Il maltempo ligure e l’evoluzione prevista…


Sui fenomeni piovosi insistenti e tuttora in atto sulla liguria e su parte dell’emilia romagna occorre, ancora una volta e come sempre, scomodare la sfera delle situazioni stazionarie. Tutto, e come detto in precedenza, concorre nella direzione di una temporanea spinta settentrionale. Ma la transizione dal disegno di un promontorio dinamico mediterraneo a quella di un flusso settentrionale ciclogenetico è difficile che sia rapida e priva di una fase intermedia piovosa e con gli elementi dei sistemi stazionari o semi-stazionari. Nel disegno della situazione generale riferita a questa mattina si può notare la tipica configurazione a sella che che vede la disposizione di una circolazione quasi isolata ad ovest sull’atlantico, e che quasi ha perso rapporto con la saccatura madre sui mari del nord, risultando in un cut-off o in un quasi cut-off. La stessa circolazione, però, non maturerà ulteriormente in una circolazione chiusa e stazionaria, poiché sollecitata da una dinamica che tende ad ostacolare detta evoluzione. Ma nel frattempo staziona in quella posizione, ostacolata ad est dal residuo del promontorio dei giorni corsi, ed alimenta la classica situazione stazionaria con correnti instabili in quota da ovest o sud-ovest sul mediterraneo occidentale (frecce blu) associate a flusso umido al suolo in convergenza (frecce rosse). Una tale disposizione, che si colloca lungo una direttrice sud-ovest/nord-est, ci interessa proprio all’altezza delle nostre regioni nord-occidentali, inglobando liguria ed emilia occidentale. Da cui lo sviluppo di sistemi piovosi e temporaleschi, anche di una certa intensità ed insistenti, lungo detta direttrice stazionaria o che trasla lentamente e con difficoltà. Come detto, tuttavia, il tutto tenderà ad evolvere per le ragioni di forcing euro-atlantici che spingono la geografia meteo e barica verso un contesto settentrionale con aumento della pressione sull’oceano, spinta da nord e conseguente traslazione di tutto il sistema verso est o sud-est. Una dinamica, questa, che non mancherà, con una doppia spinta settentrionale in direzione di iberia e mediterraneo occidentale ed in quadrabile tra fine seconda ed inizio terza decade del mese, di determinare una temporanea fase più fredda con probabile depressione mediterranea…

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Cambio meteo in vista…

Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 16/17 è perfetto nel confermare quanto visto in precedenza. Esso infatti vede l’affermazione delle componenti settentrionali con una ampia saccatura dei mari del nord in progressione verso sud, con il consolidamento di alta pressione sul nord atlantico, e con l’aggancio del residuo della estesa circolazione ciclonica attualmente presente ad ovest dell’iberia. Una siffatta configurazione rappresenta una sorta di reverse rispetto alla situazione attuale. La situazione attuale, infatti, e per come indicato dalla simbologia delle frecce blu, vede la saccatura delle alte latitudini disporre il suo asse verso sud-ovest a prolungarsi nella circolazione depressionaria ad ovest dell’iberia sopra menzionata, ben ostacolata dal promontorio in mediterraneo. Come si conviene a questo tipo di dinamica la medesima circolazione ciclonica mostra anche una certa tendenza ad isolarsi o ad entrare in opposizione di fase rispetto alla stessa saccatura madre sui mari del nord. I forcing dominanti, però, tendono ad essere quelli che fanno capo a spinte del nord-atlantico, con la conseguenza di un progressivo cedimento del promontorio mediterraneo e con la graduale progressione della saccatura scandinava, associata a rotazione del relativo asse in senso antiorario, per come indicato dalla simbologia delle frecce che, dal colore blu a quello viola, segna la transizione dalla situazione attuale a quella del medio termine. Inevitabile allora, a partire dall’inizio della seconda metà del mese, un cambio meteo, inizialmente caratterizzato da una fase di correnti occidentali umide ed instabili e, tra fine seconda ed inizio terza decade, anche dagli elementi di una vera e propria irruzione con apprezzabili flessioni termiche, per quanto ancora da inquadrare in termini di intensità e di durata…

Autore Pierangelo Perelli

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Quali possibili evoluzioni dopo il prossimo promontorio anticiclonico subtropicale


Quali possibili evoluzioni dopo il prossimo promontorio anticiclonico…
L’evoluzione che ci porta verso metà mese vede una prima fase caratterizzata da un deciso affondo meridiano sul vicino atlantico ed a ridosso dell’iberia ed un promontorio mediterraneo frenante. Il relativo contesto stabile, certamente foriero di alcuni giorni nel segno di stabilità e di clima mite, è comunque da interpretare come relativamente precario. E relativamente precario non tanto in virtù di una possibile progressione della ampia saccatura verso levante quanto in virtù di una tendenza generale che vede lo stesso affondo maturare in vortice un pò isolato ad ovest ma che vede, nel contempo, vivacizzarsi un flusso del nord-atlantico associato ad affermazioni anticicloniche islandesi. Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 13/14 identifica una mappa euroatlantica a sella in cui si riconoscono quattro componenti in azione. Vi si identificano: il promontorio anticiclonico mediterraneo che frena l’azione della depressione ad ovest; l’ampia depressione ad occidente, frutto dell’affondo meridiano sopra menzionato, e che è andata maturando in vortice parzialmente in opposizione di fase con la saccatura del nord-atlantico o dei mari del nord; la medesima vivace azione della saccatura sui mari del nord; la figura anticiclonica sul nord-atlantico. In tale relativo disegno a sella, come detto foriero, per il mediterraneo, di un momento stabile e con temperature oltre la media, andranno a prevalere, intorno alla metà del mese o nei giorni immediatamente successivi, le due componenti presenti a nord con la possibilità del maturare di un profilo ad ampia saccatura, frutto dell’azione della circolazione depressionaria sui mari del nord e della concomitante azione dell’anticiclone dinamico islandese. Ecco che la circolazione ciclonica ad ovest dell’iberia, destinata a progressivo indebolimento, può finire per essere agganciata e rientrare nella saccatura madre; ed ecco che si possono venire a creare i presupposti per una spinta settentrionale instabile. Da qui a dire, però, che avremo il freddo o una irruzione in grado di determinare un afflusso di aria fredda, ce ne corre parecchio. E ce ne corre parecchio perché, al netto di una possibile moderata e rapida azione settentrionale, attualmente le varie carte di previsione di lungo termine privilegiano un tendenziale orientamento nella direzione di correnti occidentali, ed ovvero di aperture della porta del grande ovest. Nel disegno le frecce blu marcano il profilo della situazione a sella dei giorni 13/14 sopra descritta, mentre le frecce viola identificano la possibile evoluzione successiva, che vede protagonista la discesa della saccatura dei mari del nord, quanto meno destinata a scardinare blocchi anticiclonici e ad introdurre condizioni più instabili, e più o meno settentrionali o occidentali…

Autore Pierangelo Perelli

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Tra sub-tropicale e modeste infiltrazioni atlantiche…


Il contesto meteo dominante di fine ottobre sfocia in questi primi di novembre continuano ad identificare un generale corso mobile occidentale ondulato, nel contempo relativamente ostacolato alle basse latitudini. Il mediterraneo viene a trovarsi in una sorta di fascia di transizione, tra la franca azione umida instabile atlantica e la presenza del sub-tropicale. Il medesimo sub-tropicale tenta anche azioni di spinta meridiana proponendo onde di resistenza o di freno in grado di tenere più a nord il medesimo flusso atlantico principale. Ci riesce, però, solo in parte, nel senso che tende comunque a non impedire infiltrazioni secondarie destinate ad evoluzioni in modeste configurazioni chiuse quali insidie per la nostra penisola. In linea generale, però, al netto dei sempre possibili sviluppi di locali aree piovose di una certa consistenza, nulla di che. Di fronte ad una situazione del genere, al suo clima mite, ed al relativo associato protagonismo del sub-tropicale, non possiamo, ancora una volta, non marcare come le stesse sortite mediterranee del medesimo sub-tropicale siano diventate da anni o decenni una regola ed una regola che ha sempre di più, sia in inverno che in estate, reso il clima mediterraneo più caldo e meno influenzato dai flussi del nord-atlantico o dell’est europeo. Senza contare la intrinseca insidia della possibilità dello sviluppo di situazioni piovose stazionarie qualora gli stessi muri anticiclonici riescano a frenare le perturbazioni solo in parte ed a renderne persistente il corrispondente flusso umido meridionale. La disegnata situazione generale prevista intorno ai giorni 5/6 segna il quadro descritto, indicando l’ennesima azione oceanica che, ostacolata da un promontorio dinamico, assume profilo meridiano affondando solo in parte verso sud o sud-est e finendo per divaricarsi e sganciare una infiltrazione secondaria destinata a cut-off ed a modesta falla in quota sul mediterraneo centro-occidentale. Una evoluzione questa che non può che riproporre il persistente tema degli ultimi tempi, ed ovvero quello di un contesto mite, fatto di alternanza di momenti stabili e di momenti con maggiori effetti ciclonici variamente distribuiti, in questo caso, ad es., a partire da ovest e segnatamente sul centro-sud…

Autore Pierangelo Perelli

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Esame della evoluzione meteo in mediterraneo delle prossime ore…


Certe evoluzioni meteo meritano di essere commentate anche per come presentano elementi dal valore didattico. In questo caso, anche a conferma di quanto già esaminato in precedenza, siamo di fronte ad una situazione tipicamente occidentale atlantica, certamente foriera di condizioni umide ed instabili ma anche un pò ostacolata da una certa presenza del sub-tropicale. Di fatto, senza riuscirci, almeno per ora, in pieno, le onde negative collegate alla fascia depressionaria oceanica muovono da ovest ad est trovando, al livello delle latitudini mediterranee, condizioni non troppo favorevoli ad un affondo franco e marcato dal punto di vista barico e della ciclogenesi. Ed è anche per questo che dette ondulazioni possono finire per impantanarsi ed isolarsi dalla corrente zonale principale. Con valori barici non così bassi l’affondo si verifica; ma si verifica ostacolato e costretto a scivolare verso sud, e per ragioni di dinamica, a diventare una circolazione chiusa. I cut-off, sia ciclonici che anticiclonici, fanno parte della normale fisiologia degli scambi termici atmosferici e rappresentano uno degli scambi più significativi e marcati. I cut-off ciclonici, poi, rappresentano, non infrequentemente, una insidia meteo non indifferente giacché capaci di produrre maltempo persistente sulle stesse aree. In certi casi, tuttavia, detto isolamento evolve nell’ambito di situazioni tali da indebolirne l’azione ed anche da favorirne un certo spostamento. Il tempo variabile o anche perturbato delle prossime 24/48 ore è da ascrivere proprio ad una evoluzione del genere. La debole saccatura andrà sempre più assumendo la connotazione di semplice e modesta diramazione, affondando in mediterraneo centro-occidentale e, quindi, isolandosi dalla corrente principale, assumendo le caratteristiche di cut-off o goccia fredda in lento spostamento verso sud o sud-est. E tutto questo anche in un contesto sfavorevole capace di indebolirne gradualmente gli effetti. La metafora del torrente che incontra condizioni favorevoli al dilatarsi in un’ansa che poi, successivamente, si isola formando una pozzanghera staccata dal corso dello stesso torrente rende abbastanza, seppur grossolanamente, l’idea del fenomeno. E d’altra parte sempre di fluidi che obbediscono alle stesse regole di dinamica, pur con lo dovute ed anche notevoli differenze, si tratta. Il disegno mostra la situazione generale di questa mattina e mostra, con le frecce, la transizione sopra esaminata, ed ovvero quella della modesta saccatura (frecce blu) che evolve in cut-off (frecce viola)…

Autore Pierangelo Perelli

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Nuovo cambiamento del tempo nei prossimi giorni sull’Italia.


Correnti umide, ma miti, dall’atlantico causeranno dal pomeriggio-sera di oggi delle piogge deboli tra Piemonte Orientale e Lombardia Occidentale.
Piogge più intense riguarderanno la Liguria, l’Emilia occidentale e le zone settentrionali di Piemonte e Lombardia. Tempo in peggioramento anche sulla Toscana settentrionale e gradualmente anche sul resto della regione e su tutte le regioni settentrionali.
Nella giornata di domani sono previste piogge abbondanti in Liguria, sulla Toscana settentrionale e sul Friuli Venezia Giulia.
Tempo nuvoloso domani sul resto del centro con piogge che gradualmente interesseranno il Lazio e l’Umbria, più asciutto altrove e sulle regioni meridionali.
Temperature in aumento al centro sud per aria mite meridionale e in calo al nord nelle zone sotto le piogge.

Autore Dott. Centra Massimo
Notizie meteo Italia

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Tra correnti umide atlantiche e moderata influenza del sub-tropicale…


Tra fine mese ed inizio novembre la configurazione euro-atlantica inquadrerà un disegno prettamente occidentale, fatto sia di ovvie correnti umide e relativamente instabili che di una componente sub-tropicale in loro ostacolo. La transizione dalla situazione attuale, sempre oceanica ma tipicamente di nord-ovest, e quella di fine mese, è dettata dal respiro anticiclonico di un modesto promontorio mobile. Ma, come detto, il subentro successivo delle correnti occidentali mosse dalla grande fascia depressionaria atlantica non sarà così franco o incisivo. Lo sarà, almeno in parte, proprio nei giorni di fine mese, ma, forse, tenderà ad esserlo di meno a seguire. E questo per effetto di una fascia sub-tropicale tendenzialmente più intrusiva e persino in grado di disegnare un promontorio, seppur forse temporaneo, frenante. Non siamo ancora nell’ambito di certezze in quanto un siffatto gioco delle parti non è mai di facile interpretazione, nel senso che l’equilibrio può risultare più o meno deviato a favore delle correnti atlantiche o del sub-tropicale. In ogni caso si conferma quanto già intravisto in precedenza, con la possibilità che, però, alla fine ed in base a quanto dicono le carte attuali, il lungo termine possa vedere, piuttosto che rimonte da vero blocco, sfondamenti, più o meno destabilizzanti, da ovest. Il disegno mostra la situazione generale prevista per il finale del mese e che inquadra perfettamente il contesto sopra descritto, mentre la simbologia delle frecce, da blu a viola, intende rappresentare la transizione delle correnti in quota, da quelle attuali nord-occidentali associate a veloci transiti instabili nord-ovest/sud-est, a quelle strettamente da ovest del possibile peggioramento di fine mese e, tendenzialmente, più o meno ostacolate dal sub-tropicale…

Autore Pierangelo Perelli

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Tipica fase nord-occidentale…


La fase prettamente nord-occidentale in corso è quella di un tempo variabile associato a periodici impulsi, tendenzialmente sempre più destinati ai settori orientali del mediterraneo. La traslazione graduale della traiettoria di dette correnti in quota dominanti non esenterà la penisola, ancora per qualche giorno, da fasi instabili, stavolta, però, a carattere più sparso e con minori estensioni nuvolose organizzate, soprattutto sulle regioni nord-occidentali. E questo a merito di correnti in quota, appunto meno occidentali, più settentrionali ed associate a disposizione ciclonica in transito da nord-ovest lungo la fascia centrale del mediterraneo e lungo la penisola balcanica. Il progresso nella direzione di una maggiore stabilità culminerà nel disegno di un promontorio anticiclonico, per un verso promettente come barriera rispetto alle correnti umide atlantiche, ma per un altro dalla evoluzione ancora piuttosto incerta. Scontata la suddetta rimonta del sub-tropicale intorno ai giorni 28/29 rimane, infatti, da chiarire quanto la medesima rimonta saprà ergersi a muro stabilizzante e durevole o quanto, invece, corrisponderà ad una sorta di onda pre-frontale. Va detto, anche, che tra le due possibilità non sono da escludere disegni ibridi in cui, in qualche modo, la stessa onda tiene o devia verso nord-est le correnti atlantiche, almeno in parte. E tutto questo non potremo che vederlo più avanti, anche se una influenza oceanica e di correnti sud-occidentali, quanto meno riservata al nord-ovest, appare al momento alquanto probabile. Stiamo parlando, però, dell’estremo fine mese o dei primi di novembre, di un tempo, ovvero, ancora lontano e tutto ancora da scrivere. Il disegno, che mostra la situazione prevista intorno ai giorni 28/29, sottolinea il moderato promontorio stabilizzante del sub-tropicale sopra indicato ma anche la minaccia di affondi in sede iberica che, per come rappresentato dalle frecce indicative dei flussi in quota previsti da alcuni modelli nel corso dei primi giorni di novembre, risultano successivamente spostati, anche se più o meno ostacolati dall’alta pressione, verso levante. In proposito si può notare anche come alcuni di questi modelli detti affondi li considerino più incisivi e come altri, invece, li considerino maggiormente bloccati, frenati e deviati verso nord-est…

Autore Pierangelo Perelli

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Ritorna l’ora solare.

Cambio dell’ora in questa prossima notte.

Le lancette degli orologi devono essere spostate indietro di un’ora, dalle ore 3 alle ore 2 di domenica 26 ottobre 2025, per il passaggio all’ora solare.

Le giornate diventano più corte e stanotte si dormirà un’ora in più.

Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, nei 7 mesi di ora legale il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi per 450 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 170 mila famiglie, con un conseguente risparmio economico di circa 105 milioni di euro. Ricadute positive anche in termini di sostenibilità ambientale: il minor consumo elettrico, infatti, ha consentito al Paese di evitare emissioni di COin atmosfera per circa 215 mila tonnellate.

A cura del dott. Centra Massimo

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La tipica variabilità autunnale…

L’inizio di terza decade di ottobre segna l’annunciato ritorno a correnti atlantiche e ad una fisionomia prettamente occidentale. Ne consegue il classico tempo variabile, a tratti perturbato, segnatamente sul centro-nord, dalla connotazione certamente autunnale. Vale la pena considerare il fatto che detta situazione tenderà a persistere, più o meno, fino alla fine del mese, ma con una configurazione progressivamente più nord-occidentale o settentrionale. E’ questo il fatto in cui intravedere una certa evoluzione o un certo cambiamento; un certo cambiamento che non modificherà l’essenza di un tempo variabile ed a tratti perturbato ma con tendenziali diminuzioni termiche e con una instabilità dettata da affondi nord-ovest/sud-est piuttosto che da ovest. Tutto questo potrà, magari ed anche, contraddistinguere una minore incisività delle fasi perturbate sui settori nord-occidentali e maggiore sui settori centrali e nord-orientali, anche se non lo si può dire con certezza. Di fatto situazioni del genere tendono un pò a risultare, per la previsione locale o a mesoscala, piuttosto complicate o difficili. Il disegno indica la situazione generale prevista intorno ai giorni 25/26 e serve ad inquadrare la fase più settentrionale sopra descritta nel pieno della sua maturità e nella quale il supporto della simbologia, o delle frecce da più piccole a più grandi, serve ad indicare l’evoluzione, da oggi a metà decade, che vede il ramo sub-tropicale oceanico tendere ad affermarsi o a progredire verso levante sul nord-atlantico ed a favorire spinte successive islandesi dirette verso il mediterraneo centrale. Una siffatta periodicità di spinte, come detto, può essere quella destinata a mantenere un tempo fresco e variabile, probabilmente sino a circa fine mese, e fino alla possibilità, per come sembra al momento, che proprio l’estremo finale del mese segni la chiusura e l’affermarsi di un bel promontorio…

Autore Pierangelo Perelli

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Le prospettive di una tipica fase atlantica od occidentale…


Il graduale sblocco postulato in precedenza è in atto e trasporta verso una nuova fase, di matrice zonale ed atlantica. La corrente groenlandese diventa così la protagonista dei prossimi giorni, associata, tuttavia, ad una certa presenza, in mediterraneo centro-meridionale, di una componente anticiclonica capace di rendere la medesima corrente instabile atlantica non così incisiva. Incisiva lo sarà, comunque, quanto meno per il mediterraneo settentrionale e, pertanto, per le nostre regioni centro-settentrionali, dove l’annessa variabilità non mancherà di determinare momenti più perturbati come quello che si prospetta per inizio terza decade. Il disegno della situazione prevista intorno ai giorni 21/22 segna l’idea del quadro descritto, con la corrente atlantica che affonda una moderata curvatura ciclonica sulla penisola in trasferimento verso levante. La tipica alternanza delle situazioni zonali potrà poi, a seguire, fornire il respiro anticiclonico che tipicamente segue quello ciclonico, a sua volta seguito, però e forse, da un successivo affondo. Troppo presto però per andare a scrutare oltre i primi giorni della decade, e, ancora di più, per ammettere la possibilità di una nuova chiusura della porta oceanica intorno a fine mese, tutta ancora da scrivere…

Autore Pierangelo Perelli

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Le ragioni del maltempo sul mediterraneo centro-meridionale…


La resistenza, peraltro tendenzialmente in diminuzione, del blocco all’atlantico, continua a deviare il corso principale del getto verso nord, non impedendo, però e nell’ambito di una fisionomia split, l’infiltrazione di una sua diramazione secondaria alle basse latitudini. Il tempo attuale, variabile/perturbato, del mediterraneo centro-meridionale, è influenzato anche da questa diramazione, e non solo, pertanto, dalla discesa di una moderata saccatura da nord. Risulta evidente come dette componenti finiscano per interagire e caratterizzare il quadro, a dette latitudini, di un flusso occidentale a componente ciclonica in quota e quello, conseguente, di una depressione al suolo, ben foriera di sviluppi nuvolosi consistenti su quelle aree. Il disegno della situazione prevista a 48 ore rende bene l’idea, con il supporto della simbologia, del, seppur modesto, scavo in quota, alimentato dalla componente atlantica e, soprattutto, dalla componente dei mari del nord. Un contesto, questo, che, sia per ragioni termiche che per ragioni dinamiche, finisce per dare vita alla classica circolazione ciclonica mediterranea sul centro-sud, certamente capace di produrre fenomeni piovosi, localmente di una certa intensità. Termini come medicane, dana, e frasi che coinvolgono aria proveniente dalla russia, è bene lasciarli da parte perché con detta situazione non c’entrano niente, e non posso non continuare a domandami il motivo per cui si continuano a scrivere, qua e là, robe del genere. Situazioni come quella descritta sono talora dure a morire, ma, nelle linee generali, si nota, in questo, caso, la tendenza verso una certa evoluzione, anche se magari assai graduale, che vede il procedere della situazione, in direzione di fine decade, verso una flessione del blocco e verso una configurazione più atlantica o più mobile e prettamente occidentale…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una fase instabile sul mediterraneo centro-meridionale…


La configurazione anticiclonica che domina l’area mediterranea e, soprattutto, l’europa nord-occidentale, si caratterizza con un profilo simil omega che tiene, per ora, a distanza, sia il flusso atlantico che la minaccia della depressione dell’europa orientale. Di fatto quest’ultima ha finito per risultare meno influente di quanto precedentemente ipotizzato, con il risultato di un tempo relativamente stabile anche sui nostri settori adriatici. La fuga di una infiltrazione retrograda è quella che, nel corso dei giorni scorsi, ha disegnato una falla in sede iberica foriera di instabilità su quelle aree e, attualmente, di sviluppi di aree temporalesche significative tra baleari e spagna occidentale che, però, dovrebbero rimanere sul posto o, comunque, non propagarsi verso oriente. La componente in quota, infatti e su quell’area lungo il fianco occidentale dell’alta pressione dinamica, è modesta e meridionale. Va altresì detto che detta componente, sulla base di un certo cambio di circolazione prossimo futuro, dovrebbe diventare occidentale, a costituire il classico flusso secondario nell’ambito di una configurazione simil split-blocking, certamente possibile foriera di una fase più o meno instabile per il mediterraneo centro-meridionale. Tutto, infatti, concorre nella direzione di una certa persistenza del profilo anticiclonico attuale, ma concorre anche, nel contempo, nella direzione di una estensione retrograda o verso sud-ovest dell’area ciclonica dell’est e nella direzione, in buona parte conseguente, di una certa diminuzione della pressione in quota sulla fascia mediterranea centro-meridionale, appunto. Da cui la classica ritornante delle basse latitudini, estesa dall’iberia all’egeo, ed in qualche modo, collegata anche alla porta dell’atlantico. Con la diminuzione della pressione sull’europa nord-occidentale, vedremo poi se, in direzione di fine seconda decade, si potrà avere un ulteriore cambio circolatorio con infiltrazioni dal nord-atlantico capaci di destabilizzazioni sulla penisola più estese. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno a metà mese e mostra, con il supporto della simbologia, lo split, ovvero il ramo principale del flusso atlantico sbarrato e deviato verso nord ed il ramo secondario sopra descritto che corre lungo la spagna ed il mediterraneo meridionale. E mostra, nel contempo, l’estensione verso sud-ovest della configurazione depressionaria dell’europa centro-settentrionale in grado di coadiuvare o marcare la medesima corrente instabile occidentale del basso mediterraneo…

Autore Pierangelo Perelli

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Sottocorona e la meteo che ci piace…


La scomparsa di Paolo Sottocorona ci tocca particolarmente per due motivi. Il primo è quello che si riferisce alla persona, a quella persona dai toni rassicuranti, intelligente, brillante, empatica. Il secondo è quello che si riferisce alla parte strettamente professionale e tecnica, ed a quella parte capace di trattare la meteo per come si deve, lontana anni luce da certo pacchiano, da certa vetrina pura, da certa approssimazione e da certi modi chiaramente votati ad attirare pubblico. Sottocorona trattava la meteo con la sobrietà e la scientificità che la stessa meteo merita, con le parole semplici che servono per farla capire al grande pubblico, con la capacità di sintesi di cui sono dotate le persone intelligenti e che hanno dominio della materia, e, a momenti, con quella sottile ironia, sempre comunque garbata e mai offensiva o presupponente, utile a mettere in chiaro certi concetti o a stabilire i confini della meteo seria. Ci ricordava un pò i modi dei grandi della vecchia meteo, come ad es. Andrea Baroni o Guido Caroselli, ed i modi di quei bollettini TV in cui era il meteorologo a spiegare la meteo ed in cui la meteo erano semplici perturbazioni, isobare e carte in quota piuttosto che clamore mediatico. Caro Paolo ci mancherai. Venendo alla situazione ed alla evoluzione ho disegnato la situazione generale prevista nel medio termine ed intorno ai giorni 12/13 per segnalare che la configurazione di confine già indicata in precedenza, tuttora in azione e che vede una certa prevalenza della figura anticiclonica ad ovest, andrà marcando ulteriormente il blocco all’atlantico. E lo farà anche spostando i massimi barici verso nord-est, sulle isole britanniche o tra isole britanniche e scandinavia, con la conseguenza della maturazione di un contesto che, in linea generale, non è mai così stabile per il mediterraneo. Tant’è che, in un disegno che tende a far prevalere l’oriente piuttosto che l’occidente, ed ovvero i richiami da levante ed i flussi antizonali, avremo un certo affondare, in direzione di metà mese, della figura depressionaria dell’europa centro-orientale, con nuove riduzioni termiche e la possibilità di destabilizzazioni, segnatamente sulle aree orientali. E’ possibile, peraltro, che possa trattarsi di qualcosa di non particolarmente eclatante, nonché di qualcosa di assai temporaneo e destinato, con la graduale scomparsa di aree anticicloniche in quelle posizioni, ad una evoluzione verso profili più zonali…

Autore Dott. Centra Massimo

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Situazione di confine, tra azzorre e flusso instabile e fresco da nord-ovest…


Si conferma la linea generale precedentemente intravista, tendente ad un contesto meno instabile. Occorre, tuttavia, affermare che detta minore instabilità, sostenuta da un azzorriano più portato ad estendersi anche verso est, può non subentrare in modo così rapido, e può anche, alla fine, non risultare così marcata. La fisionomia generale che si prospetta è quella ben rappresentata dalla situazione generale prevista intorno ai giorni 7/8, indicata dal disegno e caratterizzata dal classico quadro ondulato lungo una direttrice nord-ovest/sud-est. Una siffatta configurazione, mobile, ed associata a pulsazioni azzorriane di un ramo oceanico anticiclonico che tende a mantenere posizioni alle alte latitudini e che, nel contempo, mostra una certa, seppur timida, invadenza verso est e sino al limite del mediterraneo occidentale o centro-occidentale, corrisponde al movimento di successive saccature sull’europa centro-orientale, in linea tendenziale maggiormente destinate alla penisola balcanica e, di margine, al nostro adriatico. Il tempo sulla penisola diventa allora condizionato dalla direttrice, più o meno spostata lungo la longitudine, di dette saccature. E potremo avere un tempo più stabile, soprattutto ad ovest, nel caso di una maggiore presenza anticiclonica, e più instabile, con sconfinamenti anche sulle aree occidentali, nel caso di un anticiclone meno propenso ad arginare tali azioni depressionarie. La saccatura del breve termine, di questo fine settimana o dell’inizio della prossima, sembra essere, ad es. ed in tal senso, abbastanza insidiosa. Può risultare meno influente, invece, la successiva, ma con la riserva costituita dalla possibilità di una associata, seppur modesta, infiltrazione secondaria in moto retrogrado verso l’iberia ed il mediterraneo occidentale. Ecco che lo schema, per come già indicato, può essere sintetizzato da una tendenza generale nella direzione di una maggiore stabilità, ma sempre nell’ambito di una linea di confine e di una potenziale variabilità con valori di temperatura contenuti, segnatamente sui settori orientali e meridionali…

Autore Pierangelo Perelli

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Fase da configurazione simil rex-blocking…


Nel tempo dei prossimi giorni viene a prevalere la tendenza già intravista giorni fa, vale a dire quella della persistenza del blocco o della chiusura della porta dell’atlantico, con conseguente affermazione di un profilo simil rex blocking. In ogni caso un cambiamento c’è, ma non prelude ad aperture ad occidente. Prelude, invece, ad uno spostamento dell’attuale minimo barico dell’europa centro-occidentale verso levante o sud-est, a costituire la classica situazione che vede alte pressioni alle medio-alte latitudini e ad ovest e basse pressioni a levante sull’europa orientale o centro-orientale. Le configurazioni di questo tipo sono assimilabili alle situazioni poco mobili e presuppongono anche una certa relativa persistenza, soprattutto se risultano enfatizzati i moti antizonali. Ed il caso in questione presenta, appunto ed almeno in parte, queste caratteristiche, marcate da un azzorriano che mostra orientamenti espansivi verso est/nord-est, da un’area anticiclonica sulla scandinavia, e da una circolazione ciclonica su europa centro-orientale e, tendenzialmente, su penisola balcanica. Il disegno, riferito alla situazione generale prevista tra fine mese ed inizio ottobre, è eloquente proprio nell’identifcare questo quadro. Presenta i due elementi fondamentali caratterizzanti, quali una espansione anticiclonica est/ovest alle alte latitudini ed un asse di saccatura o struttura ciclonica con asse est/ovest alle latitudini medie, e che tende a temporanea estensione retrograda verso sud-ovest. Una tale estensione, corrispondente ad un certo moderato guadagno verso occidente associato a rotazione antioraria del corrispondente asse di saccatura, rientra nella fisiologica dinamica di queste situazioni, in grado di produrre e di mantenere, per qualche tempo, un quadro instabile e fresco, primariamente per il settore adriatico e, in progressione, per il centro-sud. Difficile dire che cosa accadrà poi nel lungo termine successivo ai primissimi giorni di ottobre, ma è probabile che tutta la faccenda maturi con uno sfumare del profilo rex blocking e con il sopravanzare di una nuova fase da promontorio anticiclonico…

Autore Pierangelo Perelli

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La, non facile da definire, evoluzione dei prossimi giorni…


Siamo in presenza di una situazione e di una evoluzione complesse ma anche assai interessanti, anche dal punto di vista didattico. La saccatura, tendente a vortice, in azione sull’europa occidentale e sulla penisola, è programmata per maturare in un contesto bloccato o semi-bloccato, in veste di rex o dipole blocking. In questo modo la relativa circolazione depressionaria in quota, sempre più chiusa e disposta tra europa centro-occidentale e nostre regioni settentrionali, è destinata a pochi spostamenti e ad insistere per qualche tempo, mantenendo un tempo variabile o instabile, segnatamente sul centro-nord, ma non solo. La dinamica troposferica oscilla tra situazioni zonali ed anti-zonali, e quelle anti-zonali maturano in relazione a sviluppi meridiani e a blocchi che ostacolano il fisiologico fluire del grande flusso ovest-est, con il risultato, più o meno, di stagnazioni, flussi meridiani, flussi anti-zonali, retrogressioni. Le due circolazioni chiuse o semi-chiuse, enfatizzate nel disegno della situazione prevista intorno ai giorni 26/27, rientrano in tali scenari e corrispondono alla configurazione bloccata rex o dipole sopra menzionata, costituita da un cut-off o semi cut-off anticiclonico e da un cut-off o semi-cut-off ciclonico. E’ possibile, in virtù del fatto che prima o poi anche le situazioni più stagnanti si sbloccano, che qualcosa tenda successivamente a muoversi, e, sulla base di dinamiche ben note in questi casi, magari con la risalita del vortice (vedi freccia piccola tratteggiata) ed il suo riassorbimento da parte del flusso ovest-est sulla media europa. Ma è altrettanto vero che una tale evoluzione non sembra così semplice da realizzarsi. Ed anzi, potrebbe, invece, accadere che la mobilizzazione del contesto avvenga senza apprezzabili riprese zonali e con un modesto spostamento della depressione verso est o sud-est anziché verso nord o nord-est (vedi freccia piccola relativa), a disegnare un profilo ancora di segno rex blocking (rappresentato dalle due lunghe frecce grandi), più o meno duraturo e, stavolta, rappresentato dalla classica configurazione con promontorio sull’europa centro-settentrionale e con saccatura, ad asse orizzontale est-ovest, balcanico-mediterranea…

Autore Pierangelo Perelli

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22 settembre 2025 inizia l’autunno astronomico.

Alle 20:19 ore italiane di lunedì 22 settembre cadrà l’equinozio d’autunno, momento in cui terminerà ufficialmente l’estate astronomica lasciando il posto all’autunno.

L’autunno meteorologico invece è iniziato il primo settembre, dura tre mesi interi e termina il 30 novembre.

Questo viene fatto perché i dati sui singoli mesi possono essere confrontati meglio per le valutazioni climatologiche.

Mentre l’equinozio d’autunno  è il momento di passaggio tra l’estate e l’autunno, in senso astronomico nel nostro emisfero boreale.

Il termine Equinozio deriva dal latino e significa “notte uguale al giorno”

Oggi le ore di luce e quelle di buio sono uguali.

Questo accade perché i raggi solari giungono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.

Autore Dott. Centra Massimo

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STA PER TERMINARE QUESTA LUNGA FASE CALDA .

STA PER TERMINARE QUESTA LUNGA FASE CALDA .
Durante questa nuova settimana avremo un tempo autunnale con temperature in calo con rovesci di piogge e temporali.
Inizialmente le precipitazioni interesseranno le regioni settentrionali e quelle tirreniche del centro, poi gradualmente anche il resto dell’Italia.

Autore Dott. Centra Massimo

NOTIZIEMETEOITALIA

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La possibile e complicata dinamica meteo della settimana…


Situazioni zonali perfettamente mobili e situazioni di blocco offrono alle previsioni difficoltà di diverso genere. In linea teorica una situazione bloccata o in ristagno tende a garantire previsioni più semplici da elaborare. Ma occorre considerare l’area in questione. Perché se l’area medesima è dentro, ad es. il relativo promontorio, non può essere certo complicato prevedere una situazione di bel tempo o di stabilità duratura. Diverso, però, il discorso, se il contesto è quello di una situazione di confine o di una circolazione ciclonica associata ad anche piccoli spostamenti o piccole variazioni di fisionomia. Quanto sembra che possa maturare nei prossimi giorni, ancorato ad un affondo che poi finisce per disegnare una sorta di dipolo, è proprio questo. La saccatura atlantica, in progressione verso l’europa occidentale ed il mediterraneo, un pò si scontra con un sub-tropicale si arrendevole ma non completamente, ed un pò, a monte, viene a risentire di una rimonta del sub-tropicale ramo atlantico, destinata a produrre qualcosa di inerente ad un cut-off anticiclonico, tra nord-atlantico e nord-europa. Una combinazione perfetta di eventi che è in grado di incastonare lo stesso affondo in un cut-off ciclonico in quota, disposto tra europa centro-occidentale e nostre regioni settentrionali. Ecco che il tempo della settimana potrebbe allora non offrire estremi di maltempo ma potrebbe, comunque, offrire un tempo variabile, ed a tratti perturbato, in linea generale soprattutto nei primi giorni della stessa settimana e soprattutto sul centro-nord, sempre comunque nell’ambito, per come detto, di una situazione complicata e di difficile previsione. Il disegno si riferisce alla situazione prevista in quota intorno ai giorni 24/25, ed ovvero a quando l’affondo, dopo aver precedentemente raggiunto le nostre regioni, è maturato nel cut-off sopra descritto. Nello stesso disegno, con il supporto delle frecce che servono a rappresentare il jet stream dei 250 hPa, si possono individuare: il grande flusso di alta quota che, per il grosso, devìa verso nord, divaricandosi e riservando alle basse latitudini una diramazione che scivola ad ovest di gibilterra; il cut-off anticiclonico, frutto della rimonta anticiclonica motivo della frammentazione o della deviazione suddetta del getto, disposto sul nord-europa; il cut-off ciclonico, più a sud, tra europa centro-occidentale e italia settentrionale, residuo della saccatura che, per i motivi indicati, perde contatto con il flusso dominante delle alte latitudini, diventa circolazione a sé stante e disegna, con il cut-off anticiclonico ed approssimativamente, quella che possiamo definire una situazione a dipolo. Detto tutto questo occorre sempre, poi e comunque, considerare la possibilità che il forcing oceanico possa, in tempi più o meno rapidi, riassorbire la faccenda e ripristinare qualcosa di più attinente ad una configurazione mobile. Ma per la verifica di quanto potrà accadere nel finale del mese c’è ancora tempo…

Autore Pierangelo Perelli

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Progressi verso l’autunno…


Il gradevole scampolo di estate settembrina andrà sfumando ad inizio settimana prossima per gli effetti di un affondo atlantico, nelle vesti di una ben definita saccatura in movimento da ovest o nord-ovest. E’ probabile che il medesimo affondo disegni un quadro meno estivo e più autunnale, ma in un contesto ancora non così chiaro. Sulla sua evoluzione, successiva al disporsi tra la francia e la spagna settentrionale, sussiste, infatti, ancora una certa incertezza. Sarà inevitabile una prima fase di peggioramento, localmente intenso a partire da ovest, seguita da una successiva più probabilmente ancorata ad un contesto di variabilità. Rientra nelle ipotesi evolutive la possibilità del classico transito da ovest ad est ma con la eventualità che, a seguire, maturino, o un corso con saccatura balcanica in maturazione retrograda, oppure un cut-off in stagnazione tra le regioni settentrionali e l’europa centrale o centro-occidentale. In entrambe le evoluzioni possibili sono da considerare sia un certo richiamo di correnti più fresche da levante e sia la persistenza di un tempo non perturbato ma neanche splendido o stabile, con una distribuzione del tempo peggiore o migliore tutta ancora da definire. Il disegno, riferito alla situazione prevista intorno ai giorni 22/23, è identificativo dell’affondo descritto, mentre la simbologia, dalle frecce alle linee, vuole rappresentare l’evoluzione nella direzione del cut-off e di una distribuzione barica che tende a produrre un generale ristagno, con alta pressione sul centro-nord europeo e circolazione chiusa ciclonica in quota, stazionaria e disposta, come detto, tra l’europa centrale o centro-occidentale e le nostre regioni settentrionali. Tra l’ipotesi evolutiva della saccatura balcanica ad asse est-ovest in relativa estensione verso occidente e quella del cut-off sopra indicato variano sia la distribuzione della eventuale instabilità che il grado di diminuzione delle temperature. Ragione per la quale, al seguito del peggioramento della prima parte della settimana ed al netto, in ogni caso, di un movimento stagionale verso aspetti più autunnali o meno estivi, quanto da stabilire per la seconda parte della settimana e, soprattutto, per gli ultimi giorni del mese, rimane di difficile previsione. Potete capire, e lo ribadisco ancora una volta, il non senso, a mio parere, di post, titoli, articoli che trattano di cosa accadrà o potrà accadere tra 12/15 giorni, o, ancora peggio, il prossimo mese o la prossima stagione. Roba corrispondente ad aria fritta? Beh, a mio parere si. E senza mettere in dubbio il valore di calcoli e ricerca meteo che si, elaborano proiezioni di lungo termine ma che, in nessun modo, lo fanno con l’intenzione di dirti come sarà, con una dose accettabile di probabilità, il tempo tra 15 giorni, un mese, tre mesi, un anno…

Autore Pierangelo Perelli

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Scampoli d’estate…


E’ fisiologico e statisticamente dominante che il mese di settembre offra scampoli di estate, generalmente meno prorompente, più sbiadita, ma, talora, non dissimile da quella dei mesi propriamente estivi. E nel corso dei prossimi giorni, per come già intravisto in precedenza, si prospetta proprio una fase stabile e dal tipico segno estivo, anche se certamente di segno settembrino, vale a dire con temperature non così alte. Detta stabilizzazione si avvale di un sub-tropicale che rialza gradualmente la testa, inizialmente associato ad una componente più azzorriana o atlantica e, successivamente, associato al determinarsi di un’area di alta pressione meno legata all’atlantico e, dinamicamente, più in sintonia con il ramo afro-mediterraneo. Questo, però, non spaventi i freddisti più di tanto, giacché il clima dovrebbe mantenere la connotazione di un clima caldo ma senza eccessi e, sostanzialmente, relativamente gradevole. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno a metà settimana, decisamente indicativa del promontorio sub-tropicale, non così invasivo, dai massimi in quota dislocati ad ovest sul mediterraneo occidentale, ma pur sempre foriero di rialzi termici. L’evidenza di un’area anticiclonica anche al suolo, ben estesa sullo scacchiere sud-occidentale euro-mediterraneo, rafforza, a sua volta, l’idea di un contesto stabile e relativamente durevole, con la possibilità che il bel tempo perduri sino almeno ad inizio terza decade. Il dopo, forse minacciato da una saccatura nord-atlantica, è ancora lontano e non è il caso, per come fanno alcuni, di fornire indicazioni su date, addirittura precise relative all’arrivo dell’autunno o su eventi certi per quei giorni, perché facendolo, più che ritenere di trattare di meteo mi sentirei di trattare di favolistica…

Autore Pierangelo Perelli

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Inizia oggi Primo Settembre l’autunno meteorologico

L’autunno meteorologico inizia oggi, primo settembre, dura tre mesi interi e termina il 30 novembre.

Questo viene fatto perché i dati sui singoli mesi possono essere confrontati meglio per le valutazioni climatologiche.

Mentre l’equinozio d’autunno che quest’anno cadrà il 20 settembre , quando in Italia saranno le ore 20 , è il momento di passaggio tra l’estate e l’autunno, in senso astronomico nel nostro emisfero boreale.

Autore dott. Centra Massimo

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Il tempo perturbato in arrivo ed in rapido transito…


La fase meteo delle prossime ore è quella del transito, sembra abbastanza veloce, di una saccatura, che, oggettivamente, presenta connotazioni dinamiche tali da poter produrre, segnatamente al nord, temporali anche di una certa intensità. E temporali di una certa intensità associati ad elementi di instabilità, nonché corso del jet stream e wind shear non estranei alla possibilità di inneschi di significativa vorticità. Ovviamente da qui a dire che avremo le solite supercelle che molti vedono dove non sono ce ne corre, anche se il fenomeno non possiamo escluderlo. La moda della supercella è entrata, prepotente, nelle nostre case. A suo tempo, su un sito si scrisse che una supercella è un temporale molto esteso ed intenso, con nubifragio, grandine grossa e fore vento. Che è come spiegare cos’è l’elefante e dire che un elefante è un animale molto grosso. Ovvio che il sospetto che chi spiega le cose in questo modo non ne sappia è inevitabile. Ma la moda è moda; e se la moda racconta che va di moda la supecella non si può che rammentarla e vederla a dismisura, anche perché non fa solo moda, ma attira certamente di più del dire semplicemente di un forte temporale. Venendo al razionale ed al tecnico gli elementi del wind shear, per come ho detto, sono di convergenza e di netta vorticità positiva, ragione per la quale, quanto meno temporali a multicella di una certa intensità dobbiamo aspettarceli. Se poi, in qualche raro caso, si innescheranno la vorticità orizzontale e l’updraft associato in grado di produrre mesocicloni, lo vedremo. Va, altresì detto, che non necessariamente il temporale a supercella è più intenso o dannoso di quello di una multicella. Dipende, anche perché esistono vari tipi di supercella. E’ vero che in genere il temporale a supercella è intenso o violento, ma forti venti, grandine grossa, nubifragi e persino trombe d’aria, in tal caso non mesocicloniche, possono verificarsi senza bisogno di supercelle. Il disegno segna la situazione prevista nel breve termine, identifica la saccatura dell’affondo e del transito sopra descritto, e, con le frecce, la dinamica di venti al suolo ed in quota, caratteristici della classica situazione di convergenza, wind shear positivo, e, di conseguenza, tempo assai instabile…

Autore Pierangelo Perelli

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Supercella o multicella?….

Supercella o multicella?….
Spuntano come funghi, ogni volta che sussistono situazioni temporalesche, le cosidette supercelle. Spuntano, ovvero, nelle informative di siti, social, ecc. Non che non vi possano essere delle supercelle. Ma, in verità, il fenomeno della supercella non è così frequente ed il più spesso delle volte anche certe situazioni temporalesche molto violente, con downburst, grossa grandine e, persino, trombe d’aria, non sono dovute a supercella. Sono dovute più semplicemente a situazioni di temporali a multicella, che si tratti di sistemi stazionari, sistemi mobili come nel caso di fronti freddi e squall line, ecc. Certamente l’individuazione dei sistemi temporaleschi non è facile e la materia è complessa; tant’è che liquidarla, come sto facendo, con uno schema semplice, è riduttivo. Il range è ampio e vario, comprensivo di situazioni ibride. Tuttavia, dovendo fare una sintesi della sintesi i temporali, quando ad es. analizzati al radar ed ovvero in base alla struttura o schema della distribuzione delle precipitazioni ma non solo, possono essere divisi in tre grandi categorie: a cella singola, a multicella, a supercella. I temporali a cella singola si verificano ma sono anche non frequentissimi perché in genere dalla evoluzione di una prima cella nascono altre celle. Nella stragrande maggioranza dei casi le situazioni temporalesche sono, di fatto, a multicella. E sono a multicella secondo una classificazione che considera la multicella a cluster non lineare (con poca presenza di azione da parte di venti in quota), la multicella a cluster lineare (linearità dovuta a forti venti guida in quota), la multicella lineare mobile in fronte freddo (con traslazione della linea temporalesca). In verità la faccenda è più ampia, perché abbiamo certe situazioni evolutive della multicella mobile quando equiparabile a squall line ed abbiamo situazioni a multicella ad ampio raggio come nel caso di MCS (sistema convettivo a mesoscala) e nel caso del meno frequente MCC (complesso convettivo a mesoscala); ma dovendo sintetizzare al massimo lo schema è questo. Infine abbiamo la fantomatica supercella, che presenta caratteristiche tutte particolari e specifiche (con l’elemento primario differenziale e specifico, appunto, costituito dal mesociclone, ovvero dalla vorticità) e che corrisponde ad un fenomeno non così frequente. Frequente lo è nella stagione dei tornado sulle grandi pianure USA, dove possono svilupparsi anche delle vere e proprie linee di supercelle. Ma da noi la supercella capita ogni tanto. E quando capita capita come fenomeno relativamente isolato; più raramente nell’ambito di situazioni temporalesche ed accanto ad altre celle ed a multicelle. Non che debba essere isolata per forza; ma la sua caratteristica di pompa aspirante molto intensa tende ad attrarre tutto per sé il carburante che alimenta i temporali, ed ovvero l’aria caldo-umida intorno a sé. Tant’è vero che non presenta apprezzabilmente, come nel caso invece delle multicelle, il fenomeno dello sviluppo di celle figlie e la rigenerazione (vedi la sua particolare flanking line). E’ pur vero che riconoscere al radar una supercella a volte non è semplice. Ma, in ogni caso, bisogna sempre partire dalla osservazione degli eventuali V-notch, inflow notch e hook-echo. E troppo spesso questi aspetti non vengono considerati appieno, così come non viene considerata, nella osservazione diretta, la eventuale presenza del mesociclone con la wall cloud e con la rotazione, invece talora considerata come tale quando si tratta di semplice shelf-cloud. Cosicché un temporale violento, con l’evidenza di una situazione molto marcata al radar, e magari con grandine grossa, downburst, spettacolare shelf-cloud e via dicendo, diventa, erroneamente, una supercella…

Autore Pierangelo Perelli

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Forti piogge oggi al nord e in Toscana, tra domani e sabato piogge anche al centro sud.

Nelle prossime 24/36 ore saranno probabili delle abbondanti piogge nelle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali, a causa di forti contrasti termici tra il richiamo molto caldo nord africano e l’aria piu’ fresca di origine oceanica.

Non sono da escludere dei nubifragi, dei temporali autorigeneranti, grandinate e colpi di vento.

Nella giornata di venerdì le precipitazioni si sposteranno gradualmente verso sud est e andranno ad interessare anche il resto del centro e le regioni meridionali.

Temperature in calo graduale da domani,seppur sarà una diminuzione della temperatura temporanea.

Autore Dott. Centra Massimo

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Fase da estate stanca o matura…

Lo schema del flusso in alta troposfera, e ad es. ai 250 hPa, ci da l’idea di un quadro prettamente oceanico, relativamente zonale, e con fronte polare non così elevato di latitudine. Al netto di un sub-tropicale che, come è normale che sia, al di sotto di una certa latitudine presenta ancora valori prettamente estivi, su europa centrale ed europa settentrionale si identifica una configurazione da stagione stanca e da primi segnali di autunno. Non si tratta di dire che l’estate è finita. Tutt’altro. L’estate potrà anche, nel corso del prossimo mese, tornare a fare la voce grossa. Ma è un fatto che la fase in corso, e destinata a sfociare anche nei primi di settembre, è, come detto in precedenza e rispetto alla calura della prima parte di agosto, tutta un’altra estate, quanto meno sul centro-nord. Il disegno del jet stream dei 250 hPa si riferisce alla situazione a 72 ore e mostra in maniera chiara un flusso groenlandese che, con onde successive spinge verso il continente riuscendo ad affondare, a momenti, sino sul mediterraneo, e neanche con ondulazioni talora troppo effimere e secondarie o derivate. Là dove i colori sono più scuri e le frecce sono più grandi risultano i contrasti più consistenti e le accelerazioni più intense, con l’evidenza di una spinta o di un forcing nord-ovest/sud-est di tutto rispetto, capace certamente di spingere aria fredda in quota verso latitudini più meridionali e, conseguentemente, di muovere o generare saccature fino sull’area mediterranea settentrionale. Non si tratta certamente di cose da autunno; ma si tratta comunque di una disposizione che favorisce variabilità, talora accentuazione della instabilità al passaggio di dette ondulazioni negative, e contenimento, almeno sul centro-nord, delle temperature…

Autore Pierangelo Perelli

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Tutta un’altra estate…

Il break tutt’ora in atto introduce una nuova fase della stagione, di sicuro meno brillante ma, nel contempo, più gradevole. Ed è molto probabile che questo residuo del mese finisca per offrire un contesto con temperature contenute ed una certa variabilità. Nulla di compromesso in assoluto ma neanche senza motivo di disturbi atlantici in grado di rendere il tempo associato ad una certa alternanza di momenti meno movimentati e di momenti con transiti o di relativa instabilità variamente distribuita, non solo delle ore diurne e delle zone interne. Nella sostanza non sembra che avremo, da qui a fine mese, riprese del sub-tropicale particolari. Sembra, invece, che avremo un flusso mediamente zonale, più o meno ondulato, con trasporto di moderate saccature o infiltrazioni, in grado di interessare o lambire le nostre regioni centro-settentrionali. Il disegno, della situazione generale riferita ai giorni 24/25, mostra chiaro il senso di un contesto occidentale atlantico relativamente mobile, con movimento di apprezzabili sistemi perturbati sul centro-nord europeo e con il mediterraneo quale area di confine tra detto disegno e quello meridionale del sub-tropicale. Il respiro atlantico dopo un periodo di freno del medesimo e specialmente a fine agosto, non è cosa strana; è cosa fisiologica che rientra negli equilibri della dinamica del grande quadro associato al jet stream nel contesto degli scambi termici a livello emisferico. In tal caso le eventuali onde positive diventano meno pronunciate o meno solide, non in grado di frenare il forcing zonale, risultando invece mobili e talora più termiche che dinamiche. L’onda anticiclonica che mostra il disegno e che sale oltre le isole britanniche rientra in questa ottica, tant’è che è destinata a ridimensionamento e a movimento verso levante. Merita una notazione particolare la profonda circolazione ciclonica a largo delle isole britanniche e che rappresenta, in parte, la derivazione dell’uragano Erin, attualmente a ridosso dell’East Coat. Il medesimo uragano rientra, infatti, tra quelli che finiscono per essere agganciati dal flusso zonale ed essere trascinati in oceano verso nord-est, diventando, a tutti gli effetti, cicloni extratropicali ed ovvero tutt’altra cosa, anche se, talora, mantenendo una certa forza memore di quello che sono stati…

Autore Pierangelo Perelli

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Break dell’estate in vista…


Quanto si legge sempre, qua e là, a proposito di meteo e soprattutto nelle situazioni di cambiamenti con la possibilità anche di cambiamenti climatici drastici come in questo caso, è quanto mai vario e surreale. Si va dai soliti titoli che indicano la fine dell’estate alla menzione della possibilità di tempeste simil-tropicali o anche medicane, in un quadro davvero fantasioso. Ma quale fine dell’estate? Una rottura ad inizio terza decade di agosto come fa a costituire la fine dell’estate? Ma quale medicane? Il transito di una saccatura mobile lungo il centro-nord e con una sfuriata temporalesca cosa c’entra con situazioni da medicane ? Ho detto del cambio meteo. Si conferma, infatti, quanto già analizzato in precedenza ed a proposito dei due step destinati a rivoluzionare la situazione attuale quale quella di un sub-tropicale che ingloba buona parte del mediterraneo. Il primo step sta maturando ed è quello che vede una rimonta anticiclonica lungo l’europa occidentale destinata a disegnare un quadro da moderato flusso settentrionale tra adriatico e penisola balcanica; il secondo è quello che contribuirà ad affossare l’azione del sub-tropicale in maniera più drastica e caratterizzato da un rinvigorito forcing oceanico capace di trasformare l’attuale cut-off in atlantico in una saccatura mobile. Detta saccatura, in veste di diramazione di una area depressionaria ben più profonda disposta alle alte latitudini, appare in grado di muovere verso levante e di coinvolgere il nostro centro-nord intorno a metà settimana, con il risultato di un break di tutto rispetto. Un evento che farà anche da elemento introduttivo di una configurazione zonale, occidentale o nord-occidentale, che, pur se potrà corrispondere anche a riprese anticicloniche, corrisponderà, nel contempo, a qualcosa di attinente alle azzorre, ad una dominante oceanica, ed eventualmente a variabilità con la possibilità di ulteriori transiti di instabilità. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 20/21 ed illustra il transito della saccatura nonché, con il supporto della simbologia, il contesto prospettico descritto…

Autore Pierangelo Perelli

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La possibile evoluzione meteo da qui a fine seconda decade…


Questa fase di grande caldo andrà avanti ancora per qualche giorno; poi la configurazione che la sostiene comincerà a vacillare e la sua storia, sulla base di due step successivi di differente fisionomia, dovrebbe concludersi. Ho detto dei due step. Il primo, inquadrabile nell’immediato dopo ferragosto è quello che vede una rimonta di alta pressione verso le isole britanniche con conseguenti moderate riduzioni bariche in mediterraneo destinate, quanto meno, ad allentare la compressione adiabatica foriera del grande caldo. Il secondo, inquadrabile in dirittura di fine seconda decade, è quello di un ravvivato flusso atlantico capace di agganciare l’esteso cut-off atlantico impantanato ad ovest della rimonta anticiclonica sopra indicata, e capace anche, di muovere la relativa saccatura verso sud-est sino, si spera, a ridurre, poi ed ulteriormente, l’ondata di caldo e l’onda sub-tropicale responsabile. Il mio disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 16/17 ed identifica la maturazione del primo step sopra indicato. La simbologia, a sua volta, intende rappresentare tutta l’evoluzione, che va dal presente (freccia rossa continua) al primo step (freccia rossa tratteggiata) ed al secondo step (frecce blu)…

Autore Pierangelo Perelli

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Il possibile relativo ridimensionamento del caldo dopo ferragosto…


Noto, ma non mi sorprende, che certi commenti ai miei post meteo su certe pagine servizi meteo, denotano la diffusa mentalità che vede i social come uno strumento di ricerca di soddisfazione dei propri centri cerebrali della gratificazione. E non c’è dubbio che per una stragrande maggioranza di presenza social consenso e numero di like rappresentino una sorta di ancora di salvezza o motivo di vita. Non vale, però, per il sottoscritto. I miei centri cerebrali della gratificazione sono sensibili a tutt’altro ed a ben altro. Starò su FB fino a che mi verrà di scrivere per puro divertimento personale e per la passione che ho per certe materie, come, appunto, la meteo. Per cui sarà molto molto improbabile che commenti la meteo a suon di titoloni ed articoli surreali o grotteschi acchiappa allodole e facili al consenso ed ai like. Mi fa piacere, che si tratti di meteo, di musica, o di altro, che quanto scrivo venga letto ma niente di più. Del consenso e dei like, che non hanno nessuna importanza eccezion fatta per ragioni di tipo commerciale, mi interessa zero. Chiarita questa faccenda vengo al commento di quanto ci dicono le carte, che altro non fanno che, almeno in buona parte, confermare quanto già da me scritto in precedenza. L’ondata di caldo in atto sarà certamente dura a morire per come è dura a morire la presenza solida del sub-tropicale. Un minimo di crepe del medesimo, tuttavia, si può cominciare a scorgere, a partire dal dopo ferragosto. Tutto viaggia ancora sull’onda dell’incertezza. Ma è altrettanto vero che, se la saccatura atlantica precedentemente indicata come relativamente minacciosa troverà ostacolo a progredire finendo per impantanarsi in oceano, notiamo comunque, già nei prossimi giorni, il determinarsi di una debole falla in quota in mediterraneo centrale, e notiamo, soprattutto e proprio immediatamente dopo il ferragosto, un incremento dei valori barici sull’europa nord-occidentale, magari in grado di pilotare le correnti dominanti più da settentrione. Nel disegno, che serve a mostrare la situazione generale prevista intorno ai giorni 15/16, si può notare una fisionomia coerente con la tendenza sopra indicata, con la falla in ristagno ad ovest delle isole britanniche, con la debole falla sul sud della penisola balcanica, con la saccatura sulla scandinavia che preme verso sud o sud-est, e con la rimonta anticiclonica in direzione dell’europa nord-occidentale. Ovvero un quadro di elementi che sembrano concorrere a creare quel minimo di cambiamento che può, quanto meno, un pò ridimensionare l’ondata di caldo in corso…

Autore Pierangelo Perelli

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Le prospettive della settimana di ferragosto


Il ritorno del caldo dopo un periodo di temperature persino sotto media identifica la seconda vera ondata di calore della stagione. Leggo del ritorno all’estate dell’africano dopo un periodo di estate in linea con quella di una volta, ma, in verità, quella di parte di luglio non è stata l’estate di una volta o quella tipicamente azzorriana. Le azzorre, infatti, non si sono caratterizzate con la classica espansione verso ovest ad abbracciare buona parte del mediterraneo ma si sono caratterizzate con massimi sul medio-alto atlantico ed a ridosso dell’europa centro-nord occidentale a supportare una corrente dominante nord-ovest o groenlandese capace anche di affondi. Da cui il regime moderatamente instabile con aria mite o, in alcuni casi, fresca. I prossimi giorni intendono appartenere a tutt’altra storia ed a quella, appunto, che delle azzorre non vede neanche l’ombra e che vede, invece, una solida affermazione del sub-tropicale di segno afro-mediterraneo. Tutto questo corrisponde ad una variazione del profilo del grande flusso occidentale, favorevole al determinarsi di una moderata onda negativa a largo in oceano e di una altrettanto moderata onda positiva all’altezza di mediterraneo ed europa centrale. Avremo, in questo modo, rialzi termici apprezzabili, anche se le punte più alte le subiranno l’europa occidentale e poi l’europa centrale. Se osserviamo il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 11/12 notiamo ancora presente proprio detto profilo. Lo notiamo, tuttavia e rispetto ai giorni precedenti, con qualche elemento di disturbo in più, sia per effetto di diminuzioni bariche in quota ed in loco e sia per effetto di una modesta saccatura atlantica che, presente ad ovest delle isole britanniche, sembra voler guadagnare posizioni verso sud-est. Un quadro del genere può far pensare, correttamente, ad una certa riduzione graduale del caldo ed alla possibilità che, intorno alla metà del mese, si possano anche determinare le condizioni di una certa variabilità se non di un aumento di instabilità sul nord o sul centro-nord. Tuttavia lo vedremo, anche perché non tutti i modelli presentano una tale prospettiva, per quanto l’ipotesi di una riduzione del caldo da metà mese con certi elementi di cambiamento del contesto generale, non appaia così remota…

Autore Pierangelo Perelli

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Il ritorno dell’estate piena…


Il caldo che farà non è ancora definito o definibile. Di sicuro, dopo un periodo di temperature sottomedia e di un luglio assai privo di ondate di calore, il ritorno ad una estate piena ed incondizionata, era da mettere nelle attese. Così come era da considerare il ritorno ad un profilo barico in quota più consono al periodo stagionale. Ovvio che in agosto la riaffermazione di un quadro che vede il sub-tropicale ridisporsi solido in mediterraneo non può fare una grande notizia. La fa per certi siti, canali o servizi a cui piace annunciare i fenomeni meteo con le solite espressioni tanto colorite quanto, a mio parere, fuori luogo. Tra l’altro, come ho scritto sopra, il caldo che farà, in merito alla sua durata e alla sua intensità, è ancora in fase di verifica. Le emissioni dei vari istituti, infatti, lo descrivono con modi non ancora troppo uniformi, tenendo anche conto della possibilità che intorno alla metà del mese e/o successivamente, i massimi barici tendano a configurarsi un pò ad ovest e si possano anche avere deboli infiltrazioni in quota. Di sicuro appare molto probabile, soprattutto da metà settimana, un cambio di circolazione generale che annulla la bella corrente nord-occidentale relativamente instabile sosituendola con la barriera anticiclonica del sub-tropicale. Naturalmente nulla a che vedere con le fantomatiche e surreali invasioni di aria sahariana che si dicono nei TG, nulla a che vedere con mostri, esplosioni, e situazioni drammatiche. Molto a che vedere, però, con il ritorno a temperature da solleone agostiano, sostenute soprattutto dalla compressione adiabatica di valori barici in quota che mostrano di risultare alquanto consistenti soprattutto nel fine settimana. Nel corso della prossima settimana, poi, detti valori potrebbero un pò diminuire, configurarsi come valori massimi un pò più ad ovest, così da rendere le temperature un pò meno sopra media o nella media. Ma è troppo presto per poter delineare quanto avverrà nel corso della settimana di ferragosto, per cui vedremo. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 8/9 e mostra, con il supporto della simbologia (con le frecce grandi il profilo delle aree bariche in quota e con le frecce bianche il profilo dell’anticiclone al suolo) la ben diversa situazione rispetto a quella che ci ha interessato nei giorni scorsi e che ci sta interessando tutt’ora…

Autore Pierangelo Perelli

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Estate gradevole ancora per qualche giorno…


La gradevole estate di fine luglio continuerà ancora nei primi di agosto, sostenuta da una bella corrente groenlandese capace anche di produrre, seppur in maniera non conclamata, disturbi o affondi mediterranei. Uno di questi è quello di questo fine settimana, che non mancherà, certamente, di determinare una nuova ondata di instabilità sul settentrione o sul centro-nord. Il fatto, poi, che detto affondo potrebbe essere l’ultimo della serie non esclude che, almeno sino ai giorni 5/6, la stagione sia in grado di mantenere le temperature entro un certo limite. Il ritorno ad una estate con le temperature conseguenza di stabilità da sub-tropicale ben presente o, addirittura, da rimonte in sede mediterranea, è, comunque ed inevitabilmente, dietro l’angolo. Si tratta solo di capire in che termini. Ovvero con quali valori barici e con quale fisionomia di profilo il flusso dominante in quota, che corre tra il sub-tropicale e le depressioni oceaniche, andrà a ricollocarsi rispetto all’attuale sua disposizione che lo vede correre da nord-ovest a sud-est. In ogni caso appare assai probabile che la gradevole corrente oceanica, sostenuta da una struttura azzorriana ben disposta in atlantico ed influente, torni ad accompagnare una fisionomia decisamente più estiva con recuperi anticiclonici a tutte le quote, nei termini ancora tutti da decifrare e che, naturalmente, vedremo. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista nei giorni 5/6, presenta ancora il corso atlantico azzorriano in atto, mentre la simbologia serve a proporre l’ipotesi del successivo cambio di circolazione, quale quello di un flusso dominante in quota che tende a ruotare in senso antiorario ed a conseguente risalita di latitudine all’altezza del mediterraneo…

Autore Pierangelo Perelli

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Piogge e temporali dal Nord al Centro-Sud Lunedì 28 luglio. Allerta GIALLA meteo-idro in dodici regioni.

Una perturbazione atlantica in arrivo dall’Europa centrale porterà, a partire dalle prossime ore, un netto peggioramento del tempo sull’Italia. Rovesci e temporali colpiranno inizialmente il Nord, per poi estendersi domani al Centro e a parte del Sud. I fenomeni più intensi e persistenti sono attesi sul versante adriatico dell’Emilia-Romagna e del Centro.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento della protezione civile nazionale.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, domenica 27 luglio, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco, su Lombardia e Veneto, in estensione all’Emilia-Romagna e dalle prime ore di domani, lunedì 28 luglio, sono attese precipitazioni sparse, a prevalente carattere temporalesco, sulla Toscana, in estensione a Lazio, specialmente nelle zone interne, Umbria e Campania. Dal mattino di domani, inoltre, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco, anche sulle Marche, in estensione ad Abruzzo e Molise.

Infine, i fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 28 luglio, allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico su parte di Lombardia e Liguria – al Nord – e di Campania e Puglia al Sud. Allerta gialla anche sull’intero territorio di Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche e Molise.

Fonte: dipartimento protezione civile nazionale

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L’estate cambia volto.


Dire che l’estate cambia volto non significa certo dire che arriva l’autunno. Tutt’altro. Ma significa, comunque, che, nel corso dei prossimi giorni, assumerà la connotazione di una estate governata da impulsi del nord-atlantico e di quella estate che ben poco ha a che vedere con ondate di caldo e stabilità anticiclonica. Le prospettive di detta stagione assai gradevole, per quanto anche disturbata e non esente da fenomeni localmente anche di una certa intensità, si disegnano almeno sino ai primi di agosto. E non si tratterà neanche della classica stagione azzorriana, non caldissima ma stabile. Si tratterà proprio di un quadro da correnti instabili settentrionali o nord-occidentali, di un flusso dominante capace di veicolare, secondo lo schema più classico dei flussi settentrionali attivi, impulsi successivi. Non sembra che detti affondi siano destinati al mediterraneo occidentale. Se lo fossero avremmo ondate di tempo perturbato relativamente marcato e generalizzato. Sembra che siano destinati piuttosto al mediterraneo centrale e centro-orientale; cosa che si confà maggiormente con il regime climatico estivo. Ma saranno sufficienti, per come risultano nelle indicazioni dei vari istituti, a produrre un contesto di tempo assai variabile/instabile e con temperature ben contenute, se non anche sotto media, soprattutto sul centro-nord ed in particolare sui settori orientali. Il disegno, che si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 28/29, definisce in modo chiaro il quadro di un maturo affondo in quota nord/sud che raggiunge, seppur con valori barici non così bassi, il mediterraneo, ed in cui trovano spazio ondulazioni secondarie o impulsi successivi, evidentemente destinati a caratterizzare una fase italica relativamente movimentata e da raffrescamenti. Si nota anche come la figura anticiclonica a supporto, quale quella, in questo caso, di matrice oceanica, faccia blocco nel medio/alto atlantico e conforti l’idea del periodo con le caratteristiche sopra descritte…

Autore Pierangelo Perelli

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Verso una possibile fase meno calda e più instabile…


Le componenti da considerare nella configurazione euro-atlantica della fase in corso sono un flusso del nord-atlantico instabile che coinvolge le latitudini medio-alte del continente ed il sub-tropicale che, al netto di ondulazioni più o meno pronunciate verso nord e temporanee, abbraccia le latitudini meridionali. Nulla di più classico. Delle due componenti, nel prossimo futuro, sarà la prima componente a guadagnare posizioni. E le guadagnerà, certamente non attraverso chissà quale affondo o guadagno in latitudine, ma di sicuro e, quanto meno, sulla base di sue diramazioni in veste di saccature secondarie o infiltrazioni capaci di indebolire parte del sub-tropicale in mediterraneo, soprattutto nelle sue aree centro-orientali. Che in estate gli affondi si caratterizzino soprattutto come infiltrazioni in quota poco ciclogenetiche coinvolgendo i settori balcanici e del mediterraneo orientale piuttosto che quelli del mediterraneo occidentale rappresenta una condizione fisiologica o una regola. Ed una regola che, più o meno, dovrebbe valere anche per l’affondo sopra menzionato e destinato a cambiare, almeno in parte, la scena meteo nella direzione di un transito di instabilità e di raffrescamenti. L’evoluzione prevista è di quelle rapide nelle quali il flusso instabile atlantico scivola, con tanto di curvatura ciclonica in quota, sino all’altezza del medio mediterraneo, ed attraversa la penisola da ovest ad est, o anche da nord-ovest a sud-est, coinvolgendo soprattutto il centro-nord e, gradualmente, introducendo una generale componente settentrionale. Inevitabile, da metà settimana, un incremento generale della instabilità sul centro-nord, destinato a strascichi sull’adriatico, accompagnato e seguito da raffrescamenti, possibili anche al meridione dopo la temporanea fiammata in corso. Ancora dubbi rimangono, peraltro, riguardo al grado di affondo ed al maggiore o minore coinvolgimento dei settori tirrenici, che, in questi casi ed in base alla resistenza dell’anticiclone, sono sempre da mettere in conto. Per come i vari istituti delineano, poi, il fine mese o l’immediato inizio di agosto, è assai corretto fermarsi qui, giacché il range delle possibilità che include quella di un successivo affondo capace di seguire le orme del precedente, quella di un successivo affondo che corre a latitudini settentrionali poco incisivo, o ancora quella di un affondo che scende questa volta più ad ovest con esiti tutti da capire, è davvero troppo ampio. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 25/26 ed illustra, con l’evidenza della infiltrazione in quota in transito e di un contesto ben più azzorriano in sviluppo, quanto sopra descritto…

Autore Pierangelo Perelli

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Fase estiva, ma con qualche disturbo e senza eccessi di caldo…


Il sub-tropicale continua a mantenere posizioni relativamente meridionali, ostacolato da sistemi depressionari che governano la fascia centrale o centro-settentrionale del continente. La presenza di una figura anticiclonica sull’estrermo nord fa, a sua volta, la sua parte, contribuendo al mantenimento di detta situazione. L’infiltrazione, sotto forma di modesta e piccola saccatura o goccia fredda, attualmente tra corsica e baleari, rientra nel contesto di detto quadro, orientato a qualche disturbo ed al mantenimento di una fase non troppo calda. La medesima circolazione depressionaria, sostanzialmente presente in quota, dopo aver prodotto un momento instabile su aree del centro-nord andrà rapidamente esaurendosi, fagocitata da un certo rialzo barico e da un sub-tropicale che proverà a guadagnare posizioni. Tuttavia, seppur considerando le incertezze del caso e la necessità di verifiche future, lo stesso sub-tropicale non sembra orientato a produrre promontori in pieno mediterraneo; ma sembra orientato ad espandere un’onda più ad ovest e tra iberia e vicino oceano, con la conseguenza di una possibile certa incisività del flusso perturbato dell’europa centrale, contestualizzabile in una struttura ciclonica che può diventare in grado di coinvolgere, con il suo flusso settentrionale instabile, nord-est ed adriatico (vedi disegno della situazione prevista intorno ai giorni 16/17). Un fatto che, nel complesso, può essere interpretato come l’espressione di un trend che non vede, almeno per qualche altro giorno, ritorni di vere onde di calore o spinte africane in quota. E’ ancora da vedere che cosa, in tal senso, potrà accadere poi tra fine seconda ed inizio terza decade, quando la spinta settentrionale sopra indicata si sarà esaurita o trasferita verso levante. C’è la possibilità, infatti, che, mentre si avvicina da ovest una nuova saccatura, si possa avere l’espansione di un’onda positiva in mediterraneo; ma rimane ancora da capire la sua connotazione di onda stazionaria o di onda pre-frontale…

Autore Pierangelo Perelli

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Clima gradevole ancora per qualche tempo…


Il clima gradevole in corso, frutto dell’affondo dei giorni scorsi e della relativa saccatura tendente a cut-off, ora disposta sull’europa orientale ad inglobare, in parte, penisola balcanica ed adriatico, in parte proseguirà. E proseguirà anche se nell’ambito di una tendenza che vede la stessa estesa circolazione ciclonica allontanarsi un pò verso nord. Il movimento di tale circolazione si presenta come quello tipico delle circolazioni chiuse, costrette, da un rialzo barico di blocco ad occidente, a stazionare o a spostarsi con moto retrogrado. Una tendenza che può avere, poi, come destino finale, il relativo riassorbimento da parte della eventuale rinnovata spinta occidentale alle medie latitudini e del cedimento del blocco. Ed è questa proprio l’evoluzione che ci presentano, per i prossimi giorni, i vari modelli. Nel contempo e nel quadro generale è da tener presente anche una componente infiltrativa occidentale che approfitta di un corridoio associato, all’altezza della spagna, ad una minore solidità del’anticiclone. Un aspetto, questo, che può contribuire sia alla possibilità di una infiltrazione atlantica nel medio termine e sia a tenere un pò a bada, ancora almeno per alcuni giorni, eventuali rimonte del sub-tropicale. E’ assai possibile che con lo spostamento retrogrado verso nord-ovest della bella e rinfrescante circolazione dell’est e con una certa, seppur moderata, ripresa dei valori barici legati al sub-tropicale, le temperature possano tendere ad un certo contenuto rialzo. Ma è anche vero che dopo il passaggio della infiltrazione sopra menzionata il sempre minaccioso sub-tropicale sembra dover far presa, almeno inizialmente e nel corso della prima parte della prossima settimana, un pò ad ovest ed in corrispondenza dell’iberia. Se poi, a seguire, sarà di nuovo la calura di una ripresa in pompa magna dello stesso sub-tropicale anche in pieno mediterraneo lo vedremo, giacché è ancora troppo presto per avere certezze in proposito. Il disegno della situazione generale riferita ai giorni 12/13 mostra le componenti in gioco e ne delinea i movimenti tendenziali descritti…

Autore Pierangelo Perelli

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