La possibile dinamica del VP da qui a metà terza decade…


Nel valutare la tendenza o le possibili tendenze meteo dei prossimi giorni, soprattutto in relazione ad eventuali programmi freddi, un pò troppo precocemente e con l’inappropriato clamore, sbandierati qua e là, ho voluto disegnare questa piccola animazione che, pur nella ovvia approssimazione, serve ad esporre un possibile trend del vortice polare sullo scacchiere euro-oceanico, tra i più indicati dagli ultimi run dei modelli. L’animazione, che in tre passaggi inquadra l’andamento del VP da qui a metà terza decade, mostra quella che, in fondo, è una delle evoluzioni più classiche e più frequenti in questi casi. Si parte da un disegno che indica un profilo da blocco ad omega intorno al quale incalza una spinta retrograda fredda da est ed una spinta atlantica che forza in senso meridiano ed in sede iberica. I sogni freddisti che può innescare l’estensione retrograda del lobo asiatico del VP sono, però, almeno temporaneamente, disturbati da una evoluzione nelle successive 72 ore che vede prevalere l’incalzare dell’atlantico, un pò ostacolato dall’alta pressione ma, alla fine, in grado almeno di progredire da ovest alle basse latitudini; da cui il molto probabile peggioramento da depressione mediterranea su isole e sud-italia in particolare. Nei successivi 3 giorni che portano alle 144 ore la tendenza prevalente, suggerita dal secondo step dell’animazione, mostra qualcosa che, ulteriormente, non rientra proprio nel gradimento dei freddisti ma che rientra molto nel quadro, come sopra detto, di una delle più classiche evoluzioni in queste situazioni, e vale a dire nel quadro della evoluzione che vede ridursi il blocco e che vede un ridisporsi dei forcing o dei grandi flussi in quota lungo i paralleli, con apertura ad ovest, ricompattazione, almeno parziale, del VP, e tendenza del flusso freddo antizonale a disporsi oltre una certa latitudine, nell’ambito della tendenza al ricostituirsi di un contesto zonale. Con l’ultimo step che ci porta a metà terza decade, ed ovvero un pò troppo lontano nel tempo per prenderlo proprio per buono, la dinamica del VP sembra, poi, almeno temporaneamente, voler consolidare la tendenza indicata che tiene il freddo a latitudini elevate rispetto al mediterraneo e che, a più basse latitudini, fa prevalere il flusso da ovest. Ma, ripeto, qua si comincia ad essere, anche se statisticamente con la tendenza più probabile, nel fantameteo, tant’è che le speranze freddiste associate alla fine del mese, non solo possono non cancellarsi, ma possono addirittura rianimarsi in relazione alla ipotesi che, in dirittura di fine mese, appunto, lo spavaldo flusso da ovest torni in sofferenza…

AUTORE PIERANGELO PERELLI

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