
Scienza e decenza…
Conoscenza vera e logica fanno il paio degli strumenti per poter affrontare, in maniera sensata, ogni argomento. Diversamente si rischia di dire inesattezze o peggio. E troppe, effettivamente, sono le inesattezze e le fantasie che scorrono nella rete a proposito, ad es., della meteo. Ha poco senso guardare carte a 8-12 gg, presentarle e, nel contempo, esaltarsi e fare dissertazioni speranzose, che il più delle volte sono anche fantasiose. Chi si dichiara esperto dovrebbe sapere che dette carte hanno un valore molto limitato e che vanno tutt’altro che prese per buone. C’è poi chi fa l’osservatore, e sempre del lungo periodo, del vortice polare stratosferico, con l’obbiettivo di scorgere qualche segnale di riscaldamento da associare a speranze e a mezze certezze in relazione ad afflussi freddi. Ma si dovrebbe sapere che il cosiddetto coupling per prima cosa è infrequente, che se anche si verifica non è affatto detto che ci tocchi il freddo, anzi, e si dovrebbe anche e soprattutto considerare che si tratta di carte, per come detto sopra, di lungo termine, e con la probabilità bassa che hanno le carte di lungo termine. Un caso curioso nel senso negativo del termine è, quindi, quello di chi fa il visionario e regala prospettive dilatate ai prossimi anni o ai prossimi decenni, basandosi su sue teorie fantasiose prive di fondamento scientifico e prove, o basate, peggio, sull’andamento dell’anno in corso. Si dovrebbe sapere che l’andamento del clima lo si esamina su periodi di decine o, ancora meglio, centinaia e migliaia di anni almeno, e che l’andamento di un anno, o anche di qualche anno non ha nessun significato in tal senso. Non parlo di tutti coloro che, prospettando qualcosa per un futuro senza indicare le relative serie basi scientifiche a supporto, hanno il conforto di vedere concretizzarsi quanto hanno prospettato e ti dicono che hanno avuto ragione e che sono stati bravi, perché in questo caso siamo davvero nel grottesco. Scienza e logica sanno perfettamente che gli indovini non esistono e che il realizzarsi di una, chiamiamola “profezia”, è completamente casuale. Della serie: punto su testa, ottengo il testa e sono stato indovino. Robe da morire dalle risate. In ultimo c’è il discorso della ciclicità del clima, a cui, certi santoni del clima e della meteo, si appellano, ed utilizzano per elaborare, sempre fantasiosamente, visioni su visioni. E’ pur vero che il clima presenta, analizzato scientificamente nella sua lunga storia, ciclicità, più o meno di lungo e di meno lungo con, peraltro, anche variabilità e dinamiche apparentemente non cicliche, ma è anche vero che l’azione dell’inquinamento dall’inizio, soprattutto, della prima rivoluzione industriale, ha scompaginato la situazione, rendendo assolutamente ulteriormente complicata ogni possibilità di rendere dette ciclicità un criterio per trattare di futuro. Tant’è che l’unico elemento serio in tal senso per fare valutazioni sul futuro rimane l’andamento dell’aumento della temperatura degli ultimi secoli, che ha reso relativamente non precisamente misurabile l’esito dell’influenza di altri elementi naturali. Sul discorso, poi, delle ere glaciali e delle ere interglaciali, quello che affermano certuni è davvero privo di senso, giacché anche nel caso in cui il clima procedesse davvero in tale direzione dovremmo considerare che si tratta di periodi il cui andamento termico corrisponde ad una curva sinusoidale fatta di onde di scale temporali enormi, e molto variabili, con scarti di migliaia e migliaia di anni. Ecco perché non bisogna né leggere e né considerare tutto ciò che, in meteorologia e climatologia, esce da certi limiti, e dai limiti di scienza e decenza…
Autore Pierangelo Perelli

