Persistenza di un contesto di confine, tra l’alta pressione e le correnti fredde dell’europa orientale


Persistenza di un contesto di confine, tra l’alta pressione e le correnti fredde dell’europa orientale


Se esaminiamo la situazione emisferica e quella del jet stream da qui a fine prima decade di febbraio deduciamo che non sussistono scossoni tali da modificare la fisionomia che sta coinvolgendo continente e mediterraneo da qualche tempo. In linea generale detta situazione contempla un influente forcing occidentale ondulato con strutture anticicloniche tra il vicino atlantico e lo stesso continente.

Con una tale configurazione il tempo della penisola non può che essere quello che sta tra relative stagnazioni anticicloniche ed impulsi freddi destinati principalmente alla penisola balcanica e che rasentano i nostri settori adriatici. L’incipiente impulso che sta per scivolare velocissimo lungo la medesima penisola balcanica e destinato a coinvolgerci in parte, non mancherà certamente di produrre un transito di instabilità e di segni invernali, prevalentemente sui settori dell’adriatico ed al sud, ma, per quanto sopra indicato e poiché associato ad un intenso flusso nord-ovest/sud-est, non potrà anche che finire per salutarci in fretta e per defilarsi verso est o sud-est. Il disegno fornisce la situazione prevista in quota nell’immediato inizio mese e mostra, appunto, l’affondo descritto in rapido spostamento verso sud-est. Il profilo del grande flusso occidentale, che inquadra una apprezzabile ondulazione tra oceano e continente, identifica anche, però, un intenso corso ovest-est con significativo gradiente barico tra il sub-tropicale ed il vortice polare, con un vortice polare relativamente compatto e con un contesto, di conseguenza, non favorevole a quei rallentamenti che spezzano il grande flusso occidentale e che attivano spinte ben più meridiane. Una tale configurazione è sottolineata dalla simbologia che contestualizza l’intenso flusso che risale verso nord-est sull’oceano e che ridiscende verso sud-est sull’europa orientale.

Anche per coloro che sperano nei famosi stratwarming il trend appare, almeno per i prossimi 8-10 giorni, abbastanza deludente, anche se va detto che il rapporto causa-effetto tra stratwarming ed afflussi freddi in mediterraneo è una condizione ideale e relativamente rara in quanto non è detto che uno stratwarming abbia ripercussioni sul VP e non è detto che se le ha scateni afflussi freddi alle nostre longitudini. Peraltro è altrettanto vero che il freddo può arrivare anche senza apprezzabili stratwarming, come la storia del grande freddo del febbraio ’56 insegna. Alcuni prestigiosi modelli segnalano che la situazione descritta e possibile protagonista della prima decade di febbraio potrebbe subire una modifica in senso invernale ad inizio seconda decade, ma, evidentemente, c’è tempo per per riparlarne…

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