Uno sguardo al lungo termine dei primi di gennaio


Guardare le carte che prevedono a 7-8 giorni od oltre, lo sappiamo, significa guardare ad ipotesi che, statisticamente, godono di un livello di probabilità abbastanza scarso.

Tuttavia, in certi casi, le medesime offrono, più che in altre situazioni, elementi di interesse. Ed in questo caso per il fatto che, prima o poi, questa persistenza di correnti occidentali o sud-occidentali ad invadenza sub-tropicale, dovrà pur terminare.

E se il percorso che le medesime mappe offrono indica che, difficilmente, le cose cambieranno da qui a 5-6 giorni, non può essere così casuale che, nel contempo, diano qualche indicazione di cambiamento per i giorni intorno all’epifania.

Stiamo parlando di un certo cambiamento, ovvero di un certo cambio di configurazione, che non significa necessariamente chissà quali rivoluzioni. Più o meno in tutti i modelli, infatti, si intravede, per quei giorni, un profilo del getto che, tra il vicino atlantico e l’europa occidentale, tende a deviare verso nord-est proponendo, di conseguenza, la possibilità di un più o meno ampio e di un più o meno invadente promontorio sul continente.

Ed ecco che, al netto del concretizzarsi di una tale evoluzione, si possono valutare tutte le varie ipotesi previsionali verso le quali un tale trend può sfociare, tra l’eventualità di ulteriori e più consistenti affermazioni anticicloniche (vedi frecce rosse piccole) e l’eventualità che, invece, la spinta anticiclonica si sviluppi in maniera tale da regalare un profilo simil rex-blocking, più o meno temporaneo, in cui prendono forza, alle nostre latitudini, componenti anti-zonali e flussi freddi da est o nord-est continentali.

Una tale possibilità è quella che ci mostra il disegno e che ci mostrano le frecce più grandi, riferito alla situazione generale prevista da ECMWF intorno ai giorni 5/6 gennaio…