
Un quadro sempre più orientato nella direzione del flusso atlantico è quello destinato ad inquadrare le correnti nel senso della longitudine e ad allontanare certi propositi di retrogressione fredda sullo scacchiere orientale europeo.
Una tale evoluzione, abbastanza frequente nel periodo autunno-invernale ed in antitesi a blocchi e declinazioni meridiane, è quella che vede aree anticicloniche continentali ed accenni di forcing antizonali sfumare nella grande spinta occidentale, capace di ridistribuire in modo relativamente compatto il contesto della fascia depressionaria delle medie latitudini. In tal modo il periodo che ci trasporta ai primi giorni della terza decade vedrà una stagione tipicamente autunnale, variabile ed a tratti perturbata, in perfetta sintonia con il tempo che viene dall’atlantico.
La mia illustrazione serve a descrivere l’andamento isoipsico e dei forcing a 500 hPa del periodo 17-22 novembre, con l’indicazione delle due azioni contrapposte, quella del nucleo freddo in moto retrogrado sull’europa nord-orientale e quella atlantica delle depressioni in moto da ovest a più basse latitudini, in cui il medesimo nucleo freddo rientra nei ranghi della grande fascia depressionaria pilotata da un sempre più incisivo zonale oceanico. Le linee bianche, rappresentative del contesto isobarico al suolo e presenti nelle immagini relative all’inizio ed alla fine del periodo considerato, forniscono in modo ulteriore l’idea della evoluzione a sfavore di blocchi e movimenti freddi da est o nord-est ed a favore dell’atlantico…

