ULTIMA SETTIMANA DI MAGGIO. TENDENZA PER IL 2 GIUGNO.

Vediamo i possibili scenari atmosferici con i quali potrebbe chiudersi il mese di Maggio e la tendenza per l’avvio della stagione estiva, che partirà il prossimo 1 Giugno.

L’ultima settimana del mese di Maggio chiuderà i battenti all’insegna della dinamicità stagionale, con una tendenza verso la stabilizzazione entro Giugno, come dicevamo nell’ultimo articolo inerente alla seconda parte del mese. L’invadenza delle correnti atlantiche innescherà, ancora una volta, flussi umidi ed instabili sul Mediterraneo ed anche sulle nostre regioni, specie settentrionali, mentre risulteranno più al riparo quelle meridionali.

Di fatti la tendenza della corrente a getto (300 hPa) a rimanere bassa di latitudine, causa temperature ancora fresche sugli Stati Centrali, innescherà una marcata ondulazione verso metà settimana con marginale interesse anche del Nord Italia, questo a dimostrazione di un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo sui settori settentrionali. Tuttavia, seppur le zone del centro-sud vivranno poco e nulla, esclusa la possibilità di qualche temporale da contrasto, aria più fresca si farà strada lungo tutti i settori.

Con tale ondulazione prevista già ad inizio settimana, si andrà smontando l’ossessivo comando atlantico W-E con le prime masse d’aria anticicloniche e più miti pronti ad invadere Groenlandia ed Islanda, relegando aria più fredda verso est ma con un anticiclone africano che ormai sprizza energia da tutti i pori. Ne conseguirà, dunque, una particolare esposizione dei settori del Nord ad aria fresca continentale, merito di una bassa pressione, che si andrà instaurando tra Germania e Polonia. Nel frattempo inizierà a stabilizzarsi sempre più la situazione sui settori di ponente e del Sud Italia grazie a timide rimonte africane. Tale dinamica andrà a caratterizzare, molto probabilmente, anche il ponte festivo del 2 Giugno, ancora piuttosto incerto dal punto di vista di stabilità su tutta la Penisola.

Seguiranno aggiornamenti.

Giacomo De Gregorio.

METEO: EVOLUZIONE SECONDA PARTE DI MAGGIO 2021.

Analisi attraverso GFS ed ECMWF a scala emisferica.

I principali centri di calcolo modellistici inerenti all’evoluzione meteorologica a livello emisferico evidenziano masse d’aria fredde costrette a scendere di latitudine.

L’elevazione di un blocco anticiclonico sugli Urali con anomalie in quota fino a +16 gradi e l’invadenza di aree bariche positive sulla Groenlandia e fin verso il Polo, remano contro la persistenza del vortice polare sui settori d’interesse. Masse d’aria più fredde son costrette a riversarsi lungo il canale aperto sin verso l’Europa centro-orientale con temperature insolitamente fresche per il periodo.

Ciò coinciderebbe con l’indice NAO di riferimento visto in negativo ancora per diversi giorni ma con tendenza a risalire verso la neutralità ed una prima ipotesi inerente alla stabilizzazione atmosferica in Europa nelle prossime settimane.

Indice AO attualmente posizionato sulla neutralità ma con diversi cluster optati a scendere verso il basso e a risalire nuovamente, mantenendo una certa stabilità sempre sulla linea di confine. Ciò farebbe pensare ad una continua dinamicità sul circolo polare artico con conseguenti basse pressioni e masse d’aria più fredde a spasso per più basse latitudini, coincidente con una leggera ripresa della NAO.

CONSIDERAZIONI: in relazione ai dati usati come riferimento, in linea teorica la seconda parte del mese di Maggio dovrebbe essere caratterizzata ancora da una certa dinamicità atmosferica in ambito europeo, con masse d’aria più fredde che dall’artico son costrette a scendere di latitudine. Il tutto a causa di vasti flussi di stabilità atmosferica in allungamento su settori come gli Urali, la Groenlandia ed il Polo Nord, spaccando (si fa per dire) il vortice polare rimanente e relegando diversi lobi freddi a spasso anche sotto i 90 gradi di latitudine. Ciò farebbe pensare a fasi ancora piuttosto fresche attese sulle nostre zone, attraverso scambi meridiani tra saccature e promontori, quest’ultimi dovrebbero prediligere i settori occidentali (Spagna, Portogallo) con le prime fasi estive grazie a masse d’aria calde subtropicali.

Giacomo De Gregorio

Prove di maltempo dalla prossima settimana.

Una saccatura dal Nord Atlantico proverà ad infiltrarsi tra le barriere anticicloniche.

IN BREVE: continua la fase stabile e calda dettata da un timido anticiclone che, supportato da aria calda dal Nord Africa, garantisce una parentesi pienamente primaverile dopo un mese di Aprile largamente sottotono. Fase che continuerà anche per i prossimi giorni, in aggiunta ad un’ulteriore spinta di correnti africane che andranno ad alimentare un vasto promontorio di alta pressione in espansione sugli Stati orientali e sin verso la Russia meridionale, apportando un netto aumento delle temperature per diverse migliaia di chilometri. Si andrà creando uno schema a tre onde:

l’approfondimento di una bassa pressione sul Regno Unito andrà ad allungare una saccatura di aria più fresca verso sud, dapprima sin verso Stati come Francia, Spagna e Portogallo e successivamente in spostamento verso levante. Una specie di blocco omega al contrario, blocco si fa per dire data la lenta ma accessibile evoluzione della dinamica. Si partirebbe da Lunedì con piogge e temporali intensi sul Nord-Ovest. Dato lo scontro tra due figure bariche totalmente opposte e il rinforzo della ventilazione libecciale su tutti i settori marini, non si escludono fenomeni particolarmente intensi per accumuli sulle zone citate poc’anzi.

Giacomo De Gregorio

PUGLIA: weekend africano ma da domenica primo calo termico.

Aria più fresca atlantica farà ingresso dai quadranti occidentali, mentre domani sono attese delle piogge.

L’innesco di una saccatura d’aria più fredda pilotata da un lobo del vortice polare centrato sul Mare di Barents, richiama aria calda dal continente nord-africano in direzione Italia centro-meridionale. Le temperature in questi giorni si stanno portando ben oltre i 20 gradi o anche sopra i 25, complice l’assenza di ventilazione, che risulta debole o al più poco moderata. La presenza, ciononostante, delle correnti da sud, trasporta una gran quantità di vapore d’acqua dal Mar Mediterraneo che automaticamente aumenta la capacità di umidità relativa in sospensione, portando notevoli disagi su molte zone meridionali ed anche della Puglia. A ciò è connesso anche una gran quantità di pulviscolo sahariano in quota che macchia i cieli delle nostre regioni. Si son fatte vive anche le cosiddette nebbie da mare, specie sull’arco ionico, innescate dal transito di una massa d’aria più calda su di una superficie marina ancora piuttosto fresca (13-14 gradi). Domani, nonostante la formazione di fenomeni derivanti dall’affondo di aria più fresca sui settori occidentali, continuerà a prevalere il flusso caldo subtropicale, il che causerà un’elevata sensazione di caldo umido nelle ore serali sui settori centro-settentrionali della Puglia, mentre un primo ricambio d’aria arriverà dalla mattinata di domenica circa.

Ma cosa aspettarci nei prossimi giorni?

La modellistica ci proietta verso una prima settimana di Maggio molto più gradevole, con aria fresca nord-atlantica che farà il suo ingresso sul Mediterraneo a partire già da sabato (Nord) per poi estendersi tra domenica e martedì anche al resto della Penisola.

Difatti, la formazione di una bassa pressione tra Biellorussia e Russia, innescherà l’allungamento di un timido canale instabile che evolverà con asse NW-SE, aprendo dunque alla possibilità di un periodo nettamente più vivibile dal punto di vista igroscopico con temperature anche in calo e correnti in rotazione dai quadranti settentrionali. Al momento risulta esigua la disponibilità di fenomeni precipitativi, tuttavia potrebbero già tornare da metà settimana grazie al transito di un moderato cavo d’onda in seno ad un area fredda ed instabile che si andrà a posizionare sugli Stati settentrionali. Tuttavia non mancherà qualche isolato fenomeno.

Giacomo De Gregorio

SETTIMANA DAL SAPORE…AFRICANO.

Correnti calde dal Nord-Africa caratterizzeranno la fine di Aprile ed il weekend festivo.

Correnti calde dal continente africano hanno iniziato il loro viaggio verso nord e, accompagnati da forti correnti meridionali, trasportano un moderato quantitativo di sabbia dall’entroterra che, nei prossimi giorni, tenderà ad aumentare, specie sulle regioni centro-meridionali.

La presenza di aria fredda artica sugli Stati centrali, permetterà l’allungamento di una timida saccatura analogamente fredda su Spagna e Portogallo, richiamando appunto calde correnti dal Nord Africa che potranno toccare quota +20 gradi e sfiorare i +24 gradi ad 850 hPa. TUTTAVIA c’è da specificare l’attuale temperatura della superficie marina, con un delta termico che oscilla intorno ai 3 gradi ( tra i +12 ed i +15 gradi). Di conseguenza c’è da aspettarsi di certo un ulteriore aumento termico nei prossimi giorni ma, associato ad una temperatura marina ancora piuttosto fresca, subirà un certo “stemperamento”. Tendendo dunque a mitigarsi, la colonnina termica potrebbe toccare i +30/+32 gradi solo sulla Sicilia centro-orientale (Ragusano in pole). Tale ipotesi risulta avvalorata anche dalla totale assenza di vento (o comunque relativamente debole), la quale non avrà alcuna influenza sulla colonna termica. Altrove temperature che, sicuramente, supereranno i 20 gradi, eccezion fatta per le regioni settentrionali in balia di correnti più fresche settentrionali, le quali si manterranno decisamente più “vivibili” dal punto di vista termico. La circolazione instabile sulle regioni del centro-nord potrebbe poi essere il preludio di un peggioramento che, e sottolineo il condizionale, potrebbe concretizzarsi a partire dal 3/4 Maggio anche più verso sud.

Giacomo De Gregorio

TEPORI PRIMAVERILI ASSENTI SUL MEDITERRANEO.

Seconda parte di Aprile che potrebbe continuare sulla falsa riga della prima. Masse d’aria più fredde continueranno a transitare sull’Europa centrale.

Come anticipato pochi giorni fa, continua a mancare l’assenza di una figura stabile e mite sul Mar Mediterraneo. La mancanza di giornate miti e soleggiate, sta provocando diversi danni alle colture italiane, con le gelate notturne che si stanno tramutando in un vero e proprio killer dei campi agricoli.

Ma perché siamo in Aprile e continua a far freddo?

Precisiamo innanzitutto il fatto che, la stagione primaverile, vive di dinamicità atmosferica, vive di regimi ondulatori delle varie circolazioni bariche che, a seconda dei casi, apportano temperature più o meno consone alla stagione di transito.

Di conseguenza è del tutto ERRATO associare la stagione primaverile alla bella stagione estiva, in quanto l’una non rappresenta l’altra. Specie in Aprile, le nostre latitudini possono ancora essere interessate da refoli freddi provenienti dalle regioni dell’Artico, ciò però non toglie che stiamo vivendo un mese un po’ sottotono.

Vediamo brevemente il perché di quest’anomalia a livello europeo:

Media ITCZ

L’immagine sopra allegata rappresenta la posizione della linea di convergenza intertropicale, situata sugli Stati dell’Africa centrale. Qui convergono rispettivamente gli alisei dei due emisferi che dettano legge sulla posizione delle calde circolazioni subtropicali. Come potete notare, la linea nera rappresenta la posizione che nel suddetto periodo dovrebbe assumere tale convergenza ma, in realtà, la posizione risulta leggermente al di sotto della media di riferimento. Il che si tramuta in una bassa circolazione calda, poco propensa a risalire verso Nord ed a portare i suoi tepori sul Mediterraneo. Quest’anomalia a livello continentale rappresenta un’ulteriore chance per masse d’aria più fredde di portarsi di diversi gradi a sud del “normale”.

Un’altra concausa molto importante, assimilata a bassi livelli di calura continentale, è la quasi totale assenza di circolazioni di bassa pressione in Atlantico. Bisogna chiarire che, molte volte nella stagione invernale, la presenza di vaste circolazioni cicloniche in Oceano è garante di tempo stabile sui nostri settori, con le classiche nebbie da irraggiamento o avvezione che si vanno a creare sulle pianure, questo a causa dell’espansione dell’anticiclone delle Azzorre verso levante. Ebbene, la mancanza di un fattore chiave così importante (valori negativi dell’indice di teleconnessione NAO INDEX), apre spiragli ad elevazioni anticicloniche verso latitudini più alti, fungendo da vero e proprio muro oppressivo nei confronti sia di saccature oceaniche sia di masse d’aria più fredde nord-orientali che, così facendo, son costrette a muoversi verso gli Stati centrali lungo un canale instabile apertosi dalla ferita anticiclonica. Ciò favorisce bruschi cali di temperatura su diverse zone che, generalmente, riscontrano cieli più miti e piovosi. L’assenza di piogge serie, unita a freddi tardivi in espansione, rappresentano minacce estremamente pericolose per le diverse colture. Una situazione che, a parte brevi pre frontali di calore, non sembra destinata a cambiare ancora per diversi giorni.

Ne riparerleremo.

Giacomo De Gregorio.

INSTABILITA’ SUL MEDITERRANEO: CAUSE E CONSEGUENZE.

Aria fresca ed instabile permarrà in quota per diversi giorni.

Stiamo vivendo un mese di Aprile particolarmente dinamico e, talvolta, anche sotto la media termica del periodo. Contrariamente al mese di Febbraio (ed anche di Marzo), il quarto mese dell’anno (che rappresenta il passaggio dall’inverno alla stagione più calda) si sta dimostrando pimpante dal punto di vista “fresco”. Tale accesa dinamica è da ricercarsi principalmente in situazioni troposferiche, poiché al momento permane calma piatta in stratosfera. Attualmente più fredda del periodo di riferimento, si scorgono ancora diverse incertezze per quanto riguarda il FINAL WARMING, ovvero un ultimo riscaldamento della stratosfera della stagione “invernale” e che potrebbe condizionare le varie circolazioni bariche in troposfera.

Totalmente assenti dal Mar Mediterraneo, gli anticicloni in rinforzo sul Vecchio Continente, sembrano prediligere le più alte latitudini come la Penisola Scandinava, lasciando campo libero a correnti più fredde artiche in discesa. Complici bassi livelli della NAO INDEX, l’Atlantico patisce l’assenza di figure di bassa pressione, il che favorisce il rinforzo di figure atmosferiche più stabili verso zone come la Groenlandia, Regno Unito, Norvegia e Finlandia.
Il corposo raffreddamento, poi, dell’est Europa ed in particolare dei Balcani, nei prossimi giorni, andrà ad alimentare una circolazione instabile centrata proprio sulla nostra Penisola, apportando piogge , temporali e nevicate a medio-alte quote. Il tutto garantito da temperature sotto la media alla quota di riferimento di 850 hPa e dal continuo afflusso di più fresche correnti orientali.

Dunque cosa aspettarci?

L’attuale allungamento della saccatura d’aria fredda verso l’Italia, provocherà la rottura di un’area instabile che muoverà verso la Francia, unendosi con un ulteriore impulso instabile e fresco proveniente dall’est europeo. Ciò andrà a determinare prevalentemente INSTABILITA’ SPARSA sui settori settentrionali della Penisola. Al sud, la traslazione del minimo verso sud-ovest, causerà un primo richiamo più temperato. Successivamente (da venerdì più o meno) la discesa di un minimo di bassa pressione verso sud-est, unito a correnti secche di richiamo sul versante settentrionale, determinerà un temporaneo miglioramento delle condizioni meteo, mentre sul Mezzogiorno inizierà a piovere (venerdì).

La circolazione anti oraria della palude barica di geopotenziale sul Mediterraneo sarà responsabile, successivamente, di un nuovo parziale peggioramento atmosferico a partire da domenica sulle regioni di nord-est, versante adriatico e nuovamente centro-sud Italia.

In ogni caso si chiarisce che si tratterà principalmente, come anticipato, di INSTABILITA’ SPARSA. Seguiranno aggiornamenti.

Giacomo De Gregorio.

PUGLIA: FREDDO, PIOGGE E NEVICATE ALMENO FINO A MARTEDI’

Migliora da mercoledì.

Nello stesso giorno che coincide con il passaggio del timone tra la stagione invernale e quella primaverile, ovvero l’equinozio che ci traghetterà verso la bella stagione, le regioni del Sud son piombate nuovamente in un clima che registra fenomenologia tutt’altro che “bella”.

La temporanea elevazione dell’anticiclone verso le più alte latitudini (nei giorni scorsi registrati picchi di +20 gradi in Islanda), permette l’afflusso di aria più fredda artico-continentale con asse NE-SW (nord-est/sud-ovest), la quale responsabile della brusca caduta in picchiata del profilo termico meridionale ed anche della Puglia. Suddetta circolazione continuerà a produrre i suoi effetti almeno per un’altra settimana, con un miglioramento che dovrebbe intervenire dalla giornata di mercoledì 24 Marzo, grazie alla spinta anticiclonica la quale, però, non riuscirà inizialmente a mitigare le temperature. Ragion per cui continueremo a registrare temperature piuttosto fresche, specie di sera, almeno fino alla fine del mese.

Tuttavia, e su questo urgeranno aggiornamenti, nella giornata di giovedì 25, un timido impulso instabile legato al nocciolo freddo nel frattempo spostatosi sul Mar Nero, potrebbe apportare ulteriori, ma deboli, note instabili.

A seguito sembrerebbe delinearsi un periodo primaverile, ma ne riparleremo.

Giacomo De Gregorio

Anomalo afflusso mite nella prima settimana di Febbraio.

L’ennesimo affondo instabile al largo del Portogallo innescherà la risalita di un promontorio di origine sub-tropicale.

Lo split del vortice polare troposferico determinerà lo spostamento di un delle due masse gelide sul versante euro-asiatico, che proverà a trascinarsi lungo gli Stati più meridionali.
L’impresa riuscirà solo in parte, a causa dell’assente blocco anticiclonico che, posizionandosi più ad ovest, trascinerà parte dell’aria fredda ad ovest e sino in Portogallo/Marocco. Il tutto causerà, come detto poc’anzi, un anomalo richiamo mite per il periodo.

Difatti da 3 al 7/8 febbraio circa, il Mediterraneo vedrà i termometri portarsi anche oltre i 20 gradi in molte località. Il pattern andrà lentamente ad evolvere nel corso dei giorni successivi, con formazione di alcuni minimi di bassa pressione in movimento verso levante. Ciò, oltre ad una primavera anticipata, apporterà un nuovo richiamo umido e ventoso sulle regioni centro-meridionali, immergendole in un clima autunnale.
Dalla primavera all’autunno nel giro di qualche giorno.

Nell’immagine sopra allegata potete notare il brusco contrasto termico nel giro di qualche centinaia di chilometri. Gli Stati dell’Europa centro-meridionale interessati da aria molto mite in libera atmosfera di origine subtropicale, quelli dell’Europa più settentrionale ed orientale immerse in un clima gelido.
Da sottolineare la moderata velocità della corrente a getto curvata verso gli Stati centrali la quale, oltre ad essere divisore delle corrispettive masse d’aria, apporterebbe una certa instabilità sui settori più prossimi al contrasto termico.

Giacomo De Gregorio.

Gelo russo lambisce l’adriatico: le conseguenze e le possibili evoluzioni.

Una massa d’aria gelida affluirà sui settori orientali, lambendo la nostra Penisola. Dinamica ancora estremamente incerta.

Temperature a 1450mt del modello europeo.

Dopo le fitte nevicate di Madrid e del centro-nord Italia, uniti alle correnti sciroccali e piovose del centro-sud, la circolazione si appresta a cambiare schema d’evoluzione.

Il riscaldamento in stratosfera non ha tardato a produrre effetti, tant’è che a due settimane ecco le prime conseguenze:

Una bassa pressione di origine artica, attualmente centrata sulla Scandinavia, inizia a muovere verso sud, distaccandosi dal flusso perturbato delle alte latitudini.


Oltre a racchiudere aria fredda, nella sua evoluzione verso il basso, richiamerà aria gelida dalla Russia (in alcuni casi fortemente gelida) sull’Est Europa, con nazioni come Romania ed Ucraina che avranno il picco con una -16 in quota ad 850 hPa.
Da lì la massa d’aria andrà incontro ad un rialzo termico dipartita in più direzioni, fino ad una -12 in Albania che è pronta a sfiorare le coste adriatiche.

Oltre l’Adriatico sorge il problema, con l’afflusso di termiche gelide che non risulta ancora chiaro: questa mattina l’americano GFS mira tutto ad est, con la nostra Penisola lambita soltanto da termiche più fredde e quota neve a partire dai 600 mt in su.
Volgendo lo sguardo a centri di calcolo diversi, vedasi ICON o GEM ad esempio, ma anche lo stesso parallelo dell’americano, la situazione risulta nettamente più a favore delle nostre coste, con quota neve praticamente in pianura e sulle coste, grazie all’afflusso di una -8 in quota ad 850 hPa.

Temperature a 1450mt del modello americano
Temperature a 1450mt del modello canadese
Temperature a 1450mt del modello tedesco
Temperature a 1450mt del modello americano parallelo

E’ chiaro dunque come la situazione risulti estremamente incerta ancora oggi, in particolare a causa delle ingerenze atlantiche da ovest che risultano una mina all’evoluzione di masse d’aria gelide.

Ci aggiorniamo.

Giacomo De Gregorio