Riscaldamento globale: tutto il pianeta si riscalda in eguale misura?

Riscaldamento globale=tutto il pianeta si riscalda. Si, ma ci sono zone dove avviene di più e zone dove avviene di meno. Nelle zone dove il riscaldamento è maggiore abbiamo i due poli, con un riscaldamento superiore ai 2 gradi pre rivoluzione industriale, le latitudini settentrionali tipo Alaska e Siberia, l’Australia dove ormai gli anni sono sempre più bollenti e poi ci siamo noi, il mediterraneo. Ebbene si, il mare nostrum e zone attigue sono tra le zone più pesantemente colpite. Inverni praticamente inesistenti si susseguono da anni, a parte rari casi sparuti, estati bollenti che sistematicamente ogni anno si presentano spesso iniziando da Aprile e finendo anche a Ottobre inoltrato, scarsità di precipitazioni in tutte le stagioni, compensate solo da brevi intermezzi temporaleschi o da piogge tropicali che scaricano ingenti quantità di pioggia in pochissimo tempo, i cosidetti flash floods e non le bombe d’acqua che tanti ci propinano. Ghiacciai che si ritirano, terreni che si inaridiscono, fiumi e laghi che si prosciugano, limite delle nevi perenni in continuo rialzo e chi più ne ha più ne metta. Stiamo parlando della cosidetta amplificazione mediterranea, tanto studiata in vari studi, ricerche, simulazioni computeristiche.

Il tutto a causa di anomalie nel campo delle correnti a getto polare e subtropicale e di un indice SNAO (summer north atlantic oscillation) accentuatamente negativo. In inverno invece, spesso gli indici AO e NAO sono pesantemente positivi. Si prevede in base a quanto detto, che ciò che stiamo già sperimentando, potrebbe accentuarsi nel corso dei prossimi decenni. In sostanza: le temperature africane potrebbero occupare stabilmente per tutto l’anno le nazioni mediterranee, mentre le temperature mediterranee canoniche, si sposterebbero più a nord. Le stagioni europee, già stravolte, possono andare incontro a variazioni imponenti. I 46 gradi di Parigi dell’estate scorsa, potrebbero diventare la norma e nel mediterraneo tranquillamente possono raggiungersi anche i 50 gradi.

A cura di Francesco Loparco

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