Fase fredda da lunedì

Ma sarà l’inizio di un vero e lungo periodo invernale o una toccata e fuga?

Passato questo weekend che vedrà comunque più inverno sui settori del medio/basso Adriatico e più mitezza sul nord ovest anche per venti caldi in caduta dalle Alpi, una goccia fredda dalla Scandinavia si affaccerá da nord est per l’elevazione del promontorio anticiclonico verso nord.

Le temperature saranno in forte calo da nord a sud, mentre dall’esatta collocazione di questa discesa potranno formarsi eventuali minimi di pressione a premiare certe zone del Paese piuttosto che altre (escluso quasi certamente dai fenomeni il nord).

Da qui poi si aprirebbe un bivio:la maggior parte dei modelli vedrebbero non reggere il blocco anticiclonico; di conseguenza l’alta pressione tornerebbe a schiacciarsi sull’Italia e a deviare verso est le masse d’aria fredda stazionanti sull’Europa orientale.Il tempo rimarrebbe freddino in condizioni prevalentemente anticicloniche e senza nulla di così importante da segnalare.

Il modello americano vede invece da giorni il perdurare del blocco sul Paesi del nord:blocco che poi ruoterebbe verso est, isolando una cella di alta pressione sulla Scandinavia (regime Scand +).

Così facendo la massa d’aria gelida continentale partirebbe in retrogressione verso ovest (movimento antizonale alla circolazione dell’emisfero nord che avviene prevalentemente da ovest verso est), per poi andare ad interessare direttamente grossa parte del Paese e probabilmente formare minimi di pressione in grado di convogliare umidi correnti da ovest/sud ovest, che porterebbero a nevicate facilmente su quote pianeggianti.

Insomma grosse differenze a distanze nemmeno così eccessive; ma sicuramente di difficile lettura per la complessità e la riuscita della manovra descritta.

Ne sapremo qualcosa in più a breve.

L’unica certezza é per adesso il muro totale alle correnti atlantiche (situazione ovviamente penalizzante per le zone più a secco del nord ovest e Alpi), a meno che appunto non si compia la totale retrogressione e lo smantellamento del pattern delle figure bariche ormai da tempo bloccato e che vede anticicloni sempre molto ingombranti tra ovest Europa e nord ovest italiano.

Seguire passo passo: perché siamo aperti al momento a tutte le soluzioni

A cura di Simone Scarpelli

Più anticiclone che irruzioni fredde.


Più anticiclone che irruzioni fredde…
L’equilibrio tra anticiclone ed irruzioni artiche, indicato in precedenza, tende a spostarsi a favore del primo.

Le ultime emissioni confermano la fisionomia generale di un profilo rossby con promontorio anticiclonico tra oceano ed europa occidentale e con onde secondarie relative in moto da nord a sud sull’europa orientale.

Le corrispondenti irruzioni, in veste di sacche successive, continuano a rappresentare possibili elementi di disturbo per il mediterraneo orientale e, in via estrema, per adriatico e centro-sud, ma, tendenzialmente e per la nostra penisola, con un grado che appare assai sfumato o di margine.

Di fatto i vari modelli danno l’indicazione di un blocco anticiclonico invadente che tende a mantenere piuttosto a levante il flusso settentrionale e le stesse irruzioni, ed ovvero all’altezza di penisola balcanica ed egeo.

Nulla vieta che, da qui a fine prima decade di febbraio, si possano determinare le condizioni di una maggiore influenza dello stesso flusso verso ovest e di relative retrogressioni, ma sempre nell’ambito di una situazione di margine o di confine ed in cui l’anticiclone mostra solidità e scarsa tendenza a cedimenti significativi.

Ecco che l’irruzione dei giorni 3/4, segnalata nei giorni scorsi come possibile causa di un episodio freddo per sud ed adriatico, perde di consistenza; ed ecco che perdono di consistenza, in tal senso, anche le irruzioni successive.

E, come detto, per quanto eventuali sbuffate fredde in grado di coinvolgerci, continuino a risultare possibili, è assai probabile che, al netto di una qualche irruzione in grado di rodere l’anticiclone, la configurazione generale tende ad escludere episodi freddi consistenti o degni di tale nome.

E semmai tende a considerare la possibilità di un periodo abbastanza stabile e non così freddo. Il disegno mostra la situazione prevista in quota intorno ai giorni 4/5, segnala il blocco anticiclonico invadente e segnala le onde secondarie che muovono circoscrivendolo e scivolando rapide all’altezza di balcani, mar nero e mar egeo…

Tra anticiclone ed irruzioni artico-continentali…


Si conferma, per i prossimi giorni, tutto quanto esaminato in precedenza ed ovvero il lento esaurirsi della fase depressionaria mediterranea ancora attiva sul centro-sud, quindi la temporanea relativa stabilizzazione a colpi di estensione anticiclonica verso levante e, a seguire, una ulteriore pulsazione meridiana dell’anticiclone atlantico a creare la possibilità di irruzioni, tendenzialmente maggiormente destinate ai settori orientali del mediterraneo.

In questo senso la possibilità di una irruzione artico-continentale degna di tale nome intorno ai giorni 3/4 febbraio guadagna credito ma non risulta ancora caratterizzabile nel suo grado di influenza per la nostra penisola.

La medesima sembra presentarsi, in ogni caso, come la classica sferzata artica in veloce transito ed a rapida evoluzione, associata ad un forcing nord-sud che, almeno al momento, non appare destinato a configurare una persistente azione fredda orientale. Il range delle possibilità relative alla traiettoria della medesima ampia saccatura permane, tuttavia, ampio e tale da non escludere un coinvolgimento della penisola, quanto meno parziale ed inclusivo di adriatico e centro-sud.

Tra una situazione nella quale la disposizione di flussi e centri barici tiene l’irruzione confinata ad est e quella nella quale si aprono spazi tali da accogliere la medesima irruzione più verso ovest corre la differenza che distingue un episodio breve con diminuzioni termiche moderate da un episodio di maggiore durata e con diminuzioni termiche di un certo rilievo.

Ed è evidente che quanto più la sacca artica avrà modo di transitare sulla nostra penisola e di coinvolgerci con ciclogenesi sul basso mediterraneo centrale o centro-orientale e tanto più avremo alcuni giorni nel segno dell’artico-continentale e nel segno del freddo.

Vedremo. Il disegno mostra la situazione generale prevista proprio intorno ai giorni 3/4 e descrive l’affondo nord-est/sud-ovest, quale indicazione perfetta di una rapida irruzione artico-continentale con obiettivo tendenziale la penisola balcanica ed il mediterraneo orientale.

Nel medesimo si può anche apprezzare la struttura baroclina di un profilo in evoluzione e che vede la depressione al suolo tra mediterraneo orientale e mar nero, ovvero ben a levante rispetto alla depressione in quota e quale segno di una azione che intende agire piuttosto ad oriente o, quanto meno, non in modo così diretto per la nostra penisola. Ma, come detto, è questa la prospettiva al momento maggiormente indicata dai vari modelli, tra i quali sussistono, però, anche prospettive ben più favorevoli ad una azione fredda più diretta…

Alta pressione delle Azzorre in arrivo sull’Europa occidentale e sul mediterraneo centro occidentale nella prossima settimana.

Grazie all’indice teleconnettivo Nao che sta diventando positivo, l’alta pressione delle Azzorre diventerà più invadente verso l’Europa occidentale.


L’alta pressione sarà in grado di deviare verso i Balcani, la Grecia e la Turchia le prossime irruzioni fredde che solo marginalmente interesseranno il versante adriatico centrale e il sud.


Tempo decisamente più secco al nord e lungo le zone occidentali.

A cura del dott. Centra Massimo

Venerdì 20 gennaio ❄️ Neve fino a bassa quota al Centro-Sud, venti forti con raffiche fino a tempesta 🔔🟠 Allerta ARANCIONE in Campania 🔔🟡 Allerta GIALLA in nove regioni. ❄️

Una vasta e profonda saccatura protesa dal Nord Europa verso il Mediterraneo, convoglia sul nostro Paese masse d’aria fredda innescando, nella prossima notte, la formazione di un centro di bassa pressione sui mari occidentali. Il successivo spostamento di tale struttura verso l’Adriatico determinerà un progressivo e marcato peggioramento delle condizioni meteorologiche al Centro-Sud e sulle isole, con intensi venti, precipitazioni da sparse a diffuse e localmente temporalesche, oltre ad una diminuzione delle temperature con conseguenti nevicate fino a bassa quota.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalle prime ore di domani, venerdì 20 gennaio, nevicate da sparse a diffuse a quote al di sopra dei 500-600 metri sulla Sardegna, con apporti al suolo da deboli a moderati; venti forti o di burrasca dai quadranti settentrionali su Liguria ed Emilia-Romagna; venti forti o di burrasca dai quadranti occidentali, con raffiche fino a tempesta, sulla Sardegna, in estensione dalla tarda mattinata a Sicilia e Calabria, specie sui settori montuosi, ed a Basilicata e Campania, specie sui settori tirrenici. Mareggiate lungo le coste esposte.

Dal primo pomeriggio di domani, inoltre, l’avviso prevede venti forti o di burrasca meridionali, con raffiche di burrasca forte sulla Puglia; nevicate sparse, tendenti a diffuse in serata, al di sopra dei 400-600 metri su Abruzzo, Molise e Lazio meridionale, localmente in abbassamento fino ai 200-300 metri sulle zone vallive interne del Lazio meridionale, con apporti al suolo da deboli a moderati, fino ad abbondanti su Abruzzo e Molise; nevicate sparse, tendenti a diffuse in serata, al di sopra dei 600-800 metri sulla Campania, in abbassamento fino ai 400-600 metri sulle zone interne settentrionali, con apporti al suolo da deboli a moderati; precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lazio meridionale, Campania, Basilicata e Calabria, specie settori tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, possibili grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 20 gennaio, allerta arancione per rischio idrogeologico su gran parte della Campania e allerta gialla sui restanti settori. Valutata inoltre allerta gialla su parte di Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e sull’intero territorio di Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna.

Fonte: dipartimento di protezione civile nazionale.

Anatomia della fase invernale in atto…


Una delle più classiche evoluzioni degli affondi artico-marittimi segnati da una ampia ed attiva saccatura ci porta all’altrettanto classica circolazione ciclonica mediterranea, tendenzialmente orientata a concentrarsi sul centro-sud. In tali casi la medesima evoluzione, segnata da forcing meridiani e da quelli della vorticità ciclonica, non può certamente essere rapida tant’è che la fase di maltempo e di instabilità non potrà non avere uno strascico più o meno lungo ed in graduale transito da nord-ovest a sud-est o da nord a sud.

Complessivamente il medesimo graduale sviluppo è, per ovvii motivi, da associare anche al contesto di una circolazione assi fredda in quota e di una circolazione che richiama aria fredda continentale nei bassi strati, le quali caratterizzano una tipica fase invernale.

Siamo o saremo per qualche giorno in una fase fredda ma, tuttavia, non siamo e, forse, non saremo, in una configurazione da grande freddo o di gelo, giacché il profilo dei flussi e dei centri barici, pur aprendo e consentendo un certo richiamo dai quadranti orientali, non si configura proprio come quello delle forti spinte artico-continentali o siberiane durature.

Se, nel mio disegno, osserviamo la situazione generale prevista intorno ai giorni 23/24, ed ovvero quando il sistema ha raggiunto il massimo grado di maturazione, possiamo individuare la disposizione dell’ampio vortice freddo in quota che abbraccia buona parte dell’area mediterranea, la mappa dei flussi dei bassi strati (frecce piccole) attinente al richiamo freddo suddetto che interessa le latitudini del centro europa e del mediterraneo settentrionale, e, nel contempo, una disposizione dei centri barici e dei medesimi flussi più da cut-off mediterraneo o da circolazione isolata che da saccatura artico-marittima o da dipolo aperto ad aria siberiana.

E’ pur vero che la stessa circolazione ciclonica, nei giorni successivi, è destinata ad entrare in fase con impulsi freddi da nord o nord-ovest in moto sull’europa orientale, ma nell’ambito di un suo progressivo confinamento verso sud-est e, a seguire, nell’ambito di un suo rientro nella grande circolazione e di un suo trasferimento verso levante (vedi frecce viola in sovraimpressione).

Tutto questo è anche da ascrivere a quanto gli ultimi run ci indicano per il lungo termine, associabile ad ulteriori rialzi barici meridiani in oceano ed a conseguenti spinte fredde meridiane sull’est europeo, ancora da interpretare se più o meno influenti anche per la nostra penisola o se tenute a distanza e ad oriente da un blocco anticiclonico più invadente…

Venti fino a burrasca forte, mareggiate, temporali al Centro e al Sud e neve a quote collinari al Centro. 🟠🔔Allerta ARANCIONE, mercoledì 18 gennaio, su Campania, Calabria, Molise e Basilicata. 🟡🔔 Allerta GIALLA in 8 regioni.

La vasta e profonda saccatura di origine nord-atlantica, con apporto di aria fredda, continua a determinare condizioni di tempo perturbato in Italia, con precipitazioni anche temporalesche su gran parte del Centro-Sud, associate a venti di forte intensità. Inoltre, con l’ingresso dell’aria fredda, si avranno nevicate in calo sino a quote alto-collinari sulle regioni del Centro.

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

Sulla base dei fenomeni meteo previsti e in atto è stata valutata per mercoledì 18 gennaio, allerta arancione su Campania e su parte di Calabria, Molise e Basilicata. È stata inoltre valutata allerta gialla su Toscana, Umbria, Marche e parte di Lazio, Sardegna, Molise, Basilicata e Calabria.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

🔔🟠 Allerta ARANCIONE, martedì 17 gennaio, in Campania, Calabria, Molise e Basilicata. 🔔🟡 Allerta GIALLA in dieci regioni. ⛈️💨🌨️ Maltempo su gran parte dell’Italia, venti fino a burrasca e neve al Nord fino a quote di collina.

Diffuso maltempo su tutto il Paese, venti fino a burrasca e neve al Nord. Avviso meteo del 16 gennaio

Maltempo sull’Italia nei prossimi giorni per gli effetti di una vasta area di bassa pressione di origine nord-atlantica, già responsabile di un generale peggioramento delle condizioni meteorologiche, con precipitazioni anche temporalesche su gran parte del Centro-Sud, associate ad intensa ventilazione e locali nevicate sino a quote collinari sulle regioni del Nord.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte –  alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, lunedì 16 gennaio, precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio, settori centro-occidentali di Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, su Campania e Basilicata e sulla Calabria, specialmente sui settori settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Si segnala, inoltre, il persistere di venti da forti a burrasca, dai quadranti occidentali, su Sardegna, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, con rinforzi fino a burrasca forte lungo i rilievi montuosi e localmente sui settori litoranei e forti mareggiate lungo le coste esposte.

Dal mattino di domani, martedì 17 gennaio, infine, si prevedono nevicate a quote al di sopra dei 300-500 metri, su Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna occidentale, con locali sconfinamenti fino a quote di pianura e con apporti al suolo generalmente deboli, localmente moderati a quote superiori.

Sulla base dei fenomeni meteo previsti e in atto è stata valutata per domani, martedì 17 gennaio, allerta arancione in Campania, Calabria nord-occidentale, buona parte del Molise e Basilicata sud-occidentale. Allerta gialla su Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna occidentale, e settori di Calabria, Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise e Puglia.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

Fa capolino l’inverno…

Quanto e per quanto tempo l’ampiamente descritta irruzione artico-marittima di fine decade farà fare all’inverno la voce grossa non è dato ancora di saperlo.

Troppe volte emissioni di medio-lungo termine hanno mostrato configurazioni assai invernali che poi sono completamente sfumate. Di fatto, poi, quando le stesse emissioni oscillano molto, come in questo caso, da un run all’altro, è buona regola attendere e dare loro una fiducia con riserva.

Detto questo e, come sempre, prendendo atto di quanto gli istituti meteo principali e più accreditati mostrano nel momento, c’è comunque da dire che le ultime emissioni spostano l’equilibrio meno nella direzione di un tratto molto moderato ed episodico e maggiormente in quello di un episodio invernale di un certo peso.

Il che non significa chissà quale inverno ma, certamente, la possibilità di una fase più fredda, in sintonia con il periodo e la possibilità di una di quelle fasi fredde che un normale inverno ed un normale gennaio forniscono.

Tuttavia l’incertezza riguardo all’intensità ed alla durata di una tale fase sussiste e sussiste in quanto ancorata ad un ventaglio di prospettive tutte meritevoli di un minimo di valore probabilistico e, più in sintesi, contestualizzabili nell’ambito di due sostanziali linee evolutive ben differenti tra loro.

A distanza di solo 24 ore, ad es., un prestigioso modello globale come quello europeo, rimescola le carte ed offre l’indicazione di una di quelle tipiche evoluzioni nelle quali il profilo generale assume quello simil rex-blocking e del jet stream che, almeno temporaneamente, devia il suo corso verso nord-est imprimendo al sistema delle onde la classica rotazione in senso orario e l’attivazione di forcing retrogradi alle medio-basse latitudini.

C’è però ancora chi associa alla medesima irruzione la connotazione di evento assai episodico ed associato ad un forcing occidentale molto meno in sintonia con la possibilità di strascichi freddi continentali e, al contrario, in sintonia piuttosto con un quadro più o meno mobile di ondulazioni che muovono da ovest e che non marcano sostanziali spinte meridiane.

I prossimi giorni sapranno, sicuramente, sciogliere la prognosi, dirci molto di più e con maggiori certezze. Il mio disegno si riferisce alla situazione prevista in quota intorno ai giorni 18/19 che conferma l’affondo artico -marittimo sostenuto da una discreta configurazione a pattern wave2 da rimonta in atlantico, mentre la simbologia vuole rappresentare, con la traccia dell’andamento di una isoipsa di riferimento, come la medesima isoipsa di quei giorni può evolvere, senza escludere ulteriori possibilità e situazioni intermedie, nelle due alternative direzioni sopra descritte…

Il freddo dell’immaginario


Il freddo che sarà o che farà, con tanto di date, è nella immaginazione di qualcuno o di qualche sito che ama scrivere cose che sembrano più ascrivibili al mondo delle fiabe che a quello della meteo seria. Nel bel mezzo della serie c’è anche chi scrive che il freddo più freddo della storia deve ancora arrivare. Beh, da qui a un tremila anni non possiamo escluderlo. Venendo a trattare della troposfera che potrebbe essere da qui a un 5-7 giorni e della spicciola e pragmatica previsione ancorata a fin dove si può arrivare per fornire forecast che godono di un minimo di credibilità il freddo che farà o che sarà possiamo tranquillamente escluderlo. Un minimo di maggiore dinamicità ed il transito, in un contesto mobile occidentale, di sacche che pescano in aria del nord-atlantico, sostanzialmente polare marittima, non possono corrispondere a scenari di freddo. Noto, ad es. che da qui al 20 gennaio, la previsione della temperatura max giornaliera collinare dei 150 mt sul centro-nord della toscana, indicata da molti riferimenti meteo, fornisce valori che oscillano tra 12 e 16 °C. Se questo si chiama freddo in gennaio allora temo di non aver capito cosa si intende per freddo. Se tutto quanto sto scrivendo non significa affatto che le analisi fornite dai vari istituti seri non possano cambiare anche da un giorno all’altro è altrettanto vero che quanto emesso al momento non regala, ai freddisti ed almeno da qui a metà mese, nessuna speranza. In dirittura di fine decade alcuni forecast fanno intravedere un affondo maggiormente degno di nota ed associabile a un rialzo meridiano barico in atlantico di maggiore peso che potrebbe significare una moderata ventata di artico marittimo ma da confermare e che sarà da verificare nei prossimi giorni. Il transito perturbato in atto, tuttavia, segna, quanto meno, quel certo cambiamento già descritto in precedenza e che vede un maggior dinamismo, una minore influenza del sub-tropicale e la possibilità di un maggiore affondo da parte di sacche atlantiche, destinate, evidentemente, a determinare una maggiore possibilità di precipitazioni e ad allineare le temperature su valori, se pur ancora generalmente appena sopra la media, appena più consoni al periodo. Il disegno corrisponde alla situazione prevista in quota a metà mese ed è assai chiaro nel configurare ancora un profilo ovest-est mobile e moderatamente ondulato, mentre la simbologia (dalle frecce grandi a quelle piccole), sulla base del movimento della sacca ancora a largo e destinata a muovere verso est o sud-est, serve a rappresentare la possibilità dell’affondo più incisivo e più freddo menzionato ed inquadrabile intorno ai giorni 17-19…

Un pò più di atlantico e di variabilità all’orizzonte, ma sempre con poco freddo.


La stagione continuerà a fare poco l’inverno e ad insistere su un contesto di matrice occidentale.

Con nessuna configurazione di correnti fredde all’orizzonte, almeno sino a metà mese ma anche oltre, l’unica variazione al tema che avremo nel corso del prossimo futuro sarà una minore influenza del sub-tropicale ed un certo modesto abbassamento in latitudine del fronte polare.

Davvero un pò poco, anche se quanto basta per passare da un tempo mite, nebbioso e relativamente stabile, ad un altro appena appena meno mite ed un pò più variabile e precipitativo.

Si consoliderà, dunque, l’azione di uno zonale relativamente teso o associato a moderate ondulazioni, capace, quanto meno, di fornire qualche elemento di dinamicità in più e con alternanza di fasi stabili e fasi moderatamente perturbate.

Il cambiamento menzionato, per la verità, non può proprio essere considerato così inapparente giacché sarà capace di fornire un tempo un pò meno mostruosamente mite e da sub-tropicale, nonché di fornire la neve in montagna e un pò di benefiche precipitazioni, ma non può neanche essere ascritto a quel sapore invernale che, seppur non così frequentemente, nel corso del mese di gennaio dovrebbe ogni tanto far capolino o presentarsi.

Del resto, e la faccenda è pertinente con quanto detto, l’analisi a livello emisferico mostra il medio ed il lungo termine di un vortice polare tutt’altro che disturbato, ed anzi, piuttosto in salute ed assai geloso della propria riserva fredda.

Il disegno si riferisce all’attuale situazione in quota nella quale spicca il promontorio foriero del tempo relativamente stabile e mite mentre la simbologia, a supporto di quanto sopra descritto, serve a mettere a confronto l’andamento attuale e quello previsto a metà mese, di una isoipsa di riferimento…

INVERNO INESISTENTE FINO A DATA DA DETERMINARE .

INVERNO INESISTENTE FINO A DATA DA DETERMINARE .

Stiamo assistendo ad una stagione fredda solo sulla carta.


Fino ad ora abbiamo registrato sul territorio nazionale temperature prevalentemente sopra la media, inizialmente a causa di correnti miti e piovose atlantiche, e poi dalla seconda decade di Dicembre da una persistente alta pressione sub-tropicale.


Tra le cause di questo clima così mite specie sull’Europa è da attribuire al forte vortice polare, che impedisce le discese fredde sulle medie latitudini e amplifica la corrente zonale mite da ovest verso est.


Il vortice polare stratosferico dovrebbe restare forte per tutto questo mese di Gennaio, causando poco freddo degno di nota sull’Europa e correnti prevalentemente atlantiche da ovest o da nord ovest.


Quindi per le prossime settimane è molto improbabile un importante riscaldamento della stratosfera, cioè il cosiddetto SSW.


C’è da dire che si potrebbe verificare un altro caso di ‘allungamento’ del vortice polare, lungo un asse che parte dall’Asia fino al Nord America.


Questo tipo di evento favorisce essenzialmente il Nord America con delle ondate di freddo.

A cura del dott. Centra Massimo

INVERNO CHE SI FARÀ ATTENDERE ANCORA PER MOLTI GIORNI.

Dal finire della prima decade di questo mese di Gennaio dovrebbero arrivare sull’Italia delle correnti dall’oceano atlantico umide ma poco fredde.

Dopo più di tre settimane di stabilità atmosferica causata dalla forte presenza dell’alta pressione sub-tropicale, si andrà instaurando un tempo più dinamico con alcune piogge specie al nord e lungo il versante tirrenico e neve sulle Alpi da quote medie.


Le temperature saranno in calo seppur solo di qualche grado e resteranno nel complesso sopra la media di riferimento.


Per assistere ad un tempo più invernale dovremmo attendere la seconda metà del mese.


Ed intanto ieri è stata una giornata molto calda per un mese di Gennaio in Europa. 🌡️

A cura del dott. Centra Massimo

GLI AMICI DEL FREDDO E DELLA NEVE POSSONO ANCORA SPERARE .

GLI AMICI DEL FREDDO E DELLA NEVE POSSONO ANCORA SPERARE .

Statisticamente i mesi più freddi dell’anno in Italia sono Gennaio e Febbraio.

Dalla fine della prima decade del nuovo mese delle intense depressioni atlantiche in transito verso l’Europa centrale potrebbero interessare anche l’Italia riportando delle precipitazioni, anche se in un contesto climatico nel complesso con poco freddo.
In seguito si potrebbe aprire la strada per qualche irruzione fredda.

A cura del dott. Centra Massimo

Un esame del vortice polare stratosferico…


Nel contesto di un vortice polare che si dimostra in netta salute e che promette un discreto livello di compattazione sino almeno ai primi di gennaio la speranza di vedere arrivare l’inverno, ovvero i termini di una stagione più consona al periodo, per alcuni si affida alla osservazione dell’andamento previsto di indici teleconvettivi, di vari parametri climatologici e di quanto avviene in stratosfera.

Al netto del fatto che certi grossi fatti stratosferici non è affatto detto che incidano in troposfera o che incidano sul tempo dell’europa e del mediterraneo guardare l’andamento del vortice polare stratosferico non è certo un peccato.

La storia ci insegna, al riguardo, ad essere, però, sempre molto cauti, perché ci ricorda di tanti promettenti major stratwarming che non ci hanno considerato di striscio; ma ci ricorda anche che, in qualche caso, gli stessi major sono quelli che hanno determinato eventi freddi come quello del gennaio 1985, o anche, in anni molto più recenti, la breve fase siberiana del fine febbraio 2018. E se è vero che certi andamenti stratosferici possono far sperare in qualcosa che somigli, non tanto al sopraggiungere di eventi freddi del genere ma, quanto meno, al sopraggiungere di fasi da considerare come invernali, va detto che l’attuale osservazione di quanto, nel merito, ci propongono prestigiose analisi come la NCEP/GFS, di spunti di interesse ne offre davvero pochi.

Come il VPT anche il signor VPS mostra di risultare alquanto solido per molto giorni, anche se con la possibilità di un suo disturbo apprezzabile per un processo di moderato graduale riscaldamento in sede pacifico/asiatica a partire dai giorni 4/5 gennaio. Per le speranze dei freddisti che si appellano ai major stratwarming davvero troppo poco. Ciò detto non bisogna neanche considerare che le fasi fredde siano per forza legate ai riscaldamenti stratosferici; tutt’altro. Il più spesso, infatti, le medesime si svolgono senza trovare alcun riscontro stratosferico.

Nel frattempo, dulcis in fundo, le ultime emissioni dei modelli fanno sparire, o quasi, dai radar, quella minima possibilità di un cambio stagionale in senso invernale che, alcuni di essi, avevano ipotizzato a partire dai giorni 5/6 gennaio, rimandando ulteriormente la faccenda a chissà quando. Ho disegnato quanto, in termini di isoterme (dal rosso dei -30 al blu dei -80) del VPS di 10hPa, NCEP/GFS prevede da qui a 240 ore, fissando il trend in tre step ed a schematizzare quanto sopra descritto…

Uno sguardo al lungo termine dei primi di gennaio


Guardare le carte che prevedono a 7-8 giorni od oltre, lo sappiamo, significa guardare ad ipotesi che, statisticamente, godono di un livello di probabilità abbastanza scarso.

Tuttavia, in certi casi, le medesime offrono, più che in altre situazioni, elementi di interesse. Ed in questo caso per il fatto che, prima o poi, questa persistenza di correnti occidentali o sud-occidentali ad invadenza sub-tropicale, dovrà pur terminare.

E se il percorso che le medesime mappe offrono indica che, difficilmente, le cose cambieranno da qui a 5-6 giorni, non può essere così casuale che, nel contempo, diano qualche indicazione di cambiamento per i giorni intorno all’epifania.

Stiamo parlando di un certo cambiamento, ovvero di un certo cambio di configurazione, che non significa necessariamente chissà quali rivoluzioni. Più o meno in tutti i modelli, infatti, si intravede, per quei giorni, un profilo del getto che, tra il vicino atlantico e l’europa occidentale, tende a deviare verso nord-est proponendo, di conseguenza, la possibilità di un più o meno ampio e di un più o meno invadente promontorio sul continente.

Ed ecco che, al netto del concretizzarsi di una tale evoluzione, si possono valutare tutte le varie ipotesi previsionali verso le quali un tale trend può sfociare, tra l’eventualità di ulteriori e più consistenti affermazioni anticicloniche (vedi frecce rosse piccole) e l’eventualità che, invece, la spinta anticiclonica si sviluppi in maniera tale da regalare un profilo simil rex-blocking, più o meno temporaneo, in cui prendono forza, alle nostre latitudini, componenti anti-zonali e flussi freddi da est o nord-est continentali.

Una tale possibilità è quella che ci mostra il disegno e che ci mostrano le frecce più grandi, riferito alla situazione generale prevista da ECMWF intorno ai giorni 5/6 gennaio…

Il grande e profondo vortice USA 🥶


Osservare quanto, meteorologicamente, sta accadendo negli USA, fornisce una ragione di interesse a tutti gli appassionati meteo costretti a non trovare altrettanti motivi di interesse presso il mediterraneo e zone limitrofe. Di fatto, per quanto irruzioni rilevanti nell’est USA non siano infrequenti, quella in atto è sicuramente una delle più intense degli ultimi anni se non degli ultimi decenni.

Non avrà una vita particolarmente lunga ma farà, per un paio di giorni almeno, il suo con gli interessi.

Irruzioni in quelle zone non sono infrequenti per ragioni di dinamica meteo e di orografia, che, in casi come questo, in cui una discreta ondulazione aleutinica dinamica fa il paio con un’area anticiclonica termica a nord sul glaciale artico, possono risultare particolarmente favorevoli.

Nel disegno si possono apprezzare, appunto: la ampia fascia anticiclonica estesa dallo stesso mar glaciale artico al pacifico del centro america, tagliata da una debole fascia depressionaria e da un annesso fronte stazionario in dissolvimento; la profonda azione vorticosa ad est in cui le disposizioni ancora moderatamente disallineate del vortice in quota e del vortice al suolo denunciano l’essenza di una circolazione ancora ben attiva che richiama, con venti molto forti, aria freddissima dell’artico.

La stessa circolazione, nelle prossime ore, andrà, comunque, progressivamente maturando, procedendo in un ulteriore approfondimento, ma evolvendo verso lo stadio vitale delle depressioni in cui l’asse della circolazione lungo l’altitudine assume una disposizione perfettamente verticale che prelude ad un progressivo indebolimento del vortice.

Quindi seguirà uno dei tipici corsi dei vortici invecchiati che, muovendo verso nord-est, rientrano nella grande circolazione ovest-est, e, in questo caso, tra l’altro, nell’ambito di un vortice polare che tende a ricompattarsi…

Freddo USA e clima mediterraneo a confronto…


Da qui a fine mese, e probabilmente anche oltre, relativamente ai nostri destini meteo cambierà davvero poco.

L’evento USA molto freddo in atto rientra nel quadro di quanto, sulla base di un profilo barico e di un pattern che coinvolge l’aleutino, può accadere in quelle aree e di quanto, seppur in forma più moderata, in quelle aree avviene con una certa frequenza.

Il medesimo evento freddo, dal valore storico, non sarà comunque di lunga durata ed andrà evolvendo velocemente in concomitanza di un vortice polare destinato a ricompattarsi e, nel caso delle nostre zone, a mantenere, se non ad acuire, il contesto di un corso sud-occidentale ancorato persino ad invadenti azioni sub-tropicali.

Questa mia elaborazione della attuale situazione isoipsica atlantica dei 500 hPa chiarisce bene la fisionomia indicata nella quale fa spicco la differenza di latitudine tra gli USA ed il continente europeo della distribuzione di certi valori di geopotenziale che nel disegno indico marcando in blu due isoipse di riferimento.

Tra la loro collocazione in USA e in scandinavia si può tracciare una linea immaginaria, interpretabile anche come una sorta di regressione lineare dell’andamento isoipsico lungo la longitudine ovest-est, che risulta ben inclinata e disposta da sud-ovest a nord-est in un modo assai significativo e che risulta una perfetta indicazione di una configurazione che privilegia indici teleconvettivi tutti spostati a favore di decisa curvatura negativa in oceano e di conseguenti ritornanti sud-occidentali sul mediterraneo.

Nulla di più favorevole, in tal senso, a qualcosa, per quanto ci riguarda, che poco somiglia al vero inverno e che ci rifornisce di un clima monotono, nebbioso, umido e relativamente mite. Sul quanto potrà durare una tale situazione è naturalmente meglio non sbilanciarsi, ma se sbirciamo le analisi di lungo termine, per quanto di scarsa affidabilità, non mi sembra che anche l’inizio del nuovo anno abbia una particolare intenzione di cambiare la tendenza…

Il mediterraneo degli inverni poco inverni…


La storia si ripete e non sorprende. Si ripete nei suoi modi, abbastanza frequenti, di mostrare affondi invernali degni di nota sull’est degli USA e contemporanee rimonte sub-tropicali o correnti sud-occidentali sul nostro mediterraneo.

Ai fini di una valutazione degli effetti del global warming e della evoluzione del clima nel corso degli ultimi tempi un tale confronto può anche avere un senso ma, verosimilmente, ha più senso la considerazione di quanto, e da parecchio tempo, sta accadendo all’area euro-atlantica, dove, molto di più che in passato, il ramo atlantico del vortice polare affonda a largo e verso sud o sud-ovest tenendo distante dal mediterraneo la corrente fredda groenlandese e dando respiro, al contrario, a rimonte del sub-tropicale.

E non è affatto inverosimile l’ipotesi secondo la quale tutto questo potrebbe essere legato ad una condizione di temperature più alte che in passato dell’oceano. L’esame degli indici teleconvettivi come NAO, AO, EA ecc., da questo punto di vista e come suggeritore, ai climatologici da una mano e la da offrendo un panorama, ahimé, poco allettante.

Essere di parte, ovvero parteggiare per la stragrande maggioranza dei climatologi che denunciano il global warming antropico o di una minoranza di ciarlatani che sposano la tesi secondo cui l’effetto dell’uomo sul clima è ininfluente, in questo caso non ha nessuna logica.

La scienza ha ben poco a che vedere con sogni, visioni fantastiche, palle di vetro, sensazioni personali, idee personali, simpatie pesonali. Ed impietosamente ci racconta, dati alla mano nonché ipotesi con i piedi ben saldi nel concreto scientifico, che l’effetto serra da gas prodotti dalle attività umane esiste eccome, e che sconfessarlo è come sconfessare che la terra è sferica o che il cielo è azzurro. Che poi esista chi ci racconta che l’effetto serra non esiste o che se esiste è compensato da controeffetti ambientali/astronomici non può meravigliare.

Chi crede a cretinate totali come l’oroscopo, cartomanzia, magia, e similari esisterà sempre. Ma, per fortuna, il mondo e la scienza sono andati avanti comunque, e non certo per merito di chi ci racconta come sarà il nostro 2023 nel lavoro, in salute ed in amore (robe da rigurgito e ribrezzo senza fine). Il mio disegno fissa la situazione prevista in quota (a 500hPa) intorno ai giorni 23/24 ed indentifica molto bene quanto sopra descritto.

Risulta evidente un cospicuo affondo, nelle vesti di un vortice molto profondo, sull’est USA (ne sentiremo parlare, certamente, in chiave di bufere di neve di tutto rispetto), e risulta evidente, ai fini di qualcosa che ci interessa più direttamente, la grande sacca groenlandese del VP che punta latitudini molto basse a largo in oceano con un asse di saccatura (vedi linea continua) orientato da nord a sud o da nord/est a sud/ovest, e con un asse di saccatura orientato ben diversamente da quell’orientamento nord/ovest-sud/est (vedi linea tratteggiata) che corrisponderebbe ad un corrente fredda in quota che scivola verso il mediterraneo e che ostacola le anomale rimonte del sub-tropicale…

In arrivo il bianco, si fa per dire, natale🌡️🌡️


Chi si rallegra del fatto che viviamo un clima tutt’altro che classicamente natalizio ed invernale perché si sta meglio, non si soffre il freddo, si può viaggiare e passeggiare con più libertà e si risparmia per il riscaldamento, deve rallegrarsi anche per il fatto che la temperatura del mediterraneo continua ad aumentare, che il limite in latitudine della siccità si sta alzando e che la troposfera ha a disposizione maggiore energia da dissipare così da poter o dover scatenare fenomeni intensi come le alluvioni lampo, i tornado, e cose del genere.

Altrimenti significa che usa il cervello a metà, o che, del cervello, senza offesa, la natura si è dimenticata di fornirgli l’altra metà, ovvero quella superiore che serve al ragionamento ed alla riflessione. Non che anche decenni e decenni fa non accadessero fasi meteo miti in inverno; accadevano, ma accadeva anche quello che normalmente in inverno deve accadere.

La prevalenza, da un pò di tempo, di inverni in cui dominano quadri come quello di questa fase o della fase che va maturando, devono essere ascritti ad un clima malato ed inquinato, tutt’altro che benefico.

Se qualcuno ha voglia di andare ad ispezionare le situazioni prevalenti di periodi corrispondenti a questo, degli anni ’30, ’40, ’50, ’60, ed anche più recenti dei ’70 e degli ’80, ed ovvero quanto ci offrono archivi ed estrapolazioni tecniche varie, scoprirà che una configurazione meteo come quella di questa fase risulta poco frequente, mentre risultano molto più frequenti situazioni in cui la compartecipazione di deviazioni del getto atlantico verso nord o nord-est e del susseguente richiamo retrogrado di un solido russo-siberiano fa il suo per regalare un clima che rende ragione di un natale ancora rappresentato da paesaggi innevati.

Fino a quando il natale sarà rappresentato da paesaggi innevati e candidi fiocchi non lo so. So che da tempo gli scienziati, salvo qualcuno che si spaccia per scienziato ma che scienziato non è e qualche ciarlatano che parla con la bocca ma non con la testa, richiamano al problema e, sulla base di dati tecnici incontrovertibili, indicano i rischi futuri.

Dopodiché ci si può anche rallegrare perché a natale abbiamo 18 gradi di massima, 10 di minima, un bel sole ed una stagione che sembra primavera. Che, però, è un pò come continuare a far festa sul titanic che affonda.

Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 22/23 inquadra perfettamente il contesto di un affondo in oceano con ritornante sud-occidentale e salita del sub-tropicale in mediterraneo; si può notare come tutto concorra nella direzione di correnti, sia in quota (frecce blu e rosse) che al suolo (frecce bianche) orientate da sud-ovest a nord-est, ed anche in modo marcato.

Ben diverse sono alcune situazioni relativamente frequenti in passato e molto meno frequenti da alcuni decenni che ho disegnato nella cartina in alto a sinistra dove le varie frecce segnalano situazioni in cui il getto propone andamenti opposti, anche di forti risalite verso nord ed in cui, vedi frecce piccole a destra, un apprezzabile russo-siberiano, termico o ibrido, guadagna territori verso occidente…

Giovedì 15 dicembre ❄️In arrivo neve a basse quote su Liguria e Piemonte. 🔔🟡 Allerta GIALLA in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Campania.

Nella giornata di domani, un’area di bassa pressione in arrivo dalla Francia verso il Mar Ligure, porterà, sull’Italia nord-occidentale, aria fredda nei bassi strati, insieme a precipitazioni diffuse su parte del centro-nord, che assumeranno, quindi, carattere nevoso fino a bassa quota sulle regioni di nord-ovest.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate,in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile.

L’avviso prevede, dalla tarda mattina di domani, giovedì 15 dicembre, nevicate intorno ai 300-500 metri su Liguria e Piemonte, temporaneamente a quote più basse sul Piemonte meridionale, con apporti al suolo da deboli a moderati.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 15 dicembre, allerta gialla su gran parte dell’Emilia-Romagna e su Toscana, Umbria, Lazio e Campania.

Fonte:dipartimento protezione civile nazionale

Prospettive poco invernali per un bianco Natale


Premesso che le prospettive meteo natalizie non depongono affatto a favore di un bianco natale è certamente vero che su quanto accadrà effettivamente a distanza di una decina di giorni c’è ancora molto da scrivere.

In ogni caso la possibilità che nel corso del proseguimento del mese che ci conduce a fine seconda o ad inizio terza decade la situazione euro-atlantica evolva nella direzione di una non invitante configurazione simil WR3 o simil EA+, è tangibile. Tutto questo tradotto significa affondi a largo sul medio atlantico e rimonte in sede euro-mediterranea, e, in altre parole, disposizioni generali sud-occidentali, più o meno anticicloniche.

Non è affatto detto che la faccenda si concretizzi con modi marcati e duraturi; ma è certamente vero che in un contesto evolutivo del genere il freddo e l’inverno autentico tendono ad allontanarsi. E se attualmente il quadro generale, che non è quello di veri afflussi freddi, è quello di un flusso occidentale a fronte polare relativamente basso di latitudine che produce un tempo moderatamente invernale o autunno/invernale, nel medio e medio-lungo termine una tale contesto potrebbe sfumare a favore di un rialzo in latitudine dello stesso fronte polare e/o di un suo orientamento da sud-ovest a nord-est.

Il che vorrebbe anche dire passare da questa situazione moderatamente invernale o autunno-invernale a qualcosa che ricorda più un autunno che l’inverno, con temperature più alte e con tempo più stabile. E questo in rapporto, apparentemente in modo paradossale, ad un possibile stato di split o di elevato disturbo del vortice polare, sempre augurabile da parte dei freddisti ma, ahimé, non necessariamente, come in questo caso, orientato nei modi che spingono lo stesso vortice polare in meridiana verso il mediterraneo.

Se, infatti, come sembra poter accadere nel prossimo futuro, la spinta si muove molto a largo e in pieno atlantico il risultato è che la corrente canadese ci saluta, che il freddo scivola in quelle zone e, nel contempo, che al mediterraneo tocca l’opposto. In ogni caso vedremo, anche perché i rialzi eventuali del sub-tropicale comportano un clima mediterraneo che può risultare molto diverso a seconda di come effettivamente tali rialzi si distribuiscono.

Il disegno identifica la situazione prevista a 500 hPa a fine seconda o ad inizio terza decade in cui appare evidente il profilo di un ambizioso sub-tropicale, mentre la simbologia intende mettere a confronto il profilo del jet stream dei 300 hPa attuale (colore viola) con quello possibile di quei giorni (colore blu).

Provando grossolanamente e visivamente ad immaginare una regressione lineare dell’andamento latitudine su longitudine verso est del profilo del jet stream si può dedurre come, nelle prospettive attuali, lo stesso profilo tenda a salire ed a ruotare in senso antiorario, e tenda a regalarci non proprio augurabili correnti in quota sud-occidentali…

Mercoledì 14 dicembre 🔔🟠 Allerta ARANCIONE su settori della Calabria 🔔🟡 Allerta GIALLA in undici regioni 🌧Piogge e temporali al Centro-Sud.

Un nuovo impulso perturbato, in arrivo nella notte dalle Baleari verso le regioni tirreniche centro-meridionali del nostro Paese, porterà precipitazioni sparse che, dal mattino di domani, si accentueranno, assumendo anche carattere temporalesco, su Campania, Basilicata e Calabria, specie sui settori costieri.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede, dalla mattina di domani, mercoledì 14 dicembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania, Basilicata e Calabria, specie i settori tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 14 dicembre, allerta arancione sulle zone tirreniche centro-settentrionali della Calabria, allerta gialla sui restanti settori della Calabria, su Basilicata, Puglia, Campania, Molise e Lazio, su parte di Abruzzo, Umbria, Toscana, Sardegna e Sicilia.

Fonte:dipartimento protezione civile nazionale

MEDIO -LUNGO TERMINE SENZA FREDDO SULL’ITALIA


A dispetto di notiziari, e persino di servizi meteo, che parlano di un afflusso freddo, in verità non sussiste nessun particolare vero afflusso freddo.

Come segnalato in precedenza la fisionomia generale euro-atlantica continua e continuerà a privilegiare le correnti in quota da occidente, riservando al freddo dell’est o del nord-est solo qualche modesta e molto fugace sbuffatina legata, per lo più, ad azioni che si espletano nei bassi strati e, nel contempo, anche in assenza di una vera propulsione legata a campi anticiclonici termici continentali.

La disposizione dei flussi e dei centri barici al passaggio delle ondulazioni negative rende possibile un richiamo temporaneo e modesto di aria più fredda dai quadranti orientali, ma nulla di più. Tutto, infatti, concorre tutt’altro che nella direzione del freddo e dei suoi afflussi. Concorre e tende ulteriormente a concorrere, invece, in una direzione ben diversa. Il freddino che sta affluendo a tergo della depressione appena transitata non mancherà di regalare un paio di giorni con temperature in linea con il periodo o leggermente sotto-media. Il nord potrà mantenere temperature bassine più a lungo ma ai fini di capire cosa significa un afflusso di aria fredda di un certo valore e di una certa durata non va certamente considerato cosa accade al nord, dove la conca padana il freddo affluito tende a conservarlo più che altrove, soprattutto per ragioni orografiche.

Ma il freddo così conservato altro non è che freddo statico, e per nulla il risultato di un afflusso in atto. Altrettanto non è da considerare freddo da avvezione quello che si crea nelle ore notturne, nelle piane e nelle valli, quale risultato dell’eventuale irraggiamento. Se osserviamo quanto ci propongono i principali modelli da qui a fine decade si possono dedurre una prima fase con un tempo variabile e a tratti perturbato, con segni autunno-invernali, ed una seconda fase in cui si intravedono rialzi sub-tropicali tutti ancora da decifrare ma, certamente, più in linea con stabilizzazioni e mitizzazioni che con irruzioni e tempo invernale. Il mio disegno fissa la situazione generale prevista intorno ai giorni 17/18, mostra un profilo ondulato in quota segnatamente orientato da ovest ad est e, con l’aiuto della simbologia (frecce continue), fornisce l’indicazione di quello che potrebbe accadere tra fine seconda decade ed inizio terza decade, quando la rimonta di un promontorio dinamico all’altezza di gibilterra ed in estensione verso est o nord-est potrebbe deprimere ulteriormente le speranze dei freddisti.

Senza escludere che una tale azione dinamica si riveli meno intensa del previsto e senza escludere neanche che possa maturare in modo più meridiano e più ad ovest (frecce tratteggiate) evitandoci la pena di regressi stagionali e regalandoci al contrario avvicinamenti freddi , vedremo…

Maltempo: allerta arancione in Calabria

Piogge e venti forti al Centro-Sud. Allerta gialla in dieci regioni.

L’area perturbata presente sul nostro Paese continuerà a determinare, per le prossime ore, condizioni di diffuso maltempo, specie sulle regioni tirreniche meridionali, con persistenza di precipitazioni, anche temporalesche, e un rinforzo della ventilazione occidentale.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dal pomeriggio-sera di oggi, sabato 10 dicembre, venti di burrasca occidentali o nord-occidentali su Sicilia e Calabria, in estensione, dalle prime ore di domani, domenica 11 dicembre, ai settori tirrenici di Lazio centro-meridionale, Campania e Basilicata. Mareggiate lungo le coste esposte. Dal pomeriggio-sera di oggi, inoltre, si prevedono precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale sulla Sicilia, specie settori settentrionali.

Dalla serata di oggi, infine, l’avviso prevede il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania, specie settori centro-meridionali e su Basilicata e Calabria, specie settori tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, domenica 11 dicembre, allerta arancione sul versante tirrenico della Calabria e allerta gialla sui restanti settori. Valutata inoltre allerta gialla sull’intero territorio di Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Puglia e su parte di Emilia-Romagna, Campania, Basilicata e Sicilia.

Fonte :dipartimento protezione civile nazionale

Le correnti occidentali più che quelle settentrionali od orientali…


L’esame della evoluzione del profilo del vortice polare della media troposfera continua a fornire l’indicazione di una transizione verso una graduale affermazione di correnti mediamente occidentali.

Gli osservati speciali degli ultimi giorni, costituiti dal rialzo barico in sede groenlandese e dal travaso del lobo asiatico del VP verso ovest e sud-ovest sul continente secondo una fisionomia da VP split, sono tuttora in azione e non mancano di rifornire le aree centro-settentrionali europee di aria molto fredda a tutte le quote.

Una azione combinata, questa, che non mancherà di continuare ad agire in tal senso anche nei prossimi giorni, persino con una ulteriore discesa in latitudine dello stesso freddo a rendersi marcato ancora sul nord-europeo ma anche sui settori continentali centrali e, soprattutto, centro-orientali.

La grande sacca, con asse orientato più lungo i paralleli che lungo i meridiani, non riuscirà, però, ad interessare il mediterraneo, limitandosi e lambirne la parte estrema settentrionale con l’azione di un asse di saccatura secondario in transito da ovest ad est nel breve-medio termine.

In questo modo la naturale conseguenza di un tale transito, costituita da un certo richiamo freddo da est e da nord-est al suolo, è da intendersi come una irruzione ed una breve fase più fredda ma, certamente, non come un affondo di freddo a carattere dinamico e duraturo.

Come detto, infatti, la segnalata grande azione fredda dinamica sul continente del VP non solo presenta le caratteristiche delle saccature che guardano poco alle basse latitudini, ma si inquadra anche in un contesto evolutivo che, lo stesso VP, tende a ricomporlo o, quanto meno, a ridargli un profilo atlantico ovest-est.

In questo modo il nostro mediterraneo, guardando al medio-lungo termine ed in base a quanto, al momento, segnalano i principali modelli, dovrebbe, almeno fino ad inizio seconda metà del mese, rimanere sostanzialmente estraneo ad ogni azione fredda degna di tale nome e dovrebbe, semmai, risultare influenzato da quanto propone il grande flusso occidentale.

Il disegno con le frecce blu, riferito alla situazione generale prevista a metà mese circa, fornisce l’idea di un VP relativamente compatto o il quadro di un grande flusso atlantico riorientato mediamente lungo i paralleli, secondo un profilo ben diverso da quello attuale simboleggiato dalle frecce viola ed espressione di un VP assai disturbato e che si distribuisce in un marcato lobo asiatico sull’europa settentrionale…

Focus perturbazione 9/11 dicembre

Iniziamo subito col dire che c’è una possibilità di vedere qualche fiocco molto basso (se non a livello di pianura) nelle prime ore di domani su alcune aree di Lombardia e Piemonte. Le notti serene in pianura padana hanno permesso di immagazzinare area fredda nei bassi strati (il cosiddetto “cuscino”); serbatoio che verrebbe utilizzato all’arrivo delle prime precipitazioni (per altro molto scarse al nord ovest).

Procedendo verso est le piogge aumenteranno così come anche la quota neve, e quindi più difficile che possa fioccare su Emilia e Veneto pianeggianti.

Spostandoci invece sul Trentino Alto Adige sono altamente probabili nevicate su Rovereto, Trento e Bolzano; fino a 10/15cm nei primi due casi, dovesse tenere fino alla fine il profilo termico, che andrà a vedere un aumento progressivo in quota: pochi cm invece sulle vallate altoatesine in quanto il flusso umido impatterà più a sud est.

Nevicate inizialmente basse anche nelle vallate bellunesi e quantitativi fino a 25/30cm a quote medie sulle Prealpi /leggermente meno su Dolomiti.

Nel resto del Paese pioggia a tratti consistente sull’alta Toscana, poi ancora sabato su Toscana centro orientale e nuovamente su grossa parte del versante tirrenico dal Lazio fino alla Campania, per arrivare più attenuata sulla Calabria tirrenica.

Meno coinvolte in genere le coste del medio/basso Adriatico

Nella giornata di domenica il ramo freddo della perturbazione, porterà altri fenomeni sparsi sul nord est e centro sud, con un netto calo termico in quota unito al rinforzo dei venti dai quadranti settentrionali, con episodi di forti raffiche al nord est e locali effetti di foehn nelle vallate alpine (previste isoterme fino a -8° a 140mm sulle Alpi orientali).

Dopo piogge e mitezza che hanno distrutto grossa parte della neve accumulata, sull’Appennino tosco-emiliano tornerà a nevicare sabato sera intorno ai 1300m di quota e il calo permetterà di vedere qualche fiocco bianco fin sotto i 600/800m nella serata di domenica qualora dovessero attardarsi ulteriori deboli precipitazioni.

A cura di Simone Scarpelli

Il possibile quadro euro-atlantico, da qui a metà mese


Tutto il contesto meteo che ci conduce a metà mese e forse anche oltre è ben sintetizzato dal disegno della situazione generale a livello emisferico e a livello artico/euro/atlantico, riferita ad inizio seconda decade. Gli elementi che la contraddistinguono sono sostanzialmente due, e sono quelli già ampiamente menzionati in precedenza. Il primo elemento da considerare è il travaso del lobo asiatico del vortice polare verso sud-ovest e verso ovest, in senso retrogrado; il secondo è quello di uno zonale perturbato o semi-perturbato alle nostre latitudini, quale effetto dinamico complementare del flusso freddo alle alte latitudini. Le speranze dei freddisti di vedere il grande freddo scivolare sino al mediterraneo non sono proprio ingiustificate, ma contrastano con un trend che, al momento, non appare in sintonia con una tale possibilità. E questo in relazione, soprattutto, all’andamento dei flussi in quota, a livello di media ed alta troposfera. Il freddo, peraltro, può arrivare anche senza un’azione dinamica particolare, ma occorre allora l’intervento energico di un russo-siberiano termico, e meglio se ibrido, capace di estendersi verso sud-ovest adeguatamente. Al di fuori di un tale intervento diventano necessarie le azioni dinamiche che bloccano l’occidente ed aprono la porta dell’artico, soprattutto quella continentale. Nessuna delle due tipologie di azioni risulta, nelle prospettive di medio-lungo termine, al momento in campo, anche se il mai dire mai va sempre considerato. In tal senso il disegno della situazione generale di inizio seconda decade, con le frecce grandi indicative dei relativi flussi in quota ed osservabile aprendo una finestra sulla parte emisferica che guarda al settore atlantico, ci racconta benissimo del flusso freddo artico est-ovest alle alte latitudini che muove molto verso ovest sull’alto oceano, e ci racconta, nel contempo, del flusso occidentale opposto che, ondulato e dallo stesso oceano, muove alle latitudini basse e del mediterraneo. Osservando tutta la distribuzione delle basse pressioni che, da oriente ad occidente, abbraccia tutta l’area euro-atlantica, possiamo anche immaginare un corrispondente grande asse di saccatura orientato perfettamente da est ad ovest che, evidentemente, non favorisce discese del freddo da nord a sud. Le favorirebbe se lo stesso asse ruotasse in senso antiorario disponendosi lungo i meridiani sulla base di rialzi barici atlantici volti a bloccare lo zonale. Nello stesso tempo, tuttavia, al netto di una situazione mediterranea che, in quota, privilegia l’occidente e le perturbazioni che arrivano dall’atlantico, non possiamo non considerare, in virtù della dinamica delle saccature in transito da ovest e di quella delle depressioni al suolo associate, la possibilità di temporanei travasi freddi (vedi frecce blu piccole) al passaggio delle stesse perturbazioni, e non tanto per marcate azioni fredde dinamiche o vere chiusure, quanto per effetto di richiami freddi al suolo legati agli intervalli (vedi linee tratteggiate) ed alle corrispondenti temporanee chiusure mobili, sempre al suolo, da legame fra intervallo ed eventuali aree anticicloniche termiche presenti sull’europa orientale o nord-orientale. Potrebbe essere questo il caso, ad es., della depressione in transito tra giovedì ed il fine settimana, e che poi è quella che, nel disegno dei giorni 11/12, è individuabile sull’europa balcanica e centro-orientale…

ALTALENA TERMICA SULL’ITALIA NEI PROSSIMI 10 GIORNI.

Si parte con una scaldata che interesserà soprattutto il centro sud durante il ponte dell’Immacolata 🌡️🌡️

Tra domenica 11 e lunedì 12 dicembre rapida diminuzione della temperatura su tutta l’Italia.
Seconda immagine 🥶


Da mercoledì 14 dicembre possibile nuovo incremento della temperatura da confermare.
Terza immagine🌡️

Da evidenziare che in questo arco di tempo preso in considerazione non mancheranno le piogge specie lungo il versante tirrenico e sulle regioni settentrionali. Neve sulle Alpi.

A cura del dott. Centra Massimo

L’europa, tra il grande freddo del nord e l’autunno dell’atlantico…


Il grande polo freddo in quota che, sulla base di un rinforzo anticiclonico in sede groenlandese e della conseguente discesa del ramo asiatico del vortice polare, andrà avanzando da oriente e da nord-est sul continente, continua a non sembrare destinato a scendere oltre in latitudine.

E se alcuni modelli configurano situazioni più entusiasmanti per i freddisti la media generale dei forecast continua ad indicare un quadro tendenziale più favorevole all’atlantico e ai forcing occidentali.

Nulla di più normale. L’ipotesi, come già in precedenza detto, che la relativa estensione in veste quasi di un vero e proprio distacco di un lobo, possa coinvolgere la fascia centro-settentrionale dell’europa in un contesto da easterlies alle alte latitudini e da westerlies alle basse, risulta la più accreditata quanto la più fisiologica.

Di fatto l’andamento evolutivo del jet stream e delle sue azioni influenti è proprio quello che tende a ridurre le condizioni dello split e a incentivare i forcing che spingono dai quadri occidentali a quelli orientali. Nel disegno della situazione generale prevista tra fine prima ed inizio seconda decade, in cui appare evidente la marcata diramazione del vortice polare da nord-est a sud-ovest, le frecce più grandi blu e viola sono rappresentative del profilo del jet stream e della sua evoluzione dallo stato attuale a quello di quei giorni (da blu a viola), associata, per come si può vedere, ad uno sfumare dei forcing attuali favorevoli a rinforzi anticiclonici groenlandesi e ad un rinforzo delle spinte decise dall’atlantico.

In detto contesto simboleggiato dalle frecce viola, tra l’altro, se non è da sottovalutare la rinnovata spinta ciclonica groenlandese non lo è, certamente, neanche la indicata diramazione del getto che spinge verso le basse latitudini ad attivare un flusso sud-occidentale o meridionale.

Nella medesima figura si può, dunque, in linea generale, cogliere il senso di un profilo che, relativamente alle nostre latitudini, tende a marcare il mantenimento di aperture ad occidente e corrispondenti flussi da ovest se non da sudovest.

Al netto di una evoluzione che, in ogni caso, può pur sempre rilevare sorprese fredde da non escludere completamente, è, semmai ed anche, da considerare che, in prospettiva di lungo termine e proprio sulla base di un eventuale rinforzo della diramazione del JS che va verso sud o sud-est a largo, i conseguenti rialzi anticiclonici potrebbero non risultare così invasivi, maturare, ovvero, piuttosto a largo sull’oceano e, intorno a fine mese, definire qualcosa che può avere a che vedere con disegni meridiani da alte pressioni sull’europa occidentale e con eventuali discese fredde. Troppo presto, però, per guardare a quei giorni, per cui vedremo…

In arrivo piogge e temporali al Centro-Sud. 🔔🟡 Allerta GIALLA, sabato 3 dicembre, in 9 Regioni.

Una perturbazione presente sull’Europa occidentale richiama, verso l’Italia, correnti meridionali umide ed instabili, che causeranno dal pomeriggio di oggi un moderato peggioramento sulle regioni tirreniche, in estensione domani a Sicilia e Calabria.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dal tardo pomeriggio di oggi, venerdì 2 dicembre precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lazio e Campania, specie a ridosso delle aree costiere, in estensione, dalle prime ore di domani alla Toscana e, dalla mattinata, a Sicilia, specie settori nord-orientali, e alla Calabria, specie settori meridionali e ionici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, sabato 3 dicembre, allerta gialla su parte di Campania, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia e su Lazio, Calabria e Sicilia.

Fonte :dipartimento protezione civile nazionale

Uno sguardo al medio-lungo termine



Mi piace molto esaminare ed analizzare la modellistica sino al medio ed al lungo termine ma considerando che più si va oltre nel tempo e più le relative proiezioni scemano di sostanza probabilistica.

Tuttavia in alcuni casi, seppur, come detto, guardare a distanza di 7-8 giorni fornisce ipotesi dalle possibilità limitate, i modelli ci offrono il disegno di evoluzioni particolarmente interessanti e, quanto meno, sia meritevoli di un approfondimento che dal valore didattico.

E’ questo il caso delle mappe che alcuni importanti istituti ci indicano per il medio-lungo di fine prima decade di dicembre e di cui prendiamo atto per il modo con cui offrono la possibilità di valutare certe linee evolutive, alcune delle quali particolarmente stimolanti per i freddisti.

Da qui a circa una settimana il trend sarà, più o meno, quello già visto ed ovvero di un quadro di valori barici, prima favorevole ad un certo moderato richiamo freddo continentale, e poi destinato ad uno spostamento verso occidente con riapertura a flussi di opposto segno.

Quindi ecco subentrare, tra le ipotesi in campo, quella di un ulteriore consolidamento del disturbo del vortice polare già in atto da qualche tempo, con la maturazione di un marcato split in pattern wave2 e di una perturbazione del VP sino a sua deformazione nella classica forma a ferro di cavallo associata alla distribuzione lungo i meridiani di due suoi lobi.

Sappiamo che le evoluzioni di questo tipo, non infrequenti in inverno e, il più spesso delle volte, non destinate ad evolvere sino a propagazioni verso le basse latitudini, sono, però, anche quelle che possono produrre gli eventi freddi di maggiore consistenza. Se osserviamo, nel disegno, quanto ci propone il modello europeo per i giorni 7/8 a livello di media troposfera risultano chiari lo split legato all’azione anticiclonica in atlantico e sino alla groenlandia e la minacciosa ampia diramazione del vortice polare in estensione sul nord-est del continente. Da qui a dire che tutto questo si tradurrà in un deciso afflusso freddo, tuttavia, ce ne corre, e per vari motivi.

Per il fatto che stiamo trattando proiezioni di medio-lungo termine meritevoli di ampie verifiche future, per il fatto che non tutti i modelli concordano con questa proiezione e per il fatto che, al netto dell’eventuale concretizzarsi di una figura del genere, l’ipotesi dinamicamente e statisticamente più probabile non è quella di movimenti nel senso dei meridiani ma piuttosto quella di movimenti nel senso dei paralleli. Nella maggioranza dei casi, ovvero, si impone la legge dei forcing legati alle westerlies, che riguardano la basse latitudini, e delle eventuali associate easterlies, che riguardano le alte latitudini.

La figura, in ogni caso, risulta, freddisticamente, particolarmente attraente, perché, comunque sia, non esclude affatto la diversa e meno probabile possibilità che lo sbarramento anticiclonico permanga ed agisca sino, quanto meno, a latitudini relativamente basse, e che, di conseguenza, i movimenti sul continente si orientino, più o meno, lungo i meridiani.

Nel disegno la simbologia serve a differenziare le due ipotesi considerate, con la prima, enfatizzata da frecce e linea tratteggiate, in cui la grande sacca fredda muove più verso ovest disinteressandosi di scendere ed agganciare la depressione sul golfo di biscaglia, e con la seconda, enfatizzata da frecce e linee continue, in base alla quale un deciso muro in atlantico ben esteso in latitudine costringe il ramo suddetto del vortice polare a scendere verso sud o sud-ovest. Sia beninteso il fatto che tra le proiezioni relative a quel periodo quella dello split del vortice polare descritta non è la sola in campo e la sola da considerare…

Mercoledì 30 novembre 🔔🟠 Allerta ARANCIONE in Calabria e in Sicilia 🔔🟡 Allerta GIALLA in 4 regioni ⛈💨 Temporali e venti di burrasca al Sud.

Un minino al suolo, in spostamento dallo Stretto di Sicilia al Mar Jonio, mantiene attive condizioni di maltempo sulle nostre regioni meridionali con precipitazioni più significative sulle aree ioniche, specie della Calabria, e sulla Sicilia settentrionale, accompagnate da un rinforzo della ventilazione proveniente dai quadranti orientali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che fa seguito ed estende quello diffuso ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale,in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla serata di oggi, martedì 29 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Calabria, con maggiore riguardo alle aree ioniche, in estensione, dalle prime ore di domani, mercoledì 30 novembre, a Basilicata e Puglia, specie settori meridionali.

Dalle prime ore di domani si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia, specie settori settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Attesi, inoltre, dalle prime ore di domani, venti di burrasca, con raffiche di burrasca forte, dai quadranti orientali sulla Calabria, in estensione ai settori meridionali di Basilicata e Puglia. Previste mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 30 novembre, allerta arancione su alcuni settori della Calabria e della Sicilia. Valutata, inoltre, allerta gialla in Basilicata, su gran parte della Puglia e sui restanti territori della Calabria e della Sicilia.

Fonte:dipartimento protezione civile nazionale

🔔🟠 Allerta ARANCIONE, sabato 26 novembre, in Campania, Lazio, Molise e Sicilia 🔔🟡 Allerta GIALLA in 11 regioni ⛈💨 Temporali e venti fino a burrasca.

Un’area di bassa pressione che insiste sul Mar Tirreno, sarà responsabile di una fase di maltempo, che coinvolgerà, nella giornata di domani, gran parte delle regioni centro-meridionali, favorendo, successivamente, anche un’intensificazione dei venti dai quadranti orientali su gran parte del nostro Paese.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

Dalla sera di oggi, venerdì 25 novembre, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulle zone appenniniche dell’Emilia-Romagna, sui settori costieri della Toscana, sul Lazio centro-meridionale, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia, in estensione, dal mattino, su Calabria, Basilicata e Puglia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Dalle prime ore di domani, sono attesi, inoltre, venti da forti a burrasca a prevalente componente settentrionale od orientale su Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, in estensione a Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Previste mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per le giornate di oggi e domani, sabato 26 novembre, allerta arancione su settori della Campania. Per la giornata di domani, allerta arancione anche su parte di Lazio, Molise e sull’intera Sicilia, allerta gialla sui restanti settori di Lazio, Campania e Molise, su parte di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, sull’Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria.

Le possibilità del freddo di inizio dicembre…


Riguardo al possibile freddo di inizio dicembre gli elementi previsti non mancano.

In tal senso sono da considerare una attività anticiclonica azzorriana decisa a spingere azioni meridiane verso l’alto atlantico ed i mari del nord ed una discreta presenza del russo-siberiano sull’europa orientale nelle vesti di una estesa area anticiclonica di segno termico o anche ibrido.

Tuttavia, per poter ammettere che il freddo arriverà e con quali modalità precise, occorre ancora attendere in quanto le prospettive che i vari modelli ci indicano risultano complesse, non perfettamente uniformi e non di facile interpretazione, tant’è che ipotesi contrarie allo stesso freddo non possono essere escluse.

Guardando cosa ci offrono due tra i maggiori modelli di riferimento in relazione all’immediato inizio del mese notiamo, ad es. ed infatti, che le due configurazioni generali presentano punti in comune in accordo alla possibilità di un afflusso continentale da levante o nord-est, ma anche componenti non proprio sovrapponibili e, con l’arrivo del freddo in area mediterranea, non così in sintonia. In entrambe le situazioni abbiamo un certo disturbo del vortice polare azionato da rialzi barici in quota, più o meno consistenti, e distribuiti sullo scacchiere euro-atlantico.

E, come già scritto, in tal senso fanno spicco una sostenuta spinta meridiana dell’azzorriano nonché una certa tendenza dell’area orientale del continente a mantenere positivi valori barici quanto meno al suolo ma, in modo più moderato, anche in quota.

E’ altresì vero, tuttavia, che mentre quanto prospetta ECMWF si rifà, più o meno, a qualcosa che ricorda un, auspicato dai freddisti, rex-blocking, il caso di GFS descrive qualcosa di più complesso e meno decifrabile, in cui si possono identificare una maggiore invadenza del forcing atlantico verso est, ma anche verso sud, ed una minore compattezza del promontorio azzorriano alle alte latitudini dove viene a sussistere un forcing antizonale ed una certa relativa apertura in direzione ovest.

E se tutto questo non sconfessa completamente la possibilità di afflussi freddi nel caso di un prodigo russo-siberiano, va detto che, nel complesso ed in linea teorica, le azioni che suggerisce la configurazione GFS sono più favorevoli ad un clima più occidentale ed umido e meno ancorato a consistenti afflussi freddi artico-continentali.

Dopodiché, vista la tendenza dell’anticiclone atlantico a non desistere dal cercare di conquistare e riconquistare territori ben a nord anche in fasi successive, per nulla è detto che lo stesso freddo continentale non possa, dopo eventuali primi tentativi andati a vuoto, riprovarci più avanti. La simbologia delle due figure serve a delineare: con le frecce rosse e blu di media grandezza i forcing e i flussi a 500 hPa; con le frecce piccole i flussi nei bassi strati; con le frecce grandi in sovraimpressione nella figura GFS i grandi forcing tendenziali ed influenti descritti annessi al getto e relativi a quanto riferisce la situazione indicata, appunto, da GFS…

🔔🔴 Allerta ROSSA, martedì 22 novembre, in Abruzzo e Sardegna 🔔🟠 Allerta ARANCIONE in nove regioni 🔔🟡 Allerta GIALLA in tredici ⛈🌬️ Temporali e venti fino a burrasca su gran parte del Paese.

Nella giornata odierna un profondo minino depressionario interesserà l’Italia, portando condizioni di severo maltempo su gran parte del Paese, in particolare sulle regioni centro-meridionali e nord-orientali, con diffuse precipitazioni anche molto abbondanti e un marcato rinforzo della ventilazione, con conseguenti forti mareggiate sulle coste esposte.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate , in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, martedì 22 novembre, allerta rossa su settori di Abruzzo e Sardegna. Allerta arancione su parte di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sardegna, Molise, Basilicata, Campania e Veneto. Allerta gialla su settori di Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Sardegna, Umbria, Veneto, Basilicata, Puglia e Sicilia.

Fonte : dipartimento protezione civile nazionale

Nuovi passaggi perturbati da oggi a martedì

Cerchiamo di capire dove potrebbe piovere aiutandoci con le carte delle precipitazioni cumulate fino alle 00 di mercoledì 23 novembre, a cura rispettivamente del modello europeo ecmwf e di quello americano gfs

Ovviamente tg ecc vi parleranno di tempo perturbato su tutta Italia senza alcuna distinzione

In realtà non sarà così: sappiamo bene come il territorio del nostro Paese sia orograficamente complesso e proprio le varie catene montuose diventano spesso la discriminante per avere precipitazioni più o meno intense su un determinato settore piuttosto che un altro.

Ultimamente poi la scarsità ripetuta di precipitazioni sembra essersi accanita sul nord ovest (con particolare riferimento al Piemonte ponente ligure) e anche sull’arco alpino.

Essendo queste carte una sommatoria, vi dividerò sinteticamente per punti i diversi step

Tra stasera e domattina la Toscana specie centro settentrionale dovrebbe vedere precipitazioni fino a moderate (speriamo di recuperare qualcosa sul fiorentino preso di striscio ieri l’altro), poi tra domani e sabato sarà ancora il turno di Lazio e Campania con fenomeni fino a carattere di nubifragio possibili su quest’ultima regione sabato.

Meno interessato il versante Adriatico per correnti sud occidentali e relativa ombra appenninica.

Settore adriatico che invece potrebbe essere interessato da alcuni fenomeni sabato con una ritornante, seguita poi da venti settentrionali più freddi.

L’ultima perturbazione della serie sarà appunto quella di martedì: fino a qualche giorno fa sembrava poter essere il riscatto per Piemonte e buona parte delle Alpi; molti modelli stanno proponendo oggi un minimo basso e chiuso, preceduto da veloci correnti di Libeccio, che quindi svantaggerebbe ancora i settori occidentali del nord e tutti quelli sopra il Po esclusa l’Emilia Romagna e il basso Veneto (visione americana e di molti modelli per così dire “minori”).

Un certo rallentamento sul Ligure lo vedrebbe invece l’europeo e di conseguenza la fascia di fenomeni si allargherebbe potenzialmente a quasi tutto l’arco alpino e sempre un po’ marginalmente al nord ovest.

La mancanza di fronti lenti nell’evoluzione e che si approfondiscono sul golfo di Genova è un po’ la caratteristica degli ultimi anni e che probabilmente deriva da un vortice polare troppo forte e da alte pressioni sempre troppo ingombranti a ovest, che tendono a spingere in veloce evoluzione verso sud est le saccature atlantiche.

Speriamo possa passare la visione inglese, altrimenti avremo ancora totale secco sulle nostre Alpi.

A cura di Simone Scarpelli

🌧⛈ Piogge e temporali in arrivo al Sud 🔔🟡 Allerta GIALLA domenica 13 novembre in sei regioni

Maltempo: piogge e temporali in arrivo al Sud

Allerta gialla in 6 regioni. Avviso meteo del 12 novembre

Un’area perturbata in arrivo dalla Grecia si muove con moto retrogrado verso la nostra Penisola, favorendo una fase di maltempo al Centro-Sud, in particolare sulle zone ioniche, con precipitazioni sparse, anche temporalesche e un temporaneo rinforzo della ventilazione dai quadranti orientali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, domenica 13 novembre, allerta gialla su alcuni settori di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, sull’intero territorio della Puglia e sul versante sud orientale della Sicilia.

Fonte :dipartimento protezione civile nazionale

Poderoso anticiclone continentale prima del ripristino atlantico di metà mese…


Poderoso anticiclone continentale prima del ripristino atlantico di metà mese…
Le prospettive di un nuovo sbarramento all’atlantico andranno materializzandosi nel corso della settimana ma, per fortuna, in una forma relativamente temporanea, più temporanea del previsto e con massimi disposti a nord del mediterraneo. In tal senso l’evoluzione che si prospetta offre un quadro assai interessante, esemplare e dal valore didattico. L’espansione del promontorio anticiclonico sul continente si presenta rapida e significativa, maturando in un profilo ad omega e, forse, sino a cellula o cut-off anticiclonico sull’europa centro-settentrionale. Ed è destinata, per conseguenza, a delineare la classica configurazione meridiana in cui il forcing ovest-est sfuma a favore di dinamiche direzionali retrograde o anti-zonali a dipolo. Da cui la possibilità di una fase, più o meno breve, di azioni continentali di levante moderatamente cicloniche e, verosimilmente, non associate ai valori termici dell’anticiclone di giorni fa ma a valori termici più in sintonia con il periodo stagionale. Rapida nella sua maturazione la medesima espansione dovrebbe, poi e come detto, altrettanto rapidamente subire gli effetti di un forcing zonale in rinnovo e destinato, intorno a metà mese, a ricollocare la fisionomia barica e dei flussi in un quadro a componente decisamente occidentale e, probabilmente, aperto alla possibilità di visite, più o meno palesi, di depressioni atlantiche. Esemplare, come ho detto, l’evoluzione di tutto tale periodo, per il modo con cui all’attivazione di un forcing anti-zonale in grado di spingere una figura ciclonica in quota da est ad ovest tenderà a seguire la classica riapertura zonale che richiama, verso ovest o verso nord-ovest in riassorbimento nel flusso occidentale, la medesima figura ciclonica. Il disegno illustra la situazione generale prevista intorno ai giorni 11/12. Esso mostra il profilo simil omega con massimi barici in pieno continente e con, alle latitudini mediterranee, il conseguente movimento anti-zonale della moderata azione vorticosa menzionata, mentre la simbologia serve ad indicare l’evoluzione successiva sopra descritta secondo la quale l’alta pressione tende a spostarsi verso est e a chiudere la porta di levante, e secondo la quale il vortice tende a risalire verso nord-ovest richiamato dal flusso atlantico e destinato, nel medesimo, ad essere riassorbito…

🔔🟠Allerta ARANCIONE, venerdì 4 novembre, in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia 🔔🟡Allerta GIALLA in 16 regioni ⛈💨 In arrivo piogge e temporali su gran parte dell’Italia e venti fino a burrasca al Centro-Nord.

Piogge e temporali su gran parte dell’Italia. Venti fino a burrasca al Centro-Nord.

Un sistema frontale di origine atlantica tende ad interessare la nostra Penisola portando, a partire dal pomeriggio-sera di oggi, una fase di maltempo, dapprima sul Settentrione, in estensione domani al Centro-Sud. La perturbazione causerà precipitazioni da sparse a diffuse, anche temporalesche e un consistente rinforzo della ventilazione, associato ad un progressivo calo delle temperature.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, giovedì 3 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte e Liguria, in estensione a Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Toscana.

Dal mattino di domani, venerdì 4 novembre, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania, Basilicata e Calabria, specie sui versanti tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Attesi, inoltre, dal pomeriggio di oggi, venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali, in successiva rotazione dai quadranti occidentali, su Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche, con mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 4 novembre, allerta arancione su alcuni settori della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia. Valutata, inoltre, allerta gialla nella Provincia Autonoma di Trento, in Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e su settori di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia.

Fonte : dipartimento protezione civile nazionale