Tra correnti del nord-europa fredde e correnti occidentali più miti.


La fisionomia della situazione generale prevista per i giorni 27/28 è indicativa di una configurazione che oscilla tra la discesa di masse fredde tra il mediterraneo e la penisola balcanica e una loro estensione verso occidente alle medio-alte latitudini.

Una estensione della depressione fredda dell’europa orientale verso l’atlantico tende ad allontanare l’aria fredda lungo correnti antizonali e ad attivare, alle basse latitudini, correnti oceaniche di segno opposto o zonale. Il motivo di una tale situazione, non così definita o non ancorata ad una precisa fisionomia, risiede in un regime anticiclonico che, a dispetto di una sua presenza su vicino atlantico e su europa nord-occidentale e settentrionale, non presenta la solidità dei blocchi o degli anticicloni che bloccano l’altlantico.

In questo modo l’esteso lago freddo sull’europa orientale è un pò portato ad affondare la sua aria fredda in quota verso le latitudini più meridionali di mediterraneo e penisola balcanica, ma è anche un pò portato a prolungarsi verso ovest, accennando alla classica fusione con la fascia depressionaria oceanica e zonale, foriera di correnti occidentali. E questo nella possibilità di una alternanza tra momenti più freddi e momenti di maggiore influenza da parte delle correnti atlantiche.

Il risultato del tempo di questo fine mese, o sino ai primi di dicembre, può essere allora quello di un tempo assai variabile, in perfetta sintonia con il periodo stagionale, in grado di oscillare tra momenti un pò più freddi in cui affondano parzialmente correnti del nord-europa (meglio inquadrabili in una prima fase) e momenti più occidentali più o meno instabili (meglio inquadrabili in una seconda fase)…

Autore Pierangelo Perelli

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