice, con il rialzo barico all’altezza del mediterraneo e con la sacca atlantica seguente destinata ad essere ostacolata e a consumare energia, almeno inizialmente, lungo i meridiani…

Autore Pierangelo Perelli

Oggi è l’Equinozio di primavera

Quest’anno l’equinozio di primavera è avvenuto oggi 20 marzo, alle 04.06 , ora italiana.

Questo significa che sia il giorno che la notte sono esattamente della stessa lunghezza.

La primavera non inizia sempre il 21 marzo? No, l’inizio della primavera può variare e cadere il 19, 20 o 21 marzo. Perché l’inizio astronomico della primavera dipende dallo stato del sole. La variazione è legata al nostro modo di dividere il tempo, con i calendari.
Durante l’equinozio di primavera il sole è proprio sopra l’equatore e prosegue verso nord.

Nell’emisfero nord inizia il semestre estivo, nell’emisfero australe, il semestre invernale.

Autore dott. Centra Massimo

Clima, l’allarme dell’Onu: pianeta sull’orlo del baratro.

Allarme clima, mai così vicini al limite di 1,5 gradi

L’Accordo di Parigi nel 2015 aveva fissato a “2” la soglia di riscaldamento da non oltrepassare.

Nel 2023 il riscaldamento globale è arrivato a 1,45 gradi sopra i livelli pre-industriali.

Siamo a un soffio dal limite di 1,5 gradi fissato dall’Accordo di Parigi, e poi dalla Cop26 di Glasgow. Per questo, l’Organizzazione meteorologica mondiale, la Wmo, parla di “allarme rosso” per il clima. L’agenzia dell’Onu aveva già rivelato a gennaio che il 2023 era stato l’anno più caldo mai registrato da quando ci sono rilevazioni scientifiche, cioè dalla metà dell’Ottocento. Non solo, aveva aggiunto che il 2024 potrebbe essere ancora peggio.

Oggi, con un nuovo rapporto, ha rincarato la dose. La temperatura media globale sulla superficie terrestre nel 2023 è stata di 1,45 gradi sopra la media pre-industriale 1850-1900. L’Accordo di Parigi nel 2015 aveva fissato a 2 gradi dai livelli pre-industriali la soglia di riscaldamento da non oltrepassare, pena disastri ambientali incontrollabili. La Cop26 di Glasgow del 2021 aveva ulteriormente abbassato questa soglia, a 1,5 gradi.

Il problema, certifica ora la Wmo, è che questa soglia il mondo l’ha quasi raggiunta. E non ci sono segnali che il riscaldamento debba fermarsi. L’aumento delle temperature, ricorda la Wmo, è dovuto all’aumento in atmosfera dei gas serra di origine umana. Le concentrazioni dei tre principali gas (anidride carbonica, protossido di azoto e metano) hanno raggiunto livelli record nel 2022, e mostrano una continua crescita nel 2023. Oggi, i livelli di Co2 nell’atmosfera sono del 50% più alti rispetto all’era pre-industriale. Per di più, l’anno scorso all’effetto dei gas serra si è aggiunta l’influenza nel Nino, il riscaldamento periodico del Pacifico centromeridionale e orientale.

Sulla terraferma, i ghiacciai hanno perso il maggior volume di ghiaccio mai registrato.  Il riscaldamento globale, col suo codazzo di siccità, alluvioni, ondate di calore e incendi, ha avuto effetti disastrosi sui paesi più poveri e vulnerabili. Il numero di persone soggette ad acuta insicurezza alimentare nel mondo è più che raddoppiato oggi rispetto a prima della pandemia: da 149 milioni si è arrivati a 333 milioni nel 2023. La Wmo segnala che la finanza per il clima nel biennio 2021 – 2022 è arrivata a quasi 1.300 miliardi di dollari, quasi raddoppiando rispetto ai livelli 2019-2020. Si tratta però dell’1% del Pil mondiale. Per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, gli investimenti di finanza climatica dovrebbero aumentare di 6 volte, arrivando a 9.000 miliardi al 2030 e ad ulteriori 10.000 miliardi al 2050.

Fonte Ansa

Dalle alte pressioni al ritorno dell’atlantico…


Il cambiamento di configurazione di metà terza decade continua a risultare nelle mappe dei vari modelli, per quanto senza ancora la possibilità di dettagli e di certezze assolute. Il campo barico, moderatamente elevato e che vede l’azione in compartecipazione del ramo oceanico e del ramo afro-mediterraneo, costringe un primo affondo atlantico a scivolare lungo l’iberia occidentale destinato a cut-off sul nord-africa. Diverso appare invece il destino degli affondi successivi, ancorati ad un calo generale della pressione e ad una concomitante possibilità che i medesimi possano risultare incisivi e forieri di una nuova fase. Entrando maggiormente nel particolare le ultime emissioni ridimensionano gli effetti del primo di questi successivi affondi, che sembra destinato ad un veloce transito lungo una traiettoria nord-ovest/sud-est priva di apprezzabile ciclogenesi. Accreditano, però e come causa possibile di una maggiore incisività perturbata atlantica, il secondo, quale espressione di un contesto decisamente diverso dall’attuale anticiclonico ed invece di matrice umida/instabile. Come detto non sussistono, in tal senso, ancora certezze, e questo soprattutto in funzione delle intenzioni di un sub-tropicale ramo afro-mediterraneo sempre pronto a fare da ostacolo totale o parziale. Rimane, tuttavia, il fatto che la terza decade del mese appare, al momento, decisa a rifornirci di qualcosa di assai meno stagnante e di più variabile e movimentato. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 24/25, mostra l’esito dell’affondo dei prossimi giorni, ininfluente ed oramai defilato come cut-off sull’africa nord-occidentale, e mostra, nel contempo e contestualizzabile nelle due saccature successive sopra menzionate, il quadro dei movimenti di un atlantico voglioso di riconquistare territori alle medio-basse altitudini…

Autore Pierangelo Perelli

Il tempo di questa settimana.


Autore Lorenzo Colangelo

Tra oggi e domani sull’Italia avverrà il passaggio di una perturbazione (fronte freddo) in discesa da nord, collegata a una saccatura artica che si estende fino all’Europa centrale
e con un nocciolo gelido in quota in prossimità della Polonia.(in fig1)


Attualmente (ore 10) alcune DEBOLI e locali piogge iniziano a bagnare il Veneto, la Romagna, l’Umbria e le Marche.
Dal pomeriggio/notte il fronte diventerà più attivo sulle regioni del medio basso adriatico, con piogge e possibili temporali.
DOMANI, soprattutto in mattinata, ancora qualche fenomeno sparso su medio adriatico e meridione in genere, ad esclusione delle due isole maggiori. Migliore il tempo altrove e
dalla sera cessano i fenomeni ovunque.
Temperatura in diminuzione sull’adriatico e parte del sud, stazionaria o in lieve aumento altrove.

Tra MERCOLEDÌ e GIOVEDÌ una saccatura atlantica in affondo nei pressi della penisola iberica andrà a isolare un vortice depressionario sul nord africa. Tale situazione, più volte evidenziata dai modelli nei giorni scorsi, non sarà causa di un peggioramento del tempo sulla nostra penisola, ma al contrario determinerà un richiamo di aria mite verso il mediterraneo e l’Italia e anche un relativo rinforzo dell’anticiclone. (In fig.2)
Temperature in aumento ovunque.

Tra GIOVEDÌ SERA e VENERDÌ sulla nostra penisola sussiste la “POSSIBILITA” che si verifichi nuovamente il transito di un debole fronte in discesa dell’Europa centrale.
In caso di conferma i maggiori effetti instabili avverrebbero sulle aree centro meridionali italiane. (previsione ancora incerta)

NEL FINE SETTIMANA (fig.3) è prevista un’elevazione dell’anticiclone in atlantico che avrà come conseguenza l’affondo di una saccatura depressionaria “probabilmente”
sul bacino del mediterraneo e l’Italia.


Ancora da valutare l’esatta dinamica(affondo saccatura) che andrà a realizzarsi.
Tutto dipenderà dalla traiettoria e dal punto
di affondo del sistema depressionario.
Da notare in fig.4 come anche questa settimana sarà caratterizzata da valori di temperatura ancora sopra la media del periodo.


Notizie meteo Italia

Tra domani e martedì 19 transiterà una debole perturbazione atlantica sull’Italia 🌧️

Nella giornata di domani, lunedì 18 marzo, arriverà sull’Italia una debole perturbazione atlantica che causerà delle piogge sul nord est, ed in particolare sul Friuli Venezia Giulia, Veneto e Romagna,per poi scivolare verso il versante adriatico dalle Marche alla Puglia.

Martedì si verificheranno le ultime piogge al sud in rapido esaurimento nella seconda parte della giornata, mentre sul nord e su gran parte del centro ci sarà un tempo soleggiato con temperature prossime ai 20 gradi, specie in val padana, medio versante tirrenico ed isole maggiori.

Nel complesso questa nuova settimana sarà contraddistinta nuovamente da temperature superiori alla media sull’Italia e su gran parte dell’Europa.

Autore Dott. Centra Massimo

I possibili disturbi alla primavera di terza decade…


Si conferma la fase primaverile o semi-primaverile in atto e si conferma anche il cambio meteo, identificato in precedenza, di inizio terza decade. La fase in corso, supportata da un modesto promontorio sub-tropicale, che non esclude infiltrazioni da nord-ovest ed anche momenti piovosi limitati ad alcune aree della penisola, ci accompagnerà sino a fine seconda decade. Tutti i modelli, poi, inquadrano un cambiamento della configurazione generale su scala euro-atlantica che, se inizialmente conduce alla discesa di un affondo defilato e su iberia e gibilterra, successivamente delinea minacciose aperture a nord o a nord-ovest, tutte da verificare nei termini di possibili disturbi alla primavera. E questo per il fatto che al seguito della discesa della depressione iberica destinata praticamente a cut-off, a scivolare sul nord-africa e a non interessarci, la pressione mediterranea non mostra di tenere in modo apprezzabile, sino a sconfessare la possibilità di quel concorso azzorre-promontorio africano, quale ipotesi previsionale tra quelle in ballo per quei giorni. Dunque l’affondo atlantico dell’immediato inizio di terza decade ci trascura e scivola lungo l’iberia andando a chiudersi sul nord-africa, ma a monte i valori barici non crescono mentre crescono piuttosto sull’atlantico e sino a ridosso delle isole britanniche, così da innescare azioni settentrionali di tutto rispetto e che non nascondono, tra gli obiettivi, lo stesso mediterraneo. In questo modo, nel corso dei giorni intorno alla metà di terza decade può accadere che la primavera sia costretta a rifornisci di un guasto, di una probabile fase più fresca e più instabile, se non ancorata ad un relativo regresso stagionale…

Autore Pierangelo Perelli

Le interessanti ipotesi evolutive di inizio terza decade…


La fase relativamente stabile e semi-primaverile o primaverile in corso è sostenuta da un quadro moderatamente anticiclonico che trova il supporto di un modesto promontorio sub-tropicale. I non esclusi altrettanto modesti disturbi da infiltrazioni settentrionali o nord-occidentali non sono tali da alterare più di tanto il medesimo quadro, destinato ad interessarci almeno sino a fine seconda o ad inizio terza decade. Un cambio di configurazione meteo su scala euro-atlantica di un certo interesse è quello che tutte le carte intravedono proprio intorno a quei giorni, e che i relativi modelli interpretano, per l’europa occidentale, non in maniera uniforme, considerandolo come una decisa apertura ad un flusso instabile del nord-atlantico o come una infiltrazione semi-retrograda destinata a cut-off su gibilterra. La differenza per il tempo in mediterraneo legato alle due ipotesi è significativa giacché la prima, sostenuta ad es. dal modello GFS, è quella che corrisponde ad un deciso affondo ciclogenetico seguito da ulteriori impulsi, mentre la seconda, sostenuta ad es. dal modello ECMWF, è quella che indirizza lo stesso affondo su una direttrice spostata ad occidente lungo il vicino atlantico e che rende lo stesso affondo, per il mediterraneo centro-occidentale, assai poco influente. In entrambi i casi il cambio di circolazione è sostenuto da un “reverse” in oceano con rimonta di un promontorio lungo le coste estreme occidentali del continente e con, nell’ambito di una generale meridianizzazione, l’attivazione di un’onda negativa in discesa lungo francia ed iberia o francia e mediterraneo occidentale. La differenza tra le due possibilità è anche quella che intercorre tra una situazione in cui si ha un netto crollo della pressione mediterranea e quella di una persistenza di valori barici apprezzabili ancora supportati da un certo promontorio afro-mediterraneo che fa il paio con quello atlantico e che fa da barriera, più o meno temporanea, alla depressione iberica chiusa e defilata a sud-ovest. Il disegno, che mostra la situazione generale prevista da ECMWF intorno ai giorni 20/21 marzo, fornisce l’idea della evoluzione che vede l’affondo atlantico scivolare lungo una direttrice nord/sud o, addirittura, nord-est/sud-ovest, ben ad occidente, e maturare in un cut-off o in un ristagno ciclonico alle basse latitudini, tra l’estremo sud-ovest del continente e l’africa nord-occidentale. La simbologia vuole, a sua volta, indicare, accanto a detta possibilità evolutiva (colore blu), quella (colore viola) che, invece, vede la stessa azione depressionaria affondare ben più ad est a coinvolgere il mediterraneo con un netto guasto e con il contesto meteo di un possibile deciso disturbo della primavera…

Autore Pierangelo Perelli

Bel tempo fino a venerdì poi sabato transiterà un veloce corpo nuvoloso con piogge al nord est e centro sud.

Una perturbazione transiterà nella giornata di sabato portando piogge sparse e rovesci sulle regioni del nord est e poi su quelle centrali e meridionali. Fenomen assenti sul Nord Ovest, sulla Lombardia, in Calabria e in Sardegna.

Le temperature continueranno ad essere superiori alla media nei prossimi giorni, un modesto e temporaneo calo della temperatura è atteso sabato.

Autore Dott. Centra Massimo

Ritorna l’alta pressione sub-tropicale 🌡️⛅

Dopo queste ultime settimane contraddistinte dal transito di alcune perturbazioni atlantiche tipiche del tardo autunno, nei prossimi giorni avremo l’espansione di una alta pressione sub-tropicale sul bacino del Mediterraneo e su parte dell’Europa centrale.

Il tempo sarà soleggiato su buona parte dell’Italia anche se a tratti si potrebbero verificare dei veloci passaggi nuvolosi, con dei rovesci di pioggia specie lungo il versante adriatico e zone interne.

Le temperature aumenteranno soprattutto sulle regioni settentrionali e sulle zone tirreniche specie nei valori diurni, grazie al maggiore soleggiamento.

Continuerà quindi anche nelle prossime due settimane questo trend molto anomalo sulle temperature sopra la media.

Autore Dott. Centra Massimo

Instabile al centro e al sud fino a martedi poi gradualmente arriverà una fase anticiclonica.

Tra oggi e domani, martedì 12 marzo, avremo tempo instabile al centro e al sud, con dei rovesci e dei brevi temporali.

Gradualmente da mercoledì e probabilmente fino a domenica 17 marzo avremo un generale miglioramento delle condizioni meteorologiche, con un aumento della pressione atmosferica a causa di una alta pressione sub-tropicale.

Nei prossimi due giorni si registrerà un calo della temperatura sul medio versante adriatico e sulle regioni meridionali, mentre sulle regioni settentrionali e sul versante tirrenico si registrerà un aumento sensibile delle temperature massime.

Da giovedì l’aumento della temperatura si estenderà anche sul resto del territorio italiano.

Autore Dott. Centra Massimo

Tra autunno e primavera…


Riguardo a quanto ci offre l’evoluzione meteo dei prossimi giorni, e in un momento in cui l’appassionato meteo, ha ben poco con cui divertirsi, si può senz’altro confermare che l’inverno è finito. Ed è finito, tra l’altro, senza mai decollare e mantenendo quasi sempre la connotazione, meglio appropriata, di un autunno. Siamo sotto l’influenza di una corrente atlantica, umida ed instabile, prevalente, che trova il modo di risultare incisiva, semi-bloccata alle latitudini alte, proprio alle nostre latitudini. La presenza, abbastanza duratura, di alte pressioni tra scandinavia ed islanda, risulta, sul piano di retrogressioni a carattere freddo, per noi completamente ininfluente. E non sono previste chiusure tali da consentire quel minimo di freno all’atlantico e capaci di rivolgere il mediterraneo alle attenzioni delle masse d’aria continentali. Sono previste, invece, variazioni al tema che, al di là della persistenza di aree anticicloniche alle alte latitudini e più ad ovest o più ad est, spostano il quadro della corrente atlantica verso nord piuttosto che verso sud, operando per evoluzioni più favorevoli a mitizzazioni che a raffreddamenti. Il disegno illustra la situazione generale prevista intorno alla metà del mese e, con il supporto della simbologia, da l’indicazione di un contesto in cui, al netto di oscillazioni meridiane di scarso preso, prevale la legge dell’ovest…

Autore Pierangelo Perelli

Meteosocial ed altro…


Riguardo alla meteo c’è chi dice che, tra siti vari e social, siano in troppi a parlarne, con la cosa che dovrebbe limitarsi ai professionisti. E’ questo un modo di pensare che, tra l’altro, può essere esteso a qualunque campo, e non è così insensato. O perlomeno, non lo è sul piano del principio. Dopodiché c’è modo e modo di trattare di certe cose sui social. Personalmente l’ho sempre ribadito che scrivo di meteo, così come faccio altre cose che riguardano ad es. musica o disegno, per puro divertimento ed interpretando, finché ne avrò voglia, FB come un diario personale su cui vanno a finire solo alcune delle cose che faccio e che fanno parte dei miei personali divertimenti. Cose che ho sempre fatto anche prima di internet e dei social. D’altra parte non è neanche che non ritenga che, con l’esclusione di certe attività a scopo pubblicitario, e, in parte, informative e culturali con un minimo di senso, le attività sui social siano una perdita di tempo. In fatto di informazione e cultura, che nei social affogano nella bolgia del nulla, c’è molto di meglio altrove. Dopodiché non posso che ribadire che le carte meteo le disegno e le commento senza nessuna pretesa di essere un meteorologo ma con la sola concezione del divertimento dell’appassionato, lasciando, naturalmente, ad altri ed ai professionisti il compito di trattare del tempo nei modi professionali appropriati. Venendo all’argomento e a quanto ci offre l’evoluzione meteo dei prossimi giorni, e in un momento in cui l’appassionato relativo, ha ben poco con cui divertirsi, si può senz’altro confermare che l’inverno è finito. Ed è finito, tra l’altro, senza mai decollare e mantenendo quasi sempre la connotazione, meglio appropriata, di un autunno. Siamo sotto l’influenza di una corrente atlantica, umida ed instabile, prevalente, che trova il modo di risultare incisiva, semi-bloccata alle latitudini alte, proprio alle nostre latitudini. La presenza, abbastanza duratura, di alte pressioni tra scandinavia ed islanda, risulta, sul piano di retrogressioni a carattere freddo, per noi completamente ininfluente. E non sono previste chiusure tali da consentire quel minimo di freno all’atlantico e capaci di rivolgere il mediterraneo alle attenzioni delle masse d’aria continentali. Sono previste, invece, variazioni al tema che, al di là della persistenza di aree anticicloniche alle alte latitudini e più ad ovest o più ad est, spostano il quadro della corrente atlantica verso nord piuttosto che verso sud, operando per evoluzioni più favorevoli a mitizzazioni che a raffreddamenti. Il disegno illustra la situazione generale prevista intorno alla metà del mese e, con il supporto della simbologia, da l’indicazione di un contesto in cui, al netto di oscillazioni meridiane di scarso peso, prevale la legge dell’ovest…

Autore Pierangelo Perelli

Prima parte di marzo molto dinamica sull’Italia con piogge, vento e neve in montagna.

Una nuova depressione atlantica nei prossimi giorni raggiungerà l’Italia causando forti precipitazioni, inizialmente sul nord Italia e sulle regioni occidentali per poi estendersi gradualmente sul resto del territorio italiano dalla seconda parte della giornata di domenica.

Avremo nevicate abbondanti sulle Alpi sopra quota gli 800-1.000 metri e sugli Appennini sopra i 1.200-1.300 metri.

Autore Dott. Centra Massimo