Sempre più probabile l’arrivo delle piogge su Toscana e nord Italia

Sono ormai quasi due mesi che non transita su queste zone una vera perturbazione atlantica.

Dalla metà di febbraio ad oggi abbiamo avuto varie fasi con temperature invernali intervallate da pause anticicloniche più miti; l’ultima con una forte risalita termica (valori da fine maggio/inizio giugno una settimana fa), mentre tutt’ora stiamo vivendo un ulteriore “colpo di coda” della stagione fredda.

Tutte queste situazioni hanno visto intervenire quasi sempre correnti dai quadranti settentrionali o in parte orientali; situazione che per quasi tutto il nord Italia e la Toscana porta raramente a piogge significative e di fatto anche in questo caso da 10 febbraio siamo andati avanti con vento, secco e isolati rovesci di tanto in tanto nelle zone esposte ad alcuni temporali.

Sembra però che qualcosa stia per cambiare

Un nuovo affondo nord atlantico (stavolta a componente polare marittima) riuscirà a farsi strada piuttosto a ovest con ingresso tra Francia e Spagna, per poi traslare lentamente verso est. Tra sabato e domenica si attendono quindi le prime precipitazioni su Toscana e parte del nord (meno colpito il settore occidentale che al momento sarebbe anche quello più bisognoso di piogge).

Le precipitazioni andranno certamente considerate meglio nei prossimi giorni, ma con gli aggiornamenti attuali potrebbero risultare copiose su buona parte della Toscana e tutti i settori centro orientali del nord entro lunedì.

Tornerebbe a cadere anche la neve sui versanti meridionali alpini a quote più alte rispetto all’ultimo peggioramento (che ha comunque visto solo risibili spolverate): verosimilmente dai 1500/1800m in su (con possibili zone in cui la quota partirebbe più bassa), per poi tornare a calare fin sui 1000m nel caso in cui l’aria fredda riuscisse nuovamente a traboccare in parte verso la chiusura dell’evento perturbato, che è attesa per martedì mattina.

Riguardo alla situazione delle aree pianeggianti piemontesi alcuni modelli vedono ad oggi un “buco precipitativo” sottovento alle correnti, che assumerebbero quasi sempre curvatura ciclonica da sud ovest attivando libeccio, mentre per quelle zone è lo scirocco (quindi sud est) il vento umido più proficuo.

Ma ci sarà appunto da riaggiornarsi e valutare l’esatta entrata della saccatura, correnti definitive ed eventuali minimi sul Tirreno, che potrebbero far aumentare gli accumuli su alcune aree o diminuirli su altre.

Un saluto da Simone Scarpelli

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