Altalena termica nella prossima settimana

Da domani torna a riaffacciarsi un po’ d’inverno sull’Italia.

Fino ad oggi questo gennaio si è comportato totalmente all’opposto rispetto a quello del 2020, quando l’alta pressione la fece da padrona, mangiandosi anche tutto febbraio. Numerose invece quest’anno le perturbazioni e con esse la neve sui monti a quote anche basse nella prima metà del mese. Il weekend in corso invece è iniziato con lo scirocco e neve a quote di montagna, per poi finire già da stasera con un nuovo raffreddamento che si propagherà anche verso il sud

Miglioramento del tempo su nord e Toscana, ma la parte  orientale della regione vedrà ancora rovesci e precipitazioni nelle prima parte di domani (neve in calo anche sotto i 1000m).

Più precipitazioni tra Romagna e Marche per poi scendere al sud.

Torneranno correnti da nord est e come dicevo appunto caratteristiche tipiche di un tempo invernale.

Al calare del vento si prevedono gelate diffuse al centro nord entro martedì.

Poi ci sarà un nuovo rialzo proprio in quelli che la tradizione (spesso romanzata) vedrebbe come i giorni più freddi dell’anno: il trittico della Merla.

La figura di alta pressione riporterà in salita i termometri specie in quota, mentre nelle conche e vallate lavorerà l’inversione termica, con parte di quell’aria fredda affluita precedentemente schiacciata al suolo.

Probabile che poi entro domenica prossima le temperature tornino nelle medie e probabilmente accompagnate da un nuovo passaggio perturbato, che al momento appare di difficile determinazione negli effetti, zone colpite e durata dei fenomeni.

Di sicuro se state leggendo proclami su gelo in arrivo e quant’altro… niente di più falso!

Al momento (fin dove ha senso spingersi) non si vedono manovre degne di inverni da ricordare e ondate di gelo da est dirette verso il nostro Paese.Nulla toglie che possano poi manifestarsi, ma al momento la stagione si incanalerà sui binari della normalità senza eccessi in un senso o nell’altro.

Fin qui dunque un inverno decisamente migliore di quello 2020, che a distanza di un anno ricordiamo ancora come surreale nella sua staticità e mitezza; una stagione che però ha dato il meglio di sé più che altro al nord (con neve in due/tre occasioni a bassa quota e numerose gelate).Molto meno al centro sud che, proprio per  la frequenza dei passaggi perturbati e la scarsità di gelate, ha vissuto quasi un tardo autunno continuato. Di questi tempi in ogni caso si apprezza il tentativo di una ritrovata dinamicità e nevosità da record sui monti…sicuramente non avremo problemi idrici a breve.

Ma perchè di questa stagione se ne possa parlare in futuro mancherebbe all’appello un evento di freddo deciso di stampo continentale.

Attendiamo: e vediamo se febbraio potrà regalare il suo ruggito, oppure se ci incammineremo senza scossoni verso il finale di stagione, ricordando che spesso gli eventi invernali tardivi possono prendersi anche parte della Primavera e questo normalmente proprio per le caratteristiche di transizione della stagione, che come ricordo sempre non è nuova ad alternare primi tepori a vere e proprie ondate di freddo.

Le mappe del modello europeo ecmwf indicano rispettivamente le precipitazioni attese per domani e le anomalie di temperatura (scostamento rispetto alla media) per mercoledì 27 gennaio e domenica 31 gennaio

Un saluto da Simone Scarpelli

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