STORIA DEL CLIMA:. IL DEVASTANTE TURBINE TEMPORALESCO DEL 6 LUGLIO 1729 A VENEZIA E NEL POLESINE.

STORIA DEL CLIMA

IL DEVASTANTE TURBINE TEMPORALESCO DEL 6 LUGLIO 1729 A VENEZIA E NEL POLESINE.

Il 6 Luglio 1729 Venezia e l’attuale Provincia di Rovigo furono investiti da un temporale di grande violenza e lunga durata che per ore flagello’ città e campagne provocando morti, feriti e grandissimi danni.
Un testimone di quello che successe quel giorno, il Signor Procaccia di Firenze, che si trovava a Venezia, fece una relazione scritta di tre pagine nella quale parla di “cielo oscurissimo , mai più veduto, accompagnato con lampi spaventosissimi, e moltissimi fulmini a secco con un turbine di vento orribilissimo a tutta Venezia “
Il peggioramento fu repentino dopo una mattinata serena, anche se con vento, la nube oscura sembrò come inghiottire Venezia, e dopo poco si scatenò il fortunale.
I fulmini cadevano ovunque, mentre il vento batteva la città con una furia devastante, la popolazione, secondo il Procaccia, era molto spaventata a causa “del fiero scuotimento che faceva delle case, e di un istantaneo e grandissimo freddo”.
Per ore Venezia e il suo territorio furono in preda alla furia degli elementi, un fulmine cadde sul campanile della Chiesa di San Giorgio, ma i danni non furono gravi, più gravi invece furono i danni alla Chiesa di San Samuele dove alcune case furono danneggiate, a Murano un uomo colpito da un fulmine morì all’istante, mentre alcune case furono scoperchiate, e alberi sradicati, affondarono due navi adibite al trasporto del sale, e molte barche da legname.
Il vento imperverso’ per circa tre ore, la gente impaurita e chiusa in casa assisteva attonita alla furia del maltempo, mentre le campane delle varie chiese continuavano a suonare per segnalare il pericolo.
Anche l’attuale Provincia di Rovigo fu investita dalla tempesta, ci furono danni alle case e alle chiese, e il grano che era stato segato fu portato via dal vento.
A Loreo (Rovigo) crollarono tre case, e una donna anziana e malata costretta a letto, morì sotto le macerie, ci furono anche molti feriti, e il vento portò via tegoli ed embrici, mentre alcune case furono completamente scoperchiate.
Dopo tre ore circa il vento si attenuo’ e venne una forte pioggia che continuò quasi tutta la notte, il giorno dopo 7 Luglio fu una giornata autunnale, il cielo grigio e freddo sembrava intonarsi con la mestizia della gente che vedeva la propria città e la proprie case danneggiate dalla violenza degli elementi atmosferici.
Dopo qualche giorno il tempo miglioro’, ma il ricordo di quella tempesta rimase a lungo nella mente dei Veneziani e degli abitanti del Polesine.

A cura di Fausto Pagnini

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