Saccatura atlantica 3/4 ottobre: le incertezze dei modelli

Come abbiamo spiegato nei precedenti articoli, l’autunno prova ad inviare il suo primo segnale verso il bacino del Mediterraneo.

Fino ad oggi infatti le poche perturbazioni che hanno interessato l’Italia hanno presentato caratteristiche estive/tardo estive, soprattutto fatte di temporali e rovesci sparsi e meno importanti via via che si procede verso il meridione. La siccità è tutt’ora un grosso problema su diverse zone del centro sud

Una profonda depressione tra isole britanniche, Francia e Spagna inizierà ad affondare verso sud, ma stante una non completa elevazione dell’alta pressione azzorriana in Atlantico e un getto ancora non particolarmente propenso agli scambi meridiani, interesserà il nostro Paese solo con una sua propaggine in distacco.

A questo punto iniziano le divergenze tra i principali modelli globali di previsione (qui le elaborazioni rispettivamente a cura dell’europeo ecmwf e dell’americano gfs)

Come potete vedere per il primo l’affondo sembra essere poco pronunciato: ci attenderebbero quindi precipitazioni soprattutto dalla Toscana verso nord, ancora abbatanza irregolari con massimi tra Liguria, alta Toscana e Alpi.

Gfs invece vede un maggior coinvogimento del territorio, con un minimo di pressione in formazione sull’alto Tirreno e quindi fenomeni più organizzati e abbondanti e in larga parte estendibili anche al sud Italia (specie lato tirrenico).

Arriverebbe anche la prima vera neve stagionale a quote superiori ai 2000m/2400m sull’arco alpino.

Le diverse letture dei modelli possono essere al momento influenzate dal destino dell’ex uragano in Atlantico e dal suo aggancio o meno con il flusso perturbato polare

Seguiranno aggiornamenti

A cura di Simone Scarpelli

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