Tipica variabilità del periodo…


Difficile non riconoscere nel quadro meteo di questo inizio mese le caratteristiche di una normalità climatica di matrice oceanica. Nell’ambito di un flusso occidentale alquanto ondulato e, al tempo stesso, relativamente mobile, si notano il tentativo di affermazioni del sub-tropicale o di spinte anticicloniche stabilizzanti e quello di affondi atlantici che, nel complesso, stabiliscono un contesto di alternanza o variabilità, assai tipica del periodo. L’ipotetica chiusura, al seguito della saccatura o del vortice attualmente in transito da nord a sud, finisce per risultare un promontorio poco solido e, per quanto foriero di un certo ostacolo a successive azioni oceaniche, destinato a fornire una stabilità temporanea. Il disegno della situazione generale prevista ad inizio seconda decade o intorno ai giorni 11/12 ci mostra l’azione del promontorio sopra indicato ma ci mostra anche l’incalzare di nuove infiltrazioni da ovest o nord-ovest, pronte a forzare, seppur in modo graduale, il muro anticiclonico e a promettere nuove possibili azioni instabili intorno alla metà del mese. Per affermare con certezza che la grande depressione, ancora disposta tra islanda e groenlandia, riuscirà a guadagnare in longitudine e latitudine fino a coinvolgere il nostro mediterraneo, è, forse, ancora un pò presto; e questo in virtù di un sub-tropicale che potrebbe opporre una certa resistenza o una resistenza più decisa del previsto. Rimane il fatto che, comunque ed al netto di moderate oscillazioni in latitudine del fronte polare, le prospettive di medio e lungo termine attuali non prevedono particolari blocchi o deviazioni del flusso oceanico…

Autore Pierangelo Perelli

La tipica variabilità del periodo.


Da qui ad inizio seconda decade la dinamica più interessante è quella che si profila giusto alla fine del periodo considerato.

Il contesto mobile o semi-mobile in atto può proporre il transito di una nuova moderata o debole saccatura in corrispondenza del fine settimana, ma nell’ambito di un quadro barico che, al momento, non sembra così favorevole a cedimenti di significato.

Dopo il guasto degli ultimi giorni, che ha concentrato le piogge in emilia romagna per effetto del maturare di una certa stazionarietà associata, in quell’area, ad un contesto di convergenza tra un richiamo sciroccale al suolo e le correnti sud-occidentali di un vortice in quota, il corso ha assunto la configurazione di qualcosa che sa di più mobile e zonale, pur se sempre ancorato anche a moderate pulsazioni del sub-tropicale in senso meridiano.

Dette pulsazioni sono, di fatto, molto da considerare giacché una è quella in atto e foriera del miglioramento relativo, ed un’altra può essere quella di fine prima o di inizio seconda decade, molto più spostata ad ovest e, pertanto, possibile causa di un certo guasto e di una fase di peggioramento.

Ed ecco la dinamica più interessante di fine periodo sopra accennata. Una dinamica, tutta ancora, naturalmente, da confermare, e che può consistere in un certo rialzo azzorriano a largo ed in una conseguente flessione di un certo peso in area mediterranea, presumibilmente anche non così fugace.

Il disegno si riferisce alla situazione prevista in quota intorno ai giorni 10/11, quando la nuova saccatura potrebbe, appunto, disegnarsi non proprio come un rapido passaggio ma come un affondo o un’onda negativa di una certa ampiezza e plastica, ovvero foriera di più apporti perturbati e di una decisa fase variabile/instabile…

La tipica variabilità primaverile


I segni di primavera sono anche quelli che ci offre la più classica delle situazioni mobili in un contesto che vede, contemporaneamente, un sub-tropicale relativamente alto in latitudine.

Quanto consegue, a livello mediterraneo, con questo tipo di configurazione, non può che essere un tempo variabile e di matrice occidentale. In questi casi è presente, proprio in corrispondenza del limite tra basse ed alte pressioni, anche una certa ventilazione e quella tesa ventilazione da ovest che nasce dal relativamente elevato gradiente barico lungo detto confine, proprio a causa della solita ed ormai fisiologica invadenza del sub-tropicale.

Le ultime emissioni hanno, tuttavia e del medesimo, scongiurato possibili estensioni positive stabili o di blocco, dando credito, piuttosto, ad una fascia anticiclonica ondulata e, per quanto non così confinata a sud, anche, e come detto, aperta alla possibilità di deboli o moderati transiti perturbati.

Nel contempo risulta evidente come detti passaggi perturbati non possano corrispondere, però, a quelle perturbazioni atlantiche che affondano franche e che arrivano da occidente coinvolgendo in pieno il mediterraneo. Per una tale possibilità occorrerebbe un più deciso abbassamento del fronte polare, o il configurarsi di una situazione mobile associata ad onde di maggiore ampiezza ed opportunamente distribuite in latitudine; evenienze queste che non possiamo escludere per il futuro ma che le prospettive attuali che ci offrono i modelli per il medio-lungo termine non disegnano a sufficienza o, meglio, non indicano con sufficiente dose di certezza.

Il disegno che illustra la situazione prevista in quota intorno ai giorni 13/14 marzo fornisce l’idea del flusso occidentale moderatamente ondulato sopra descritto, dove si vede la nuova debole onda negativa in procinto di interessare il centro-nord, e dove si vede anche un’onda successiva ulteriore al largo dall’apparenza di un’onda più promettente, ma, nel contempo, dai destini ancora tutti da definire. Tali destini sembrano essere quelli di un profilo generale che mostra segni di meridianizzazione e segni che assegnano a tale depressione il corso di un possibile suo affondo iberico-mediterraneo più consistente delle depressioni che l’hanno preceduta.

Tuttavia l’ipotesi di un suo avvicinamento alla nostra penisola o di una sua influenza, che potrebbe inquadrarsi intorno ai giorni 18/19, viaggia di pari passo con la possibilità che detto affondo non maturi oppure che coinvolga longitudini piuttosto ad ovest e tali da regalarci, più o meno temporaneamente, respiri anticiclonici piuttosto che ciclonici. Per cui vedremo…