POCO FREDDO E MOLTO ATLANTICO

POCO FREDDO E MOLTO ATLANTICO

Mentre prosegue imperterrita la sterile filastrocca dello stratwarming e delle sue molto probabili influenze sul mese di febbraio (tra un pò mi sa che bisognerà cominciare a scomodare marzo) e mentre la neve ed il freddo immaginari continuano a caratterizzare la scena fantameteo il tempo non si cura di tanta fantasia e fa il suo corso quale quello che, semplicissimo da leggere come le pagine di un libro, ci raccontano le carte dei modelli. Stento sempre un pò ad andare ad analizzare carte di lungo termine ma, a volte, e quando c’è molta similitudine tra tutti i vari modelli, le medesime tendono a risultare abbastanza credibili. Per cui, alla luce di un corso occidentale, relativamente mobile e con una alternanza di discrete oscillazioni bariche, si può senzaltro tentare di esaminare quanto dovrebbe succedere da qui a fine mese circa. Purtroppo per me e per tutti i freddisti di interessante c’è ben poco da dire. Non metto mai limiti alla provvidenza, e non escludo mai che, pur osservando una certa tendenza sufficientemente credibile, possano verificarsi sorprese e variazioni di tendenza anche repentine. Ma se devo guardare alla realtà del momento e non sognare troppo devo, ahimé, ammettere che il corso occidentale suddetto ci accompagnerà almeno sino alla fine del mese. Il fatto, poi che, peraltro a fasi alterne, sussistano certi freddi trend della prima decade o prima parte di febbraio, essendo detti trend corrispondenti a un tempo troppo lontano, poco importa. Importa, invece, che gennaio rischia di terminare con un bilancio finale freddisticamente moderatamente deludente. Praticamente scomparsi ogni flebile odore di russo-siberiano ed ogni minimo accenno di irruzioni artiche, ed apparso il concreto senso di un corso ondulato oceanico, avremo, nei prossimi giorni, il graduale transito di una fase da moderata onda ciclonica destinata ad apportare un passaggio di instabilità ed un successivo richiamo di aria relativamente fredda del nord-europa. Relativamente a detta aria fredda e per quello che è il corso descritto non si tratterà però di una irruzione seria e consistente, perché imbrigliata nelle maglie della configurazione mobile occidentale e, pertanto, destinata a muovere rapida verso levante. E per la legge dell’alternanza sarà quindi, a seguire, il promontorio dell’onda anticiclonica a subentrare e a caratterizzare, temporaneamente, il tempo dei giorni successivi. Il disegno, che mostra la situazione prevista in quota per i giorni 28-29 gennaio, fornisce, infatti, la chiara indicazione della suddetta onda positiva in sede iberica ed incipiente. E fornisce anche, con la simbologia, il senso del corso ondulato e, più o meno ondulato, che sembra attenderci. L’onda positiva non dovrebbe, almeno per come sembra allo stato attuale, corrispondere ad un promontorio di stagnazione; dovrebbe invece trattarsi di un’onda, a sua volta, più o meno mobile ed aperta alle velleità di onde negative ed infiltrazioni atlantiche successive ed alla fisionomia di un tempo ancora più nettamente ancorato ad un moderatamente ondulato zonale. Ma questo lo vedremo…

A CURA DI PIERANGELO PERELLI

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