La, non facile da definire, evoluzione dei prossimi giorni…


Siamo in presenza di una situazione e di una evoluzione complesse ma anche assai interessanti, anche dal punto di vista didattico. La saccatura, tendente a vortice, in azione sull’europa occidentale e sulla penisola, è programmata per maturare in un contesto bloccato o semi-bloccato, in veste di rex o dipole blocking. In questo modo la relativa circolazione depressionaria in quota, sempre più chiusa e disposta tra europa centro-occidentale e nostre regioni settentrionali, è destinata a pochi spostamenti e ad insistere per qualche tempo, mantenendo un tempo variabile o instabile, segnatamente sul centro-nord, ma non solo. La dinamica troposferica oscilla tra situazioni zonali ed anti-zonali, e quelle anti-zonali maturano in relazione a sviluppi meridiani e a blocchi che ostacolano il fisiologico fluire del grande flusso ovest-est, con il risultato, più o meno, di stagnazioni, flussi meridiani, flussi anti-zonali, retrogressioni. Le due circolazioni chiuse o semi-chiuse, enfatizzate nel disegno della situazione prevista intorno ai giorni 26/27, rientrano in tali scenari e corrispondono alla configurazione bloccata rex o dipole sopra menzionata, costituita da un cut-off o semi cut-off anticiclonico e da un cut-off o semi-cut-off ciclonico. E’ possibile, in virtù del fatto che prima o poi anche le situazioni più stagnanti si sbloccano, che qualcosa tenda successivamente a muoversi, e, sulla base di dinamiche ben note in questi casi, magari con la risalita del vortice (vedi freccia piccola tratteggiata) ed il suo riassorbimento da parte del flusso ovest-est sulla media europa. Ma è altrettanto vero che una tale evoluzione non sembra così semplice da realizzarsi. Ed anzi, potrebbe, invece, accadere che la mobilizzazione del contesto avvenga senza apprezzabili riprese zonali e con un modesto spostamento della depressione verso est o sud-est anziché verso nord o nord-est (vedi freccia piccola relativa), a disegnare un profilo ancora di segno rex blocking (rappresentato dalle due lunghe frecce grandi), più o meno duraturo e, stavolta, rappresentato dalla classica configurazione con promontorio sull’europa centro-settentrionale e con saccatura, ad asse orizzontale est-ovest, balcanico-mediterranea…

Autore Pierangelo Perelli

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22 settembre 2025 inizia l’autunno astronomico.

Alle 20:19 ore italiane di lunedì 22 settembre cadrà l’equinozio d’autunno, momento in cui terminerà ufficialmente l’estate astronomica lasciando il posto all’autunno.

L’autunno meteorologico invece è iniziato il primo settembre, dura tre mesi interi e termina il 30 novembre.

Questo viene fatto perché i dati sui singoli mesi possono essere confrontati meglio per le valutazioni climatologiche.

Mentre l’equinozio d’autunno  è il momento di passaggio tra l’estate e l’autunno, in senso astronomico nel nostro emisfero boreale.

Il termine Equinozio deriva dal latino e significa “notte uguale al giorno”

Oggi le ore di luce e quelle di buio sono uguali.

Questo accade perché i raggi solari giungono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.

Autore Dott. Centra Massimo

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STA PER TERMINARE QUESTA LUNGA FASE CALDA .

STA PER TERMINARE QUESTA LUNGA FASE CALDA .
Durante questa nuova settimana avremo un tempo autunnale con temperature in calo con rovesci di piogge e temporali.
Inizialmente le precipitazioni interesseranno le regioni settentrionali e quelle tirreniche del centro, poi gradualmente anche il resto dell’Italia.

Autore Dott. Centra Massimo

NOTIZIEMETEOITALIA

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La possibile e complicata dinamica meteo della settimana…


Situazioni zonali perfettamente mobili e situazioni di blocco offrono alle previsioni difficoltà di diverso genere. In linea teorica una situazione bloccata o in ristagno tende a garantire previsioni più semplici da elaborare. Ma occorre considerare l’area in questione. Perché se l’area medesima è dentro, ad es. il relativo promontorio, non può essere certo complicato prevedere una situazione di bel tempo o di stabilità duratura. Diverso, però, il discorso, se il contesto è quello di una situazione di confine o di una circolazione ciclonica associata ad anche piccoli spostamenti o piccole variazioni di fisionomia. Quanto sembra che possa maturare nei prossimi giorni, ancorato ad un affondo che poi finisce per disegnare una sorta di dipolo, è proprio questo. La saccatura atlantica, in progressione verso l’europa occidentale ed il mediterraneo, un pò si scontra con un sub-tropicale si arrendevole ma non completamente, ed un pò, a monte, viene a risentire di una rimonta del sub-tropicale ramo atlantico, destinata a produrre qualcosa di inerente ad un cut-off anticiclonico, tra nord-atlantico e nord-europa. Una combinazione perfetta di eventi che è in grado di incastonare lo stesso affondo in un cut-off ciclonico in quota, disposto tra europa centro-occidentale e nostre regioni settentrionali. Ecco che il tempo della settimana potrebbe allora non offrire estremi di maltempo ma potrebbe, comunque, offrire un tempo variabile, ed a tratti perturbato, in linea generale soprattutto nei primi giorni della stessa settimana e soprattutto sul centro-nord, sempre comunque nell’ambito, per come detto, di una situazione complicata e di difficile previsione. Il disegno si riferisce alla situazione prevista in quota intorno ai giorni 24/25, ed ovvero a quando l’affondo, dopo aver precedentemente raggiunto le nostre regioni, è maturato nel cut-off sopra descritto. Nello stesso disegno, con il supporto delle frecce che servono a rappresentare il jet stream dei 250 hPa, si possono individuare: il grande flusso di alta quota che, per il grosso, devìa verso nord, divaricandosi e riservando alle basse latitudini una diramazione che scivola ad ovest di gibilterra; il cut-off anticiclonico, frutto della rimonta anticiclonica motivo della frammentazione o della deviazione suddetta del getto, disposto sul nord-europa; il cut-off ciclonico, più a sud, tra europa centro-occidentale e italia settentrionale, residuo della saccatura che, per i motivi indicati, perde contatto con il flusso dominante delle alte latitudini, diventa circolazione a sé stante e disegna, con il cut-off anticiclonico ed approssimativamente, quella che possiamo definire una situazione a dipolo. Detto tutto questo occorre sempre, poi e comunque, considerare la possibilità che il forcing oceanico possa, in tempi più o meno rapidi, riassorbire la faccenda e ripristinare qualcosa di più attinente ad una configurazione mobile. Ma per la verifica di quanto potrà accadere nel finale del mese c’è ancora tempo…

Autore Pierangelo Perelli

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Progressi verso l’autunno…


Il gradevole scampolo di estate settembrina andrà sfumando ad inizio settimana prossima per gli effetti di un affondo atlantico, nelle vesti di una ben definita saccatura in movimento da ovest o nord-ovest. E’ probabile che il medesimo affondo disegni un quadro meno estivo e più autunnale, ma in un contesto ancora non così chiaro. Sulla sua evoluzione, successiva al disporsi tra la francia e la spagna settentrionale, sussiste, infatti, ancora una certa incertezza. Sarà inevitabile una prima fase di peggioramento, localmente intenso a partire da ovest, seguita da una successiva più probabilmente ancorata ad un contesto di variabilità. Rientra nelle ipotesi evolutive la possibilità del classico transito da ovest ad est ma con la eventualità che, a seguire, maturino, o un corso con saccatura balcanica in maturazione retrograda, oppure un cut-off in stagnazione tra le regioni settentrionali e l’europa centrale o centro-occidentale. In entrambe le evoluzioni possibili sono da considerare sia un certo richiamo di correnti più fresche da levante e sia la persistenza di un tempo non perturbato ma neanche splendido o stabile, con una distribuzione del tempo peggiore o migliore tutta ancora da definire. Il disegno, riferito alla situazione prevista intorno ai giorni 22/23, è identificativo dell’affondo descritto, mentre la simbologia, dalle frecce alle linee, vuole rappresentare l’evoluzione nella direzione del cut-off e di una distribuzione barica che tende a produrre un generale ristagno, con alta pressione sul centro-nord europeo e circolazione chiusa ciclonica in quota, stazionaria e disposta, come detto, tra l’europa centrale o centro-occidentale e le nostre regioni settentrionali. Tra l’ipotesi evolutiva della saccatura balcanica ad asse est-ovest in relativa estensione verso occidente e quella del cut-off sopra indicato variano sia la distribuzione della eventuale instabilità che il grado di diminuzione delle temperature. Ragione per la quale, al seguito del peggioramento della prima parte della settimana ed al netto, in ogni caso, di un movimento stagionale verso aspetti più autunnali o meno estivi, quanto da stabilire per la seconda parte della settimana e, soprattutto, per gli ultimi giorni del mese, rimane di difficile previsione. Potete capire, e lo ribadisco ancora una volta, il non senso, a mio parere, di post, titoli, articoli che trattano di cosa accadrà o potrà accadere tra 12/15 giorni, o, ancora peggio, il prossimo mese o la prossima stagione. Roba corrispondente ad aria fritta? Beh, a mio parere si. E senza mettere in dubbio il valore di calcoli e ricerca meteo che si, elaborano proiezioni di lungo termine ma che, in nessun modo, lo fanno con l’intenzione di dirti come sarà, con una dose accettabile di probabilità, il tempo tra 15 giorni, un mese, tre mesi, un anno…

Autore Pierangelo Perelli

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Scampoli d’estate…


E’ fisiologico e statisticamente dominante che il mese di settembre offra scampoli di estate, generalmente meno prorompente, più sbiadita, ma, talora, non dissimile da quella dei mesi propriamente estivi. E nel corso dei prossimi giorni, per come già intravisto in precedenza, si prospetta proprio una fase stabile e dal tipico segno estivo, anche se certamente di segno settembrino, vale a dire con temperature non così alte. Detta stabilizzazione si avvale di un sub-tropicale che rialza gradualmente la testa, inizialmente associato ad una componente più azzorriana o atlantica e, successivamente, associato al determinarsi di un’area di alta pressione meno legata all’atlantico e, dinamicamente, più in sintonia con il ramo afro-mediterraneo. Questo, però, non spaventi i freddisti più di tanto, giacché il clima dovrebbe mantenere la connotazione di un clima caldo ma senza eccessi e, sostanzialmente, relativamente gradevole. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno a metà settimana, decisamente indicativa del promontorio sub-tropicale, non così invasivo, dai massimi in quota dislocati ad ovest sul mediterraneo occidentale, ma pur sempre foriero di rialzi termici. L’evidenza di un’area anticiclonica anche al suolo, ben estesa sullo scacchiere sud-occidentale euro-mediterraneo, rafforza, a sua volta, l’idea di un contesto stabile e relativamente durevole, con la possibilità che il bel tempo perduri sino almeno ad inizio terza decade. Il dopo, forse minacciato da una saccatura nord-atlantica, è ancora lontano e non è il caso, per come fanno alcuni, di fornire indicazioni su date, addirittura precise relative all’arrivo dell’autunno o su eventi certi per quei giorni, perché facendolo, più che ritenere di trattare di meteo mi sentirei di trattare di favolistica…

Autore Pierangelo Perelli

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Inizia oggi Primo Settembre l’autunno meteorologico

L’autunno meteorologico inizia oggi, primo settembre, dura tre mesi interi e termina il 30 novembre.

Questo viene fatto perché i dati sui singoli mesi possono essere confrontati meglio per le valutazioni climatologiche.

Mentre l’equinozio d’autunno che quest’anno cadrà il 20 settembre , quando in Italia saranno le ore 20 , è il momento di passaggio tra l’estate e l’autunno, in senso astronomico nel nostro emisfero boreale.

Autore dott. Centra Massimo

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Il tempo perturbato in arrivo ed in rapido transito…


La fase meteo delle prossime ore è quella del transito, sembra abbastanza veloce, di una saccatura, che, oggettivamente, presenta connotazioni dinamiche tali da poter produrre, segnatamente al nord, temporali anche di una certa intensità. E temporali di una certa intensità associati ad elementi di instabilità, nonché corso del jet stream e wind shear non estranei alla possibilità di inneschi di significativa vorticità. Ovviamente da qui a dire che avremo le solite supercelle che molti vedono dove non sono ce ne corre, anche se il fenomeno non possiamo escluderlo. La moda della supercella è entrata, prepotente, nelle nostre case. A suo tempo, su un sito si scrisse che una supercella è un temporale molto esteso ed intenso, con nubifragio, grandine grossa e fore vento. Che è come spiegare cos’è l’elefante e dire che un elefante è un animale molto grosso. Ovvio che il sospetto che chi spiega le cose in questo modo non ne sappia è inevitabile. Ma la moda è moda; e se la moda racconta che va di moda la supecella non si può che rammentarla e vederla a dismisura, anche perché non fa solo moda, ma attira certamente di più del dire semplicemente di un forte temporale. Venendo al razionale ed al tecnico gli elementi del wind shear, per come ho detto, sono di convergenza e di netta vorticità positiva, ragione per la quale, quanto meno temporali a multicella di una certa intensità dobbiamo aspettarceli. Se poi, in qualche raro caso, si innescheranno la vorticità orizzontale e l’updraft associato in grado di produrre mesocicloni, lo vedremo. Va, altresì detto, che non necessariamente il temporale a supercella è più intenso o dannoso di quello di una multicella. Dipende, anche perché esistono vari tipi di supercella. E’ vero che in genere il temporale a supercella è intenso o violento, ma forti venti, grandine grossa, nubifragi e persino trombe d’aria, in tal caso non mesocicloniche, possono verificarsi senza bisogno di supercelle. Il disegno segna la situazione prevista nel breve termine, identifica la saccatura dell’affondo e del transito sopra descritto, e, con le frecce, la dinamica di venti al suolo ed in quota, caratteristici della classica situazione di convergenza, wind shear positivo, e, di conseguenza, tempo assai instabile…

Autore Pierangelo Perelli

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Supercella o multicella?….

Supercella o multicella?….
Spuntano come funghi, ogni volta che sussistono situazioni temporalesche, le cosidette supercelle. Spuntano, ovvero, nelle informative di siti, social, ecc. Non che non vi possano essere delle supercelle. Ma, in verità, il fenomeno della supercella non è così frequente ed il più spesso delle volte anche certe situazioni temporalesche molto violente, con downburst, grossa grandine e, persino, trombe d’aria, non sono dovute a supercella. Sono dovute più semplicemente a situazioni di temporali a multicella, che si tratti di sistemi stazionari, sistemi mobili come nel caso di fronti freddi e squall line, ecc. Certamente l’individuazione dei sistemi temporaleschi non è facile e la materia è complessa; tant’è che liquidarla, come sto facendo, con uno schema semplice, è riduttivo. Il range è ampio e vario, comprensivo di situazioni ibride. Tuttavia, dovendo fare una sintesi della sintesi i temporali, quando ad es. analizzati al radar ed ovvero in base alla struttura o schema della distribuzione delle precipitazioni ma non solo, possono essere divisi in tre grandi categorie: a cella singola, a multicella, a supercella. I temporali a cella singola si verificano ma sono anche non frequentissimi perché in genere dalla evoluzione di una prima cella nascono altre celle. Nella stragrande maggioranza dei casi le situazioni temporalesche sono, di fatto, a multicella. E sono a multicella secondo una classificazione che considera la multicella a cluster non lineare (con poca presenza di azione da parte di venti in quota), la multicella a cluster lineare (linearità dovuta a forti venti guida in quota), la multicella lineare mobile in fronte freddo (con traslazione della linea temporalesca). In verità la faccenda è più ampia, perché abbiamo certe situazioni evolutive della multicella mobile quando equiparabile a squall line ed abbiamo situazioni a multicella ad ampio raggio come nel caso di MCS (sistema convettivo a mesoscala) e nel caso del meno frequente MCC (complesso convettivo a mesoscala); ma dovendo sintetizzare al massimo lo schema è questo. Infine abbiamo la fantomatica supercella, che presenta caratteristiche tutte particolari e specifiche (con l’elemento primario differenziale e specifico, appunto, costituito dal mesociclone, ovvero dalla vorticità) e che corrisponde ad un fenomeno non così frequente. Frequente lo è nella stagione dei tornado sulle grandi pianure USA, dove possono svilupparsi anche delle vere e proprie linee di supercelle. Ma da noi la supercella capita ogni tanto. E quando capita capita come fenomeno relativamente isolato; più raramente nell’ambito di situazioni temporalesche ed accanto ad altre celle ed a multicelle. Non che debba essere isolata per forza; ma la sua caratteristica di pompa aspirante molto intensa tende ad attrarre tutto per sé il carburante che alimenta i temporali, ed ovvero l’aria caldo-umida intorno a sé. Tant’è vero che non presenta apprezzabilmente, come nel caso invece delle multicelle, il fenomeno dello sviluppo di celle figlie e la rigenerazione (vedi la sua particolare flanking line). E’ pur vero che riconoscere al radar una supercella a volte non è semplice. Ma, in ogni caso, bisogna sempre partire dalla osservazione degli eventuali V-notch, inflow notch e hook-echo. E troppo spesso questi aspetti non vengono considerati appieno, così come non viene considerata, nella osservazione diretta, la eventuale presenza del mesociclone con la wall cloud e con la rotazione, invece talora considerata come tale quando si tratta di semplice shelf-cloud. Cosicché un temporale violento, con l’evidenza di una situazione molto marcata al radar, e magari con grandine grossa, downburst, spettacolare shelf-cloud e via dicendo, diventa, erroneamente, una supercella…

Autore Pierangelo Perelli

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Forti piogge oggi al nord e in Toscana, tra domani e sabato piogge anche al centro sud.

Nelle prossime 24/36 ore saranno probabili delle abbondanti piogge nelle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali, a causa di forti contrasti termici tra il richiamo molto caldo nord africano e l’aria piu’ fresca di origine oceanica.

Non sono da escludere dei nubifragi, dei temporali autorigeneranti, grandinate e colpi di vento.

Nella giornata di venerdì le precipitazioni si sposteranno gradualmente verso sud est e andranno ad interessare anche il resto del centro e le regioni meridionali.

Temperature in calo graduale da domani,seppur sarà una diminuzione della temperatura temporanea.

Autore Dott. Centra Massimo

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Fase da estate stanca o matura…

Lo schema del flusso in alta troposfera, e ad es. ai 250 hPa, ci da l’idea di un quadro prettamente oceanico, relativamente zonale, e con fronte polare non così elevato di latitudine. Al netto di un sub-tropicale che, come è normale che sia, al di sotto di una certa latitudine presenta ancora valori prettamente estivi, su europa centrale ed europa settentrionale si identifica una configurazione da stagione stanca e da primi segnali di autunno. Non si tratta di dire che l’estate è finita. Tutt’altro. L’estate potrà anche, nel corso del prossimo mese, tornare a fare la voce grossa. Ma è un fatto che la fase in corso, e destinata a sfociare anche nei primi di settembre, è, come detto in precedenza e rispetto alla calura della prima parte di agosto, tutta un’altra estate, quanto meno sul centro-nord. Il disegno del jet stream dei 250 hPa si riferisce alla situazione a 72 ore e mostra in maniera chiara un flusso groenlandese che, con onde successive spinge verso il continente riuscendo ad affondare, a momenti, sino sul mediterraneo, e neanche con ondulazioni talora troppo effimere e secondarie o derivate. Là dove i colori sono più scuri e le frecce sono più grandi risultano i contrasti più consistenti e le accelerazioni più intense, con l’evidenza di una spinta o di un forcing nord-ovest/sud-est di tutto rispetto, capace certamente di spingere aria fredda in quota verso latitudini più meridionali e, conseguentemente, di muovere o generare saccature fino sull’area mediterranea settentrionale. Non si tratta certamente di cose da autunno; ma si tratta comunque di una disposizione che favorisce variabilità, talora accentuazione della instabilità al passaggio di dette ondulazioni negative, e contenimento, almeno sul centro-nord, delle temperature…

Autore Pierangelo Perelli

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Tutta un’altra estate…

Il break tutt’ora in atto introduce una nuova fase della stagione, di sicuro meno brillante ma, nel contempo, più gradevole. Ed è molto probabile che questo residuo del mese finisca per offrire un contesto con temperature contenute ed una certa variabilità. Nulla di compromesso in assoluto ma neanche senza motivo di disturbi atlantici in grado di rendere il tempo associato ad una certa alternanza di momenti meno movimentati e di momenti con transiti o di relativa instabilità variamente distribuita, non solo delle ore diurne e delle zone interne. Nella sostanza non sembra che avremo, da qui a fine mese, riprese del sub-tropicale particolari. Sembra, invece, che avremo un flusso mediamente zonale, più o meno ondulato, con trasporto di moderate saccature o infiltrazioni, in grado di interessare o lambire le nostre regioni centro-settentrionali. Il disegno, della situazione generale riferita ai giorni 24/25, mostra chiaro il senso di un contesto occidentale atlantico relativamente mobile, con movimento di apprezzabili sistemi perturbati sul centro-nord europeo e con il mediterraneo quale area di confine tra detto disegno e quello meridionale del sub-tropicale. Il respiro atlantico dopo un periodo di freno del medesimo e specialmente a fine agosto, non è cosa strana; è cosa fisiologica che rientra negli equilibri della dinamica del grande quadro associato al jet stream nel contesto degli scambi termici a livello emisferico. In tal caso le eventuali onde positive diventano meno pronunciate o meno solide, non in grado di frenare il forcing zonale, risultando invece mobili e talora più termiche che dinamiche. L’onda anticiclonica che mostra il disegno e che sale oltre le isole britanniche rientra in questa ottica, tant’è che è destinata a ridimensionamento e a movimento verso levante. Merita una notazione particolare la profonda circolazione ciclonica a largo delle isole britanniche e che rappresenta, in parte, la derivazione dell’uragano Erin, attualmente a ridosso dell’East Coat. Il medesimo uragano rientra, infatti, tra quelli che finiscono per essere agganciati dal flusso zonale ed essere trascinati in oceano verso nord-est, diventando, a tutti gli effetti, cicloni extratropicali ed ovvero tutt’altra cosa, anche se, talora, mantenendo una certa forza memore di quello che sono stati…

Autore Pierangelo Perelli

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Break dell’estate in vista…


Quanto si legge sempre, qua e là, a proposito di meteo e soprattutto nelle situazioni di cambiamenti con la possibilità anche di cambiamenti climatici drastici come in questo caso, è quanto mai vario e surreale. Si va dai soliti titoli che indicano la fine dell’estate alla menzione della possibilità di tempeste simil-tropicali o anche medicane, in un quadro davvero fantasioso. Ma quale fine dell’estate? Una rottura ad inizio terza decade di agosto come fa a costituire la fine dell’estate? Ma quale medicane? Il transito di una saccatura mobile lungo il centro-nord e con una sfuriata temporalesca cosa c’entra con situazioni da medicane ? Ho detto del cambio meteo. Si conferma, infatti, quanto già analizzato in precedenza ed a proposito dei due step destinati a rivoluzionare la situazione attuale quale quella di un sub-tropicale che ingloba buona parte del mediterraneo. Il primo step sta maturando ed è quello che vede una rimonta anticiclonica lungo l’europa occidentale destinata a disegnare un quadro da moderato flusso settentrionale tra adriatico e penisola balcanica; il secondo è quello che contribuirà ad affossare l’azione del sub-tropicale in maniera più drastica e caratterizzato da un rinvigorito forcing oceanico capace di trasformare l’attuale cut-off in atlantico in una saccatura mobile. Detta saccatura, in veste di diramazione di una area depressionaria ben più profonda disposta alle alte latitudini, appare in grado di muovere verso levante e di coinvolgere il nostro centro-nord intorno a metà settimana, con il risultato di un break di tutto rispetto. Un evento che farà anche da elemento introduttivo di una configurazione zonale, occidentale o nord-occidentale, che, pur se potrà corrispondere anche a riprese anticicloniche, corrisponderà, nel contempo, a qualcosa di attinente alle azzorre, ad una dominante oceanica, ed eventualmente a variabilità con la possibilità di ulteriori transiti di instabilità. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 20/21 ed illustra il transito della saccatura nonché, con il supporto della simbologia, il contesto prospettico descritto…

Autore Pierangelo Perelli

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La possibile evoluzione meteo da qui a fine seconda decade…


Questa fase di grande caldo andrà avanti ancora per qualche giorno; poi la configurazione che la sostiene comincerà a vacillare e la sua storia, sulla base di due step successivi di differente fisionomia, dovrebbe concludersi. Ho detto dei due step. Il primo, inquadrabile nell’immediato dopo ferragosto è quello che vede una rimonta di alta pressione verso le isole britanniche con conseguenti moderate riduzioni bariche in mediterraneo destinate, quanto meno, ad allentare la compressione adiabatica foriera del grande caldo. Il secondo, inquadrabile in dirittura di fine seconda decade, è quello di un ravvivato flusso atlantico capace di agganciare l’esteso cut-off atlantico impantanato ad ovest della rimonta anticiclonica sopra indicata, e capace anche, di muovere la relativa saccatura verso sud-est sino, si spera, a ridurre, poi ed ulteriormente, l’ondata di caldo e l’onda sub-tropicale responsabile. Il mio disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 16/17 ed identifica la maturazione del primo step sopra indicato. La simbologia, a sua volta, intende rappresentare tutta l’evoluzione, che va dal presente (freccia rossa continua) al primo step (freccia rossa tratteggiata) ed al secondo step (frecce blu)…

Autore Pierangelo Perelli

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Il possibile relativo ridimensionamento del caldo dopo ferragosto…


Noto, ma non mi sorprende, che certi commenti ai miei post meteo su certe pagine servizi meteo, denotano la diffusa mentalità che vede i social come uno strumento di ricerca di soddisfazione dei propri centri cerebrali della gratificazione. E non c’è dubbio che per una stragrande maggioranza di presenza social consenso e numero di like rappresentino una sorta di ancora di salvezza o motivo di vita. Non vale, però, per il sottoscritto. I miei centri cerebrali della gratificazione sono sensibili a tutt’altro ed a ben altro. Starò su FB fino a che mi verrà di scrivere per puro divertimento personale e per la passione che ho per certe materie, come, appunto, la meteo. Per cui sarà molto molto improbabile che commenti la meteo a suon di titoloni ed articoli surreali o grotteschi acchiappa allodole e facili al consenso ed ai like. Mi fa piacere, che si tratti di meteo, di musica, o di altro, che quanto scrivo venga letto ma niente di più. Del consenso e dei like, che non hanno nessuna importanza eccezion fatta per ragioni di tipo commerciale, mi interessa zero. Chiarita questa faccenda vengo al commento di quanto ci dicono le carte, che altro non fanno che, almeno in buona parte, confermare quanto già da me scritto in precedenza. L’ondata di caldo in atto sarà certamente dura a morire per come è dura a morire la presenza solida del sub-tropicale. Un minimo di crepe del medesimo, tuttavia, si può cominciare a scorgere, a partire dal dopo ferragosto. Tutto viaggia ancora sull’onda dell’incertezza. Ma è altrettanto vero che, se la saccatura atlantica precedentemente indicata come relativamente minacciosa troverà ostacolo a progredire finendo per impantanarsi in oceano, notiamo comunque, già nei prossimi giorni, il determinarsi di una debole falla in quota in mediterraneo centrale, e notiamo, soprattutto e proprio immediatamente dopo il ferragosto, un incremento dei valori barici sull’europa nord-occidentale, magari in grado di pilotare le correnti dominanti più da settentrione. Nel disegno, che serve a mostrare la situazione generale prevista intorno ai giorni 15/16, si può notare una fisionomia coerente con la tendenza sopra indicata, con la falla in ristagno ad ovest delle isole britanniche, con la debole falla sul sud della penisola balcanica, con la saccatura sulla scandinavia che preme verso sud o sud-est, e con la rimonta anticiclonica in direzione dell’europa nord-occidentale. Ovvero un quadro di elementi che sembrano concorrere a creare quel minimo di cambiamento che può, quanto meno, un pò ridimensionare l’ondata di caldo in corso…

Autore Pierangelo Perelli

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Le prospettive della settimana di ferragosto


Il ritorno del caldo dopo un periodo di temperature persino sotto media identifica la seconda vera ondata di calore della stagione. Leggo del ritorno all’estate dell’africano dopo un periodo di estate in linea con quella di una volta, ma, in verità, quella di parte di luglio non è stata l’estate di una volta o quella tipicamente azzorriana. Le azzorre, infatti, non si sono caratterizzate con la classica espansione verso ovest ad abbracciare buona parte del mediterraneo ma si sono caratterizzate con massimi sul medio-alto atlantico ed a ridosso dell’europa centro-nord occidentale a supportare una corrente dominante nord-ovest o groenlandese capace anche di affondi. Da cui il regime moderatamente instabile con aria mite o, in alcuni casi, fresca. I prossimi giorni intendono appartenere a tutt’altra storia ed a quella, appunto, che delle azzorre non vede neanche l’ombra e che vede, invece, una solida affermazione del sub-tropicale di segno afro-mediterraneo. Tutto questo corrisponde ad una variazione del profilo del grande flusso occidentale, favorevole al determinarsi di una moderata onda negativa a largo in oceano e di una altrettanto moderata onda positiva all’altezza di mediterraneo ed europa centrale. Avremo, in questo modo, rialzi termici apprezzabili, anche se le punte più alte le subiranno l’europa occidentale e poi l’europa centrale. Se osserviamo il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 11/12 notiamo ancora presente proprio detto profilo. Lo notiamo, tuttavia e rispetto ai giorni precedenti, con qualche elemento di disturbo in più, sia per effetto di diminuzioni bariche in quota ed in loco e sia per effetto di una modesta saccatura atlantica che, presente ad ovest delle isole britanniche, sembra voler guadagnare posizioni verso sud-est. Un quadro del genere può far pensare, correttamente, ad una certa riduzione graduale del caldo ed alla possibilità che, intorno alla metà del mese, si possano anche determinare le condizioni di una certa variabilità se non di un aumento di instabilità sul nord o sul centro-nord. Tuttavia lo vedremo, anche perché non tutti i modelli presentano una tale prospettiva, per quanto l’ipotesi di una riduzione del caldo da metà mese con certi elementi di cambiamento del contesto generale, non appaia così remota…

Autore Pierangelo Perelli

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Il ritorno dell’estate piena…


Il caldo che farà non è ancora definito o definibile. Di sicuro, dopo un periodo di temperature sottomedia e di un luglio assai privo di ondate di calore, il ritorno ad una estate piena ed incondizionata, era da mettere nelle attese. Così come era da considerare il ritorno ad un profilo barico in quota più consono al periodo stagionale. Ovvio che in agosto la riaffermazione di un quadro che vede il sub-tropicale ridisporsi solido in mediterraneo non può fare una grande notizia. La fa per certi siti, canali o servizi a cui piace annunciare i fenomeni meteo con le solite espressioni tanto colorite quanto, a mio parere, fuori luogo. Tra l’altro, come ho scritto sopra, il caldo che farà, in merito alla sua durata e alla sua intensità, è ancora in fase di verifica. Le emissioni dei vari istituti, infatti, lo descrivono con modi non ancora troppo uniformi, tenendo anche conto della possibilità che intorno alla metà del mese e/o successivamente, i massimi barici tendano a configurarsi un pò ad ovest e si possano anche avere deboli infiltrazioni in quota. Di sicuro appare molto probabile, soprattutto da metà settimana, un cambio di circolazione generale che annulla la bella corrente nord-occidentale relativamente instabile sosituendola con la barriera anticiclonica del sub-tropicale. Naturalmente nulla a che vedere con le fantomatiche e surreali invasioni di aria sahariana che si dicono nei TG, nulla a che vedere con mostri, esplosioni, e situazioni drammatiche. Molto a che vedere, però, con il ritorno a temperature da solleone agostiano, sostenute soprattutto dalla compressione adiabatica di valori barici in quota che mostrano di risultare alquanto consistenti soprattutto nel fine settimana. Nel corso della prossima settimana, poi, detti valori potrebbero un pò diminuire, configurarsi come valori massimi un pò più ad ovest, così da rendere le temperature un pò meno sopra media o nella media. Ma è troppo presto per poter delineare quanto avverrà nel corso della settimana di ferragosto, per cui vedremo. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 8/9 e mostra, con il supporto della simbologia (con le frecce grandi il profilo delle aree bariche in quota e con le frecce bianche il profilo dell’anticiclone al suolo) la ben diversa situazione rispetto a quella che ci ha interessato nei giorni scorsi e che ci sta interessando tutt’ora…

Autore Pierangelo Perelli

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Estate gradevole ancora per qualche giorno…


La gradevole estate di fine luglio continuerà ancora nei primi di agosto, sostenuta da una bella corrente groenlandese capace anche di produrre, seppur in maniera non conclamata, disturbi o affondi mediterranei. Uno di questi è quello di questo fine settimana, che non mancherà, certamente, di determinare una nuova ondata di instabilità sul settentrione o sul centro-nord. Il fatto, poi, che detto affondo potrebbe essere l’ultimo della serie non esclude che, almeno sino ai giorni 5/6, la stagione sia in grado di mantenere le temperature entro un certo limite. Il ritorno ad una estate con le temperature conseguenza di stabilità da sub-tropicale ben presente o, addirittura, da rimonte in sede mediterranea, è, comunque ed inevitabilmente, dietro l’angolo. Si tratta solo di capire in che termini. Ovvero con quali valori barici e con quale fisionomia di profilo il flusso dominante in quota, che corre tra il sub-tropicale e le depressioni oceaniche, andrà a ricollocarsi rispetto all’attuale sua disposizione che lo vede correre da nord-ovest a sud-est. In ogni caso appare assai probabile che la gradevole corrente oceanica, sostenuta da una struttura azzorriana ben disposta in atlantico ed influente, torni ad accompagnare una fisionomia decisamente più estiva con recuperi anticiclonici a tutte le quote, nei termini ancora tutti da decifrare e che, naturalmente, vedremo. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista nei giorni 5/6, presenta ancora il corso atlantico azzorriano in atto, mentre la simbologia serve a proporre l’ipotesi del successivo cambio di circolazione, quale quello di un flusso dominante in quota che tende a ruotare in senso antiorario ed a conseguente risalita di latitudine all’altezza del mediterraneo…

Autore Pierangelo Perelli

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Piogge e temporali dal Nord al Centro-Sud Lunedì 28 luglio. Allerta GIALLA meteo-idro in dodici regioni.

Una perturbazione atlantica in arrivo dall’Europa centrale porterà, a partire dalle prossime ore, un netto peggioramento del tempo sull’Italia. Rovesci e temporali colpiranno inizialmente il Nord, per poi estendersi domani al Centro e a parte del Sud. I fenomeni più intensi e persistenti sono attesi sul versante adriatico dell’Emilia-Romagna e del Centro.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, domenica 27 luglio, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco, su Lombardia e Veneto, in estensione all’Emilia-Romagna e dalle prime ore di domani, lunedì 28 luglio, sono attese precipitazioni sparse, a prevalente carattere temporalesco, sulla Toscana, in estensione a Lazio, specialmente nelle zone interne, Umbria e Campania. Dal mattino di domani, inoltre, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco, anche sulle Marche, in estensione ad Abruzzo e Molise.

Infine, i fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 28 luglio, allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico su parte di Lombardia e Liguria – al Nord – e di Campania e Puglia al Sud. Allerta gialla anche sull’intero territorio di Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche e Molise.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

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L’estate cambia volto.


Dire che l’estate cambia volto non significa certo dire che arriva l’autunno. Tutt’altro. Ma significa, comunque, che, nel corso dei prossimi giorni, assumerà la connotazione di una estate governata da impulsi del nord-atlantico e di quella estate che ben poco ha a che vedere con ondate di caldo e stabilità anticiclonica. Le prospettive di detta stagione assai gradevole, per quanto anche disturbata e non esente da fenomeni localmente anche di una certa intensità, si disegnano almeno sino ai primi di agosto. E non si tratterà neanche della classica stagione azzorriana, non caldissima ma stabile. Si tratterà proprio di un quadro da correnti instabili settentrionali o nord-occidentali, di un flusso dominante capace di veicolare, secondo lo schema più classico dei flussi settentrionali attivi, impulsi successivi. Non sembra che detti affondi siano destinati al mediterraneo occidentale. Se lo fossero avremmo ondate di tempo perturbato relativamente marcato e generalizzato. Sembra che siano destinati piuttosto al mediterraneo centrale e centro-orientale; cosa che si confà maggiormente con il regime climatico estivo. Ma saranno sufficienti, per come risultano nelle indicazioni dei vari istituti, a produrre un contesto di tempo assai variabile/instabile e con temperature ben contenute, se non anche sotto media, soprattutto sul centro-nord ed in particolare sui settori orientali. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 28/29, definisce in modo chiaro il quadro di un maturo affondo in quota nord/sud che raggiunge, seppur con valori barici non così bassi, il mediterraneo, ed in cui trovano spazio ondulazioni secondarie o impulsi successivi, evidentemente destinati a caratterizzare una fase italica relativamente movimentata e da raffrescamenti. Si nota anche come la figura anticiclonica a supporto, quale quella, in questo caso, di matrice oceanica, faccia blocco nel medio/alto atlantico e conforti l’idea del periodo con le caratteristiche sopra descritte…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una possibile fase meno calda e più instabile…


Le componenti da considerare nella configurazione euro-atlantica della fase in corso sono un flusso del nord-atlantico instabile che coinvolge le latitudini medio-alte del continente ed il sub-tropicale che, al netto di ondulazioni più o meno pronunciate verso nord e temporanee, abbraccia le latitudini meridionali. Nulla di più classico. Delle due componenti, nel prossimo futuro, sarà la prima componente a guadagnare posizioni. E le guadagnerà, certamente non attraverso chissà quale affondo o guadagno in latitudine, ma di sicuro e, quanto meno, sulla base di sue diramazioni in veste di saccature secondarie o infiltrazioni capaci di indebolire parte del sub-tropicale in mediterraneo, soprattutto nelle sue aree centro-orientali. Che in estate gli affondi si caratterizzino soprattutto come infiltrazioni in quota poco ciclogenetiche coinvolgendo i settori balcanici e del mediterraneo orientale piuttosto che quelli del mediterraneo occidentale rappresenta una condizione fisiologica o una regola. Ed una regola che, più o meno, dovrebbe valere anche per l’affondo sopra menzionato e destinato a cambiare, almeno in parte, la scena meteo nella direzione di un transito di instabilità e di raffrescamenti. L’evoluzione prevista è di quelle rapide nelle quali il flusso instabile atlantico scivola, con tanto di curvatura ciclonica in quota, sino all’altezza del medio mediterraneo, ed attraversa la penisola da ovest ad est, o anche da nord-ovest a sud-est, coinvolgendo soprattutto il centro-nord e, gradualmente, introducendo una generale componente settentrionale. Inevitabile, da metà settimana, un incremento generale della instabilità sul centro-nord, destinato a strascichi sull’adriatico, accompagnato e seguito da raffrescamenti, possibili anche al meridione dopo la temporanea fiammata in corso. Ancora dubbi rimangono, peraltro, riguardo al grado di affondo ed al maggiore o minore coinvolgimento dei settori tirrenici, che, in questi casi ed in base alla resistenza dell’anticiclone, sono sempre da mettere in conto. Per come i vari istituti delineano, poi, il fine mese o l’immediato inizio di agosto, è assai corretto fermarsi qui, giacché il range delle possibilità che include quella di un successivo affondo capace di seguire le orme del precedente, quella di un successivo affondo che corre a latitudini settentrionali poco incisivo, o ancora quella di un affondo che scende questa volta più ad ovest con esiti tutti da capire, è davvero troppo ampio. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 25/26 ed illustra, con l’evidenza della infiltrazione in quota in transito e di un contesto ben più azzorriano in sviluppo, quanto sopra descritto…

Autore Pierangelo Perelli

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Fase estiva, ma con qualche disturbo e senza eccessi di caldo…


Il sub-tropicale continua a mantenere posizioni relativamente meridionali, ostacolato da sistemi depressionari che governano la fascia centrale o centro-settentrionale del continente. La presenza di una figura anticiclonica sull’estrermo nord fa, a sua volta, la sua parte, contribuendo al mantenimento di detta situazione. L’infiltrazione, sotto forma di modesta e piccola saccatura o goccia fredda, attualmente tra corsica e baleari, rientra nel contesto di detto quadro, orientato a qualche disturbo ed al mantenimento di una fase non troppo calda. La medesima circolazione depressionaria, sostanzialmente presente in quota, dopo aver prodotto un momento instabile su aree del centro-nord andrà rapidamente esaurendosi, fagocitata da un certo rialzo barico e da un sub-tropicale che proverà a guadagnare posizioni. Tuttavia, seppur considerando le incertezze del caso e la necessità di verifiche future, lo stesso sub-tropicale non sembra orientato a produrre promontori in pieno mediterraneo; ma sembra orientato ad espandere un’onda più ad ovest e tra iberia e vicino oceano, con la conseguenza di una possibile certa incisività del flusso perturbato dell’europa centrale, contestualizzabile in una struttura ciclonica che può diventare in grado di coinvolgere, con il suo flusso settentrionale instabile, nord-est ed adriatico (vedi disegno della situazione prevista intorno ai giorni 16/17). Un fatto che, nel complesso, può essere interpretato come l’espressione di un trend che non vede, almeno per qualche altro giorno, ritorni di vere onde di calore o spinte africane in quota. E’ ancora da vedere che cosa, in tal senso, potrà accadere poi tra fine seconda ed inizio terza decade, quando la spinta settentrionale sopra indicata si sarà esaurita o trasferita verso levante. C’è la possibilità, infatti, che, mentre si avvicina da ovest una nuova saccatura, si possa avere l’espansione di un’onda positiva in mediterraneo; ma rimane ancora da capire la sua connotazione di onda stazionaria o di onda pre-frontale…

Autore Pierangelo Perelli

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Clima gradevole ancora per qualche tempo…


Il clima gradevole in corso, frutto dell’affondo dei giorni scorsi e della relativa saccatura tendente a cut-off, ora disposta sull’europa orientale ad inglobare, in parte, penisola balcanica ed adriatico, in parte proseguirà. E proseguirà anche se nell’ambito di una tendenza che vede la stessa estesa circolazione ciclonica allontanarsi un pò verso nord. Il movimento di tale circolazione si presenta come quello tipico delle circolazioni chiuse, costrette, da un rialzo barico di blocco ad occidente, a stazionare o a spostarsi con moto retrogrado. Una tendenza che può avere, poi, come destino finale, il relativo riassorbimento da parte della eventuale rinnovata spinta occidentale alle medie latitudini e del cedimento del blocco. Ed è questa proprio l’evoluzione che ci presentano, per i prossimi giorni, i vari modelli. Nel contempo e nel quadro generale è da tener presente anche una componente infiltrativa occidentale che approfitta di un corridoio associato, all’altezza della spagna, ad una minore solidità del’anticiclone. Un aspetto, questo, che può contribuire sia alla possibilità di una infiltrazione atlantica nel medio termine e sia a tenere un pò a bada, ancora almeno per alcuni giorni, eventuali rimonte del sub-tropicale. E’ assai possibile che con lo spostamento retrogrado verso nord-ovest della bella e rinfrescante circolazione dell’est e con una certa, seppur moderata, ripresa dei valori barici legati al sub-tropicale, le temperature possano tendere ad un certo contenuto rialzo. Ma è anche vero che dopo il passaggio della infiltrazione sopra menzionata il sempre minaccioso sub-tropicale sembra dover far presa, almeno inizialmente e nel corso della prima parte della prossima settimana, un pò ad ovest ed in corrispondenza dell’iberia. Se poi, a seguire, sarà di nuovo la calura di una ripresa in pompa magna dello stesso sub-tropicale anche in pieno mediterraneo lo vedremo, giacché è ancora troppo presto per avere certezze in proposito. Il disegno della situazione generale riferita ai giorni 12/13 mostra le componenti in gioco e ne delinea i movimenti tendenziali descritti…

Autore Pierangelo Perelli

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La moderata rinfrescata, fino a quando?…


La rinfrescata in atto muove sulla base di una saccatura in transito da est ad ovest, non in grado di affondare oltre una certa latitudine e di produrre apprezzabili ciclogenesi, ma, certamente, in grado di determinare, sul centro-nord e, non solo, fenomeni da instabilità di una certa consistenza. Per come è tipico dell’estate e di queste situazioni i fenomeni risultano appunto sparsi o a macchia di leopardo, ma, in qualche caso, marcati e di una certa estensione quale quella che si conviene a cluster temporaleschi organizzati ed eventualmente autorigeneranti per effetto del parziale blocco ad est. Non sono mancati i soliti editoriali ed annunci carichi di allarme e di supercelle in arrivo; come le supercelle fossero pane quotidiano di tutte le situazioni temporalesche come questa, quando, invece, corrispondono a fenomeni non così frequenti, isolati e, prima di essere annunciati con questa faciloneria, meritevoli di essere considerati come fenomeni non così facilmente prevedibili. Io di supercelle non ne ho viste. Ma vuoi mettere come fa più effetto il termine di supercella invece di quello di semplice area temporalesca. L’affondo viene ad introdurre una nuova fase, molto meno calda e molto meno governata da inquietanti promontori sub-tropicali, naturalmente sempre in agguato ma, almeno per qualche giorno, un pò distanti. Tant’è che l’eventuale ritorno di rimonte in quota dall’africa, che un pò minacciano la prossima settimana, sembrano trovare ostacoli dettati da un atlantico, si poco incisivo, ma in grado di muovere infiltrazioni, e da una estesa circolazione in veste di cut-off sull’europa orientale, figlia dell’affondo in atto e poco propensa a traslazioni verso est e ad evoluzioni rapide. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 11/12. In esso, con il supporto della simbologia, si possono identificare in modo chiaro le componenti sopra indicate. Ad ovest notiamo un moderata goccia fredda sull’beria occidentale, espressione di modeste infiltrazioni da occidente che, seppur deboli, possono tendere a spingere verso est sfruttando un corridoio in cui l’anticiclone dinamico non si presenta così solido; ad est, e tra europa centrale ed orientale, notiamo l’estesa circolazione ciclonica chiusa o semichiusa che, derivata dalla saccatura che sta transitando, tende a rimanere sul posto influenzando, con la sua componente occidentale del flusso settentrionale o nord-occidentale, balcani ed adriatico. Un quadro del genere, che include la partecipazione di una estensione anticiclonica sul nord-europa, tra isole britanniche e scandinavia, non può che produrre un clima estivo, in genere relativamente stabile, ma anche con qualche possibilità di disturbo, e, soprattutto, caratterizzato da temperature in linea con il periodo stagionale o contenute. Un contesto questo che, come accennato, può proseguire oltre il fine settimana a scongiurare eventuali minacce da ritorni di caldo elevato, anche se, nel merito, sussistono dosi di incertezza e necessità di verifiche future…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una fase meno calda e più turbolenta…


Chi, ricorrendo ad episodi estremi del passato, pensa di sconfessare il riscaldamento legato all’attività antropica, non va neanche letto o ascoltato. Riguardo al relativo riscaldamento è vero che molto c’è ancora da capire perché il sistema è alquanto esteso, complesso, ancorato a secoli e decenni passati, e, pertanto, assai difficile da studiare. Ma la scienza e la fisica opinioni non sono; contengono, invece, leggi ben definite e non sconfessabili. E sul fatto che i gas serra, che sono aumentati progressivamente dall’inizio della prima rivoluzione industriale, si chiamano serra per un motivo ben preciso, c’è poco da dire. E poi ci sono i dati delle osservazioni tecniche. E poi c’è anche, molto più semplicemente, l’esperienza di ognuno di noi, compresa la mia, vecchia, ahimé, di decenni, che non può far altro che constatare come gli inverni di una volta, da tempo, non esistono più e come certi estremi estivi una volta fossero molto meno frequenti. Nel frattempo il grande caldo in atto e quello che sarà nei prossimi giorni stuzzica la fantasia che porta ai soliti titoloni surreali; e qui ci sarebbe da aprire un’ulteriore parentesi sul come, con questo mondo del clima che peggiora peggiora anche, giorno dopo giorno, il modo di fare informazione. Chiuse le parentesi di cui sopra e venendo alla situazione sussiste una luce in fondo al tunnel, che è quella già segnalata in precedenza. Ed ovvero la fine, almeno per qualche tempo, della estrema calura in atto. E questo per un graduale cambio di configurazione, prima rappresentato da una ridistribuzione della fascia del sub-tropicale nel senso dei paralleli, e poi da una sua rimonta in atlantico in direzione dell’islanda a favorire la discesa di una ben definita saccatura o azione depressionaria. La sintesi di questa evoluzione può essere descritta anche ammettendo una fuga di certi massimi barici in quota verso occidente. Sarà inizialmente graduale, detto passaggio, ma poi sarà, soprattutto a partire dal fine settimana, piuttosto marcato. E nell’essere piuttosto marcato non potrà che presentare anche il lato negativo della medaglia, ovvero quello dei temporali e dei fenomeni talora particolarmente intensi. Naturalmente vedremo, sperando in qualcosa di non troppo violento. Certo è che, in un contesto di energia da dissipare come in questo caso, lo sprofondare di una saccatura sino sulle regioni settentrionali, difficile che non determini le condizioni di temporali di una certa intensità. Dopodiché, senza andare a scomodare supercelle, downburst, flashflood e tornado, per avere fenomeni estremi di un certo tipo non basta certamente che arrivi una saccatura ma occorre il determinarsi di tutta una serie di condizioni termo-dinamiche lungo tutto spessore della troposfera. E quanto durerà il refrigerio? Beh, difficile dirlo. Per il momento possiamo solo dire che ci sarà e che ci porterà almeno a fine decade. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 6/7. Vi si nota l’affondo ad asse nord-ovest/sud-est che sta transitando sul settentrione, immancabilmente foriero di una diffusa fenomenologia temporalesca…

Autore Pierangelo Perelli

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Il probabile cambio meteo del medio termine…


La discussione infinita sull’anticiclone africano quale elemento tangibile o fantasioso è di quelle che dominano il contesto meteo di ogni estate. A rigor di logica lo si richiama, di fatto, un pò troppo ed a sproposito; e, fondamentalmente, per tre motivi. Il primo motivo è che, sull’africa e nei bassi strati, la misura della pressione che, nei bassi strati, appunto, è misurata in maniera diretta (isobare o linee isobariche), non indica, in genere ed in estate come in questo caso, nessuna alta pressione; anzi. Il secondo motivo è che se per anticiclone africano intendiamo la corrispondente alta pressione in quota occorre ammettere che in quota la pressione non è misurata come tale, ma, a quel livello, ed ovvero intorno, ad es., ai 5.000 mt, si misurano le altezze alle quali ritroviamo la pressione di riferimento di 500 hPa (carte 500 hPa caratterizzate da isoipse o linee di livello altimetrico che individuano la P di 500 hPa). Il terzo motivo è che se è vero che anche in quota, così come al suolo, la P può essere alta o bassa e risulta tanto più alta quanto più alto è il livello altimetrico che riporta una P di riferimento come quella di 500 hPa, è altrettanto vero che l’alta pressione delle quote superiori, che ci riguarda e che riguarda tutta la parte meridionale dell’emisfero, altro non è che la fascia del sub-tropicale, la quale e più o meno, risulta ondulata, con estensioni o promontori più o meno pronunciati, e ritiri che accolgono le saccature, distribuiti lungo la longitudine. Uno schema, questo, che rende relativamente corrette definizioni come promontorio sub-tropicale di matrice atlantica o di matrice africana, ma, forse molto meno, definizioni come quella di anticiclone africano. Dopodiché è anche chiaro come si tenda a semplificazioni e a modi non così tecnici al fine di una migliore comprensione da parte del grande pubblico. Nel frattempo, a proposito di promontorio africano e venendo alla situazione, le notizie relative al medio termine non sono così cattive, giacché il promontorio in quota apportatore di temperature davvero elevate per il periodo tenderà, a partire soprattutto da metà settimana, a ritirarsi per fare spazio a qualcosa di meno baricamente e termicamente drastico, e con la possibilità, che, successivamente e gradualmente, saccature del nord-atlantico, riescano ad affondare sino, quanto meno, al limite delle regioni settentrionali. Inutile confermare, da una parte, l’opportunità di un certo refrigerio e, però, dall’altra, considerare in questi casi sempre la possibilità di fenomeni temporaleschi di una certa intensità. Il disegno riporta la situazione meteo generale prevista intorno ai giorni 5/6. In esso si vede chiaramente come non esista più il promontorio e come valori pressori elevati in quota siano spostati sull’atlantico. Nulla a che vedere con drastiche diminuzioni bariche; molto, però, a che vedere con situazioni meno opprimenti…

Autore Pierangelo Perelli

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Tra relativo dominio del sub-tropicale e modeste infiltrazioni in quota…


Non è un momento in cui decifrare il comportamento preciso del sub-tropicale risulta facile. Si può certamente affermare che la dominante continua ad essere quella del solito suo promontorio mediterraneo, ma, almeno per ora, non con modi troppo marcati od eccessivi. La sua disposizione un pò defilata ad ovest, su baleari ed iberia, unita ad una certa, seppur modesta, spinta atlantica sino lungo la media latitudine del continente, consente anche la possibilità di qualche disturbo da infiltrazioni in quota. Occorre, peraltro, dire che lo stesso sub-tropicale potrebbe prendere maggiore possesso del mediterraneo centrale in direzione di metà terza decade, con rialzi termici ulteriori. Ma occorre anche tener presente la possibilità che la sopra menzionata spinta atlantica, pur non certamente in grado di affondare oltre una certa latitudine, potrebbe, a sua volta, operare successive nuove modeste infiltrazioni in quota, soprattutto tra metà terza decade e fine mese. Stiamo andando troppo oltre e, pertanto, vedremo. In ogni caso l’evoluzione del medesimo tropicale, con dette premesse, rimane ancorata ad elementi di incertezza, e, sostanzialmente, tra la possibilità di una sua maggiore duratura influenza e la possibilità di una sua certa vulnerabilità rispetto a dette infiltrazioni. Il disegno mostra la situazione generale prevista da GFS intorno ai giorni 23/24. In esso si può osservare il promontorio sub-tropicale mediterraneo che risale dall’africa sino sulle baleari estendendo influenza sul nostro centro-nord, e si può osservare la solita falla tra atlantico ed iberia che trattiene ad ovest l’anticiclone delle azzorre e che, ahimé, favorisce il relativo dominio del sub-tropicale ramo afro-mediterraneo. E’ possibile, tuttavia, anche se da confermare, che ad una prima fase caratterizzata da tale dominio, la sacca a ridosso dell’iberia possa finire per essere agganciata dal flusso atlantico, portata verso est o nord-est, e, in associazione a rialzi barici sull’europa nord-occidentale, spinta a diventare una nuova infiltrazione in quota, con destini simili a quella dei giorni scorsi (vedi simbologia)…

Autore Pierangelo Perelli

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Ripristino della piena estate dopo la goccia fredda, ma senza eccessi…


Cominciamo col dire che quanto meteorologicamente avverrà a distanza di 5-6 giorni fluttua ancora nella totale incertezza e, praticamente, non è dato di saperlo. La gamma delle proposte in tal senso è sin troppo vasta e comprende di tutto, da chi postula temperature contenute a chi, invece, tratta di ondate di calore. Rimanendo, come è doveroso che sia, nell’ambito del contesto del medio termine e guardando sino ad inizio terza decade troviamo che la maggior parte della modellistica segnala un clima decisamente estivo ma senza ondate di calore particolari. La goccia fredda in transito da nord a sud e foriera dei temporali di cui sappiamo ha scardinato, almeno in parte, l’area anticiclonica dinamica introducendo una fisionomia di segno settentrionale. Naturalmente nulla di eclatante e nulla di corrispondente a chissà quali avvezioni dalle alte latitudini. Ma, certamente, un effetto di minore riscaldamento da subsidenza, nonché una redistribuzione dei massimi in quota verso occidente. La goccia fredda, per come sappiamo è, infatti, un corpo di aria fredda in quota strutturato in senso ciclonico a cui, non necessariamente, corrispondono avvezioni fredde nei bassi strati. Il disegno della situazione generale prevista a fine decade colloca la medesima goccia fredda, assai modesta, sul basso mediterraneo delle nostre regioni meridionali, in spostamento verso levante ed in ulteriore indebolimento, mentre identifica, nei bassi strati, un campo barico relativamente livellato, privo, ad eccezione di un certo debole flusso orientale, di particolari spostamenti di masse d’aria. Il quadro di un contesto, almeno per qualche tempo o qualche giorno, privo di particolari ondate di caldo, è stabilito dagli effetti della infiltrazione suddetta ed è stabilito da una evoluzione che vede la parte consistente del promontorio sub-tropicale collocarsi sull’europa occidentale di francia e spagna, non proprio nel bel mezzo del mediterraneo, tra una configurazione depressionaria oceanica in veste di cut-off e una configurazione depressionaria ad est in veste di saccatura in estensione verso sud e non lontanissima o a ridosso dei balcani. Ecco che il risultato del tempo sulla penisola da qui all’inizio di terza decade, al netto della instabilità della goccia fredda tuttora presente ed in spostamento verso sud, può essere quello di una estate che, gradualmente, torna su temperature relativamente elevate, ma senza particolari eccessi…

Autore Pierangelo Perelli

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Gran caldo sull’Italia.

L’estate astronomica deve ancora incominciare, ma anche oggi stiamo registrando valori di temperatura molto elevati su tutta Italia.
Da nord a sud su alcune località sono stati superati i +35 gradi.
Sono temperature ampiamente sopra la media.
La nuova normalità climatica.

Autore Dott. Centra Massimo
NOTIZIEMETEOITALIA

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Prossima settimana con temperature più contenute…

Le carte di previsione della T a 850 hPa (circa 1500 mt) confermano la settimana prossima come caratterizzata da un clima ben estivo ma con temperature più nella norma climatica del periodo. Si conferma pertanto anche quanto esaminato in precedenza riguardo ad una fase più clemente e, probabilmente, anche più instabile, segnatamente sui settori orientali. Il lato negativo di evoluzioni di questo tipo può essere la possibilità di fenomeni temporaleschi di una certa intensità nelle zone interessate da detta instabilità, ma, comunque, vedremo. Evidente come i dati oggettivi, e come spesso accade, sconfessino i catastrofismi o i titoloni che si leggono qua e là. Il mio disegno mette a confronto il contesto isotermico in termini di anomalie a 850 hPa di oggi alle ore 12 con il corrispondente di metà prossima settimana circa che può essere assunto a rappresentazione, più o meno, di tutta la settimana. In realtà sono previsti, verso il prossimo fine settimana, leggeri o modesti rialzi termici che, però, nella sostanza, non alterano il senso di una settimana, dal punto di vista termico, generalmente nella norma o quasi…

Autore Pierangelo Perelli

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Estate più clemente dopo la fiammata del fine settimana…

In questo mondo della chiacchiera vari sono gli elementi che danneggiano la buona informazione. Uno di questi è l’eccesso relativo; un altro è il fatto che la facile disponibilità di strumenti di comunicazione privi di adeguata censura fornisce a tutti, esperti e non esperti, intelligenti e coglioni, la possibilità di dire la propria; un terzo elemento e non ultimo è la ricerca di consenso, successo e, soprattutto, di denaro a suon di spazio pubblicitario. E non esiste materia, di intrattenimento, di sport, di cronaca, di arte, di scienza, che, in tal senso, si salva. La meteo, come ho scritto tante volte, è, ahimé, una di queste. Naturale che, nel momento in cui gli obiettivi principali sono il consenso e gli introiti di denaro piuttosto che il fornire dati seri ed oggettivi, l’informazione ne risenta in negativo e finisca per diventare una sorta di pubblicità dell’estremo, inevitabilmente sconfinante rispetto alla realtà oggettiva e destinata al grottesco o al ridicolo. A noi tutti la capacità di saper distinguere e fare la corretta selezione. Venendo alla situazione ed alla evoluzione meteo nella sostanza va detto che stiamo vivendo un contesto che, per il periodo, è tutt’altro che nuovo o estremo, e che vede il dominio del sub-tropicale, capace di estendersi, nei prossimi giorni, in mediterraneo ed oltre, con un promontorio ben definito. Non sussiste, è bene chiarirlo, nessuna avvezione di aria calda e, tantomeno, di aria calda in risalita dall’africa. Sussiste il solito caldo dettato dalla subsidenza che crea un’alta pressione dinamica. Di fatto l’alta pressione dei bassi strati è centrata sul centro-nord europeo, mentre sul nord-africa, per come è di regola, sussistono i valori barici moderatamente negativi di un contesto da depressione termica. Gli effetti ben estivi del promontorio dinamico, marcato ma non caratterizzato da chissà quali valori barici, raggiungeranno i loro massimi nel fine settimana. A seguire andrà maturando il cambio di circolazione già precedentemente annunciato, che non corrisponde di certo ad un break, ma che, comunque, delinea un ridimensionamento del promontorio mediterraneo e una ridistribuzione dei massimi più ad ovest e tra oceano ed europa occidentale. Il trend suddetto lo definisce assai bene il disegno della situazione prevista intorno ai giorni 15/16, dove spicca, soprattutto, una presenza significativa dell’anticiclone delle azzorre che tende ad estendersi sino sull’italia settentrionale, ma dove si può notare anche un sub-tropicale di segno afro-mediterraneo che tende ad essere meno invadente. L’anticiclone delle azzorre è enfatizzato dalle frecce piccole rosse; la situazione della media troposfera è enfatizzata dalle frecce blu e rosse medie; il trend nella direzione di una fase ancora anticiclonica ma meno stabile, quanto meno sui settori orientali, e più nord-occidentale, è indicato dalle due frecce rossa e blu grandi…

Autore Pierangelo Perelli

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Dal pieno d’estate al possibile cambio meteo del dopo metà mese…


Il grande caldo spacca record che si profila nella settimana lo vedremo. D’altra parte per alcuni è la semplice prima ondata di caldo estivo, per altri è il primo super estremo antipasto di un’estate apocalittica. Ad ognuno di noi la capacità di fare, in questa bolgia dell’informazione che, spesso, sa più di fantasy che di informazione, la corretta selezione tra informazione seria e basata sui dati oggettivi, ed informazione, appunto, fantasy. Personalmente vedo, effettivamente, un rialzo termico suggerito dall’espansione di un promontorio dinamico e del classico promontorio che risale dal nord-africa lungo il mediterraneo occidentale e sino all’europa centrale, ma anche una ondata di caldo di quelle che, a giugno, abbiamo visto, negli ultimi anni, mille volte, e che non hanno incenerito nessuno. Per di più la medesima sembra non dovere avere vita lunga. La dinamica generale su scala euro-atlantica, infatti, vede una prima fase a sub-tropicale di segno africano, ma vede anche, a partire dall’inizio della seconda metà del mese, un ritorno o una riaffermazione del sub-tropicale ramo oceanico, destinata ad orientare l’aria instabile del nord-atlantico lungo una direttrice nord-ovest/sud-est all’altezza dell’europa nord-occidentale. Inutile affermare che una tale ridisposizione dei flussi e dei centri barici potrebbe essere il motivo di un inizio di seconda metà del mese meno stabile e meno caldo. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista proprio a metà mese; essa mostra il promontorio in quota ancora presente e l’area anticiclonica sul centro europa, rappresentativi della fase ben estiva e calda suddetta. Nel contempo la simbologia delle varie frecce intende marcare: con le frecce piccole rosse la non insignificante disposizione di un anticiclone delle azzorre sull’oceano, espressione di un anticiclone atlantico tutt’altro che intenzionato a cedere; con la freccia blu e la freccia rossa medie la saccatura del nord-atlantico che preme verso sud-est e il promontorio della situazione di metà mese; con le due frecce grandi la tendenza del subito dopo metà-mese e del cambio sopra indicato…

Autore Pierangelo Perelli

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Le tre fasi meteo, da qui metà mese…


Fino circa a fine decade il comportamento del sub-tropicale continuerà a non presentare apprezzabili rinforzi di segno afro-mediterraneo. Si continuerà a presentare, per di più, la modesta influenza di una certa estensione verso levante delle azzorre; e questo anche a dispetto di una debole falla presente a largo in veste di cut-off. In detto contesto non è da trascurare l’azione della corrente instabile del nord-atlantico che affonda su parte del continente, pur non riuscendo ad affondare apprezzabilmente in mediterraneo ed oltre le alpi, ma riuscendo comunque a creare elementi di disturbo sul nord-italia. La suddetta protezione anticiclonica, abbastanza stabile ed associata ad una stagione non troppo calda, tenderà, tuttavia ed almeno temporaneamente, a subire gli effetti di un certo cambio euro-atlantico, costituito da una riduzione della solidità azzorriana a largo, associata ad un affondo ed all’aggancio del cut-off menzionato, con conseguente rimonta anticiclonica dinamica in mediterraneo. Nulla di eclatante ma quanto basta per avere, soprattutto tra fine decade e metà mese, un certo rialzo delle temperature e qualcosa di più attinente ad una estate matura. La stessa saccatura, infatti, proverà a forzare verso ovest, ma in maniera poco convinta e senza, praticamente, riuscirci in pieno, ed anzi, scivolando verso nord-est. Una fase del genere, più prettamente di segno africano in quota, tuttavia e per fortuna, potrebbe non avere vita lunga. E questo per merito di un ripristino della solidità anticiclonica dinamica in oceano, con anche eventuale rimonta verso nord a favorire lo sviluppo di infiltrazioni settentrionali dirette verso sud o sud-est e, magari, influenti per la nostra penisola. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 10/11 in cui si nota l’accenno alla maturazione del promontorio sopra descritto tra iberia e mediterraneo occidentale, supportato dal moderato affondo a largo in tendenziale movimento verso est o nord-est. La simbologia, a sua volta, intende rappresentare le due fasi evolutive indicate, ovvero quella dell’affondo con suo scivolamento verso nord-est associato a moderata rimonta africana (frecce continue), e quella della successiva rimonta anticiclonica atlantica con sviluppo di possibili infiltrazioni da nord (frecce tratteggiate)…

Autore Pierangelo Perelli

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Il caldo giugno…


La fascia del sub-tropicale non si presenta uniforme ma è comunque in grado di caratterizzare una fase estiva e relativamenter stabile un pò su tutto il mediterraneo. Un flusso del nord-atlantico tende a disegnare ed a mantenere un certo affondo sull ‘europa nord-occidentale, capace di contestualizzare come ondulata la stessa fascia del sub-tropicale, ma, per il momento e per fortuna, senza apprezzabili espansioni della medesima in sede afro-mediterranea. Si riscontra, infatti ed a supporto di tale contesto, una presenza relativamente solida delle azzorre in sede oceanica e con una sua, seppur modesta, estensione verso levante. A dispetto del flusso instabile sopra indicato e capace di produrre infiltrazioni sul nord-italia il campo delle alte pressioni mediterraneo non tenderà, comunque, a cedimenti di rilievo, ed anzi, andrà, soprattutto in direzione di fine decade, consolidandosi, acquisendo, probabilmente ed in quota, una maggiore componente di matrice africana; e questo per merito di una evoluzione associata alla solita falla ad ovest dell’iberia, che, al momento, alcuni modelli vedono perturbare la fascia del sub-tropicale con una oscillazione negativa di una certa entità ed in grado di dare maggiormente vita a quello che, appunto, viene chiamato l’anticiclone africano. C’è da dire, comunque, che quanto potrà accadere a fine decade e, soprattutto ad inizio seconda decade, è ancora in fase di verifica ed associato ad incertezze, per come lo sono l’evoluzione dell’eventuale suddetto promontorio all’altezza del mediterraneo e la capacità della falla iberica di forzare la barriera anticiclonica verso est in termini più o meno rapidi ed efficaci. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 7/8, in cui si possono notare: il ben presente sub-tropicale dei 500 hPa e la saccatura del nord-atlantico che affonda sul continente sino alle medie latitudini (frecce medie rosse e blu); l’anticiclone delle azzorre dei bassi strati, relativamente solido in oceano e che estende una timida diramazione sino al mediterraneo occidentale (frecce rosse piccole); la falla a largo che, nel medio-lungo termine, è previsto che possa muoversi verso nord-est, approfondendosi e legandosi al flusso atlantico, sino a segnare una saccatura iberica più o meno in grado di procedere poi verso levante a forzare l’eventuale moderato promontorio afro-mediterraneo del sub-tropicale (le due frecce grandi)…

Autore Pierangelo Perelli

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Primo Giugno inizia l’estate meteorologica.

Oggi Primo Giugno è iniziata l’estate dal punto di vista meteorologico. Ma come mai? Sappiamo tutti che inizia il 21 Giugno, partiamo con ordine.

In meteorologia non si segue il calendario astronomico. Le stagioni vengono suddivise per trimestri ben definiti, con i mesi che presentano le stesse caratteristiche tra di loro. Quindi i mesi di Giugno, Luglio e Agosto sono in estate; Settembre, Ottobre e Novembre autunno; Dicembre, Gennaio e Febbraio inverno; Marzo, Aprile e Maggio primavera.

In astronomia invece si fa coincidere l’inizio dell’estate nel periodo tra il 20 e il 22 Giugno, dove il sole raggiunge nel suo moto apparente, la massima inclinazione sopra l’orizzonte (solstizio d’estate, con ore di luce superiori alle ore di buio). Dal 23 Giugno fino al 21 Settembre, il sole inizia la sua discesa fino a raggiungere il periodo di ore uguali tra giorno e notte (equinozio d’autunno), per arrivare al 22 Dicembre, giorno in cui il sole raggiunge la sua minima inclinazione sull’orizzonte (solstizio d’inverno), per poi ricominciare il suo ciclo.

Questo è il modo per rappresentare le stagioni dal punto di vista astronomico. Infine, c’è un terzo sistema, poco usato e conosciuto, dove si parla di estate solare. Di cosa si tratta? Semplicemente il periodo di maggiore luminosità nell’emisfero boreale, comprendente grosso modo i mesi di Maggio, Giugno, Luglio, dove le ore di luce sono superiori a quelle di buio; ad Agosto già si intravede in maniera sensibile la diminuzione delle ore di luce, e dove il sole non tramonta mai al circolo polare artico. Questa misurazione si usa solo per l’estate, non è in vigore per le altre stagioni. Buona estate a tutti. Che sia godibile e non infernale come al solito.

Autore Francesco Loparco

Notiziemeteoitalia.it

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Alta pressione in cattedra, o quasi

Nel merito di anticiclone della azzorre, di anticiclone atlantico e di anticiclone africano, di cui si parla spesso con troppa disinvoltura e, talora, in maniera non corretta, è bene chiarire alcuni aspetti. Occorre, in primis, sempre distinguere tra anticicloni veri e propri, corrispondenti alle aree di alta pressione misurate in termini di isobare e nei bassi strati, e i cosiddetti anticicloni dinamici o delle quote superiori come la quota di 500 hPa (circa 5.500 mt), misurati e rappresentati in termini di altezza di geopotenziale e non di valori barici veri e propri, e facce della stessa medaglia corrispondente alla fascia del sub-tropicale. Ecco perché, riferendoci alle quote superiori, sarebbe sempre più opportuno parlare di ramo atlantico e ramo africano del sub-tropicale piuttosto che di anticiclone atlantico e di anticiclone africano. In ogni caso si parla di anticiclone africano o promontorio africano ecc. ecc. quando l’ondulazione della fascia del sub-tropicale determina l’estensione di un’onda positiva in corrispondenza di africa e mediterraneo, mentre si parla di anticiclone atlantico e, un pò impropriamente, di anticiclone delle azzorre, quando l’onda positiva o l’estensione interessa, del medesimo sub-tropicale, l’area oceanica sino a coinvolgere il mediterraneo o la sua parte occidentale. Ed è proprio quest’ultima la configurazione meteo che ci sta interessando e che ci interesserà anche nei prossimi giorni. Va altresì detto che non siamo in presenza di una franca estensione verso levante delle azzorre, ma tra una disposizione del sub-tropicale ramo atlantico ben strutturata sul vicino oceano e sino sulla spagna ed una certa estensione azzorriana sulle medesime aree, il nostro tempo non può che essere quello limpido e relativamente stabile delle situazioni che vedono alta pressione sul mediterraneo occidentale e saccatura a levante, su penisola balcanica e/o europa orientale. Un siffatto contesto, senza sostanziali variazioni, dovrebbe resistere per giorni, ed almeno sino ai primissimi di giugno. Dopodiché la minaccia di una saccatura atlantica, tendente a guadagnare verso sud o sud-est, potrebbe cambiare i connotati della disposizione anticiclonica descritta, con la possibilità di un disegno in cui emerge il ramo africano, oppure con la possibilità che, invece, prevalga il ramo anticiclonico dinamico atlantico e che lo stesso spalleggi detta saccatura accompagnandola in un suo passaggio lungo il settentrione. Ma tutto questo lo vedremo. Il disegno mostra la situazione generale prevista a fine mese, che è anche un pò rappresentativa della fase in corso e di quella dei prossimi giorni. In detto disegno: le frecce più piccole servono ad identificare il profilo dell’anticiclone delle azzorre e dell’anticiclone dei bassi strati; le frecce medie servono ad identificare il profilo dei flussi a 500 hPa nonché quello dell’anticiclone dinamico ramo atlantico, ancora ben disposto tra oceano e mediterraneo occidentale, anche se con la tendenza un pò a cedere ad ovest dell’iberia; le frecce grandi servono a rappresentare i tre elementi in gioco del lungo termine e tutto ancora da scrivere, vale a dire la saccatura del nord-atlantico che tende a spingere ed a guadagnare verso sud e i due rami del sub-tropicale, quali quello dell’africano e quello dell’atlantico…

Autore Pierangelo Perelli

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Spazio alle azzorre…


Capire o sapere come sarà il tempo della stagione o delle stagioni prossime attraverso l’esame degli indici teleconnettivi sarebbe davvero bello. Certe analisi climatologiche ben vengano e non dubito che un bel giorno saranno tali da fornirci davvero indicazioni veritiere sul tempo del lunghissimo termine. Ad oggi, però e purtroppo, anche l’esperienza mi insegna che siamo ancora, da questo punto di vista, in alto mare, per cui come sarà, ad es. l’estate, non potremo che capirlo quando l’estate arriverà e giorno per giorno, con le previsioni di breve/medio termine. Ecco perché certe indicazioni che si leggono qua e là su come sarà, ad es, l’estate, anche se supportate da forecast di istituti vari, lasciano il tempo che trovano e vanno prese per quello che sono o rappresentano. Sono legate a valori probabilistici dell’ordine del 10/20 % che, praticamente, non ci dicono niente. Il che non significa, naturalmente, un pò come nella scienza in generale, che certi studi non siano sacrosanti. Venendo alla situazione che si profila da qui a fine mese l’elemento dominante è costituito da un generale miglioramento sostenuto dalle azzorre. L’ultimo disturbo, legato ad un asse di saccatura in transito in queste e nelle prossime ore ma di chiusura, è quello che nel disegno, riferito alla situazione prevista ad inizio settimana, è presente ormai sulla penisola balcanica. Al seguito di tale transito tutti i vari modelli ci raccontano di una ridistribuzione dell’anticiclone atlantico favorevole ad una certa stabilizzazione mediterranea. Si nota, ovvero, la tendenza dello stesso anticiclone, ed a tutte le quote, a distribuirsi maggiormente lungo i paralleli e ad espandersi, sia pur in maniera non così invadente, verso levante. E tutto questo a supporto di una settimana, con l’eccezione della solita attività convettiva pomeridiana delle aree interne o di qualche modesta infiltrazione lungo la componente nord-occidentale, sostanzialmente moderatamente stabile e nel segno della primavera avanzata più classica…

Autore Pierangelo Perelli

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Flusso nord-occidentale atlantico…


Dai fatti non si sfugge. E i fatti meteo, come sempre, svelano come certi modi surreali di scrivere e trattare la materia da parte di certi siti, canali, notiziari, siano molto discutibili. Ad es. il famoso ciclone simil-tropicale, che ciclone simil-tropicale non è mai stato, se n’è andato in fretta senza creare le conseguenze apocalittiche postulate qua e là. Chiamare ciclone simil-tropicale un ciclone che non è simil-tropicale e che non è neanche, nelle previsioni, destinato a diventarlo, corrisponde ad una inesattezza gigantesca. Venendo alla situazione delle ultime ore è successo che la medesima è maturata nella direzione di un flusso settentrionale, compreso tra la estesa circolazione ciclonica dell’est e la figura anticiclonica ad omega, disegnata da un nucleo anglo-islandese e da un modesto promontorio in mediterraneo occidentale. Nel corso dei prossimi giorni detta situazione è destinata a cambiare ma continuerà a non apportare vere stabilizzazioni; e questo, appunto, a dispetto di una certa ridistribuzione delle figure bariche su scala euro-atlantica, giacché se l’omega suddetto ed il nucleo anticiclonico anglo-islandese sono destinati a scomparire, tende a prendere corpo un rialzo barico azzorriano in atlantico che, a sua volta, non è mai foriero di esplosioni anticicloniche mediterranee. Esso, infatti, non potrà far altro che introdurre un contesto nord-occidentale associato a disturbi oceanici. Nulla di eclatante ma, certamente, una transizione ad una fase, si più zonale, ma sempre caratterizzata da infiltrazioni per come l’avevamo già postulata in precedenza e per come il disegno della situazione prevista a metà settimana molto bene ci racconta…

Autore Pierangelo Perelli

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Tra una depressione mediterranea e una modesta irruzione nord-orientale…

Cominciamo col dire che quanto ci raccontano le carte nel merito del maltempo previsto sul sud-italia corrisponde a depressione mediterranea e, al massimo, a ciclone mediterraneo. Non vedono, per niente, un ciclone simil-tropicale o TLC o medicane. Ho disegnato la situazione generale di questa mattina per come è molto eloquente nel descrivere quanto sta accadendo ed accadrà. Vi fa spicco la depressione in sviluppo sull’africa settentrionale, ancora in un contesto baroclino e che potrà approfondirsi fino ad acquisire le caratteristiche di un ciclone, che non vuol dire, attenzione e per come ho premesso, ciclone tropicale. Il ciclone simil-tropicale è tutta un’altra cosa che con un normale ciclone mediterraneo non ha nulla a che fare. Non che il mediterraneo sia esente dalla possibilità di TLC o medicane; ma si tratta di una possibilità rara, che, assolutamente, almeno per quello che ci raccontano le ultime proiezioni modellistiche, non rientra nel caso in questione (nulla esclude che un normale ciclone possa diventare un ciclone simil-tropicale, neanche in questo caso; ma, al momento, lo ripeto, non sussistono previsioni tali). Si può vedere come la depressione sia associata ad un modesto asse di saccatura e ad una ben definita struttura di fronti. I suoi contrasti e l’alimentazione da parte di aria caldo-umida sono certamente in grado renderla attiva nel produrre fenomeni intensi nelle prossime ore, con un coinvolgimento del sud-italia; ma occorre anche dire che, per fortuna, sembra destinata ad una rapida evoluzione con spostamento verso est o nord-est e con suo relativo indebolimento. Volano in rete, e su una rete in cui ritengo che, in generale, una buona fetta di quanto si legge o si ascolta, sia roba o vuota ed insignificante, o ridondante, o fatta di spicciola retorica e di luogo comune, o di inesatto, o di falso, le solite parolone che scomodano uragani e cicloni tropicali. Io, di fronte a quanto dicono le carte ed in questo caso, a parlare di ciclone simil-tropicale e medicane o uragano mediterraneo presente o in arrivo, mi vergognerei. E mi vergognerei per vari motivi; ad es. perché chi mi conosce e che, come me o più di me sa un pò di meteo, appena un pò, mi direbbe o penserebbe che commento le carte senza sapere cosa sono le depressioni o i cicloni. Dunque la medesima depressione si muoverà probabilmente verso nord-est con una certa velocità, e si muoverà verso nord-est, sfumando e finendo nell’ambito dell’altra circolazione ciclonica o depressionaria, quale quella presente sul nord-est europeo e tendente a guadagnare verso sud, non senza, di conseguenza, coinvolgere i nostri settori orientali nei modi di una irruzione. Questo quadro evolutivo, valido sino a fine decade, dovrebbe poi vedere un cambio di circolazione ancora tutto da scrivere ma, come sembra attualmente, non completamente estraneo alla possibilità di infiltrazioni da ovest…

Autore Pierangelo Perelli

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