CICLONI TROPICALI, (PARTE 1) , COME SI FORMANO?🌪️

A cura di Lorenzo Colangelo, Andri Thana Alessio Macerola, Davide Casotti.

🌪️CICLONI TROPICALI, (PARTE 1) , COME SI FORMANO?🌪️
Il ciclone tropicale è un profondo centro di bassa pressione dove i venti ruotano vorticosamente in senso antiorario sul nostro emisfero, in senso orario in quello Australe. Essi non si formano a causa dello scontro di due masse d’aria di diversa natura, come i cicloni extra tropicali, e mai alle medie o alte latitudini, infatti hanno origine solo lungo la fascia tropicale o subtropicale ed esclusivamente quando sono presenti alcune condizioni che andremo a descrivere.
È indispensabile che le acque oceaniche siano sufficientemente calde con una temperatura di almeno 26 gradi per alcune decine di metri di profondità, in modo tale che l’aria a contatto con il tepore delle acque diventi instabile e quindi in grado di salire di quota raffreddandosi per espansione e condensando in enormi ammassi nuvolosi tutta la quantità di vapore acqueo sottratta alle acque marine.
I cicloni tropicali non possono formarsi sulla ristretta fascia oceanica dell’equatore per il semplice motivo che in tale zona esiste solo la forza di gradiente e non quella di Coriolis in grado di deviare e invorticare le masse d’aria dirette verso il cento di bassa pressione. Al contrario la forza di gradiente, l’unica presente all’equatore, dirige i venti direttamente dal centro di alta pressione verso quello di bassa pressione senza nessuna deviazione, per questo motivo gli stessi cicloni si formano intorno il 15°di latitudine. Tornando all’aspetto tecnico, diciamo subito che per lo sviluppo di un ciclone tropicale occorre in primis una debole perturbazione che abbia un effetto catalizzatore, animata al suo interno da debole ventilazione verso le quote più alte e da un WIND SHEAR
(variazione di direzione e intensità del vento al crescere della quota) che sia necessariamente moderato, infatti un WIND SHEAR troppo forte dissolverebbe tutto.
Nel caso questi parametri fossero buoni inizierebbe tutto il processo evolutivo con
l’ascesa delle masse
d’aria caldo umide oceaniche, sotto la spinta dei moti convettivi. Come detto: quando una massa d’aria sale di quota si raffredda e condensa in parte il contenuto di vapore acqueo, in questa maniera viene rilasciato calore latente in grado di scaldare ancor più
l’atmosfera contribuendo all’ulteriore maggiore ascesa di masse d’aria caldo umide dalle quote più basse. In questo modo si crea un forte risucchio dal basso verso l’alto che provoca di conseguenza una diminuzione di pressione alle quote più basse a causa della formazione di un vuoto d’aria sulla superficie marina. Questa condizione fa in modo che dalle zone circostanti, distanti qualche centinaio di km, accorrono masse d’aria calda a riempire il vuoto lasciato in superficie, tuttavia, le masse d’aria lontane dall’equatore richiamate dal centro di bassa pressione, saranno deviate dalla forza di Coriolis assumendo il classico moto rotatorio ciclonico attorno al minimo di pressione. La piccola e blanda perturbazione si è trasformata in un depressione tropicale.

NEL PROSSIMO ARTICOLO (PARTE 2)
L’ EVOLUZIONE DEL SISTEMA IN TEMPESTA TROPICALE 🌪️🌪️🌪️🌪️🌪️🌪️

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