Dominio atlantico, fino a quando?


Scrutare lo split del vortice stratosferico che i modelli, al momento, confermano per fine prima decade di febbraio, è lecito ma non può, in alcun modo, indicare la probabilità che lo stesso abbia una qualche influenza sul tempo mediterraneo. Potrebbe averla, oppure averla su altre aree dell’emisfero, oppure non averla. Fenomeni come un Sudden Stratospheric Warming (SSW) (in questo caso con valori max di -20) ed uno split possono far sperare, ma occorre, sempre, attendere e attendere parecchio prima di scrivere titoloni ed articoli previsionali nel merito. Il Winter Coupling Index (WCI), quando la sua previsione nel medio/breve indichi valori di 3 o superiori, ci può dare un’idea più concreta nel merito. Ma anche in questo caso potremmo sempre aspettarci che gli effetti sul VP, sul piano della distribuzione delle onde e dei centri barici a livello emisferico, non sia tale da creare effetti particolari in mediterraneo ed in Italia. Se esaminiamo, infatti, la statistica degli stratwarming degni di tale nome e le volte che questi producono eventi freddi o molto freddi in Italia, si hanno dati non proprio, per i freddisti, confortanti. Ovvio che tutto può succedere e vedremo. Al momento, alle latitudini medio-basse, continua, imperterrito e piuttosto restìo a cedere, il contesto atlantico da tempo in azione ed associato a temperature né troppo alte e né troppo basse, non proprio ascrivibile ad un clima invernale freddo ed anzi, ascrivibile, anche in termini di precipitazioni, ad un autunno inoltrato o ad un inverno maturo ed in stanca. Un contesto del genere, in considerazione delle latitudini in cui si colloca, più o meno, il fronte polare, è ascrivibile ad un flusso ondulato che, con le sue perturbazioni, coinvolge, in pieno o giù di lì, il mediterraneo. Tra intervalli di breve durata con modesta componente anticiclonica e transiti perturbati, di questo tipo di tempo ne avremo, probabilmente, ancora per giorni. E ne avremo per giorni con la, ancora da confermare, possibilità, che solo intorno al 10, si possa avere un certo rialzo barico ad ovest sull’oceano, magari in grado di, almeno temporaneamente, arrestare tale flusso zonale e configurare una saccatura a carattere freddo capace di estendersi al mediterraneo. Vari modelli, intorno a questa ipotesi, concordano, ma è chiaro che, considerata la distanza temporale che non consente di avere certezze, ci sarà da attendere e molto da verificare. Il mio disegno illustra la situazione generale prevista intorno ai giorni 3/4 e mostra la fascia depressionaria che, dal nord-atlantico groenlandese, spinge in direzione del mediterraneo, con le sue correnti occidentali. Nel contempo mostra anche una certa figura anticiclonica, anche dinamica tra Islanda e Groenlandia e più termica sull’europa nord-orientale, che, però, in termini di flusso anti-zonale e per il momento, ha ben poca influenza. Ed ha ben poca influenza, come detto, almeno sino, molto probabilmente, a fine decade, ed ovvero a quando, se assumiamo come veri certi forecast, un certo rialzo barico di tipo dinamico in atlantico potrebbe venire a costituire una disposizione anticiclonica tra oceano iberico ed Islanda (frecce grandi)…

Autore Pierangelo Perelli

Inverno opaco, fino a quando?…


Il momento in cui questo inizio d’inverno indecente proverà a cambiare marcia assumendo connotati più consoni non è ancora possibile stabilirlo con certezza. Certe proiezioni natalizie o post-natalizie che incoraggiano qualcuno a stabilire che avremo una certa svolta sono ancora troppo lontane e, di conseguenza, poco affidabili. E non solo, giacché in tal senso sussiste ancora anche una certa difformità tra i modelli. Di sicuro abbiamo che nel corso della prossima settimana l’atlantico, in questo momento assai poco incisivo ed associato ad infiltrazioni che sbattono contro il promontorio anticiclonico scivolando lungo gibilterra e sino al marocco occidentale, proverà ad essere più influente; e ci proverà con una saccatura, per come indicato dal disegno della situazione prevista intorno ai giorni 16/17, non lontana dalla possibilità di creare un peggioramento, soprattutto lungo il profilo occidentale della penisola. La faccenda maturerà senza, comunque, e sempre per merito di un contesto con promontorio anticiclonico duro a morire, un vero e proprio sfondamento da occidente, tant’è che, anche in questo caso, la relativa depressione andrà poi scivolando nell’entroterra africano piuttosto che traslare verso levante. Andando poi oltre o molto oltre, provando ad esaminare certe proiezioni di lungo termine alquanto stimolanti ma ancora piuttosto vaghe nella possibilità di chiarire l’ipotesi di una vera svolta in senso invernale, si può prendere ad es. l’ultima proiezione di ECMWF e relativa ad inizio terza decade, la quale mostra, con il supporto nel disegno della simbologia relativa alla evoluzione della disposizione di una isoipsa di riferimento (frecce più grandi identificative della isoipsa nei giorni 16/17 e frecce più piccole identificative della stessa isoipsa nei giorni 21/22), un tendenziale aumento dei valori barici sui mari del nord a tutte le quote. Ed un aumento che, effettivamente, può anche stimolare certe fantasie freddiste corrispondenti all’intravedere, in detto aumento, la possibilità di richiami di saccature fredde dall’europa orientale che interagiscono con infiltrazioni oceaniche alle basse latitudini e che, pertanto, possono creare allettanti e mediterranee condizioni da rex o da dipole blocking. Magari!! E’ altresì, però, assai chiaro che stiamo parlando di qualcosa che sarà, e molto, da riesaminare, oltretutto nei suoi possibili e vari risvolti, nel prossimo futuro…

Autore Pierangelo Perelli

Blocco persistente, fino a quando?…


Significativo ed insistente il blocco che sta governando il tempo su buona parte del continente. Il medesimo si configura nella forma approssimativa di un omega, disponendo i suoi massimi sul nord-atlantico e sull’europa nord-occidentale, ed accogliendo il supporto di un promontorio iberico-mediterraneo. In questo modo e con la associata latitanza delle azzorre il contesto euro-oceanico risulta quello assai meridiano di una fascia anticiclonica sul continente, settore centro-occidentale, e di due ampie saccature ai suoi lati, quella assai fredda dell’europa orientale e quella atlantica che affonda sino alle basse latitudini dell’atlantico portoghese. La persistenza di una siffatta situazione è fisiologica e risiede nella dinamica propria di tale profilo. Ammette possibilità di sfoghi da est o da ovest, legati alle due saccature sopra indicate, ma non così facilmente. Da questo punto di vista una maggiore influenza sulla penisola della saccatura orientale è da mettere in conto per i prossimi giorni, certamente con un pò di venti da levante più freddi, ma sempre con modi marginali, e senza l’incisività delle vere irruzioni. Semmai, ed alla luce di quanto ci dicono i modelli, è da considerare, ai fini di un futuro declino della stessa alta pressione, quanto spinge da ovest o dall’atlantico. Attualmente la componente traslatoria di tale spinta è trascurabile, tant’è che la relativa saccatura sfoga piuttosto lungo i meridiani, producendo estensioni verso sud e rimanendo molto a largo. Si vede come, guardando il disegno della situazione prevista intorno ai giorni 9/10 e in conseguenza di rimonte anticicloniche anche in oceano, finisca per maturare in un cut-off o depressione isolata, certamente insidiosa per la penisola iberica ma non per noi. A seguire, anche se con molta gradualità, non è poi da escludere, che detto cut-off, eventualmente agganciato da un atlantico più energico, possa guadagnare verso levante a corrodere il blocco e ad introdurre qualcosa di più attinente ad infiltrazioni da ovest…

Autore Pierangelo Perelli

Moderato afflusso artico-continentale, fino a quando?


L’afflusso freddo in corso, certamente frutto di una diramazione del vortice polare che disegna un quadro di irruzione artico-continentale, presenta la fisionomia evolutiva già intravista in precedenza e considerata come la più probabile. Di una certa consistenza anche se non corrispondente ad un grande afflusso freddo o ad una ondata di gelo, non sembra dover avere vita lunga. Il blocco relativo non si consolida e non si dispone per come è necessario affinché si abbiano afflussi artico-continentali di una certa durata, e, magari, associati ad impulsi o poli freddi successivi. L’identità di tale afflusso è quella del classico dipolo che vede una circolazione ciclonica mediterranea ed una alta pressione sull’europa centrale e nord-occidentale. Siffatto disegno non può che attirare correnti fredde da levante che si presentano stabili sul centro-nord, in particolare sui settori occidentali, ed invece assai instabili su centro-sud e centro-adriatico. I venti forti di grecale completano l’opera di un quadro, certamente ben invernale, ma anche inseribile nella normalità degli episodi meteo del periodo. Ho indicato che detta situazione non avrà vita lunga; in verità potrà trascinarsi, con una graduale attenuazione dei fenomeni e del freddo, sino a metà settimana, per sfumare sempre di più, ed a favore di una configurazione di tutt’altro segno, in dirittura del fine settimana; ed ovvero quando la medesima depressione finirà sempre di più di starsene in fase con la saccatura fredda dell’europa orientale e tenderà a diventare un cut-off di attesa e nell’attesa di rientrare nei ranghi di un ravvivato contesto occidentale. Il disegno mostra la situazione prevista intorno ai giorni 18/19 ed è eloquente nell’indicare l’ormai cessato flusso freddo, con l’interposizione anticiclonica che chiude la porta dell’est e che favorisce la rimonta di correnti meridionali, ben più miti. Naturalmente questo non significa affatto che avremo la transizione a chissà quale caldo. Ma, certamente, al netto di temperature che, per effetto dell’afflusso precedente e dell’irraggiamento, rimarranno relativamente basse nelle ore notturne, avremo un ritorno a temperature che potranno risultare sopra le medie del periodo. Nel medesimo disegno le frecce piccole servono a rappresentare gli afflussi dominanti negli strati bassi, a rendere l’idea del freddo oramai ben confinato ad oriente, mentre le frecce blu grandi servono a rappresentare l’incipiente forcing oceanico destinato ad agganciare il residuo della depressione mediterranea e a disporre il corso del flusso dominante, più o meno anticiclonico o ciclonico, da occidente…

Autore Pierangelo Perelli

Sub-tropicale in grande spolvero, fino a quando?


Quando mi chiedono quale sito o servizio meteo consultare naturalmente un consiglio, con tanto di nomi, lo do. E lo do sulla base di vari criteri, non ultimo quello relativo al modo con cui detti servizi espongono o si esprimono.

Mi sento ad es. di consigliare di diffidare dei servizi carichi di titoloni ad effetto o il cui atteggiamento sa molto di vetrina e di spettacolo.

Così come mi sento di consigliare di diffidare di tutte quelle previsioni che trattano di come sarà la prossima estate, il prossimo mese, il prossimo anno, che associano l’andamento delle prossime stagioni al nino, alla nina, e via dicendo. La meteo è una scienza e come tale deve o dovrebbe comportarsi, ovvero con il rigore, lo spirito analitico, la razionalità e la sobrietà che della scienza sono tipici. Lo spettacolo lasciamolo ad altri settori.

La previsione affidabile è quella che tratta del tempo che farà da qui ai prossimi 5-7 giorni al massimo, ragionando scientificamente o tecnicamente su quanto espongono, nel merito, i calcoli fisico-matematici dei modelli. Dopodiché ognuno è libero di credere a cartomanti, maghi, oroscopo, novelle varie, titoloni meteo catastrofisti e surreali, e baggianate simili.

Ma in questo mondo di cretinate e di, tra youtuber, influencer e fenomeni mediatici in cui lo scopo finale è la ricerca del seguito e la raccolta pubblicitaria, fatto di un bombardamento senza limiti e censura, di relativi furboni che approfittano dei creduloni e della ignoranza, indecente ed annebbiante, in cui falso, osceno ed inutile o dannoso annebbiano il vero, il serio, il valore e l’utile, non posso non sentirmi, quando tratto di certe cose attinenti a scienza e ad arte, di dare certi consigli.

Venendo alla situazione meteo direi che, e per fortuna, si conferma la fisionomia di una terza decade meno estrema e persino, soprattutto a partire dalla metà, in grado di possibili destabilizzazioni.

Non attendiamoci, di sicuro, cedimenti del sub-tropicale drastici e rapidi ma, al netto di possibili sue riprese da contestualizzare nel periodo 22-24 sul centro-sud e collegate ad un certo affondo ad ovest su golfo di biscaglia ed iberia settentrionale, il trend generale, e soprattutto quello successivo al dopo metà decade, ne mostra un deciso ritiro e mostra anche l’affermarsi graduale di un corso occidentale collegato ad un certo abbassamento del fronte polare. Speriamo.

Il disegno mostra la situazione prevista intorno ai giorni 24/25 in cui risulta evidente un profilo in cui il promontorio del sub-tropicale appare meno pronunciato ed in cui incombe una certa azione di matrice atlantica…

Autore

Pierangelo Perelli