Fase anticiclonica di lunga durata

Premetto subito che non saranno raggiunti valori record o un tipo di caldo estremo in stile estivo (si sono visti valori peggiori a maggio nella storia più o meno recente del mese), ma l’anomalia sarà quella che appunto vedrà un sopra media moderato e continuo, che di fatto cancellerà le caratteristiche fondamentali del terzo mese primaverile, spesso fatto di variabilità, instabilità e talvolta vere perturbazioni.

L’ultimo maggio molto secco e stabile è stato quello 2017

A inizio settimana prossima comunque il caldo potrebbe aumentare ulteriormente specie su Alpi, nord Italia, centro tirrenico e un po’ tutti i settori occidentali (è già decisamente sopra le medie la Francia in questi giorni). Molto miti ma forse meno colpiti quelli orientali.

Secondo il modello europeo ecmwf l’affondo di una saccatura in est Atlantico aumenterà il richiamo nord africano verso il nostro Paese con l’isoterma +15° pronta a lambire le zone del nord ovest e il Tirreno; potrebbe formarsi la classica configurazione a “omega” con la risalita del promontorio subtropicale tra due basse pressioni.

Si passerebbe così da massime tra i 25 e i 28 gradi (come sta avvenendo adesso) a possibili punte di 30/31 nelle zone più soggette. Di sicuro totali assenti saranno le precipitazioni per i prossimi 7 giorni: relegate alle Alpi con una recrudescenza temporalesca tra venerdì e sabato, quando le correnti appiattiranno momentaneamente la cupola anticiclonica al confine della catena montuosa. Isolatissimi temporalmente e spazialmente gli eventuali altri fenomeni instabili sul resto del Paese.

Vedremo se e quando potremmo assistere ad un break, considerando che comunque avremo un’estate segnata dalla forte siccità pregressa per niente risolta in questa primavera.

Siccità che si manifesta bene anche in questo scatto del sottoscritto ieri pomeriggio nei pressi della foce del torrente Mugnone (secondo corso d’acqua cittadino di Firenze), pronto a seccarsi con una ventina di giorni d’anticipo sul già tragico 2021.

A cura di Simone Scarpelli

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