🔔🟡 Allerta GIALLA meteo-idro, martedì 26 luglio, in nove regioni ⛈️ In arrivo piogge e temporali, in particolare al Nord.

Maltempo: in arrivo rovesci e temporali soprattutto al Nord.

Nelle prossime ore assisteremo ad un peggioramento delle condizioni meteorologiche che interesserà in particolare le nostre regioni settentrionali. La frangia meridionale di una vasta area di bassa pressione presente su gran parte dell’Europa centro-settentrionale, infatti, già da stasera e nella giornata di domani, sarà responsabile di condizioni di instabilità a carattere sparso, con fenomeni che localmente potranno risultare anche intensi.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese,potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dal tardo pomeriggio-sera di oggi, lunedì 25 luglio, precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano e Veneto, in estensione, dalla notte, al Friuli Venezia Giulia e, dal mattino di domani, all’Emilia-Romagna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per domani, martedì 26 luglio, allerta gialla per temporali su Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano, Umbria e Veneto; allerta gialla per rischio idrogeologico su Piemonte nord-orientale e Provincia Autonoma di Trento.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

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Si attenua il rovente anticiclone nord africano. Temporali in arrivo sulle regioni settentrionali e zone interne del centro 🌩️🌩️

Nella giornata di domani si assisterà ad una maggiore instabilità atmosferica su gran parte del nord dell’Italia e sulle zone interne ed adriatiche del centro, tutto ciò sarà causato da un lieve cedimento dell’alta pressione nord africana.

Da metà settimana c’è da evidenziare che si dovrebbe verificare una attenuazione della calura su buona parte dell’Italia.

Nelle giornate di mercoledì e di giovedì ci saranno dei temporali tra pomeriggio e sera sulle regioni settentrionali e del versante interno adriatico 🌩️🌩️🌩️🌩️

Una attenuazione del caldo più sensibile potrebbe avvenire poi tra il 31 luglio e i primi giorni di Agosto con dei temporali sparsi.🌩️

A cura del dott. Centra Massimo

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Il possibile passaggio ad una estate meno estrema e più variabile


Qualcosa si muove e, per come già indicato in precedenza, la seconda metà della terza decade del mese, potrebbe risultare più zonale e maggiormente ancorata ad una fascia sub-tropicale a maggiore carattere oceanico. Il che non significa chissà quali raffrescamenti e chissà quali destabilizzazioni.

Ma è evidente che passare da una configurazione a persistente campana anticiclonica con supporto africano ad una disposizione ovest-est, fatta anche di ondulazioni in transito sull’europa centrale ed al limite delle nostre regioni settentrionali, non può non significare il passaggio ad una estate meno estrema e più normale.

Lo zampino delle azzorre fa ovvia parte di tale passaggio e significa un certo suo affermarsi a ridosso del continente ed un certo suo estendersi verso est o nord-est, a fornire la possibilità, non solo di un mitigante flusso occidentale, ma anche di qualche infiltrazione capace di caratterizzare transiti instabili ed accentuazioni della instabilità diurna, in primis sul settentrione.

Non si intravedono, peraltro ed al momento, veri e propri break, al punto che si può ritenere probabile un medio-lungo termine di segno estivo, ma, come detto, non estremo, più ventilato per venti occidentali, e con qualche disturbo temporalesco per transito di ondulazioni negative su alpi e nord-italia.

Tra l’altro sussiste anche la possibilità che detto disegno possa prolungarsi anche nel corso dei primi giorni di agosto. Speriamo. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 28/29, quando, maturata la relativa nuova fase meteo, una moderata saccatura disposta su francia ed isole britanniche può, nel suo spostamento verso levante, venire a coinvolgere, con la sua parte meridionale, anche il nostro settentrione.

Risulta evidente, per come anche simboleggiato dalle due frecce rappresentative di una isoipsa di riferimento e che stanno ad indicare la transizione descritta, il disegno di una estate in cui non sono presenti onde di calore e promontori dinamici africani ma in cui sono piuttosto presenti un generale orientamento dei flussi in senso zonale ed una certa influenza, seppur non così marcata, delle azzorre…

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Prospettive di relativa mitigazione negli ultimi giorni del mese.


La conferma di un finale di mese nel segno di un contesto molto più zonale e meno associato ad espansioni anticicloniche mediterranee di ostacolo ad ogni possibile spiffero oceanico conforta l’idea che, a partire soprattutto dai giorni 25/26, si possa godere di una fase estiva più sopportabile, quanto meno sul centro-nord.

Il che non significa, naturalmente, che detta fase non possa essere solo temporanea ed in grado, nell’arco di alcuni giorni, di essere sostituita da nuove espansioni del promontorio sub-tropicale. In ogni caso gli ultimi giorni del mese, e speriamo anche quelli di inizio agosto, potrebbero o dovrebbero essere segnati da un profilo in cui il fronte polare si presenta a più marcata componente ovest-est e, moderatamente, anche a più bassa latitudine.

Di questo ci fornisce il concetto il disegno della situazione generale riferita ai giorni 26/27, in cui, osservando l’andamento di due isoipse di riferimento (vedi le due frecce più grandi) si possono dedurre la posizione del fronte polare e la sua fisionomia. Si può ben notare la realtà di una configurazione ancora a fascia sub-tropicale ben salda al di sotto di una certa latitudine, ma anche di valori barici mediterranei in quota meno elevati e di un andamento a componente debolmente ondulata con ben definito flusso occidentale.

A tale contesto delle quote superiori, caratterizzato da un certo consolidamento atlantico, si contrappone fisiologicamente poi quello di un anticiclone dei bassi strati (vedi i flussi relativi rappresentati dalla frecce più piccole) che si afferma come azzorre disposte ad abbracciare l’europa occidentale e nord-occidentale, secondo un quadro certamente non così favorevole ad estremi di caldo ed invece climaticamente piuttosto mitigato, che potrebbe anche risultare in passaggi instabili, quanto meno sul settentrione. Da qui a dire che il caldo estremo ci abbandona naturalmente ce ne corre, e non si può certo annullare l’idea della minaccia sub-tropicale sempre presente e pronta a riesplodere in ogni momento, ma intanto prendiamo atto di questa prospettiva e possibilità di medio-lungo non così negativa…

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Speranze di un certo cambio circolatorio in terza decade


Il quadro rimane improntato ad un dominio di alte pressioni, attualmente ancora distribuito in maniera tale da consentire un certo flusso in quota da nord-ovest ma, tendenzialmente, orientato nella direzione di una sua maggiore estensione verso levante e con un certo nuovo rinforzo della componente africana.

La presenza di una falla ad ovest di gibilterra, destinata a lenta futura risalita e successiva progressione verso nord-est, non aiuta certamente la possibilità che le temperature non crescano ulteriormente. Aiuta, al contrario, il richiamo di masse d’aria da sud-ovest, poco raccomandabili. Tant’è che la speranza di un cambiamento sembra da destinare, ipoteticamente e oramai, alla terza decade. Il contesto evolutivo descritto ed inquadrabile nei prossimi 6-7 giorni non è, tuttavia, sul piano di detta speranza, così negativo, giacché è proprio nella mobilizzazione della falla iberica indicata che possono essere individuati i segnali di un possibile certo cambiamento nel lungo termine. La medesima falla, in veste di saccatura e nel suo moto verso levante previsto nei giorni di fine decade, non riuscirà a scardinare il muro anticiclonico e sarà costretta a deviare verso nord-est e verso il nord-europa, ma ci racconterà, nello stesso tempo, di una rinnovata tendenziale spinta da ovest o zonale, per sua natura ostile all’affermazione di promontori africani e, semmai, associata a rinforzi anticiclonici in atlantico.

E di fatto, in corso di terza decade e nelle proiezioni modellistiche, si intravedono le possibilità di una certa estensione azzorriana verso est e nord-est, di un certo abbassamento del fronte polare, e del transito di ondulazioni negative sul nord-italia. Vedremo. Il disegno illustra la situazione generale prevista a fine decade, mentre la simbologia serve a rappresentare le mosse evolutive successive. In mediterraneo è ancora presente l’alta pressione dinamica di un certo promontorio africano più solido ad ovest della penisola, a ridosso delle isole britanniche scivola verso nord-est la sacca precedentemente ad ovest di gibilterra, sull’atlantico vanno rinforzando ed estendendosi le azzorre e, rappresentato dalla freccia più grande in sovraimpressione, il contesto generale tende ad assumere un aspetto sempre nettamente estivo ma più mobile, più zonale e con maggiori possibilità di influenza del flusso instabile in moto alle latitudini dell’europa centro-settentrionale…

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Giugno 2022 il secondo mese di giugno più caldo dal 1800.

Secondo i dati emessi dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (CNR-ISAC), Giugno 2022 è risultato il secondo mese di giugno più caldo dal 1800 preceduto solo da quello del 2003.

L’anomalia della temperatura rispetto alla media trentennale di riferimento (1991-2020) è stata a livello nazionale di +2.88°C.

La zona dell’Italia che ha assistito alla maggiore deviazione positiva dalla media è stato il centro con +3.11°C.

A cura del dott.Centra Massimo

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La piena estate del sub-tropicale


La piena estate del sub-tropicale è quella che non vede break di sorta e che vede, al massimo, fasi più gradevoli eventualmente associate a sporadici e frammentari passaggi temporaleschi.

Il recente cambio circolatorio che ha respinto il ramo africano a favore di una influenza più azzorriana e di un azzorriano proteso verso l’europa nord-occidentale ha introdotto gli elementi di una stagione più canonica e meno estrema, mitizzata da correnti generalmente settentrionali.

Ma, nella sostanza, non ha cambiato le sorti di una estate fin qui dominata dal sub-tropicale. Per di più il corso del medio-lungo termine sembra segnato da un ritorno di disegni sostenuti dal ramo africano assai poco augurabili ed inesorabilmente favorevoli alla persistenza di un quadro anticiclonico e da momenti tutt’altro che conformi a temperature accettabili.

In dirittura di metà mese, infatti, il contesto potrebbe rientrare nei ranghi precedenti, corrispondenti ad azzorre defilate ed alla affermazione della falla sull’atlantico iberico con tanto di rimonta africana tra iberia e mediterraneo. Va detto che una tale prospettiva, poco piacevole, è ancora da inquadrare sul piano della esatta distribuzione dei massimi barici, che potrebbero coinvolgere i settori iberici piuttosto che quelli del mediterraneo centrale, ma va da sé che, in ogni caso, una fase con nuovi rialzi termici, è da mettere in conto.

Dopodiché andare a scrutare cosa potrebbe accadere dopo il 20 e nel corso della terza decade nella speranza di vedere un cambiamento e destabilizzazioni appare, al momento, senza particolari riscontri che abbiano una certa affidabilità in quanto è pur vero che alcuni modelli sostengono la possibilità di un generale abbassamento del fronte polare, ma sia la distanza temporale che la non uniformità delle analisi, ci inducono alla prudenza.

Il disegno mostra la situazione prevista intorno a metà mese in cui risulta evidente il profilo della discontinuità ciclonica ad ovest della penisola iberica e del promontorio in rinforzo sulla medesima, mentre la simbologia serve a mettere a confronto la dinamica in quota attuale di un sub-tropicale a componente più oceanica esteso sin sulle isole britanniche e quella di metà mese assai meno atlantica e più africana…

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🔔🟠 Allerta ARANCIONE, venerdì 8 luglio, su Molise e Puglia 🔔 🟡 Allerta GIALLA su sette regioni ⛈️🌬️🌊 In arrivo temporali, vento e mareggiate sull’Italia.

Diffuso maltempo sul nostro Paese. È infatti in arrivo una perturbazione di origine nord europea, che tende ad avvicinarsi all’area balcanica, dove apporterà correnti fresche settentrionali sull’Adriatico prima e sullo Ionio poi, con una rapida e significativa intensificazione della ventilazione a tutte le quote e che determinerà lo sviluppo di temporali, anche intensi.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese,potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

Dalla serata di oggi, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Campania, Abruzzo e Molise, in estensione a Puglia e Basilicata, con fenomeni più persistenti sulle aree costiere adriatiche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per domani, venerdì 8 luglio, allerta arancione per rischio temporali e idrogeologico sul Molise orientale e su buona parte della Puglia. Allerta gialla, inoltre, su Calabria, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio e restanti parti di Molise e Puglia.

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Anticiclone africano in ritirata: ma durerà…?

Anticiclone africano in ritirata: ma durerà…?

Già da ieri l’accentuazione dell’instabilità lungo la catena appenninica settentrionale è stata un primo segnale dello scricchiolio del promontorio sub tropicale.

Stasera ci sarà il colpo finale ad opera di una massa d’aria proveniente da latitudini settentrionali, che intendiamoci bene non porterà chissà quale freddo fuori stagione, ma una netta ridimensionata a temperature che da giorni viaggiano molto sopra le medie di riferimento.

Dove i fenomeni saranno più diffusi, unitamente alle zone che per morfologia territoriale rimarranno più esposte alle correnti da nord est, si potrà andare per 1/2 giorni anche un po’ sotto media.
Questo sarà appunto più probabile su triveneto e quasi tutta la fascia adriatica centro meridionale

I fenomeni temporaleschi scendendo dal basso Veneto stasera, si faranno poi più diffusi tra Umbria, Marche, Abruzzo, per finire poi all’estremo sud est (Puglia) e residui sabato tra Calabria e Sicilia.
Queste zone andranno quindi incontro a fenomeni potenzialmente forti, con locali manifestazioni grandinigene, colpi di vento ecc ecc (tenerne conto).Sperando che non ci siano danni, si avranno quindi buoni e parziali ricarichi piovosi, anche se probabilmente non uniformi.

Dall’altro lato dell’Appennino invece poco o nulla in termini di fenomeni; si ipotizzano locali sconfinamenti fino alle zone costiere di Lazio e Campania, mentre il nulla o quasi interesserà la Toscana (i brevi e localizzati rovesci di ieri non servono assolutamente a nulla (fresca la notizia della firma dello stato di calamità per siccità in regione)).
All’asciutto totalmente o quasi anche il nord ovest.

Tornando a parlare di temperature: il calo si avvertirà comunque su tutto il Paese, ma le regioni nord occidentali unite a grossa parte del versante tirrenico saranno quelle con minor scarto.
Qua in zona mi aspetto massime non oltre 32° nei prossimi 3 giorni e possibilità di scendere bene sotto i 20° (cosa successa raramente negli ultimi 40 giorni) di primo mattino dovesse calmarsi bene la ventilazione.

La domanda inziale invece ancora non trova chiara risposta, ma purtroppo non è da escludere un progressivo rialzo termico dalla metà della prossima settimana, che in alcune uscite modellistiche viene visto colpire prepotentemente Spagna e Portogallo, ma non si esclude (in altre) che possa tornare ad infuocare anche molte zone italiane.

Attendiamo

A cura di Simone Scarpelli

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🔔🟡 Allerta GIALLA in sette regioni dal Nord al Sud ⛈️

Precipitazioni: 

– sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Toscana orientale, Umbria, Marche occidentali e settentrionali, settori interni del Lazio orientale, Abruzzo occidentale, Molise e Puglia settentrionale,  con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati:

– isolate, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Triveneto, Emilia-Romagna orientale, Appennino tosco-romagnolo, resto di Marche e Abruzzo, restanti zone interne del Lazio, Campania orientale,  Basilicata e Puglia centrale, con quantitativi cumulati deboli.

Visibilità: nessun fenomeno significativo.

Temperature: massime in sensibile calo su Lazio e Sardegna, con valori ancora localmente elevati al Meridione, specie sulla Sicilia.

Venti: nella seconda parte della giornata, forti nord-occidentali sulla Sardegna.

Mari:  tendenti a molto mossi il Mare e il Canale di Sardegna e i bacini prospicienti le Bocche di Bonifacio.

Fonte : dipartimento protezione civile nazionale

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