Il ritorno dell’estate piena…


Il caldo che farà non è ancora definito o definibile. Di sicuro, dopo un periodo di temperature sottomedia e di un luglio assai privo di ondate di calore, il ritorno ad una estate piena ed incondizionata, era da mettere nelle attese. Così come era da considerare il ritorno ad un profilo barico in quota più consono al periodo stagionale. Ovvio che in agosto la riaffermazione di un quadro che vede il sub-tropicale ridisporsi solido in mediterraneo non può fare una grande notizia. La fa per certi siti, canali o servizi a cui piace annunciare i fenomeni meteo con le solite espressioni tanto colorite quanto, a mio parere, fuori luogo. Tra l’altro, come ho scritto sopra, il caldo che farà, in merito alla sua durata e alla sua intensità, è ancora in fase di verifica. Le emissioni dei vari istituti, infatti, lo descrivono con modi non ancora troppo uniformi, tenendo anche conto della possibilità che intorno alla metà del mese e/o successivamente, i massimi barici tendano a configurarsi un pò ad ovest e si possano anche avere deboli infiltrazioni in quota. Di sicuro appare molto probabile, soprattutto da metà settimana, un cambio di circolazione generale che annulla la bella corrente nord-occidentale relativamente instabile sosituendola con la barriera anticiclonica del sub-tropicale. Naturalmente nulla a che vedere con le fantomatiche e surreali invasioni di aria sahariana che si dicono nei TG, nulla a che vedere con mostri, esplosioni, e situazioni drammatiche. Molto a che vedere, però, con il ritorno a temperature da solleone agostiano, sostenute soprattutto dalla compressione adiabatica di valori barici in quota che mostrano di risultare alquanto consistenti soprattutto nel fine settimana. Nel corso della prossima settimana, poi, detti valori potrebbero un pò diminuire, configurarsi come valori massimi un pò più ad ovest, così da rendere le temperature un pò meno sopra media o nella media. Ma è troppo presto per poter delineare quanto avverrà nel corso della settimana di ferragosto, per cui vedremo. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 8/9 e mostra, con il supporto della simbologia (con le frecce grandi il profilo delle aree bariche in quota e con le frecce bianche il profilo dell’anticiclone al suolo) la ben diversa situazione rispetto a quella che ci ha interessato nei giorni scorsi e che ci sta interessando tutt’ora…

Autore Pierangelo Perelli

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Estate gradevole ancora per qualche giorno…


La gradevole estate di fine luglio continuerà ancora nei primi di agosto, sostenuta da una bella corrente groenlandese capace anche di produrre, seppur in maniera non conclamata, disturbi o affondi mediterranei. Uno di questi è quello di questo fine settimana, che non mancherà, certamente, di determinare una nuova ondata di instabilità sul settentrione o sul centro-nord. Il fatto, poi, che detto affondo potrebbe essere l’ultimo della serie non esclude che, almeno sino ai giorni 5/6, la stagione sia in grado di mantenere le temperature entro un certo limite. Il ritorno ad una estate con le temperature conseguenza di stabilità da sub-tropicale ben presente o, addirittura, da rimonte in sede mediterranea, è, comunque ed inevitabilmente, dietro l’angolo. Si tratta solo di capire in che termini. Ovvero con quali valori barici e con quale fisionomia di profilo il flusso dominante in quota, che corre tra il sub-tropicale e le depressioni oceaniche, andrà a ricollocarsi rispetto all’attuale sua disposizione che lo vede correre da nord-ovest a sud-est. In ogni caso appare assai probabile che la gradevole corrente oceanica, sostenuta da una struttura azzorriana ben disposta in atlantico ed influente, torni ad accompagnare una fisionomia decisamente più estiva con recuperi anticiclonici a tutte le quote, nei termini ancora tutti da decifrare e che, naturalmente, vedremo. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista nei giorni 5/6, presenta ancora il corso atlantico azzorriano in atto, mentre la simbologia serve a proporre l’ipotesi del successivo cambio di circolazione, quale quello di un flusso dominante in quota che tende a ruotare in senso antiorario ed a conseguente risalita di latitudine all’altezza del mediterraneo…

Autore Pierangelo Perelli

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Piogge e temporali dal Nord al Centro-Sud Lunedì 28 luglio. Allerta GIALLA meteo-idro in dodici regioni.

Una perturbazione atlantica in arrivo dall’Europa centrale porterà, a partire dalle prossime ore, un netto peggioramento del tempo sull’Italia. Rovesci e temporali colpiranno inizialmente il Nord, per poi estendersi domani al Centro e a parte del Sud. I fenomeni più intensi e persistenti sono attesi sul versante adriatico dell’Emilia-Romagna e del Centro.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, domenica 27 luglio, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco, su Lombardia e Veneto, in estensione all’Emilia-Romagna e dalle prime ore di domani, lunedì 28 luglio, sono attese precipitazioni sparse, a prevalente carattere temporalesco, sulla Toscana, in estensione a Lazio, specialmente nelle zone interne, Umbria e Campania. Dal mattino di domani, inoltre, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco, anche sulle Marche, in estensione ad Abruzzo e Molise.

Infine, i fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 28 luglio, allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico su parte di Lombardia e Liguria – al Nord – e di Campania e Puglia al Sud. Allerta gialla anche sull’intero territorio di Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche e Molise.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

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L’estate cambia volto.


Dire che l’estate cambia volto non significa certo dire che arriva l’autunno. Tutt’altro. Ma significa, comunque, che, nel corso dei prossimi giorni, assumerà la connotazione di una estate governata da impulsi del nord-atlantico e di quella estate che ben poco ha a che vedere con ondate di caldo e stabilità anticiclonica. Le prospettive di detta stagione assai gradevole, per quanto anche disturbata e non esente da fenomeni localmente anche di una certa intensità, si disegnano almeno sino ai primi di agosto. E non si tratterà neanche della classica stagione azzorriana, non caldissima ma stabile. Si tratterà proprio di un quadro da correnti instabili settentrionali o nord-occidentali, di un flusso dominante capace di veicolare, secondo lo schema più classico dei flussi settentrionali attivi, impulsi successivi. Non sembra che detti affondi siano destinati al mediterraneo occidentale. Se lo fossero avremmo ondate di tempo perturbato relativamente marcato e generalizzato. Sembra che siano destinati piuttosto al mediterraneo centrale e centro-orientale; cosa che si confà maggiormente con il regime climatico estivo. Ma saranno sufficienti, per come risultano nelle indicazioni dei vari istituti, a produrre un contesto di tempo assai variabile/instabile e con temperature ben contenute, se non anche sotto media, soprattutto sul centro-nord ed in particolare sui settori orientali. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 28/29, definisce in modo chiaro il quadro di un maturo affondo in quota nord/sud che raggiunge, seppur con valori barici non così bassi, il mediterraneo, ed in cui trovano spazio ondulazioni secondarie o impulsi successivi, evidentemente destinati a caratterizzare una fase italica relativamente movimentata e da raffrescamenti. Si nota anche come la figura anticiclonica a supporto, quale quella, in questo caso, di matrice oceanica, faccia blocco nel medio/alto atlantico e conforti l’idea del periodo con le caratteristiche sopra descritte…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una possibile fase meno calda e più instabile…


Le componenti da considerare nella configurazione euro-atlantica della fase in corso sono un flusso del nord-atlantico instabile che coinvolge le latitudini medio-alte del continente ed il sub-tropicale che, al netto di ondulazioni più o meno pronunciate verso nord e temporanee, abbraccia le latitudini meridionali. Nulla di più classico. Delle due componenti, nel prossimo futuro, sarà la prima componente a guadagnare posizioni. E le guadagnerà, certamente non attraverso chissà quale affondo o guadagno in latitudine, ma di sicuro e, quanto meno, sulla base di sue diramazioni in veste di saccature secondarie o infiltrazioni capaci di indebolire parte del sub-tropicale in mediterraneo, soprattutto nelle sue aree centro-orientali. Che in estate gli affondi si caratterizzino soprattutto come infiltrazioni in quota poco ciclogenetiche coinvolgendo i settori balcanici e del mediterraneo orientale piuttosto che quelli del mediterraneo occidentale rappresenta una condizione fisiologica o una regola. Ed una regola che, più o meno, dovrebbe valere anche per l’affondo sopra menzionato e destinato a cambiare, almeno in parte, la scena meteo nella direzione di un transito di instabilità e di raffrescamenti. L’evoluzione prevista è di quelle rapide nelle quali il flusso instabile atlantico scivola, con tanto di curvatura ciclonica in quota, sino all’altezza del medio mediterraneo, ed attraversa la penisola da ovest ad est, o anche da nord-ovest a sud-est, coinvolgendo soprattutto il centro-nord e, gradualmente, introducendo una generale componente settentrionale. Inevitabile, da metà settimana, un incremento generale della instabilità sul centro-nord, destinato a strascichi sull’adriatico, accompagnato e seguito da raffrescamenti, possibili anche al meridione dopo la temporanea fiammata in corso. Ancora dubbi rimangono, peraltro, riguardo al grado di affondo ed al maggiore o minore coinvolgimento dei settori tirrenici, che, in questi casi ed in base alla resistenza dell’anticiclone, sono sempre da mettere in conto. Per come i vari istituti delineano, poi, il fine mese o l’immediato inizio di agosto, è assai corretto fermarsi qui, giacché il range delle possibilità che include quella di un successivo affondo capace di seguire le orme del precedente, quella di un successivo affondo che corre a latitudini settentrionali poco incisivo, o ancora quella di un affondo che scende questa volta più ad ovest con esiti tutti da capire, è davvero troppo ampio. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 25/26 ed illustra, con l’evidenza della infiltrazione in quota in transito e di un contesto ben più azzorriano in sviluppo, quanto sopra descritto…

Autore Pierangelo Perelli

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Fase estiva, ma con qualche disturbo e senza eccessi di caldo…


Il sub-tropicale continua a mantenere posizioni relativamente meridionali, ostacolato da sistemi depressionari che governano la fascia centrale o centro-settentrionale del continente. La presenza di una figura anticiclonica sull’estrermo nord fa, a sua volta, la sua parte, contribuendo al mantenimento di detta situazione. L’infiltrazione, sotto forma di modesta e piccola saccatura o goccia fredda, attualmente tra corsica e baleari, rientra nel contesto di detto quadro, orientato a qualche disturbo ed al mantenimento di una fase non troppo calda. La medesima circolazione depressionaria, sostanzialmente presente in quota, dopo aver prodotto un momento instabile su aree del centro-nord andrà rapidamente esaurendosi, fagocitata da un certo rialzo barico e da un sub-tropicale che proverà a guadagnare posizioni. Tuttavia, seppur considerando le incertezze del caso e la necessità di verifiche future, lo stesso sub-tropicale non sembra orientato a produrre promontori in pieno mediterraneo; ma sembra orientato ad espandere un’onda più ad ovest e tra iberia e vicino oceano, con la conseguenza di una possibile certa incisività del flusso perturbato dell’europa centrale, contestualizzabile in una struttura ciclonica che può diventare in grado di coinvolgere, con il suo flusso settentrionale instabile, nord-est ed adriatico (vedi disegno della situazione prevista intorno ai giorni 16/17). Un fatto che, nel complesso, può essere interpretato come l’espressione di un trend che non vede, almeno per qualche altro giorno, ritorni di vere onde di calore o spinte africane in quota. E’ ancora da vedere che cosa, in tal senso, potrà accadere poi tra fine seconda ed inizio terza decade, quando la spinta settentrionale sopra indicata si sarà esaurita o trasferita verso levante. C’è la possibilità, infatti, che, mentre si avvicina da ovest una nuova saccatura, si possa avere l’espansione di un’onda positiva in mediterraneo; ma rimane ancora da capire la sua connotazione di onda stazionaria o di onda pre-frontale…

Autore Pierangelo Perelli

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Clima gradevole ancora per qualche tempo…


Il clima gradevole in corso, frutto dell’affondo dei giorni scorsi e della relativa saccatura tendente a cut-off, ora disposta sull’europa orientale ad inglobare, in parte, penisola balcanica ed adriatico, in parte proseguirà. E proseguirà anche se nell’ambito di una tendenza che vede la stessa estesa circolazione ciclonica allontanarsi un pò verso nord. Il movimento di tale circolazione si presenta come quello tipico delle circolazioni chiuse, costrette, da un rialzo barico di blocco ad occidente, a stazionare o a spostarsi con moto retrogrado. Una tendenza che può avere, poi, come destino finale, il relativo riassorbimento da parte della eventuale rinnovata spinta occidentale alle medie latitudini e del cedimento del blocco. Ed è questa proprio l’evoluzione che ci presentano, per i prossimi giorni, i vari modelli. Nel contempo e nel quadro generale è da tener presente anche una componente infiltrativa occidentale che approfitta di un corridoio associato, all’altezza della spagna, ad una minore solidità del’anticiclone. Un aspetto, questo, che può contribuire sia alla possibilità di una infiltrazione atlantica nel medio termine e sia a tenere un pò a bada, ancora almeno per alcuni giorni, eventuali rimonte del sub-tropicale. E’ assai possibile che con lo spostamento retrogrado verso nord-ovest della bella e rinfrescante circolazione dell’est e con una certa, seppur moderata, ripresa dei valori barici legati al sub-tropicale, le temperature possano tendere ad un certo contenuto rialzo. Ma è anche vero che dopo il passaggio della infiltrazione sopra menzionata il sempre minaccioso sub-tropicale sembra dover far presa, almeno inizialmente e nel corso della prima parte della prossima settimana, un pò ad ovest ed in corrispondenza dell’iberia. Se poi, a seguire, sarà di nuovo la calura di una ripresa in pompa magna dello stesso sub-tropicale anche in pieno mediterraneo lo vedremo, giacché è ancora troppo presto per avere certezze in proposito. Il disegno della situazione generale riferita ai giorni 12/13 mostra le componenti in gioco e ne delinea i movimenti tendenziali descritti…

Autore Pierangelo Perelli

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La moderata rinfrescata, fino a quando?…


La rinfrescata in atto muove sulla base di una saccatura in transito da est ad ovest, non in grado di affondare oltre una certa latitudine e di produrre apprezzabili ciclogenesi, ma, certamente, in grado di determinare, sul centro-nord e, non solo, fenomeni da instabilità di una certa consistenza. Per come è tipico dell’estate e di queste situazioni i fenomeni risultano appunto sparsi o a macchia di leopardo, ma, in qualche caso, marcati e di una certa estensione quale quella che si conviene a cluster temporaleschi organizzati ed eventualmente autorigeneranti per effetto del parziale blocco ad est. Non sono mancati i soliti editoriali ed annunci carichi di allarme e di supercelle in arrivo; come le supercelle fossero pane quotidiano di tutte le situazioni temporalesche come questa, quando, invece, corrispondono a fenomeni non così frequenti, isolati e, prima di essere annunciati con questa faciloneria, meritevoli di essere considerati come fenomeni non così facilmente prevedibili. Io di supercelle non ne ho viste. Ma vuoi mettere come fa più effetto il termine di supercella invece di quello di semplice area temporalesca. L’affondo viene ad introdurre una nuova fase, molto meno calda e molto meno governata da inquietanti promontori sub-tropicali, naturalmente sempre in agguato ma, almeno per qualche giorno, un pò distanti. Tant’è che l’eventuale ritorno di rimonte in quota dall’africa, che un pò minacciano la prossima settimana, sembrano trovare ostacoli dettati da un atlantico, si poco incisivo, ma in grado di muovere infiltrazioni, e da una estesa circolazione in veste di cut-off sull’europa orientale, figlia dell’affondo in atto e poco propensa a traslazioni verso est e ad evoluzioni rapide. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 11/12. In esso, con il supporto della simbologia, si possono identificare in modo chiaro le componenti sopra indicate. Ad ovest notiamo un moderata goccia fredda sull’beria occidentale, espressione di modeste infiltrazioni da occidente che, seppur deboli, possono tendere a spingere verso est sfruttando un corridoio in cui l’anticiclone dinamico non si presenta così solido; ad est, e tra europa centrale ed orientale, notiamo l’estesa circolazione ciclonica chiusa o semichiusa che, derivata dalla saccatura che sta transitando, tende a rimanere sul posto influenzando, con la sua componente occidentale del flusso settentrionale o nord-occidentale, balcani ed adriatico. Un quadro del genere, che include la partecipazione di una estensione anticiclonica sul nord-europa, tra isole britanniche e scandinavia, non può che produrre un clima estivo, in genere relativamente stabile, ma anche con qualche possibilità di disturbo, e, soprattutto, caratterizzato da temperature in linea con il periodo stagionale o contenute. Un contesto questo che, come accennato, può proseguire oltre il fine settimana a scongiurare eventuali minacce da ritorni di caldo elevato, anche se, nel merito, sussistono dosi di incertezza e necessità di verifiche future…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una fase meno calda e più turbolenta…


Chi, ricorrendo ad episodi estremi del passato, pensa di sconfessare il riscaldamento legato all’attività antropica, non va neanche letto o ascoltato. Riguardo al relativo riscaldamento è vero che molto c’è ancora da capire perché il sistema è alquanto esteso, complesso, ancorato a secoli e decenni passati, e, pertanto, assai difficile da studiare. Ma la scienza e la fisica opinioni non sono; contengono, invece, leggi ben definite e non sconfessabili. E sul fatto che i gas serra, che sono aumentati progressivamente dall’inizio della prima rivoluzione industriale, si chiamano serra per un motivo ben preciso, c’è poco da dire. E poi ci sono i dati delle osservazioni tecniche. E poi c’è anche, molto più semplicemente, l’esperienza di ognuno di noi, compresa la mia, vecchia, ahimé, di decenni, che non può far altro che constatare come gli inverni di una volta, da tempo, non esistono più e come certi estremi estivi una volta fossero molto meno frequenti. Nel frattempo il grande caldo in atto e quello che sarà nei prossimi giorni stuzzica la fantasia che porta ai soliti titoloni surreali; e qui ci sarebbe da aprire un’ulteriore parentesi sul come, con questo mondo del clima che peggiora peggiora anche, giorno dopo giorno, il modo di fare informazione. Chiuse le parentesi di cui sopra e venendo alla situazione sussiste una luce in fondo al tunnel, che è quella già segnalata in precedenza. Ed ovvero la fine, almeno per qualche tempo, della estrema calura in atto. E questo per un graduale cambio di configurazione, prima rappresentato da una ridistribuzione della fascia del sub-tropicale nel senso dei paralleli, e poi da una sua rimonta in atlantico in direzione dell’islanda a favorire la discesa di una ben definita saccatura o azione depressionaria. La sintesi di questa evoluzione può essere descritta anche ammettendo una fuga di certi massimi barici in quota verso occidente. Sarà inizialmente graduale, detto passaggio, ma poi sarà, soprattutto a partire dal fine settimana, piuttosto marcato. E nell’essere piuttosto marcato non potrà che presentare anche il lato negativo della medaglia, ovvero quello dei temporali e dei fenomeni talora particolarmente intensi. Naturalmente vedremo, sperando in qualcosa di non troppo violento. Certo è che, in un contesto di energia da dissipare come in questo caso, lo sprofondare di una saccatura sino sulle regioni settentrionali, difficile che non determini le condizioni di temporali di una certa intensità. Dopodiché, senza andare a scomodare supercelle, downburst, flashflood e tornado, per avere fenomeni estremi di un certo tipo non basta certamente che arrivi una saccatura ma occorre il determinarsi di tutta una serie di condizioni termo-dinamiche lungo tutto spessore della troposfera. E quanto durerà il refrigerio? Beh, difficile dirlo. Per il momento possiamo solo dire che ci sarà e che ci porterà almeno a fine decade. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 6/7. Vi si nota l’affondo ad asse nord-ovest/sud-est che sta transitando sul settentrione, immancabilmente foriero di una diffusa fenomenologia temporalesca…

Autore Pierangelo Perelli

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Il probabile cambio meteo del medio termine…


La discussione infinita sull’anticiclone africano quale elemento tangibile o fantasioso è di quelle che dominano il contesto meteo di ogni estate. A rigor di logica lo si richiama, di fatto, un pò troppo ed a sproposito; e, fondamentalmente, per tre motivi. Il primo motivo è che, sull’africa e nei bassi strati, la misura della pressione che, nei bassi strati, appunto, è misurata in maniera diretta (isobare o linee isobariche), non indica, in genere ed in estate come in questo caso, nessuna alta pressione; anzi. Il secondo motivo è che se per anticiclone africano intendiamo la corrispondente alta pressione in quota occorre ammettere che in quota la pressione non è misurata come tale, ma, a quel livello, ed ovvero intorno, ad es., ai 5.000 mt, si misurano le altezze alle quali ritroviamo la pressione di riferimento di 500 hPa (carte 500 hPa caratterizzate da isoipse o linee di livello altimetrico che individuano la P di 500 hPa). Il terzo motivo è che se è vero che anche in quota, così come al suolo, la P può essere alta o bassa e risulta tanto più alta quanto più alto è il livello altimetrico che riporta una P di riferimento come quella di 500 hPa, è altrettanto vero che l’alta pressione delle quote superiori, che ci riguarda e che riguarda tutta la parte meridionale dell’emisfero, altro non è che la fascia del sub-tropicale, la quale e più o meno, risulta ondulata, con estensioni o promontori più o meno pronunciati, e ritiri che accolgono le saccature, distribuiti lungo la longitudine. Uno schema, questo, che rende relativamente corrette definizioni come promontorio sub-tropicale di matrice atlantica o di matrice africana, ma, forse molto meno, definizioni come quella di anticiclone africano. Dopodiché è anche chiaro come si tenda a semplificazioni e a modi non così tecnici al fine di una migliore comprensione da parte del grande pubblico. Nel frattempo, a proposito di promontorio africano e venendo alla situazione, le notizie relative al medio termine non sono così cattive, giacché il promontorio in quota apportatore di temperature davvero elevate per il periodo tenderà, a partire soprattutto da metà settimana, a ritirarsi per fare spazio a qualcosa di meno baricamente e termicamente drastico, e con la possibilità, che, successivamente e gradualmente, saccature del nord-atlantico, riescano ad affondare sino, quanto meno, al limite delle regioni settentrionali. Inutile confermare, da una parte, l’opportunità di un certo refrigerio e, però, dall’altra, considerare in questi casi sempre la possibilità di fenomeni temporaleschi di una certa intensità. Il disegno riporta la situazione meteo generale prevista intorno ai giorni 5/6. In esso si vede chiaramente come non esista più il promontorio e come valori pressori elevati in quota siano spostati sull’atlantico. Nulla a che vedere con drastiche diminuzioni bariche; molto, però, a che vedere con situazioni meno opprimenti…

Autore Pierangelo Perelli

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Tra relativo dominio del sub-tropicale e modeste infiltrazioni in quota…


Non è un momento in cui decifrare il comportamento preciso del sub-tropicale risulta facile. Si può certamente affermare che la dominante continua ad essere quella del solito suo promontorio mediterraneo, ma, almeno per ora, non con modi troppo marcati od eccessivi. La sua disposizione un pò defilata ad ovest, su baleari ed iberia, unita ad una certa, seppur modesta, spinta atlantica sino lungo la media latitudine del continente, consente anche la possibilità di qualche disturbo da infiltrazioni in quota. Occorre, peraltro, dire che lo stesso sub-tropicale potrebbe prendere maggiore possesso del mediterraneo centrale in direzione di metà terza decade, con rialzi termici ulteriori. Ma occorre anche tener presente la possibilità che la sopra menzionata spinta atlantica, pur non certamente in grado di affondare oltre una certa latitudine, potrebbe, a sua volta, operare successive nuove modeste infiltrazioni in quota, soprattutto tra metà terza decade e fine mese. Stiamo andando troppo oltre e, pertanto, vedremo. In ogni caso l’evoluzione del medesimo tropicale, con dette premesse, rimane ancorata ad elementi di incertezza, e, sostanzialmente, tra la possibilità di una sua maggiore duratura influenza e la possibilità di una sua certa vulnerabilità rispetto a dette infiltrazioni. Il disegno mostra la situazione generale prevista da GFS intorno ai giorni 23/24. In esso si può osservare il promontorio sub-tropicale mediterraneo che risale dall’africa sino sulle baleari estendendo influenza sul nostro centro-nord, e si può osservare la solita falla tra atlantico ed iberia che trattiene ad ovest l’anticiclone delle azzorre e che, ahimé, favorisce il relativo dominio del sub-tropicale ramo afro-mediterraneo. E’ possibile, tuttavia, anche se da confermare, che ad una prima fase caratterizzata da tale dominio, la sacca a ridosso dell’iberia possa finire per essere agganciata dal flusso atlantico, portata verso est o nord-est, e, in associazione a rialzi barici sull’europa nord-occidentale, spinta a diventare una nuova infiltrazione in quota, con destini simili a quella dei giorni scorsi (vedi simbologia)…

Autore Pierangelo Perelli

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Ripristino della piena estate dopo la goccia fredda, ma senza eccessi…


Cominciamo col dire che quanto meteorologicamente avverrà a distanza di 5-6 giorni fluttua ancora nella totale incertezza e, praticamente, non è dato di saperlo. La gamma delle proposte in tal senso è sin troppo vasta e comprende di tutto, da chi postula temperature contenute a chi, invece, tratta di ondate di calore. Rimanendo, come è doveroso che sia, nell’ambito del contesto del medio termine e guardando sino ad inizio terza decade troviamo che la maggior parte della modellistica segnala un clima decisamente estivo ma senza ondate di calore particolari. La goccia fredda in transito da nord a sud e foriera dei temporali di cui sappiamo ha scardinato, almeno in parte, l’area anticiclonica dinamica introducendo una fisionomia di segno settentrionale. Naturalmente nulla di eclatante e nulla di corrispondente a chissà quali avvezioni dalle alte latitudini. Ma, certamente, un effetto di minore riscaldamento da subsidenza, nonché una redistribuzione dei massimi in quota verso occidente. La goccia fredda, per come sappiamo è, infatti, un corpo di aria fredda in quota strutturato in senso ciclonico a cui, non necessariamente, corrispondono avvezioni fredde nei bassi strati. Il disegno della situazione generale prevista a fine decade colloca la medesima goccia fredda, assai modesta, sul basso mediterraneo delle nostre regioni meridionali, in spostamento verso levante ed in ulteriore indebolimento, mentre identifica, nei bassi strati, un campo barico relativamente livellato, privo, ad eccezione di un certo debole flusso orientale, di particolari spostamenti di masse d’aria. Il quadro di un contesto, almeno per qualche tempo o qualche giorno, privo di particolari ondate di caldo, è stabilito dagli effetti della infiltrazione suddetta ed è stabilito da una evoluzione che vede la parte consistente del promontorio sub-tropicale collocarsi sull’europa occidentale di francia e spagna, non proprio nel bel mezzo del mediterraneo, tra una configurazione depressionaria oceanica in veste di cut-off e una configurazione depressionaria ad est in veste di saccatura in estensione verso sud e non lontanissima o a ridosso dei balcani. Ecco che il risultato del tempo sulla penisola da qui all’inizio di terza decade, al netto della instabilità della goccia fredda tuttora presente ed in spostamento verso sud, può essere quello di una estate che, gradualmente, torna su temperature relativamente elevate, ma senza particolari eccessi…

Autore Pierangelo Perelli

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Gran caldo sull’Italia.

L’estate astronomica deve ancora incominciare, ma anche oggi stiamo registrando valori di temperatura molto elevati su tutta Italia.
Da nord a sud su alcune località sono stati superati i +35 gradi.
Sono temperature ampiamente sopra la media.
La nuova normalità climatica.

Autore Dott. Centra Massimo
NOTIZIEMETEOITALIA

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Prossima settimana con temperature più contenute…

Le carte di previsione della T a 850 hPa (circa 1500 mt) confermano la settimana prossima come caratterizzata da un clima ben estivo ma con temperature più nella norma climatica del periodo. Si conferma pertanto anche quanto esaminato in precedenza riguardo ad una fase più clemente e, probabilmente, anche più instabile, segnatamente sui settori orientali. Il lato negativo di evoluzioni di questo tipo può essere la possibilità di fenomeni temporaleschi di una certa intensità nelle zone interessate da detta instabilità, ma, comunque, vedremo. Evidente come i dati oggettivi, e come spesso accade, sconfessino i catastrofismi o i titoloni che si leggono qua e là. Il mio disegno mette a confronto il contesto isotermico in termini di anomalie a 850 hPa di oggi alle ore 12 con il corrispondente di metà prossima settimana circa che può essere assunto a rappresentazione, più o meno, di tutta la settimana. In realtà sono previsti, verso il prossimo fine settimana, leggeri o modesti rialzi termici che, però, nella sostanza, non alterano il senso di una settimana, dal punto di vista termico, generalmente nella norma o quasi…

Autore Pierangelo Perelli

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Estate più clemente dopo la fiammata del fine settimana…

In questo mondo della chiacchiera vari sono gli elementi che danneggiano la buona informazione. Uno di questi è l’eccesso relativo; un altro è il fatto che la facile disponibilità di strumenti di comunicazione privi di adeguata censura fornisce a tutti, esperti e non esperti, intelligenti e coglioni, la possibilità di dire la propria; un terzo elemento e non ultimo è la ricerca di consenso, successo e, soprattutto, di denaro a suon di spazio pubblicitario. E non esiste materia, di intrattenimento, di sport, di cronaca, di arte, di scienza, che, in tal senso, si salva. La meteo, come ho scritto tante volte, è, ahimé, una di queste. Naturale che, nel momento in cui gli obiettivi principali sono il consenso e gli introiti di denaro piuttosto che il fornire dati seri ed oggettivi, l’informazione ne risenta in negativo e finisca per diventare una sorta di pubblicità dell’estremo, inevitabilmente sconfinante rispetto alla realtà oggettiva e destinata al grottesco o al ridicolo. A noi tutti la capacità di saper distinguere e fare la corretta selezione. Venendo alla situazione ed alla evoluzione meteo nella sostanza va detto che stiamo vivendo un contesto che, per il periodo, è tutt’altro che nuovo o estremo, e che vede il dominio del sub-tropicale, capace di estendersi, nei prossimi giorni, in mediterraneo ed oltre, con un promontorio ben definito. Non sussiste, è bene chiarirlo, nessuna avvezione di aria calda e, tantomeno, di aria calda in risalita dall’africa. Sussiste il solito caldo dettato dalla subsidenza che crea un’alta pressione dinamica. Di fatto l’alta pressione dei bassi strati è centrata sul centro-nord europeo, mentre sul nord-africa, per come è di regola, sussistono i valori barici moderatamente negativi di un contesto da depressione termica. Gli effetti ben estivi del promontorio dinamico, marcato ma non caratterizzato da chissà quali valori barici, raggiungeranno i loro massimi nel fine settimana. A seguire andrà maturando il cambio di circolazione già precedentemente annunciato, che non corrisponde di certo ad un break, ma che, comunque, delinea un ridimensionamento del promontorio mediterraneo e una ridistribuzione dei massimi più ad ovest e tra oceano ed europa occidentale. Il trend suddetto lo definisce assai bene il disegno della situazione prevista intorno ai giorni 15/16, dove spicca, soprattutto, una presenza significativa dell’anticiclone delle azzorre che tende ad estendersi sino sull’italia settentrionale, ma dove si può notare anche un sub-tropicale di segno afro-mediterraneo che tende ad essere meno invadente. L’anticiclone delle azzorre è enfatizzato dalle frecce piccole rosse; la situazione della media troposfera è enfatizzata dalle frecce blu e rosse medie; il trend nella direzione di una fase ancora anticiclonica ma meno stabile, quanto meno sui settori orientali, e più nord-occidentale, è indicato dalle due frecce rossa e blu grandi…

Autore Pierangelo Perelli

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Dal pieno d’estate al possibile cambio meteo del dopo metà mese…


Il grande caldo spacca record che si profila nella settimana lo vedremo. D’altra parte per alcuni è la semplice prima ondata di caldo estivo, per altri è il primo super estremo antipasto di un’estate apocalittica. Ad ognuno di noi la capacità di fare, in questa bolgia dell’informazione che, spesso, sa più di fantasy che di informazione, la corretta selezione tra informazione seria e basata sui dati oggettivi, ed informazione, appunto, fantasy. Personalmente vedo, effettivamente, un rialzo termico suggerito dall’espansione di un promontorio dinamico e del classico promontorio che risale dal nord-africa lungo il mediterraneo occidentale e sino all’europa centrale, ma anche una ondata di caldo di quelle che, a giugno, abbiamo visto, negli ultimi anni, mille volte, e che non hanno incenerito nessuno. Per di più la medesima sembra non dovere avere vita lunga. La dinamica generale su scala euro-atlantica, infatti, vede una prima fase a sub-tropicale di segno africano, ma vede anche, a partire dall’inizio della seconda metà del mese, un ritorno o una riaffermazione del sub-tropicale ramo oceanico, destinata ad orientare l’aria instabile del nord-atlantico lungo una direttrice nord-ovest/sud-est all’altezza dell’europa nord-occidentale. Inutile affermare che una tale ridisposizione dei flussi e dei centri barici potrebbe essere il motivo di un inizio di seconda metà del mese meno stabile e meno caldo. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista proprio a metà mese; essa mostra il promontorio in quota ancora presente e l’area anticiclonica sul centro europa, rappresentativi della fase ben estiva e calda suddetta. Nel contempo la simbologia delle varie frecce intende marcare: con le frecce piccole rosse la non insignificante disposizione di un anticiclone delle azzorre sull’oceano, espressione di un anticiclone atlantico tutt’altro che intenzionato a cedere; con la freccia blu e la freccia rossa medie la saccatura del nord-atlantico che preme verso sud-est e il promontorio della situazione di metà mese; con le due frecce grandi la tendenza del subito dopo metà-mese e del cambio sopra indicato…

Autore Pierangelo Perelli

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Le tre fasi meteo, da qui metà mese…


Fino circa a fine decade il comportamento del sub-tropicale continuerà a non presentare apprezzabili rinforzi di segno afro-mediterraneo. Si continuerà a presentare, per di più, la modesta influenza di una certa estensione verso levante delle azzorre; e questo anche a dispetto di una debole falla presente a largo in veste di cut-off. In detto contesto non è da trascurare l’azione della corrente instabile del nord-atlantico che affonda su parte del continente, pur non riuscendo ad affondare apprezzabilmente in mediterraneo ed oltre le alpi, ma riuscendo comunque a creare elementi di disturbo sul nord-italia. La suddetta protezione anticiclonica, abbastanza stabile ed associata ad una stagione non troppo calda, tenderà, tuttavia ed almeno temporaneamente, a subire gli effetti di un certo cambio euro-atlantico, costituito da una riduzione della solidità azzorriana a largo, associata ad un affondo ed all’aggancio del cut-off menzionato, con conseguente rimonta anticiclonica dinamica in mediterraneo. Nulla di eclatante ma quanto basta per avere, soprattutto tra fine decade e metà mese, un certo rialzo delle temperature e qualcosa di più attinente ad una estate matura. La stessa saccatura, infatti, proverà a forzare verso ovest, ma in maniera poco convinta e senza, praticamente, riuscirci in pieno, ed anzi, scivolando verso nord-est. Una fase del genere, più prettamente di segno africano in quota, tuttavia e per fortuna, potrebbe non avere vita lunga. E questo per merito di un ripristino della solidità anticiclonica dinamica in oceano, con anche eventuale rimonta verso nord a favorire lo sviluppo di infiltrazioni settentrionali dirette verso sud o sud-est e, magari, influenti per la nostra penisola. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 10/11 in cui si nota l’accenno alla maturazione del promontorio sopra descritto tra iberia e mediterraneo occidentale, supportato dal moderato affondo a largo in tendenziale movimento verso est o nord-est. La simbologia, a sua volta, intende rappresentare le due fasi evolutive indicate, ovvero quella dell’affondo con suo scivolamento verso nord-est associato a moderata rimonta africana (frecce continue), e quella della successiva rimonta anticiclonica atlantica con sviluppo di possibili infiltrazioni da nord (frecce tratteggiate)…

Autore Pierangelo Perelli

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Il caldo giugno…


La fascia del sub-tropicale non si presenta uniforme ma è comunque in grado di caratterizzare una fase estiva e relativamenter stabile un pò su tutto il mediterraneo. Un flusso del nord-atlantico tende a disegnare ed a mantenere un certo affondo sull ‘europa nord-occidentale, capace di contestualizzare come ondulata la stessa fascia del sub-tropicale, ma, per il momento e per fortuna, senza apprezzabili espansioni della medesima in sede afro-mediterranea. Si riscontra, infatti ed a supporto di tale contesto, una presenza relativamente solida delle azzorre in sede oceanica e con una sua, seppur modesta, estensione verso levante. A dispetto del flusso instabile sopra indicato e capace di produrre infiltrazioni sul nord-italia il campo delle alte pressioni mediterraneo non tenderà, comunque, a cedimenti di rilievo, ed anzi, andrà, soprattutto in direzione di fine decade, consolidandosi, acquisendo, probabilmente ed in quota, una maggiore componente di matrice africana; e questo per merito di una evoluzione associata alla solita falla ad ovest dell’iberia, che, al momento, alcuni modelli vedono perturbare la fascia del sub-tropicale con una oscillazione negativa di una certa entità ed in grado di dare maggiormente vita a quello che, appunto, viene chiamato l’anticiclone africano. C’è da dire, comunque, che quanto potrà accadere a fine decade e, soprattutto ad inizio seconda decade, è ancora in fase di verifica ed associato ad incertezze, per come lo sono l’evoluzione dell’eventuale suddetto promontorio all’altezza del mediterraneo e la capacità della falla iberica di forzare la barriera anticiclonica verso est in termini più o meno rapidi ed efficaci. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 7/8, in cui si possono notare: il ben presente sub-tropicale dei 500 hPa e la saccatura del nord-atlantico che affonda sul continente sino alle medie latitudini (frecce medie rosse e blu); l’anticiclone delle azzorre dei bassi strati, relativamente solido in oceano e che estende una timida diramazione sino al mediterraneo occidentale (frecce rosse piccole); la falla a largo che, nel medio-lungo termine, è previsto che possa muoversi verso nord-est, approfondendosi e legandosi al flusso atlantico, sino a segnare una saccatura iberica più o meno in grado di procedere poi verso levante a forzare l’eventuale moderato promontorio afro-mediterraneo del sub-tropicale (le due frecce grandi)…

Autore Pierangelo Perelli

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Primo Giugno inizia l’estate meteorologica.

Oggi Primo Giugno è iniziata l’estate dal punto di vista meteorologico. Ma come mai? Sappiamo tutti che inizia il 21 Giugno, partiamo con ordine.

In meteorologia non si segue il calendario astronomico. Le stagioni vengono suddivise per trimestri ben definiti, con i mesi che presentano le stesse caratteristiche tra di loro. Quindi i mesi di Giugno, Luglio e Agosto sono in estate; Settembre, Ottobre e Novembre autunno; Dicembre, Gennaio e Febbraio inverno; Marzo, Aprile e Maggio primavera.

In astronomia invece si fa coincidere l’inizio dell’estate nel periodo tra il 20 e il 22 Giugno, dove il sole raggiunge nel suo moto apparente, la massima inclinazione sopra l’orizzonte (solstizio d’estate, con ore di luce superiori alle ore di buio). Dal 23 Giugno fino al 21 Settembre, il sole inizia la sua discesa fino a raggiungere il periodo di ore uguali tra giorno e notte (equinozio d’autunno), per arrivare al 22 Dicembre, giorno in cui il sole raggiunge la sua minima inclinazione sull’orizzonte (solstizio d’inverno), per poi ricominciare il suo ciclo.

Questo è il modo per rappresentare le stagioni dal punto di vista astronomico. Infine, c’è un terzo sistema, poco usato e conosciuto, dove si parla di estate solare. Di cosa si tratta? Semplicemente il periodo di maggiore luminosità nell’emisfero boreale, comprendente grosso modo i mesi di Maggio, Giugno, Luglio, dove le ore di luce sono superiori a quelle di buio; ad Agosto già si intravede in maniera sensibile la diminuzione delle ore di luce, e dove il sole non tramonta mai al circolo polare artico. Questa misurazione si usa solo per l’estate, non è in vigore per le altre stagioni. Buona estate a tutti. Che sia godibile e non infernale come al solito.

Autore Francesco Loparco

Notiziemeteoitalia.it

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Alta pressione in cattedra, o quasi

Nel merito di anticiclone della azzorre, di anticiclone atlantico e di anticiclone africano, di cui si parla spesso con troppa disinvoltura e, talora, in maniera non corretta, è bene chiarire alcuni aspetti. Occorre, in primis, sempre distinguere tra anticicloni veri e propri, corrispondenti alle aree di alta pressione misurate in termini di isobare e nei bassi strati, e i cosiddetti anticicloni dinamici o delle quote superiori come la quota di 500 hPa (circa 5.500 mt), misurati e rappresentati in termini di altezza di geopotenziale e non di valori barici veri e propri, e facce della stessa medaglia corrispondente alla fascia del sub-tropicale. Ecco perché, riferendoci alle quote superiori, sarebbe sempre più opportuno parlare di ramo atlantico e ramo africano del sub-tropicale piuttosto che di anticiclone atlantico e di anticiclone africano. In ogni caso si parla di anticiclone africano o promontorio africano ecc. ecc. quando l’ondulazione della fascia del sub-tropicale determina l’estensione di un’onda positiva in corrispondenza di africa e mediterraneo, mentre si parla di anticiclone atlantico e, un pò impropriamente, di anticiclone delle azzorre, quando l’onda positiva o l’estensione interessa, del medesimo sub-tropicale, l’area oceanica sino a coinvolgere il mediterraneo o la sua parte occidentale. Ed è proprio quest’ultima la configurazione meteo che ci sta interessando e che ci interesserà anche nei prossimi giorni. Va altresì detto che non siamo in presenza di una franca estensione verso levante delle azzorre, ma tra una disposizione del sub-tropicale ramo atlantico ben strutturata sul vicino oceano e sino sulla spagna ed una certa estensione azzorriana sulle medesime aree, il nostro tempo non può che essere quello limpido e relativamente stabile delle situazioni che vedono alta pressione sul mediterraneo occidentale e saccatura a levante, su penisola balcanica e/o europa orientale. Un siffatto contesto, senza sostanziali variazioni, dovrebbe resistere per giorni, ed almeno sino ai primissimi di giugno. Dopodiché la minaccia di una saccatura atlantica, tendente a guadagnare verso sud o sud-est, potrebbe cambiare i connotati della disposizione anticiclonica descritta, con la possibilità di un disegno in cui emerge il ramo africano, oppure con la possibilità che, invece, prevalga il ramo anticiclonico dinamico atlantico e che lo stesso spalleggi detta saccatura accompagnandola in un suo passaggio lungo il settentrione. Ma tutto questo lo vedremo. Il disegno mostra la situazione generale prevista a fine mese, che è anche un pò rappresentativa della fase in corso e di quella dei prossimi giorni. In detto disegno: le frecce più piccole servono ad identificare il profilo dell’anticiclone delle azzorre e dell’anticiclone dei bassi strati; le frecce medie servono ad identificare il profilo dei flussi a 500 hPa nonché quello dell’anticiclone dinamico ramo atlantico, ancora ben disposto tra oceano e mediterraneo occidentale, anche se con la tendenza un pò a cedere ad ovest dell’iberia; le frecce grandi servono a rappresentare i tre elementi in gioco del lungo termine e tutto ancora da scrivere, vale a dire la saccatura del nord-atlantico che tende a spingere ed a guadagnare verso sud e i due rami del sub-tropicale, quali quello dell’africano e quello dell’atlantico…

Autore Pierangelo Perelli

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Spazio alle azzorre…


Capire o sapere come sarà il tempo della stagione o delle stagioni prossime attraverso l’esame degli indici teleconnettivi sarebbe davvero bello. Certe analisi climatologiche ben vengano e non dubito che un bel giorno saranno tali da fornirci davvero indicazioni veritiere sul tempo del lunghissimo termine. Ad oggi, però e purtroppo, anche l’esperienza mi insegna che siamo ancora, da questo punto di vista, in alto mare, per cui come sarà, ad es. l’estate, non potremo che capirlo quando l’estate arriverà e giorno per giorno, con le previsioni di breve/medio termine. Ecco perché certe indicazioni che si leggono qua e là su come sarà, ad es, l’estate, anche se supportate da forecast di istituti vari, lasciano il tempo che trovano e vanno prese per quello che sono o rappresentano. Sono legate a valori probabilistici dell’ordine del 10/20 % che, praticamente, non ci dicono niente. Il che non significa, naturalmente, un pò come nella scienza in generale, che certi studi non siano sacrosanti. Venendo alla situazione che si profila da qui a fine mese l’elemento dominante è costituito da un generale miglioramento sostenuto dalle azzorre. L’ultimo disturbo, legato ad un asse di saccatura in transito in queste e nelle prossime ore ma di chiusura, è quello che nel disegno, riferito alla situazione prevista ad inizio settimana, è presente ormai sulla penisola balcanica. Al seguito di tale transito tutti i vari modelli ci raccontano di una ridistribuzione dell’anticiclone atlantico favorevole ad una certa stabilizzazione mediterranea. Si nota, ovvero, la tendenza dello stesso anticiclone, ed a tutte le quote, a distribuirsi maggiormente lungo i paralleli e ad espandersi, sia pur in maniera non così invadente, verso levante. E tutto questo a supporto di una settimana, con l’eccezione della solita attività convettiva pomeridiana delle aree interne o di qualche modesta infiltrazione lungo la componente nord-occidentale, sostanzialmente moderatamente stabile e nel segno della primavera avanzata più classica…

Autore Pierangelo Perelli

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Flusso nord-occidentale atlantico…


Dai fatti non si sfugge. E i fatti meteo, come sempre, svelano come certi modi surreali di scrivere e trattare la materia da parte di certi siti, canali, notiziari, siano molto discutibili. Ad es. il famoso ciclone simil-tropicale, che ciclone simil-tropicale non è mai stato, se n’è andato in fretta senza creare le conseguenze apocalittiche postulate qua e là. Chiamare ciclone simil-tropicale un ciclone che non è simil-tropicale e che non è neanche, nelle previsioni, destinato a diventarlo, corrisponde ad una inesattezza gigantesca. Venendo alla situazione delle ultime ore è successo che la medesima è maturata nella direzione di un flusso settentrionale, compreso tra la estesa circolazione ciclonica dell’est e la figura anticiclonica ad omega, disegnata da un nucleo anglo-islandese e da un modesto promontorio in mediterraneo occidentale. Nel corso dei prossimi giorni detta situazione è destinata a cambiare ma continuerà a non apportare vere stabilizzazioni; e questo, appunto, a dispetto di una certa ridistribuzione delle figure bariche su scala euro-atlantica, giacché se l’omega suddetto ed il nucleo anticiclonico anglo-islandese sono destinati a scomparire, tende a prendere corpo un rialzo barico azzorriano in atlantico che, a sua volta, non è mai foriero di esplosioni anticicloniche mediterranee. Esso, infatti, non potrà far altro che introdurre un contesto nord-occidentale associato a disturbi oceanici. Nulla di eclatante ma, certamente, una transizione ad una fase, si più zonale, ma sempre caratterizzata da infiltrazioni per come l’avevamo già postulata in precedenza e per come il disegno della situazione prevista a metà settimana molto bene ci racconta…

Autore Pierangelo Perelli

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Tra una depressione mediterranea e una modesta irruzione nord-orientale…

Cominciamo col dire che quanto ci raccontano le carte nel merito del maltempo previsto sul sud-italia corrisponde a depressione mediterranea e, al massimo, a ciclone mediterraneo. Non vedono, per niente, un ciclone simil-tropicale o TLC o medicane. Ho disegnato la situazione generale di questa mattina per come è molto eloquente nel descrivere quanto sta accadendo ed accadrà. Vi fa spicco la depressione in sviluppo sull’africa settentrionale, ancora in un contesto baroclino e che potrà approfondirsi fino ad acquisire le caratteristiche di un ciclone, che non vuol dire, attenzione e per come ho premesso, ciclone tropicale. Il ciclone simil-tropicale è tutta un’altra cosa che con un normale ciclone mediterraneo non ha nulla a che fare. Non che il mediterraneo sia esente dalla possibilità di TLC o medicane; ma si tratta di una possibilità rara, che, assolutamente, almeno per quello che ci raccontano le ultime proiezioni modellistiche, non rientra nel caso in questione (nulla esclude che un normale ciclone possa diventare un ciclone simil-tropicale, neanche in questo caso; ma, al momento, lo ripeto, non sussistono previsioni tali). Si può vedere come la depressione sia associata ad un modesto asse di saccatura e ad una ben definita struttura di fronti. I suoi contrasti e l’alimentazione da parte di aria caldo-umida sono certamente in grado renderla attiva nel produrre fenomeni intensi nelle prossime ore, con un coinvolgimento del sud-italia; ma occorre anche dire che, per fortuna, sembra destinata ad una rapida evoluzione con spostamento verso est o nord-est e con suo relativo indebolimento. Volano in rete, e su una rete in cui ritengo che, in generale, una buona fetta di quanto si legge o si ascolta, sia roba o vuota ed insignificante, o ridondante, o fatta di spicciola retorica e di luogo comune, o di inesatto, o di falso, le solite parolone che scomodano uragani e cicloni tropicali. Io, di fronte a quanto dicono le carte ed in questo caso, a parlare di ciclone simil-tropicale e medicane o uragano mediterraneo presente o in arrivo, mi vergognerei. E mi vergognerei per vari motivi; ad es. perché chi mi conosce e che, come me o più di me sa un pò di meteo, appena un pò, mi direbbe o penserebbe che commento le carte senza sapere cosa sono le depressioni o i cicloni. Dunque la medesima depressione si muoverà probabilmente verso nord-est con una certa velocità, e si muoverà verso nord-est, sfumando e finendo nell’ambito dell’altra circolazione ciclonica o depressionaria, quale quella presente sul nord-est europeo e tendente a guadagnare verso sud, non senza, di conseguenza, coinvolgere i nostri settori orientali nei modi di una irruzione. Questo quadro evolutivo, valido sino a fine decade, dovrebbe poi vedere un cambio di circolazione ancora tutto da scrivere ma, come sembra attualmente, non completamente estraneo alla possibilità di infiltrazioni da ovest…

Autore Pierangelo Perelli

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Piogge, temporali e vento forte da Nord a Sud Giovedì 15 maggio. Allerta ARANCIONE meteo-idro in Sicilia. Allerta GIALLA in cinque regioni.

Un vortice di bassa pressione tenderà a formarsi, già dal pomeriggio-sera di oggi, a ridosso delle coste tunisine favorendo condizioni di tempo instabile su tutto il Sud-Italia, specie nella giornata di domani, con attività temporalesca anche intensa su Sicilia e Calabria. Nel contempo la discesa di una saccatura da nord-est favorirà l’intensificarsi della ventilazione settentrionale sul Nord-Italia.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dal primo mattino di domani, giovedì 15 maggio, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco sulla Sicilia, in estensione a Calabria e Puglia, specie settori meridionali di quest’ultima. Dal tardo pomeriggio di domani, previste precipitazioni sparse, a prevalente carattere temporalesco, su Lombardia, specie settori meridionali, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Dal tardo pomeriggio di domani si prevedono, inoltre, venti forti settentrionali con rinforzi di burrasca su Lombardia, specie settori meridionali, ed Emilia-Romagna.
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 15 maggio, allerta arancione per rischio temporali e rischio idrogeologico in Sicilia. Valutata allerta gialla in Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e gran parte dell’Emilia-Romagna.

Fonte :dipartimento protezione civile nazionale

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Il LATO FRESCO ED INSTABILE DELLA PRIMAVERA.

Tra venerdì e domenica un nucleo alquanto fresco interesserà l’Italia determinando un calo della temperatura,venti sostenuti dai quadranti settentrionali e precipitazioni anche temporalesche, specie al centro e al sud.

Autore Dott. Centra Massimo
Notizie meteo Italia

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A riguardo alla prossima depressione mediterranea.


Riguardo alla depressione mediterranea, anzi no…al ciclone mediterraneo, anzi no…al superciclone mediterraneo, anzi no…al ciclone mediterraneo simil tropicale o TLC o medicane dei prossimi giorni, ci sarebbero molte cose da dire. In questo caso mi interessa considerare la differenza che, al riguardo, corre tra i vari servizi e notiziari. C’è chi i termini TLC e medicane neanche li considera e parla di depressione mediterranea; c’è chi alza un pò il tiro, anche se solo nei termini, e parla di ciclone; c’è chi parla di superciclone; c’è chi parla di TLC e medicane considerandolo, però, una possibilità; e c’è chi parla proprio di TLC o medicane in arrivo. E’ evidente che, anche se la meteo è una scienza probabilistica, nella relativa informazione c’è qualcosa o molto che non va. La persona che legge, ascolta e cerca di informarsi, finisce per non sapere cosa succederà, o, magari, finisce per dare credito all’ipotesi più estrema. Da semplice appassionato, ma che un pò le carte le sa leggere, devo dire che una opinione personale su quali dei vari notiziari fornisce la informazione più seria, professionale e credibile, ce l’ho e non si discosta molto da quelli che trattano di depressione mediterranea e, magari, di ciclone mediterraneo. Sempre personalmente posso anche dare credito a chi non esclude una minima possibilità che tale depressione possa maturare in medicane, o dare gli accenni di un medicane, o ancora quelli di un contesto ibrido. Ovvio che, invece, non posso che considerare alquanto surreale o grottesco, al netto di una depressione che può essere anche intensa, che si parli di superciclone (non so cosa voglia dire), e, ancora di più, che si ammetta con sicurezza che arriverà un TLC o medicane. Ho voluto disegnare la medesima depressione del giorno 15, per quanto, più o meno, previsto dalle varie proiezioni e del giorno considerato del suo apice. Ebbene, mi pare di poter dire che le condizioni di una fase di maltempo dettate da una depressione mediterranea di una certa forza ci sono tutte. Mi rimane un pò più difficile, anche guardando alla sua ulteriore evoluzione, stabilire con certezza che sia un medicane o che lo stia diventando. Ma, naturalmente, da semplice appassionato, posso sbagliarmi…

Autore Pierangelo Perelli

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Primavera ancora un pò disturbata…

La situazione prevista intorno alla metà del mese, ed indicata dal disegno, può essere presa a simbolo del tempo in corso e dei prossimi giorni. Nel complesso la medesima, pur se un pò cambiata rispetto al profilo della saccatura con fronte stazionario dei giorni scorsi, identifica un contesto ancora privo di spunti anticiclonici davvero stabilizzanti, ed identifica, invece, un quadro orientato verso la moderata ma diffusa instabilità. D’altra parte, ed è ben noto, la presenza di una cellula anticiclonica sulle isole britanniche o sul nord-ovest del continente, non è mai foriera di stabilità in mediterraneo. Il mediterraneo, di conseguenza ed in questi casi, risente gli effetti di una struttura in quota moderatamente negativa, e più o meno associata alla formazione di nuvole, soprattutto nel corso delle ore diurne o pomeridiane. Nello stesso disegno, per come indicato dalle frecce blu, si può apprezzare la estesa figura ciclonica che interessa l’europa nord-orientale, ma che estende, sia pur in maniera molto modesta o moderata, il profilo di una saccatura in quota sino sul nord-africa ed attraverso il mediterraneo. Fa spicco, in relazione a detto profilo ed enfatizzata dalla simbologia, la maturazione di una falla di un certo rilievo proprio in corrispondenza del nord-africa, associata al probabile sviluppo di una insidiosa depressione, tutta ancora da decifrare nel suo modo di maturare e di spostarsi verso il sud-italia, e, certamente, da monitorare. Si può osservare la disposizione baroclina del sistema che è tipica di un processo di ciclogenesi in atto, e che può anche maturare in vortice e, più in generale, in una depressione mediterranea di una certa profondità ed intensità. Il che non significa affatto, naturalmente ed anche se non lo si può escludere in senso assoluto, che avremo qualcosa di attinente a TLC, ciclone simil tropicale o medicane, la cui natura è identificata da elementi specifici che, raramente o difficilmente, vengono a determinarsi…

Autore Pierangelo Perelli

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Classica situazione da fronte stazionario…

La situazione in atto e destinata, tra allentamenti e possibili ripristini, a persistere ancora per qualche tempo, è bene sintetizzata dal quadro riferito alle 48 ore. Il medesimo quadro ci fornisce lo spunto per osservare ed esaminare quello che, in gergo, si definisce fronte stazionario. Un fronte stazionario, mediamente orientato nel senso dei paralleli, è il frutto di una configurazione altrettanto stazionaria o bloccata quale quella che corrisponde ad un asse di saccatura frontogenetico orientato da oriente ad occidente, poco sollecitato a traslare o a ruotare in senso antiorario. La stessa saccatura trova resistenza anticiclonica a sud per merito di un sub-tropicale poco arrendevole e supporto anticiclonico a nord per merito di un campo barico positivo alle alte latitudini di matrice oceanica. Tra queste due barriere, e nel corridoio moderatamente depressionario, trovano riscontro due flussi contrapposti, quello freddo che muove da est ad ovest e quello caldo, a più basse latitudini, che muove in senso opposto. E, di conseguenza, trova riscontro il fronte stazionario, più o meno ondulato in base alle ondulazioni o onde secondarie che si creano lungo il flusso occidentale e che muovono da ovest. Da qui il classico tempo dei flussi tanto umidi ed instabili quanto persistenti. Naturalmente, nel contempo, almeno per ora, ben poco a che vedere con segni di particolari ciclogenesi; e molto, invece, con il transito di corpi nuvolosi e modeste onde negative, secondarie, appunto, e capaci di rendere il tempo del nostro centro-nord assai variabile ed un vero rompicapo per la previsione, soprattutto quelle a mesoscala e ad alta risoluzione. Va chiarito, ancora una volta, che non sussiste nessun ciclone oltre che nessuna perturbazione classica ed organizzata. Se situazioni come quella descritta sono dure a morire è pur vero che un certo allentamento dei fenomeni è possibile nell’ambito del fine settimana, quando un certo respiro anticiclonico, quale quello già individuato in precedenza, proverà a dividere la saccatura descritta in due strutture in contrapposizione di fase con la genesi di un cut-off a largo; ma, e lo vedremo, potrebbe trattarsi di un cambio solo temporaneo…

Autore Pierangelo Perelli

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Arriverà una estate tropicale…forse…chissà…


Come sempre scrivo, evito di leggere articoli meteo (meteo?) i cui titoli trattano di cataclismi, cicloni, piogge monsoniche, estate prossima tropicale, immani rischi di fenomeni estremi nel futuro, e via dicendo. Innanzitutto, nel momento in cui provo a leggerli, trovo, ma posso sbagliarmi, che il titolo eccede il contenuto; e già questo mi insospettisce. Inoltre a me non danno l’impressione di veri e propri articoli meteo, ma di qualcosa che ha a che fare più con la letteratura fantasy, e, tra l’altro, con una letteratura fantasy povera di sostanza, e fatta di ovvietà o di elementi inconsistenti. Naturalmente ognuno può leggere ciò che desidera. Ma la meteo, secondo me, è un’altra cosa. Ed è quella che è fatta di ragione ed oggettività scientifica, basate su dati tecnici, ed il cui obiettivo è quello di fornire una informazione precisa, sobria, e circoscritta al periodo che tale informazione precisa consente. In proposito, e naturalmente, è iniziata, e non poteva essere diversamente, la filastrocca o il romanzo di come sarà l’estate 2025, con vari riferimenti che, sulla base delle proiezioni di certi istituti, parlano di tropici, estremi di caldo mai visti, ecc. ecc. Ebbene; se anche fosse che le proiezioni di certi istituti portano a considerare cose del genere, perché non dire, innanzitutto, che si tratta di previsioni associate ad una percentuale probabilistica che oscilla intorno al 10% se va bene? E perché non dire che si tratta di studi o elaborazioni che ancora sanno di sperimentale e parecchio hanno ancora da perfezionarsi per potersi rendere credibili ? Tutti sappiamo come sia difficile la semplice previsione del medio-lungo termine e come già oltre i 5 gg la faccenda cominci a diventare complicata. Immaginiamo quanto lo possa essere quella di previsioni che vanno oltre il mese, i due mesi, i tre mesi. E poi c’è dell’altro. E c’è che se si vanno ad esaminare certe elaborazioni si scoprono anche, tra loro, diversità che riducono ulteriormente il valore di certi articoli. In proposito ne ho presa una, un pò a caso, e che è quella, riportata da Previsioni stagionali Copernicus C3S Modello CEP/ECMWF Europa. Della medesima ho preso in considerazione la variazione della T a 850 hPa, prevista mediamente in Luglio 2025, rispetto alla media riferita agli ultimi 30 anni. Vi si nota, considerando che il colore rosa che ci riguarda corrisponde ad una anomalia positiva di 0,5-1 °C, qualcosa che non sa, nel modo più assoluto, di chissà quale anomalia positiva. Dopodiché che il clima sta subendo gli effetti dei gas serra e che il trend delle T è quello che è lo so perfettamente, così come so che l’estate prossima farà sicuramente caldo, e talora anche molto caldo. Anche senza bisogno di guardare le previsioni stagionali…

Autore Pierangelo Perelli

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Piogge e temporali dal Nord al Centro. Lunedì 5 maggio. Allerta ARANCIONE meteo-idro su settori di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.Allerta GIALLA in undici regioni.

Una saccatura in discesa dall’Europa centrale verso il Mediterraneo, accompagnerà masse d’aria più fresche sull’Italia, causando tempo molto instabile e attività temporalesca sulle regioni centro-settentrionali.  

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale. L’avviso prevede dal pomeriggio di oggi, domenica 4 maggio, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Valle D’Aosta e sulla Provincia Autonoma di Bolzano. Dalla serata di oggi, inoltre, sono previste precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Friuli Venezia Giulia, Liguria e Toscana, in estensione all’Umbria e ai settori settentrionali di Marche e Lazio. In avviso infine il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
 
Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 5 maggio, allerta arancione su settori di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Valutata inoltre allerta gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria e su parte di Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Lazio.
 
Fonte :dipartimento protezione civile nazionale

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Fase instabile e più fresca alle porte


Fase instabile e più fresca alle porte…
Il cambio di circolazione ampiamente previsto è in atto e, con gradualità, vedrà l’attuale promontorio dinamico cedere il passo ad un quadro moderatamente depressionario o ciclonico. Detto quadro andrà maturando nella forma di un affondo sull’europa occidentale, destinato a risucchiare la circolazione negativa ad ovest dell’iberia, e a disegnare un asse di saccatura, sostanzialmente disposto da nord-est a sud-ovest. Pur nell’ambito di geopotenziali non così bassi e di azioni ciclogenetiche non eclatanti la medesima configurazione non mancherà di cambiare i connotati della situazione attuale nella direzione di un contesto generalmente instabile sul nostro centro-nord. L’affondo suddetto tende, per come accennato, a spingere verso sud e sud-ovest ma, come linea tendenziale successiva, sostanzialmente verso sud-ovest e verso ovest, così da mantenere una certa relativa stabilità sul sud-italia, e così da allentare poi instabilità e maltempo da metà settimana circa. In direzione del fine settimana prossimo, dopo la fase instabile e più fresca, è da mettere in conto la conseguenza della maturazione del sistema verso ovest in senso retrogrado, con relativo suo indebolimento, rappresentata dal ritorno di un campo relativamente anticiclonico, con moderata spinta dinamica sud/nord in mediterraneo, pur se non così solido e da valutare per grado di resistenza. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ad inizio settimana. Esso mostra la saccatura menzionata che, con asse nord-est/sud-ovest, pone il centro-nord sotto l’influenza di correnti umidi instabili sud-occidentali. La simbologia delle frecce più piccole intende, a sua volta, indicare la possibile evoluzione in direzione del fine settimana, con lo spostamento dei minimi verso ovest ed una certa rimonta dinamica anticiclonica con genesi di una temporanea configurazione ad omega…

Autore Pierangelo Perelli

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Prossimi giorni nel segno dell’alta pressione…

Dopo, per qualcuno, la moltitudine di cicloni che ha interessato l’italia negli ultimi giorni, il tempo tende a stabilizzarsi. In verità, io, di cicloni, non ne ho visti. Ho visto infiltrazioni e gocce fredde. Personalmente non ascolto e non leggo tutto quello che sulla rete compare con titoloni, a mio parere spesso fuorvianti, e definizioni, sempre a mio parere, inappropriate, perché avverto, nei medesimi titoloni e nelle medesime definizioni, il senso dell’enfasi finalizzata alla raccolta di pubblico e non alla fornitura di corretta informazione. Magari mi sbaglio. Qualcuno, però, mi spieghi il motivo per il quale in certi canali o siti o pagine si deve sempre parlare di cicloni quando neanche sono presenti dei cicloni e mai di infiltrazioni, depressioni o gocce fredde; oppure si deve parlare di medicane quando non esiste la benché minima traccia di medicane e si scambia un ciclone mediterraneo di segno extra-tropicale per un medicane che è tutt’altra cosa, completamente diversa. Come fa a non venirmi spontaneo di diffidare di articoli, a mio parere assai fantasiosi, che trattano del pericolo di fenomeni estremi a 10 giorni, o di quello che di estremo avverrà nella prossima estate; o che parlano di supercelle quando si tratta di multicelle; o che, come sopra scritto, usano sempre, nel caso di semplici depressioni o persino di non cicloni, il termine ciclone? Io sono fatto così; amo la meteo, la sua scienza, il suo rigore, le sue regole, la sua corretta informazione ed anche il corretto atteggiamento nell’esporla. Amo meno quello che, in proposito, mi pare più vetrina che sostanza. Ma magari, lo ripeto, mi sbaglio. Ad ognuno, tra coloro che mi leggono, il libero giudizio o la libera opinione in proposito. Tanto la faccenda, ammesso che il sottoscritto abbia un minimo di ragione, non esistendo un controllo, non cambierà. Chi parla di superallerte e di supercicloni invece che di tempo perturbato e di depressioni continuerà a farlo, chi parla di supercelle invece che di semplici temporali a multicella continuerà a farlo, e così via. E non è che non dormirò comunque. Venendo alla situazione meteo si conferma ampiamente quanto precedentemente visto, ed ovvero una stabilizzazione nel segno di un promontorio afro-mediterraneo, con, come è naturale che sia, anche un certo rialzo delle temperature. E la faccenda dovrebbe resistere sino almeno ai giorni 3/4 maggio; dopodiché, con ancora molta dose di incertezze in proposito, è da tenere presente la possibilità di un indebolimento del campo anticiclonico per gli effetti di una spinta dai mari del nord. Ma vedremo. Il disegno si riferisce alla situazione generale riferibile ai giorni 2/3 maggio che indica in modo chiaro l’espansione dinamica sopradetta ed ancora presente in mediterraneo occidentale e con le azzorre completamente estranee a detta situazione stabile, mentre le frecce piccole intendono accennare alla possibilità che nei giorni successivi possa determinarsi un moderato affondo lungo l’europa occidentale, e con aggancio della circolazione depressionaria sul vicino oceano, ancora, però, da decifrare nei termini di possibilità, intensità, grado di incisività per l’area mediterranea, e durata (acc…ho parlato di spinta, affondo, aggancio di depressione, e non di cicloni…)…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una fase gradualmente più stabile…


La penisola è interessata da una classica fase da infiltrazioni di aria più fredda in quota, anche sottoforma di vere e proprie gocce fredde, che muovono da nord o nord-ovest, prevalentemente lungo l’adriatico, ma con la possibilità di traiettorie più spostate ad ovest. Non si tratta di chissà che cosa; si tratta infatti di cosa modesta o moderata, ma, quanto basta, dato il periodo climatico/stagionale, per attivare, nel corso soprattutto delle ore pomeridiane, nuvolosità associata a rovesci sparsi, più presenti lungo l’adriatico e nelle zone interne. Detta classica situazione da instabilità moderata non ha nulla a che vedere con cicloni e con perturbazioni organizzate; semmai con linee di instabilità. In scienza ed in meteo è doveroso dare le definizioni corrette alla faccenda; e d’altra parte, e per fortuna, da questo punto di vista, le carte non mentono e non si prestano, quanto meno per chi la meteo un pò la conosce, ad interpretazioni grottesche. Questa situazione, che persisterà ancora per un paio di giorni, è, comunque, destinata poi a sfumare ed a lasciare spazio a qualcosa di molto più stabile. E questo in virtù di una graduale affermazione di un promontorio iberico/mediterraneo, certamente capace di operare una transizione verso un periodo, più o meno duraturo, di tempo decisamente più caldo ed anticiclonico. Ho scritto più o meno duraturo perché detto periodo più stabile potrebbe persistere sino intorno ai giorni 3/4 od oltre, ma con il quadro della minaccia di un affondo settentrionale dopo il 4 maggio. E’ ancora, tuttavia, troppo presto per avere certezze in proposito, per cui vedremo. Il mio disegno indica la situazione generale prevista a 48/72 ore; mostra, in modo evidente, sulla fascia meridionale del mediterraneo, il residuo delle ultime moderate infiltrazioni suddette (con le traiettorie di dette infiltrazioni rappresentate dalle due frecce blu), mentre l’affondo in atlantico è destinato ad evolvere in cut-off ed a rimanere ad ovest dell’iberia (per come indicato dalla relativa simbologia). A loro volta tutte le varie frecce rosse sono da interpretare come rappresentative del quadro evolutivo del fine mese, che vede l’affermazione dell’influente promontorio iberico suddetto, ed anche una espansione azzorriana in corrispondenza dell’europa nord-occidentale…

Autore Pierangelo Perelli

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Venerdì 25 aprile. Allerta ARANCIONE per rischio idraulico su alcuni settori del Veneto. Allerta GIALLA meteo-idro in 9 regioni.

Precipitazioni:

– sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e settori interni appenninici del Lazio, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati;

– da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o breve temporale, su resto del Triveneto, Lombardia orientale, Romagna, Umbria, zone interne di Toscana, Lazio, Campania e Basilicata, con quantitativi cumulati generalmente deboli.

Visibilità: nessun fenomeno significativo.

Temperature: nessun fenomeno significativo.

Venti: localmente forti nord-occidentali su Sardegna e Sicilia, localmente forti settentrionali sull’alto Adriatico.

Mari: molto mossi il Mare e Canale di Sardegna, lo Stretto di Sicilia ed al mattino il Tirreno meridionale, tutti con moto ondoso in graduale attenuazione.

Fonte:dipartimento protezione civile nazionale

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Cicloni o semplici infiltrazioni ? …


Il sottoscritto si diverte a commentare o analizzare, in grandi linee, le carte meteo delle isoipse, delle isobare, ecc. ecc. ma la rete è piena di pagine, siti e canali, in cui si fanno delle vere e proprie previsioni. Naturalmente nulla di illegittimo che, accanto ai servizi più noti, più ufficiali e più accreditati, a qualcuno piaccia mettere in piedi altrettanti servizi di previsione. Del resto, a farlo non ci vuole neanche molto, in relazione al fatto che di previsioni e di proposte da parte di vari modelli la stessa rete è piena. Va però osservato un fatto, ed ovvero che parlare di cicloni, uragani mediterranei, fenomeni estremi e robe da arca di Noè piuttosto che di normali depressioni, infiltrazioni in quota, tempo variabile ed instabilità, è tipico sempre di certi canali, siti e di certe pagine, a cui, evidentemente, e in relazione a questo lascio a chi mi legge l’opinione riguardo a quale può essere il motivo di questi modi fiabeschi e roboanti di fare la meteo (meteo?), piacciono certi modi, appunto. Se osserviamo il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 24/25 aprile riusciamo facilmente a captare l’idea di un quadro da caratteristiche infiltrazioni in quota da nord-ovest, in forma anche di gocce fredde, in verità poco ciclogenetiche ma, sicuramente, capaci di regalarci, nei prossimi giorni, il caratteristico tempo instabile soprattutto delle ore pomeridiane e delle zone interne, specie se collinari/montuose. E’ evidente il fatto che questo non esclude la possibilità di estensioni maggiori dei fenomeni durante il transito delle stesse infiltrazioni, ma sempre nell’ambito di un disegno che non corrisponde a delle vere e proprie perturbazioni organizzate o a delle vere e proprie depressioni. Per qualcuno tutto questo può essere descritto o spiegato con il transito sull’italia di una successione di cicloni capaci anche di fenomeni estremi. Provate ad ascoltare le ultime previsioni dei Giuliacci o dei Sottocorona, ovvero di importanti ed accreditati meteorologi italiani, per sentire se vi parlano di cicloni a non finire o se utilizzano un linguaggio più sobrio e più conforme…

Autore Pierangelo Perelli

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Tropical & extra-tropical…

Tropical & extra-tropical…
Non che quando denuncio la marea di ignoranza, di falso, di cretinate e di meschina speculazione che pervade i social ed il mondo della comunicazione e dell’informazione speri, nel contempo, in chissà che cosa. So perfettamente che detto mondo non cambierà ed anzi, si aggraverà sempre di più. Semplicemente, e da appassionato di certe arti e scienze, mi irrita leggere e vedere il carnevale relativo e, soprattutto, il fatto che la gente, in buona parte, segua ed ami detto carnevale. Del resto se il mondo fosse quello che mi piacerebbe che fosse il falso, le cretinate, l’oroscopo, il grande fratello, i furbi che sparano bischerate alla barba dei fessi, ecc. ecc. non ci sarebbero. Ma certo che è davvero triste che, ad es., una materia come la meteo, sia così maltrattata e tutto continui a correre come se niente fosse, con il falso ed il vero e le cretinate e le cose serie che si mescolano in una bolgia che le unisce e che le mette sullo stesso piano. Essere sui social e guardare tutto ciò che attiene a social, internet ecc. ecc. fa davvero impressione. Sembra di essere in una sorta di paese dei balocchi delle cretinate in cui il serio, il bello ed il vero fanno capolino qua e là, un pò isolati e poco appariscenti. Che i comportamenti delle persone sui social sia quello della realtà ma con l’evidenza di una più marcata ed aggravata evidenza di tutti i vizi dell’umano, che saltano fuori ancora più chiari e alla luce del sole, è arcinoto e lo dicono rinomati psicologi della comunicazione. L’invidia, la gelosia, la meschina legge del dare ed avere, la voglia di protagonismo, la ricerca ossessiva e spasmodica di consenso e di seguito, la prevalenza degli istinti ancestrali sulla raptio, e orrori simili risultano evidenti. Così come vi risulta assai evidente il predominio delle bischerate e del nulla sulle cose serie. D’altra parte il palcoscenico è aperto a tutti e tutti vi possono salire. Tutti possono creare delle pagine, dei siti e dei canali, e, con l’obiettivo di guadagnare a suon di spazio pubblicitario, agire di conseguenza. E se poi per guadagnare è meglio sparare bischerate piuttosto che fare informazione seria pazienza; che bischerate siano. E se poi sul palco sale il più coglione del mondo o chi nulla di importante ha da dire, altrettanta pazienza; che coglionate siano; ed anzi, tanto meglio, visto che di chi ama le coglionate è pieno il pianeta. Non che serva a qualcosa ma ogni tanto a denunciare certe inesattezze, chiamiamole inesattezze per essere gentili ed educati, riguardo alla meteo, ci provo. Lo faccio senza uno scopo e solo perché amo la medesima materia, la sua parte vera e seria. E se una semplice per quanto profonda circolazione depressionaria o ciclonica di tipo extra-tropicale diventa un medicane, che è come dire che se è volata una mosca è passato uno pterosauro, mi viene di segnalarlo (vedi la differenza inequivocabile e abissale tra i due tipi di sistemi nel mio disegno). Dopodiché so perfettamente che nulla accadrà; che ci sarà una prossima volta in cui le multicelle diventano supercelle, in cui la depressione diventa un superciclone distruttivo o un uragano mediterraneo, che si susseguiranno fiabe meteo a non finire, e che ci sarà sempre, senza possibilità di un cambiamento, un futuro in cui la gente questa disinformazione la segue e l’apprezza, apprezzando e capendo molto di meno chi questo modo speculativo e/o inesatto di fare informazione lo segnala…

Autore Pierangelo Perelli

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La particolare situazione meteo in atto…


Situazioni come quella attuale e la relativa evoluzione sono da considerare non così infrequenti ma neanche frequentissime. Disegnano qualcosa di particolare che merita la considerazione che meritano i sistemi capaci, su certe aree, anche di situazioni alluvionali. Va detto che, a dispetto del fatto che la ampia saccatura risulta relativamente bloccata, nel corso delle prossime 24/36 ore riuscirà, con la sua parte meridionale e con un moto dell’asse a pendolo, a sfondare. Ma non prima di aver prodotto precipitazioni abbondanti soprattutto sui settori di nord-ovest. La grande onda in quota, che affonda con la forma di una V sino sul nord-africa, rappresenta una rossby il cui flusso in rimonta, orientato lungo i meridiani, alimenta un sistema perturbato, altrettanto disposto ed in sviluppo da sud a nord, e dal nord-africa sino sui mari del nord. In casi come questo, con ampia e stretta saccatura semi-bloccata, il fronte associato presenta le caratteristiche dei fronti freddi adabatici (ana cold front), caratterizzati da elevato spessore in longitudine e con la fenomenologia maggiormente sviluppata dietro al fronte. Detto fronte, come si può vedere nel disegno, si snoda dal nord-africa, lungo il mediterraneo occidentale, e raggiunge le aree depressionarie presenti su isole britanniche e mari del nord. Trasla con difficoltà verso levante e spende energia lungo i meridiani, producendo precipitazioni persistenti sulle zone da esso interessate. In questi casi, e per come si vede sempre nel disegno, possono anche svilupparsi ondulazioni secondarie, sul flusso e sul fronte, in veste di onde secondarie sintomatiche di un flusso attivo, capaci anche di evolvere in vere e proprie depressioni, e nelle quali ogni ondulazione del fronte conforma la struttura di una perturbazione aperta con tanto di ramo caldo e ramo freddo. Accade un pò quello che accade normalmente lungo il normale flusso ondulato da occidente, con la differenza che, in questo caso, il flusso frontogenetico è orientato da sud a nord. In relazione a questa dinamica e nel merito di situazioni molto meridiane come questa può accadere, per ragioni di fisica dell’atmosfera collegate alle leggi della vorticità e ad altre leggi, che la saccatura subisca strozzatura e si formi una depressione indipendente o a sé stante, eredità della parte meridionale della saccatura madre. E non è escluso che questa possa essere, più o meno, e lo accenna lo stesso disegno della situazione di questa mattina, l’evoluzione proprio del sistema in esame, in cui la saccatura genera un polo secondario con associata circolazione ciclonica mediterranea, destinata a muovere verso est o nord-est e poi, per fortuna, anche ad indebolirsi…

Autore Pierangelo Perelli

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Esame del sistema depressionario in azione…


L’evoluzione del sistema depressionario in azione da tempo è ascrivibile ad un perfetto modello didattico ed al modello didattico che descrive la dinamica classica di una saccatura estesa che affonda in mediterraneo occidentale e che matura condizionata da un relativo blocco a levante. La medesima affonda con un asse che si muove a pendolo, aziona corpi nuvolosi che si creano e si muovono lungo la sua attiva componente di flusso meridionale, e, gradualmente, riesce poi a sfondare, continuando il moto a pendolo a cui si associa una più marcata ciclogenesi lungo il suo bordo orientale o nord-orientale. La depressione che si crea di conseguenza, centrata in pieno tirreno, descrive quindi il contesto di una situazione baroclina che poi diventa barotropa mentre il tutto si sposta, seppur non così rapidamente, verso est o nord-est. Ecco che, pertanto, alla fine e per fortuna, il sistema sfonderà, ed anche se sfonderà senza aprire ad una franca stabilizzazione, aprirà comunque ad un flusso più occidentale, si ancora instabile ma, di sicuro, meno perturbato di quello di queste ore. Il disegno mostra la situazione generale prevista a 36/48 ore e fornisce l’idea della situazione baroclina sopra menzionata nella quale all’affondo di un polo freddo in quota sino sul nord-africa (frecce blu grandi) ed in risalita verso nord-est si associa una ciclogenesi che disegna una depressione al suolo (frecce piccole) disposta a nord-est rispetto a detto polo e centrata, appunto, sul tirreno. Detta disposizione è il frutto di contrasti e di accelerazioni in quota che interessano il flusso in risalita da sud-est lungo il lato est o nord-est della saccatura, ed in cui i forcing spingono tutto il sistema verso, appunto, nord-est. In questo spostamento e maturazione avremo anche, del sistema, un certo indebolimento, preludio ad un certo molto graduale miglioramento, purtroppo non definitivo ed invece ancora molto precario, ma, come detto, ancorato ad una configurazione meno bloccata e più zonale…

Autore Pierangelo Perelli

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Quale situazione e quale pioggia sull’italia…


La situazione che va determinandosi è una delle situazioni piovose più classiche, tipiche dell’autunno ma anche della primavera. I clamori, gli allarmismi, i cicloni, le centinaia di mm di pioggia lette qua e là e destinate a sommergere mezza italia fanno parte della letteratura o della meteo romanzata e finalizzata a colpire la folla. In verità gli accumuli di pioggia possibili in certe aree ed in situazioni di questo tipo possono essere marcati, ma, al di là di questo, occorre sempre informare con rigore ed oggettività scientifica. Gli stessi istituti che fanno i calcoli, in casi del genere, fanno previsioni dettagliate ma che tendono a variare di emissione in emissione, perché è oggettivamente complicato prevedere dove si formeranno i sistemi nuvolosi più intensi capaci di creare situazioni alluvionali. Personalmente e naturalmente guardo con frequenza la previsione di pioggia prevista sulla mia zona e persino sul mio comune, rilevando, talora, differenze anche sostanziali tra un servizio meteo ed un altro e rilevando variazioni altrettanto sostanziali da una emissione alla successiva. Ed al momento mi sembra di rilevare il quadro di una situazione del nord-italia meritevole di attenzione ma anche non catastrofica o, perlomeno, che rientra nel range di una configurazione meteo perturbata o piovosa, e di quelle che, per forza di cose, in capo ad un anno, ogni tanto si creano. Ho, ahimé, diversi decenni sulle spalle ed il quadro della tipica situazione con affondo sul mediterraneo occidentale e formazione di minimo sul ligure-tirrenico l’ho vista spesso e sin da quando ne parlavano, quelli si con sobrietà e rigore scientifico, i grandi bernacca, baroni e caroselli. Ora le medesime situazioni sono cicloni spaventosi e la fine del mondo. E i cicloni spaventosi li ho disegnati per come li intendono, intorno ai giorni 16/17, ECMWF (a sx) e GFS (a dx). Le due configurazioni, a supporto della discreta affidabilità relativa, in pratica coincidono. Ma, attenzione; coincidono nel senso generale del termine perché un minimo di differenza la si può rilevare. Il minimo indicato da ECMWF è un pò più profondo ed i due minimi non sono proprio disposti nella stessa precisa posizione. E lo scrivo perché sono questi i dettagli, oltre a tanti altri ed a livello locale, che possono fare, in termini di fenomenologia, la differenza. C’è anche da dire, poi e per fortuna, che detta configurazione depressionaria, evolutivamente un pò lenta all’inizio, sembra poi poter sfondare, ovvero maturare da situazione baroclina a barotropa e muovere verso est o nord-est in tempi più rapidi del previsto; anche se è naturale come una faccenda del genere sia sempre da monitorare ora per ora…

Autore Pierangelo Perelli

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